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Il bluff di Monti

24 luglio 2012

Scommettiamo che la nuova riorganizzazione delle Province è un bluff?
Fanno bene gli amministratori delle stesse ad evidenziare (come ieri durante l’incontro di Verona) l’emergenza della situazione finanziaria, che è il vero dramma. Mentre la questione degli accorpamenti, vedrete, finirà in nulla. Quando ho letto che il dimezzamento del numero degli enti provinciali dovrebbe andare in vigore non prima del 1 gennaio 2014, mi è scappato da ridere.

Benvenuti a “frottolandia”, dove si sparano annunci senza minimamente valutarne le conseguenze, e posticipandole sulle spalle altrui. Tanto toccherà al governo in carico dal maggio 2013 togliere le castagne dal fuoco e, vedrete, annullare il tutto.

Anche perchè quelle di Monti, più che razionalizzazioni, sembrano esercizi di risparmio puramente teorici, che non fanno i conti con la realtà concreta.

Parliamoci chiaro: per risparmiare davvero lo Stato italiano dovrebbe mettere alla porta, dalla sera alla mattina, un milione di dipendenti pubblici, certamente non indispensabili, diciamo così. Si pensi a certe nostre realtà locali, e poi si moltiplichi all’ennesima potenza per immaginare la realtà romana, e del sud del Paese. Metà Italia vive da assistenza, da sempre, e facciamo finta di scoprirlo adesso?

Però attenzione: la prima conseguenza di licenziamenti di massa sarebbe il caos sociale più totale, la miseria, lo scontro nelle piazze. Perché si fa presto a dire: “vadano a lavorare davvero, come gli altri”. Non è che io non sia d’accordo, quando mi affaccio in certi uffici pubblici, o vedo certi servizi giornalistici dalla Sicilia: il punto però è che non ci troviamo in un Paese in espansione, che ha bisogno di manodopera, più o meno qualificata. Siamo invece un mammut che si trascina stancamente, più deboli di altre economie europee di fronte alla crisi perché, da trent’anni a questa parte, abbiamo rinunciato a vere politiche di investimento infrastrutturale e di sviluppo.

Ergo: i licenziamenti di massa aggraverebbero la situazione. Cosa resta? Resta uno scenario in cui i più dinamici e motivati se ne sono già andati, e continuano ad andarsene. E gli altri rimangono aggrappati ai loro piccoli privilegi, sperando che duri.

Ma restiamo sulle riorganizzazioni degli enti locali: Province, o anche tribunali. Sapete che succederà? Fatti due conti, ci si renderà conto che trasferire (senza licenziare nessuno) centinaia di persone, in ogni territorio, da una città all’altra, creerà senz’altro disagio a loro, ma nessun risparmio complessivo. Anzi: per collocare fisicamente ad Alessandria i dipendenti della Provincia di Asti, o quelli dei tribunali di Novi o Tortona, bisognerà affittare nuove sedi, o risistemare ex novo strutture pubbliche fatiscenti. Tempi lunghi, costi folli.

Quindi, dal 2014, tutti resteranno al loro posto, ma il tribunale di Tortona si chiamerà tribunale di Alessandria, distaccamento di Tortona. E gli attuali uffici della Provincia di Asti saranno Provincia di Alessandria, distaccamento di Asti. Scommettiamo che andrà a finire davvero così?

Posto naturalmente che il triplo salto mortale vero è quello imposto agli amministratori locali, e sottolineato più volte in queste settimane: come è possibile continuare a tenere in piedi la baracca con sempre meno risorse, ma senza tagliare il personale, e garantendo comunque i servizi? Roba da prestigiatori, ma di quelli bravi.

E. G.  

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Categorie:Politica
  1. luigi
    24 luglio 2012 alle 01:43

    in Grecia sono già stati costretti a ridurre del 50% gli stipendi degli statali
    non è la stessa cosa che ridurne il numero ?. Il risultato finale sarebbe lo stesso
    Purtroppo con le pensioni è più difficile, perchè ridurre gli assegni di pensione, se non per quelle privilegiate, sarebbe un’impresa forse troppo ardita, vista la perdita di valore d’acquisto riscontrata in questi anni, ma qualcosa dovranno fare per salvare la baracca.
    E se mandassimo i nostri pensionati a basso reddito a svernare per tre o quattro mesi nelle isole greche in strutture attrezzate? Là, sembra che il costo della vita sia molto più basso che a Roma o Milano ed il clima è senz’altro vantaggioso per la salute.

