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La fuga del lavoro

19 luglio 2012

Sarei molto tentato di parlare della Sicilia: dal punto di vista dei conti, e dei costi, una voragine che al confronto Alessandria sembra un esempio di buona gestione. Eppure, ci scommetterei, anche una realtà destinata ad una sorte ben diversa rispetto alla nostra.

Ma non buttiamola sul campanilistico, e continuiamo ad occuparci dei disastri di casa nostra. I dati sull’occupazione (meglio, sul mercato del lavoro “in panne”) di ieri li avete credo visti anche voi. E’ una waterloo, inutile girarci attorno: 51 mila persone in cassa integrazione e mobilità in tutta la provincia, e 32 mila e 500 disoccupati. Moltiplicate pure per due, se volete sapere quanti solo quelli veri, e aggiungeteci migliaia e migliaia di liberi professionisti e collaboratori di aziende che hanno salari da fame, e nessuna garanzia.

Ah, giustamente Silvana Tiberti (segretario provinciale Cgil) invoca chiarezza sull’emergenza Palazzo Rosso e partecipate, ricordando che non ci sono lavoratori di serie B, mentre ogni volta che “salta” una cooperativa sembra che si stia parlando di robot e non di persone: solo perché qualcuno non ha fatto vincere loro, a tempo debito, un concorso pubblico.

Siamo senza speranza? La speranza non deve mai morire, per carità: ma attenzione perché può trasformarsi in illusione, se non si ha la capacità (o la volontà) di contestualizzare un problema, e di inquadrarlo nella sua gravità.

Spero che tutti si siano ormai resi conto che non siamo di fronte ad una crisi passeggera, una sorta di influenza di stagione in un corpo sano. Qui è proprio il corpaccione che è vecchio e malato, perché a lungo ha abusato di alcuni vizi, diciamo così.

Certo, a molti di noi suona strano sentire dire che “la festa è finita, le vacche grasse sono passate” e così via. E in effetti non è che tutti abbiamo beneficiato allo stesso modo dell’ultimo ventennio di benessere sociale. Anzi.

Però il ventennio c’è stato, e gli alessandrini (come e più di tutti gli italiani) si sono beati di un sistema socio economico che non poteva reggere. E che sta esplodendo. Questo, temo, è l’inizio e non la fine della crisi: e non datemi del gufo, ve ne prego, perché non mi diverte neanche un po’ affermarlo. Però di gente che ci ha fatto ballare a lungo sul ponte del Titanic ce n’è stata anche troppa, quindi meglio aprire gli occhi e fare i conti con la realtà. Dura, amara, ma non irreversibile.

In genere i dibattiti non mi appassionano, e il rischio “bla bla” e “cerchio del pavone” è sempre dietro l’angolo. Però venerdì mattina alla Camera del Lavoro, impegni permettendo, un salto ce lo faccio di sicuro: mi sembra che alcuni nomi (Palenzona, Ghisolfi, Repetto ecc…) siano di quelli che contano, e sanno. Speriamo possano offrire, se non soluzioni immediate, almeno una visione prospettica “post emergenziale”.  O, in alternativa, un elenco di mete esotiche dove possiamo rendere meno greve il nostro futuro.

E. G.

 

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Categorie:In primo piano
  1. 19 luglio 2012 alle 08:21

    Scusate se scrivo due righe che non c’entrano niente con l’articolo di Ettore, ma proprio ieri, sulla Pravda, ho letto dell’intervista al tizio che ha causato un gigantesco disastro navale nei vostri mari e ho pensato: ” ma è possibile che certi personaggi abbiano il coraggio di parlare, dopo i danni che hanno fatto” ………

