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[BlogLettera] Fabbio e il comune senso del pudore (da lui perduto)

30 luglio 2012

Cinque anni di inganni e menzogne, sanzionati pesantemente dagli elettori e finiti nel mirino della giustizia, che ha rinviato a giudizio l’ex sindaco, accusato di gravi reati nei confronti della pubblica amministrazione.

Tutto ciò, insieme al devastante dissesto dei conti certificato dalla magistratura contabile, dovrebbe indurre Piercarlo Fabbio almeno al pudore del silenzio, quale segno di rispetto verso gli alessandrini che, per colpa sua, vedono messi seriamente a rischio servizi e posti di lavoro.
Invece niente. Quello che sarà ricordato come il peggior sindaco di Alessandria, e tra i peggiori della storia d’Italia, continua nella sua spudorata corsa alla mistificazione della realtà.

Forse, nell’illusione di mettere la sordina al disastro combinato a Palazzo Rosso, cerca di distrarre l’attenzione dei cittadini dalle sue responsabilità, falsificando la rappresentazione delle condizioni finanziarie della Provincia.

La quale, al contrario, ha mantenuto in questi anni difficili i suoi conti in ordine, nonostante i reiterati tagli dei trasferimenti statali, realizzando nel contempo investimenti decisivi per le infrastrutture e la rete scolastica.
Le difficoltà finanziarie denunciate in questi giorni dal presidente Filippi si riferiscono all’eventualità che i nuovi e pesanti tagli prefigurati dalla “spending review”  facciano saltare gli equilibri raggiunti con il bilancio di previsione.

Nulla di neppure lontanamente paragonabile alla vera e propria “bancarotta” prodotta da Fabbio a danno del Comune, a colpi di rose moldave e soldi sperperati in dissennate iniziative di discutibile stampo.

Stupisce anche constatare come in questa sciagurata scorribanda a contraffare la verità, l’ex sindaco trovi ancora sodali tra coloro che, a causa sua, hanno subito con lui la “Caporetto” elettorale di maggio.

Segreteria Provinciale PD Alessandria

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Categorie:BLettere
  1. luigi
    3 agosto 2012 alle 18:07

    lasciate perdere il discorso sulle rose moldave. Diteci piuttosto chiaramente dei soldi sperperati e dove sono andati a finire, ma parlateci chiaro di dove è stato portato il grosso del malloppo, perché per le rose si tratta in fondo soltanto di moneta, in confronto al resto

  2. vidoc
    26 settembre 2012 alle 20:49

    ?

  3. anonimo (luigi rossi?)
    27 settembre 2012 alle 09:24

    è davvero vergognoso che nella politica della CASTA ciascun politicante grasso e pasciuto di soldi pubblici pensi che dire “gli altri lo fanno anche loro, e peggio” sia una giustificazione plausibile davanti ai cittadini per i propri fallimenti e le proprie nefandezze.
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