  2. Fabio
    24 luglio 2012 alle 07:29

    per adesso le pensioni e gli stipendi pubblici non si toccano.. ci sono le elezioni alle porte… anche perchè il PD altrimenti dove li prenderebbe i voti??? dopo le elezioni invece…

  3. 24 luglio 2012 alle 08:39

    Ma per piacere…..andateci voi in Grecia!.

    Possibile che l’unico vostro problema, in Italia, siano i dipendenti pubblici.
    Dirigenti e manager pubblici che guadagnano 4, o anche 5 volte quello, che guadagna Obama, non vi toccano.
    Elusione ed evasione fiscale, intrecci mafia e politica, corruzione,
    miliardi in armi, cacciabombardieri, milioni in dispendiose missioni di “guerra” all’estero, regalie alla Chiesa (peraltro illegittime secondo l’Europa), soldi nostri alle scuole private, ecc.ecc.
    Miliardi di euro sprecati e voi guardate il dito che indica la luna……

    Adesso qualche dato reale, a meno che la massima magistratura contabile sia attendibile solo quando certfica le cose che vi piacciono.

    Relazione Corte dei Conti sul costo del lavoro pubblico Anno 2012
    Sintesi

    1.1. A partire dal decreto-legge n. 78 del 2010, le manovre volte a fronteggiare gli
    effetti della crisi economica, attraverso il necessario riequilibrio dei conti pubblici,
    hanno inciso in maniera significativa sulla spesa per redditi da lavoro dipendente
    del settore pubblico, oggetto di reiterate misure di contenimento consistenti, tra
    l’altro, nel blocco della contrattazione collettiva nazionale per l’intero triennio
    2010-2012 e degli automatismi stipendiali, nella cristallizzazione, fino al 2014, del
    trattamento ordinariamente spettante, nella riduzione percentuale dei redditi più
    elevati, nell’inasprimento e nell’estensione dei vincoli alle facoltà assunzionali.

    […..]

    2.1. Le misure di contenimento della spesa di personale contenute nel citato
    decreto-legge n. 78 del 2010, ulteriormente rinforzate dalle successive manovre
    estive, hanno prodotto già nel 2011 – primo anno di applicazione della normativa –
    effetti finanziari superiori a quelli programmati.

    2.3. Il rapporto tra il PIL e la spesa per redditi è, dunque, stimato in diminuzione
    sino a raggiungere, nel 2014, un valore pari al 10%, dato che rappresenta il valore
    minimo decennale del predetto indicatore.
    Nel periodo 2005-2011 il divario tra le retribuzioni contrattuali del settore pubblico
    e quelle dei comparti privati subisce un drastico ridimensionamento, passando da un
    valore dell’8% al 2,6%, forbice destinata ad ulteriormente restringersi per effetto
    del blocco della contrattazione collettiva per i soli dipendenti pubblici fino a tutto il
    2014.

    [….]

    2.4. Anche per effetto delle misure sopradescritte, l’andamento della spesa per
    redditi, posta a raffronto con altre variabili demografiche e macroeconomiche,
    evidenzia per l’Italia valori in linea con i principali paesi dell’Unione europea.
    In particolare, si rileva nel 2010 per l’Italia una crescita molto contenuta, pari allo
    0,6%, a fronte di più significativi incrementi nel Regno Unito, in Francia ed in
    Germania. Il rapporto tra la spesa per redditi ed il PIL (11,1% nel 2011) appare
    superiore esclusivamente al parametro relativo alla Germania. Nella media europea
    si colloca il rapporto tra spesa per redditi e spesa corrente delle pubbliche
    amministrazioni. Il raffronto tra il numero dei dipendenti pubblici e il totale degli
    occupati, in forte discesa per l’Italia nell’ultimo decennio (dal 16,4% al 14,4%),
    evidenzia un peso della burocrazia sul mercato del lavoro pari a circa la metà della
    Francia e di gran lunga inferiore anche al Regno Unito.
    [….]