    Andrej nacque nel 1936, ebbe un’infanzia travagliata e una vita difficile. Viaggiò in tutta l’unione e lavorò come tecnico telefonico. Dopo avere conseguito un diploma in letteratura Russa nel 1971, per corrispondenza, lavorò come maestro elementare. In questo periodo scrisse un mucchio di lettere, anche anonime, nel tentativo di ergersi a moralizzatore, mentre regolarmente pubblicava articoli per un giornale locale trattando questioni di etica (n.d.r. nessun riferimento al mestiere di giornalista, per carità!, e quindi Ettore non me ne voglia).
    Ebbe alcuni lievi problemi sul posto di lavoro, quindi, licenziato, si ricollocò come commesso in un industria nazionale, ricominciando a viaggiare. Ebbe una vita piena e soddisfacente, almeno dal suo punto di vista……
    Al giorno d’oggi, in Russia, sicuramente lo avrebbero invitato in qualche talk show, in qualità di esperto. Me li vedo, tutti riuniti intorno ad un grande tavolo, novelli cavalieri di Artù, i nostri sapienti; avrebbero, ad esempio, disquisito sulla condizione della donna e dei bambini nell’Unione Sovietica, denunciandone i problemi e pontificando sulle soluzioni.

    E chi meglio di Andrej Romanovič Čikatilo, conosciuto come “Mostro di Rostov”, “Cittadino X”, “Lo squartatore rosso” oppure “Il Macellaio di Rostov” e ancora “Il cannibale di Rostov”, accusato dell’omicidio di 53 donne e bambini, tra il ’78 e il 90, potrebbe parlare dell’argomento con cognizione di causa……

  2. Pari Sienne
    19 luglio 2012 alle 08:32

    Sei un malato di mente. Simpatico, ma decisamente off topic.

  3. CorriereAl
    19 luglio 2012 alle 08:38

    Molotov parla per grandi allegorie Pari Sienne: teniamocelo stretto. Tu dici malato di mente (con ironia peraltro), io dico visionario. In senso iper positivo.

    E. G.

  4. Pari Sienne
    19 luglio 2012 alle 08:43

    …posso capire una bella divagazione in un topic di “cazzeggio”, ma qui si parla di cose su cui c’è poco da scherzare. E’ un momentaccio ed i problemi relativi al mondo del lavoro si aggravano a vista d’occhio. Auguro a MOLOTOV di non restare mai senza lavoro e/o senza pensione.

  5. 19 luglio 2012 alle 08:54

    Friedrich Nietzsche diceva :”Meglio esser pazzo per conto proprio, anziché savio secondo la volontà altrui!”.

  6. CorriereAl
    19 luglio 2012 alle 09:00

    In poche ore lo Stato ha trasferito 400 milioni di euro alla Regione Sicilia. Straordinaria efficienza. E gli arretrati dovuti da anni a Palazzo Rosso e Palazzo Ghilini?

    E. G.

  7. mandrogno
    19 luglio 2012 alle 09:08

    i parigini pensano che parlare di timonieri disastrosi a Alessandria sia “off topic”?
    non è che sono loro ad essere un po’ “out of the world” ??
    E il convegno della Camera del Lavoro ne ha riuniti davvero tanti, di questi timonieri.
    Che ora vogliono farci anche la predica, dopo avere (LORO, Ettore, non noi) ballato sul ponte ed essersi ingrassati alla grande nella cambusa del Titanic..
    banchieri, fondatori, industriali, politicanti… gente che sta lì da quarantanni.
    Davvero qualcuno può essere così stupido (o colluso) da farci credere che saranno questi che ci tireranno fuori dagli scogli dove essi stessi ci hanno condotto guadagnandoci?

  8. CorriereAl
    19 luglio 2012 alle 09:15

    Caro Mandrogno, che la razza padrona sia sempre stata tra cambusa e ponte di comando, o a prendere il sole, io lo dò per scontato ahimé. Così come questa crisi, a chi ha ingenti capitali per lo più al sicuro all’estero (scommettiamo?), fa un baffo. Rimango però curioso di capire cosa propongono, e se sono portatori di una visione che non sia: “lavorare di più, guadagnare di meno”. Scommettiamo anche qui?

