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[BlogLettera] Un registro comunale per le unioni civili

27 luglio 2012

Finalmente anche in Alessandria si parlerà concretamente di pari opportunità. Giovedì 26 luglio 2012 il gruppo consiliare del MoVimento 5 Stelle ha presentato la sua prima mozione relativa all’istituzione del registro comunale delle unioni civili. Per unioni civili si intendono tutte quelle forme di convivenza fra due persone, legate da vincoli affettivi e/o di reciproca solidarietà, che non accedono volontariamente all’istituto giuridico del matrimonio, o che sono impossibilitate a contrarlo.

Il consiglio comunale verrà chiamato in causa dai consiglieri del MoVimento 5 Stelle per esprimersi concretamente sulla parità di condizione dei cittadini.

Tramite l’iscrizione in tale registro, le coppie, anche dello stesso sesso unite civilmente, potranno veder riconosciuti i loro diritti al pari delle coppie sposate.

Il MoVimento 5 Stelle, con questa mozione, si è assunto il compito di portare avanti una delle tante battaglie di civiltà che spesso rimangono lettera morta nei programmi pre-elettorali  anche in considerazione del fatto chele unioni civili in molti comuni italiani e soprattutto nella maggior parte delle città europee sono già da diverso tempo una realtà.

Gruppo consiliare MoVimento 5 Stelle Alessandriahttp://www.alessandria5stelle.it

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Categorie:BLettere
  1. 27 luglio 2012 alle 09:19

    Bravi, i ragazzi del M5S, ma non abbiamo bisogno di un consiglio o di consiglieri “illuminati” che compiano scelte senza confrontarle con i cittadini, in particolare sui temi della riconquista dei diritti civili. Alessandria Bene Comune propone, prima di tutto alle associazioni GLBT, all’associazionismo diffuso, al M5S e agli altri partiti un percorso certo più impegnativo ma partecipato, di condivisione di un obiettivo, analogamente a quanto i movimenti GLBT hanno praticato in questi anni: una raccolta firme per l’adozione di una delibera di iniziativa popolare come prevede lo statuto del Comune di Alessandria. Proviamo – almeno su questi temi – a non piantare la bandierina per affermare la paternità di una scelta, proviamo a costruire cultura di convivenza civile.

  2. mandrogno
    27 luglio 2012 alle 13:02

    ma va là… sono decenni che siete lì e non avete mai fatto nulla, e ora volete ancora pestare acqua nel mortaio?

    • 27 luglio 2012 alle 13:37

      ma di cosa sta parlando?

  3. mandrogno
    27 luglio 2012 alle 13:49

    sto parlando di vecchi partiti che si parlano addosso da anni, inconcludenti, forse perchè il vaticano non gli dà il permesso di fare scelte di civiltà.
    Eppure se la maggioranza cosingliare volesse davvero, questo registro comunale delle Unioni Civili sarebbe realtà già da molto tempo. Oggi ad esempio è stato cvotato a Milano, con mezzo PD astenuto, ovviamente.
    Ma esiste già a Napoli e altrove.
    Perciò, sveglia, è ora di smetterla con le furberie bizantine. Agire o tacere, please.

    • 27 luglio 2012 alle 14:49

      ecco bravo, venga a firmare quando raccogliamo le firme, nel frattempo, eviti di pontificare dietro falso nome

      • mandrogno
        27 luglio 2012 alle 16:05

        buzzi, suvvia, Lei sa bene che in rete un nick non è mai anonimo.
        La smetta di fare finta di essere così ignorante di internet.

    • Carletto
      28 luglio 2012 alle 14:08

      Mezzo PD astenuto? 4 su 20 fa la metà? Cambia il pallottoliere, sapientone!

      • mandrogno
        28 luglio 2012 alle 15:22

        il PD è un coacervo di due partiti: l’ala catto-clericale margheritina (quella che ha conferito al patrimonio del partito perle come palenzona, Lusi, binetti e Letta-nipote) e l’ala postcomunista pentitissima per convenienza (quella del neo viceconte vaticano dalema, di Penati e dell’ex sindaco di Messina ora parlamentare)
        Se la prima non vota, linguisticamente è corretto dire che mezzo partito si è astenuto.
        Ma mi rendo conto che deve essere un concetto davvero difficile da capire,per chi fa i conti ancora col pallottoliere, ma senza l’oste..

  4. Carletto
    28 luglio 2012 alle 16:05

    Ma non scherziamo! 4 su 20 fa 1/5 del partito, e basta. E poi non siamo mica al Senato, dove l’astensione equivale a un voto contrario.
    Certo, nel movimento di grillo è tutto più facile: c’è un non-partito con un-statuto che deve obbedire al Messia senza fiatare. Chi non va bene al capocomico, viene messo all’angolo, altro che astenersi.