    Fang mi diceva sempre, quando pensava alle epurazioni della “rivoluzione culturale”, e quindi, secondo me vale per tutti gli epuratori del mondo:
    “Chi vuole maneggiare l’ascia al posto del falegname finisce col tagliarsi le dita”.

    p.s. poi se vi sono situazioni abnormi, se finalmente la p.a. puntasse sul merito e le capacità dei dipendenti, se i carrozzoni di scansafatiche e sodali, parenti di politici nullafacenti, venissero ridimensionati, non avrei nulla in contrario (come ho già scritto ripetutamente).

    A tutti gli Ivo Perego d’Italia……

  4. Graziella (gzl)
    24 luglio 2012 alle 08:58

    Dott. Grassano, forse suona meglio “Benvenuti in FOTTOLANDIA” che “Benvenuti a “frottolandia”, ….. non le viene il dubbio che questi ci stanno FOTTENDO? Non le viene il dubbio che spread, agenzie di rating, i giocatori del monopoli nelle city finanziarie sono fuori cranio fottuti da assunzioni di sostanze chimiche ed alcoliche….? Nessuno è in grado di fermare questi pazzi che ci stanno FOTTENDO il futuro?

    Pongo una domanda da ignorante in materia: PATTO DI STABILITA’, perchè non lo rispetta anche il nostro Stato? lo devono rispettare gli Enti minori diversamente se la devono cavare spellando vivi gli inermi cittadini e spogliandoli di ogni diritto ai servizi per cui pagano salatamente. Poi esiste per me il mistero della cicala Sicilia: statuto speciale con mille vantaggi, fuori bilancio extra massimo in quattro quattrotto ricoperta di “euri”: che dofferenza c’è tra Sicilia e le altre? Infine lo Stato Centrale italiano, un pozzo senza fondo,dove da tempo hanno cessato i naturali trasferimenti di “euri” a regioni, province, comuni che se la devono cavare come possono attendendo a scaletta il dovuto tra gli uni e gli altri, dove i suoi cittadini da 10 anni non hanno più visto la crescita delle loro fatiche e lo dice Draghi non uno qualunque, e lo dice dal 2008 e sistematicamento lo ha detto ogni anno a seguire ma nessuno lo ascolta. siamo il “paese”….PAESE? boh! europeo, che ha le tasse più alte, i salari e pensioni tagliate dall’euro iniziale di cui anche lo Stato e il pubblico al tempo si comportò come certi commercianti raddoppiando i costi dei servizi.

    Ecco …..ascoltando e leggendo le news in materia politica, finanziaria ed economica giorno dopo giorno sto prendendo coscienza che ci stanno FOTTENDO!!!!!!

  5. anonimo (luigi rossi?)
    24 luglio 2012 alle 09:10

    in Italia ci sono troppi imbecilli che si fanno confezionare il pensiero da altri, TV e giornali inclusi.
    Il risultato è che questi pirla credono davvero che la colpa della crisi siano di quei “privilegiati e furbi” che lavorano o che hanno lavorato.
    In realtà la crisi e i guai hanno padri ben precisi, in quella politica e in quella falsa imprenditoria che ha succhiato per decenni il plus valore prodotto da chi i sacrifici li ha sempre fatti, e che ora vorrebbe continuare a farlo col gioco felle tre carte.
    Un esempio: ci hanno tolto 7 miliardi dalle pensioni, e quella vajassa della fornero (ora è sparita, ci avete fatto caso?) disse che era indispensabile per portare lo “spread” a 200 punti, ricordate? erano 6 mesi fa.
    Ora lo spread è a 540, le pensioni non le abbiamo più. NOI, perchè loro hanno vitalizi, stipendi da 600.000 € \ anno e più, che ovviamente cumulano con pensioni d’oro…
    E i pirla continuano a bersi queste vaccate, la storia dei “sacrifici obbligati” … complimentoni.
    Questi idioti che reggono i partiti che continuano in queste truffe e malversazioni e reati sono la vera causa delle miserie italiche, passate presenti e future.