    E. G.

  9. 19 luglio 2012 alle 09:30

    E quì, cari Ettore e Mandrogno mi viene in mente Li Xiannian, che in un periodo di clandestinità, ma anche in prigionia, quando i suoi severi detrattori, non conoscendo affatto la sua situazione precaria, non sapendo che anche lui rischiava personalmente, di brutto, lo maledivano, lo accusavano di follia, augurandogli cose terribili (non sapendo che Li ci andava già molto vicino), disturbati dal suo atavico senso dell’ironia, non perse mai il sorriso. Ricordando quei momenti, in cui, alcuni non capivano il senso delle sue parole, che nel concetto cinese di racconto morale o parabola (come noi la definiremmo), cercavano di spiegare degli argomenti a lui cari e denunciare delle situazioni assurde, divagando solo in apparenza (diviso, come Fang, tra l’educazione confuciana e la pratica giornaliera rivoluzionaria nel Huangan), un giorno mi disse: “L’uomo di terz’ordine è soddisfatto solo quando pensa come tutti gli altri, l’uomo di second’ordine è soddisfatto solo quando pensa come pochi, l’uomo di prim’ordine è soddisfatto solo quando pensa come se stesso”……..a volte concordo.

  10. anonimo (luigi rossi?)
    19 luglio 2012 alle 09:56

    Alla CGIL vi verranno a dire che il futuro sta nella logistica e nel TAV, negli inceneritori, nel mattone e nei musei chiusi propagandati a spese nostre nello sfarzo di place Vendome (Paris), con amici e amanti ben piazzati a carico pubblico.
    La situazione è incredibilmente simile a quella della regione sicilia: assunzioni a raffica, ruoli dirigenziali per nepotismo, amici e amici degli amici.
    E caridi è uscito di galera. Strano che non sia anche lui tra i relatori.

  11. CorriereAl
    19 luglio 2012 alle 10:18

    Lo rivedrei volentieri, ma nel programma ufficiale non risulta…ah ah. Le questioni che poni, a parte Caridi, sono serissime caro Anonimo: ma gli alessandrini quanto consapevoli e capaci di discernere? Guarda che alla fine il punto è sempre quello….

    E. G.

  12. Maciknight
    19 luglio 2012 alle 10:27

    Purtroppo temo che non faranno altro che mistificare per guadagnare tempo e propalare illusioni e vane speranze. Non possono certo ammettere che il sistema economico finanziario basato sulla moneta fiat e sul debito sia al capolinea … Dopo aver quasi distrutto l’economia reale e l’etica politica, come potrebbero trovare la soluzione ai problemi se loro stessi sono il problema? E illusorio e mistificatorio ritenere che l’Italia potrebbe riprendersi da questa situazione tornando alla lire e svalutando, sono vecchie ricette ormai anacronistiche perché la situazione è notevolmente mutata e l’interdipendenza (globalizzazione) è divenuta più diffusa e penetrante. Siamo da troppo tempo in preda alla mistificazione più bieca e volgare, volta solo a guadagnare tempo ed indurre alla ricerca di capri espiatori (immancabile quella degli SPECULATORI o del cinismo dei TEUTONICI) ed evitare di mettere le mani nelle tasche di coloro che veramente hanno avuto ed hanno tuttora responsabilità: i privilegiati ed i corrotti, politici e loro cortigiani e famili, ai quali si dovrebbe sequestrare e poi confiscare i patrimoni accumulati illegittimamente ed in maniera immorale. Qualcuno mi spiega ad esempio per quale motivo dovremmo accettare rinvii di cinque o sei anni nel diritto all’erogazione della pensione per cui abbiamo già versato i contributi in abbondanza, mentre non si toccano pensioni elevatissime frutto di pochissimi anni di contribuzione nel settore pubblico? Tanto per fare uno degli innumerevoli esempi di sperequazione e discriminazione vergognosa … Finché non ci saranno segnali forti di voler cambiare rotta veramente, il Titanic inevitabilmente cozzerà contro l’iceber ed affonderà, mentre gli ufficiali di bordo e l’equipaggio continueranno a rassicurare i passeggeri …

  13. 19 luglio 2012 alle 11:20

    Dicono che il sottotitolo del convegno con Palenzona e Repetto sia “Pecunia non olet”.

