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Supercazzole alessandrine: la furia iconoclasta dei troppi fattori esterni

23 luglio 2012

Da Agenfax.it.

Piercarlo Fabbio: “Finora ha parlato l’accusa, la stampa l’ha variamente ripresa, addirittura mi hanno giudicato gli avversari politici, senza neppure trovare una motivazione plausibile alla loro furia iconoclasta, se non quella di voler essere nemici.

Ho preferito, in questi lunghi mesi, non entrare nel merito per non intralciare l’iniziativa degli inquirenti e lo faccio anche ora, sapendo che, davanti a Giudici terzi potranno essere spiegati tanti accadimenti e soprattutto si potrà esprimere la difesa, finora sovrastata da troppi fattori esterni che hanno rischiato di far credere che un processo fosse già stato concluso e che invece è ancora da iniziare”.

A. A.

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Categorie:Politica
  1. 23 luglio 2012 alle 14:06

    Pensare che storicamente gli iconoclasti tacciavano gli iconoduli di paganesimo…..che ci siano degli iconoduli tra noi?……
    La prima domenica di Quaresima, in tutte le comunità ortodosse si celebra il “Trionfo dell’Ortodossia”, il ripristino dell’adorazione delle icone, proclamato dal Concilio di Costantinopoli convocato sotto l’imperatrice Teodora nell’ 843, anno a cui risale la festa.

    Ai nuovi martiri, sacrificati dai malvagi neoiconoclasti, sull’altare della politica, dedichiamo una parte dell’ Apolitikion :
    (tono 2°)

    [……]
    Ti sei benignamente
    degnato infatti di salire
    volontariamente con il
    tuo corpo sulla Croce per liberare
    dalla schiavitù del
    nemico coloro che tu hai
    plasmato; pertanto con riconoscenza
    a te gridiamo: hai
    riempito di gaudio l’universo,
    o nostro Salvatore, venuto
    a salvare il mondo.

    p.s. l’accostamento secolare è fatto senza alcun intendimento derisorio nei riguardi del credo religioso, anzi, direi nonostante il massimo rispetto, che da buon Russo, porto, sopratutto al culto di S.Basilio.

  2. punilux
    24 luglio 2012 alle 02:16

    Fabbio gioca come sempre con le parole solo perchè non conosce vergogna. Se ne avesse un minimo dovrebbe fare come i generali giapponesi. Non è stato un sindaco ma la rovina di una città.

  3. TM
    24 luglio 2012 alle 11:38

    questa barzelletta dei ‘giudici terzi’ gli piace proprio. la utilizza da un pezzo, da quando cercava di far credere che la corte dei conti fosse un ‘antagonista’ del comune.
    questo brano di prosa mi ricorda, chissà perché, la storilla di quello che non era caduto da cavallo, ma voleva scendere…

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