  6. 24 luglio 2012 alle 09:14

    La nave che cola a picco nell’immagine vale piu’ di 1000 parole e rende molto l’idea di dove ci troviamo. Peccato siamo un paese che non merita di colare a picco 😦

  7. 24 luglio 2012 alle 12:47

    Attenzione: per dipendenti pubblici io intendo i dirigenti in primis. E ancora l’altro giorno hanno assunto l’ennesimo direttore generale Rai a cifre iperboliche. E quelli di prima mica se ne vanno: li parcheggiano, e continuano a retribuirli a stipendio pieno. Però la questione impiego pubblico esiste: non vorrei fare il padano doc, ma andate a vedere cosa succede da Firenze/Bologna in giù. La Sicilia è sotto i riflettori, ma mica altrove è tanto diverso. Ed esuberi ce ne sono anche da noi, eccome. Come ci sono quelli che lavorano, o sanno fare, e vengono lasciati ad ammuffire. La nostra P. A. è un mammuth inefficiente costruito nel corso dei decenni, e che non si abbatte in pochi mesi, se non facendo massacri sociali. Però se non cominciamo a cambiare radicalmente la classe politica e dirigente, per poi ripensare tutto il resto, il destino del Paese è segnato. Se ai tedeschi gira bene, possiamo sperare di diventare il loro parco divertimenti per vacanze pittoresche. Rinunciando ad una sovranità che del resto non abbiamo mai saputo esercitare in maniera matura. Ma se ai tedeschi va male, siamo zavorra da lasciare ai pesci…

    E. G.

  8. 24 luglio 2012 alle 14:20

    O cara moglie stasera ti prego
    di’ a mio figlio che vada a dormire
    perché le cose che io ho da dire
    non sono cose che deve sentir.

    Proprio stamane là sul lavoro
    con il sorriso del capo sezione
    mi è arrivata la liquidazione,
    mi han licenziato senza pietà.

    E la ragione è perché ho scioperato
    per la difesa dei nostri diritti,
    per la difesa del mio sindacato,
    del mio lavoro e della libertà.

    Quando la lotta è di tutti e per tutti
    il tuo padrone vedrai cederà,
    se invece vince è perché i crumiri
    gli dan la forza che lui non ha.

    Questo si è visto davanti ai cancelli,
    noi si chiamava i compagni alla lotta
    ecco il padrone fa un cenno una mossa
    e un dopo l’altro cominciano a entrar.

    O cara moglie dovevi vederli
    venire avanti curvati e piegati
    noi a gridare: Crumiri venduti!,
    e loro dritti senza guardar.

    Quei poveretti facevano pena
    ma dietro a loro là sul portone
    rideva allegro il porco padrone,
    li ho maledetti senza pietà.

    O cara moglie io prima ho sbagliato,
    di’ a mio figlio che venga a sentire
    che ha da capire che cosa vuol dire
    lottare per la libertà,

    Che ha da capire che cosa vuol dire
    lottare per la libertà.

  9. ececconetto
    25 luglio 2012 alle 21:53

    Caro Ettore, da tempo dico che l’accorpento sarà più costoso delle singole province.
    O si tolgono o non ha senso.
    Ma toglierle scatena l’ira di chi in questi enti ci pascola 😉

  10. CorriereAl
    25 luglio 2012 alle 22:07

    Caro Ermanno, di settimana in settimana (anche per aneddoti e storie che sto collezionando, e che non sempre posso raccontare qui, in mancanza di riscontri)
    mi convinco sempre più che il destino dell’Italia è affondare rapidamente, perché siamo un Paese incapace di riforme e cambiamenti veri. Netto predominio dei chiagni e fotti, dai vertici delle istituzioni ai più oscuri amministratori locali. Sai cosa può salvarci, paradossalmente? Un nuovo conflitto bellico internazionale, con baricentro in Siria e Iran, e che si estenda al nord Africa, e alle grandi potenze. A quel punto, ancora una volta, saremo strategici come posisione, e tedeschi e americani faranno “correre” la moneta e manterranno la nostra pletorica e improduttiva burocrazia borbonica. In caso contrario, temo davvero che il tracollo non sia lontano.

    E. G.

  11. 26 luglio 2012 alle 13:36

    Paradossalmente oggi siamo talmente scazzati che se arrivasse una testa di “cavolo” e prendesse in mano il potere, mandando a ramengo i parlamentari democraticamente eletti, penso che in pochi scenderebbero in piazza per protestare ed anzi molti approverebbero.
    Del resto in Italia abbiamo dimostrato che con la democrazia non sono riusciti a far altro che vivere sugli allori del boom economico, mangiandosi tutto il benessere che avevano creato i nostri nonni e arrivando ad oggi con una classe dirigente talmente cinica che non vuole mollare l’osso, nonostante non ci sia più ciccia intorno.

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