    A.A.

    • 19 luglio 2012 alle 13:11

      Bellissimo….. pensate che, chi non vorrà perdersi tante anime candide a confronto, in un parossismo di purezza virginale, potrà collegarsi dalla Santa Madre Patria, sul canale religioso ortodosso NTV-plus, per seguire la diretta del dibattito, per l’occasione intitolata: Беда’ (никогда’) не приходит одна (le disgrazie non vengono mai da sole).
      :mrgreen:

    • mandrogno
      20 luglio 2012 alle 10:36

      e certo, quello che puzza è il tonno.
      vedi maruzzella.

  14. CorriereAl
    19 luglio 2012 alle 11:27

    Ah ah….bentornato Andrea, ci sei mancato.

    E. G.

  15. CorriereAl
    19 luglio 2012 alle 15:20

    Scusatemi se cambio orizzonte, ma questi sono due minuti di video imperdibili.

    http://video.repubblica.it/cronaca/borsellino-bolzoni-vent-anni-dopo-la-verita-e-piu-lontana/101085/99464?ref=HREA-1

    Lo Stato italiano si è insinuato nella mafia come un cancro, diceva un comico anni fa. E all’italiano medio, prossimo alla bancarotta, in fondo di queste cose poco importa, diciamocelo…

    E. G.

    • Graziella (gzl)
      20 luglio 2012 alle 01:44

      siamo una repubblica putrefatta con al comando uomini che l’hanno resa tale a partire dall’odierno n.1 che se fosse pulito aprirebbe una volta per tutte ogni armadio ancora blindato e darebbe verità alla storia, anche quelle verità che per vari motivi li tiene uniti tenendoli stretti per le palle gli uni agli altri.

      POI:
      perchè in tempo di crisi dobbiamo ancora sentire parlare di Regioni a Statuto speciale?
      Perchè lo Stato arraffa più che mai con tasse aggiuntive , non trasferisce da tempo i fondi a regioni, province, comuni e poi salva una regione che ha vissuto da lucciola allegramente fino ad oggi ? Che differenza c’è come trattamento tra la Sicilia e le consorelle a Statuto Speciale e le altre rimanenti ?

      http://www.ilsussidiario.net/News/Politica/2012/7/18/DEFAULT-SICILIA-Cosa-sono-le-Regioni-a-statuto-speciale-/303454/

  16. fb
    19 luglio 2012 alle 17:49

    e ai cari cassaintegrati amici e dintorni di politici e boiardi comunali fanno fare corsi di assaggiatore di vino…. vergogna

  17. CorriereAl
    19 luglio 2012 alle 19:31

    Li preparano alla disoccupazione caro fb, ebbri il giusto: suggerisco anche corsi di musica, bel canto, danza. Ah, quelli sono già cominciati oggi in piazzetta, sorry…http://www.alessandrianews.it/web-tv/?id=736

    E. G.

  18. 19 luglio 2012 alle 20:14

    Succede anche da noi

  19. TM
    20 luglio 2012 alle 09:37

    CorriereAl :Li preparano alla disoccupazione caro fb, ebbri il giusto: suggerisco anche corsi di musica, bel canto, danza. Ah, quelli sono già cominciati oggi in piazzetta, sorry…http://www.alessandrianews.it/web-tv/?id=736
    E. G.

    allegria di naufragi, avrebbe intitolato ungaretti.

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