    • mandrogno
      29 luglio 2012 alle 10:16

      e allora.. le foibe?

      • Carletto
        29 luglio 2012 alle 15:31

        Che ca…o mi stai a diì? Che foibe? Basta, mi arrendo. Non gioco più. C’è gente, in questo blog, troppo più intelligente di me. Forse abitando vicino alle Fabbricazioni nucleari, qualcuno ha assorbito qualche radiazione di troppo. Nuovi talebbani per il nuovo messia.

  5. mandrogno
    29 luglio 2012 alle 18:02

    hai l’arguzia di un busto di saddam hussein (divelto)… 🙂 🙂 🙂

    • Carletto
      29 luglio 2012 alle 18:38

      Cosa vorrebberi significare quei tre pirla che ghignano? Autoritratti? Voglia di mostrarsi giovane e al passo con i tempi? Ma per piacere ….

  6. CorriereAl
    29 luglio 2012 alle 18:40

    Vi invito come sempre a confrontarvi anche aspramente ma correttamente sui temi (in questo caso le unioni civili, e le posizioni dei diversi partiti) senza degenerare….grazie.

    E. G.

  7. 30 luglio 2012 alle 10:57

    Vorrei fare una domanda (che articolo in tre parti, per provare ad essere più chiaro) a Buzzi, mandrogno, Carletto, grillini e a chiunque abbia tempo e voglia di rispondermi:

    – Quand’è che l’esigenza di una parte della popolazione diventa “diritto civile”? Quali sono i requisiti per fare sì che questa esigenza entri a far parte della battaglia per la “riconquista dei diritti civili” (cito Buzzi)? Chi lo decide, e sulla base di quali criteri?

    In sintesi: che cos’è un “diritto civile”?

    Grazie in anticipo a chi vorrà rispondermi con sincerità, e senza paraocchi ideologici.

    A. A.

  8. maurizio fava
    30 luglio 2012 alle 11:18

    In uno Stato che si definisce “di Diritto”, è evidente che i “diritti” dovrebbero esistere, al pari dei doveri.
    E se si chiede ad ogni cittadino di contribuire al benessere comune, gli si dovrebbe consentire di avere accesso senza discriminazioni a quel benessere da lui stesso generato.
    Ecco perchè discriminare tra cattolici, atei, musulmani, etero o omosessuali dovrebbe essere un reato, e non una consuetudine dettata, appunto, da integralismi religiosi e “paraocchi ideologici”.
    Ma sto parlando di uno Stato di Diritto, ovviamente.

  9. 30 luglio 2012 alle 12:43

    maurizio fava :

    Ecco perchè discriminare tra cattolici, atei, musulmani, etero o omosessuali dovrebbe essere un reato, e non una consuetudine dettata, appunto, da integralismi religiosi e “paraocchi ideologici”.
    Ma sto parlando di uno Stato di Diritto, ovviamente.

    Caro Maurizio,
    lo zelo che adoperi nella difesa dello Stato di Diritto ti ha fatto usare alcuni termini in maniera a mio avviso sproporzionata.

    Tu parli di discriminazione. Ebbene, chiariamoci subito: le leggi razziali del Ventennio fascista erano “discriminanti”. Oggi, il principio della uguale dignità delle persone di fronte alla legge è garantito. Non c’è bisogno di introdurre nuovi riconoscimenti di forme di convivenza per integrarlo.

    Certo, nella realtà questo principio purtroppo può essere disatteso e violato molte volte. Ma il principio c’è, e va fatto rispettare. Ma quando discutiamo di registro delle unioni civili o di “matrimoni gay”, dobbiamo onestamente riconoscere che stiamo parlando d’altro.

    Entriamo nello specifico, adesso. Nel caso del registro delle unioni civili di Milano, saprai certamente che gli iscritti potranno accedere a una serie di servizi garantiti dal Comune, come l’accesso alle graduatorie delle case popolari, la ricezione i contributi al Welfare per l’affitto o il mutuo, la possibilità che il figlio di una coppia gay possa essere ritirato dalla scuola anche non dal genitore naturale e l’assistenza in ospedale.

    Questi sono, almeno per ora, i “diritti”. Ad essi dovrebbero corrispondere, inevitabilmente, i “doveri”, come tu stesso scrivevi all’inizio del tuo intervento. Copio e incollo: “In uno Stato che si definisce “di Diritto”, è evidente che i “diritti” dovrebbero esistere, al pari dei doveri”.

    E quali sono i doveri previsti dall’iscrizione al registro milanese? Te lo dico io: nessuno.

    Torno a riproporti la mia domanda iniziale, allora: che cos’è un diritto civile? Chi lo stabilisce, e sulla base di quali criteri?

    A. A.

  10. maurizio fava
    30 luglio 2012 alle 19:26

    caro Andrea,
    “uguale dignità” non può esistere senza parità di trattamento.
    Per questo ribadisco che ci sono disparità (discriminazioni) a secondo delle idee e delle confessioni o delle scelte sessuali.
    I Cittadini dovrebbero essere tutti uguali, di fronte allo Stato, ed avere pari doveri e pari oppurtunità e diritti.
    Perchè uno che decida di non sposarsi in chiesa dovrebbe essere trattato differentemente da uno che lo fa? e perchè mai dovrebbe comunque sostenere con le tasse che paga anche i privilegi riservati a quelli che questo Stato discriminante considera ostinatamente a considerare “migliori” di altri in quanto hanno la fede religiosa o gli orientamenti sessuali “giusti”?
    Tu scrivi: ” Nel caso del registro delle unioni civili di Milano, saprai certamente che gli iscritti potranno accedere a una serie di servizi garantiti dal Comune, come l’accesso alle graduatorie delle case popolari, la ricezione i contributi al Welfare per l’affitto o il mutuo, la possibilità che il figlio di una coppia gay possa essere ritirato dalla scuola anche non dal genitore naturale e l’assistenza in ospedale”. Io ti chiedo: se quei cittadini sono in regola con le leggi e pagano le tasse, perchè non dovrebbero godere di queste possibilità? Sono cittadini di serie B? Il registro serve appunto come assunzione di responsabilità, e vale quanto il registro parrocchiale dei matrimoni, eliminando una disparità che fino ad ora privilegiava il diritto di uno stato straniero (questo è il Vaticano) rispetto a quello dello Stato Italiano.
    Tra l’altro la delibera milanese NON parla assolutamente di matrimoni Gay, non fartene un’ossessione come giovanardi, tanto hai visto che anche lui sui conviventi omosessuali discrimina a secondo della tessera di partito e fa eccezioni, come per l’amico Formigoni.
    Per quanto riguarda i “doveri” , siamo dacapo: perchè chi sceglie una convivenza anzichè un matrimonio dovrebbe averne IN PIU’ rispetto agli altri?
    Io credo che gli unici che possano dolersi della fine di certi privilegi per il matrimonio come forma di convivenza siano (a parte il Vaticano) gli avvocati divorzisti, che perderebbero qualche cliente se le unioni civili dovessero affermarsi più largamente.

  11. 1 agosto 2012 alle 23:36

    Il fiume è ghiotto di ghiaccio:
    scruta il cielo invernale.
    Catene di zucchero caramellato
    tintinnano fragili come liuto.
    Batti, trota, più forte!
    Perché sei stanca certo
    del sole in acquamarina,
    dell’ombra degli uccelli in volo.
    Più violenti i tuoi strappi
    più tagliente il suono: il ritorno dell’amicizia.
    Sul ghiaccio sta un contadino.
    La trota spezza il ghiaccio.

    Michail Alekseevič Kuzmin

    ————————————————————-

    Trasgredendo al precetto, non ho fatto comunione.
    ─ Ovvio: finché su me non canteranno il requiem, ─
    Io peccherò ─ come peccai ─ e pecco: con passione,
    Con tutti i sensi che il Signor m’ha dato ─ tutti e cinque!
    Amanti! ─ Conniventi! ─ Voi, le cui proposte ─ attizzano!
    ─ Voi, còrrei! ─ Voi, teneri maestri! E voi, ragazzi,
    Fanciulle, alberi, nuvole, costellazioni, ─
    A Dio sul fato Orribile rispondiamo insieme. Terra!

    Marina Ivanovna Cvetaeva

  12. 2 agosto 2012 alle 00:39

    Per essere più chiaro: l’unico diritto e l’unico dovere….. sono questi…

    […]
    non importa chi siete, o cosa fate per vivere, crescere o sopravvivere,
    ci sono delle cose che ci rendono uguali l?un l?altro:
    tu, io, lui, lore ? tutti, ragazzi, tutti!
    Tutti abbiamo bisogno di qualcuno
    Tutti abbiamo bisogno di qualcuno da amare
    […]

  13. 2 agosto 2012 alle 00:41

    uguali l’un l’altro….
    loro…..
    oops!

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