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[BlogLettera] ex SS.10, situazione inaccettabile

31 agosto 2012 1 commento

al Prefetto di Alessandria

e p.c.
al Presidente della Provincia di Alessandria
al Sindaco di Alessandria

agli organi di informazione

Egregio Prefetto, Le scrivo a nome delle decine di soci dell’associazione che rappresento e delle centinaia di cittadini interessati, per portarLa a conoscenza di un grave disagio che da anni siamo costretti a subire: quello della pesante compromissione della sicurezza che si è venuto a creare per il transito dei ciclisti sul ponte Bormida, dopo gli interventi di raddoppio delle corsie automobilistiche  della ex SS.10 per Spinetta.
Prima di entrare nel merito del mio appello mi preme sottolineare come tale questione sia stata nel corso degli ultimi 6 anni più volte posta alle istituzioni competenti (Provincia e Comune) con petizioni, lettere pubbliche, manifestazioni specifiche, senza però che mai i rappresentanti di tali istituzioni si siano degnati di rispondere, ma anzi abbiano reiterato un atteggiamento di totale indifferenza.

Il problema è serio in quanto avendo abolito la banchina i ciclisti rischiano seriamente di essere investiti, soprattutto quando alle loro spalle sopraggiungono a velocità  sostenuta grandi camion che nel frattempo sono superati da altre automobili e che quindi non possono allargarsi per evitare il/i ciclista/i; non parliamo della situazione in caso di scarsa visibilità dovuta all’oscurità o alla nebbia. Eppure quel ponte è il passaggio obbligato per collegare il centro urbano di Alessandria con molti sobborghi, ed anche il passaggio di importanti itinerari cicloturistici locali (Museo di Marengo), nazionali (Circuiti delle Città d’arte della Pianura Padana) e internazionali (Eurovelo 8); e non reggono le risibili giustificazioni sulla mancanza di denaro, in quanto nel frattempo si sono continuate a inaugurare tangenziali e rotatorie, e in quanto esistono leggi specifiche che impongono di destinare parte degli introiti delle multe alla mobilità ciclistica; leggi a cui né Comune, né Provincia – anche in questo caso nonostante i reiterati appelli – hanno mai ottemperato.

A proposito di legalità elusa, ricordo anche che l’art. 10 della legge n. 366/98 recante “Norme per il finanziamento della mobilità ciclistica”, ai commi 1 e 2, apportando modifiche agli artt. 13 e 14 del Codice della Strada,  ha posto l’obbligo per gli Enti proprietari delle strade classificate come C, D, E, F ai sensi dell’art. 2 dello stesso CdS, vale a dire tutte le strade (extraurbane e urbane) ad eccezione delle autostrade, di realizzare infrastrutture ciclabili adiacenti nei casi di costruzione di nuove strade e di manutenzione straordinaria di strade esistenti. Ciò salvo comprovati problema di sicurezza.
Tali problemi non risultano codificati ma, anche per il fatto di dover essere comprovati, dovrebbero limitarsi a situazioni eccezionali (es. una strada in galleria o una strada di notevole pendenza). Tuttavia, in generale, dove riesce a passare una strada, può passare in sicurezza anche una strada con pista ciclabile adiacente.
Il Ministero delle Infrastrutture (già LLPP) – Ispettorato Generale per la Circolazione e la Sicurezza Stradale, ha a suo tempo chiarito che il termine “adiacente” può intendersi non solo nella sua accezione letterale ma anche nel senso che la pista o il percorso ciclabile, unendo estremi di tratti stradali oggetto di intervento, possono avere sviluppo in tutto o in parte anche disgiunto da quello della viabilità carrabile.
Tali interventi sono tanto più necessari quanto più la realizzazione delle opere viarie può  interrompere, compromettere o deviare il transito ciclistico preesistente per esempio a causa   della realizzazione di uno svincolo, dell’allargamento o realizzazione di strade per traffico veloce, pesanti e/o a quattro corsie. L’osservanza della norma include anche la realizzazione di sovrappassi, sottopassi e rotatorie.
Ci appelliamo quindi a Lei, nella sua veste di rappresentante dello Stato, affinché provveda a sollecitare le Istituzioni competenti ad assolvere il loro compito, affrontando il problema e ad accettando il confronto costruttivo con i cittadini, che da parte dei responsabili della cosa pubblica si aspetterebbero risposte alle loro legittime aspettative e maggiore rispetto dei diritti essenziali.
Grazie per l’attenzione; distinti saluti.

Claudio Pasero
gliamicidellebici
FIAB – FEDERAZIONE  ITALIANA AMICI DELLA BICICLETTA onlus

Categorie:BLettere

[BlogLettera] Il tempo della politica

31 agosto 2012 4 commenti

Stanno ormai per scadere i fatidici primi 100 giorni di vita della giunta Rossa, sostenuta da una coalizione di centrosinistra che ha raccolto la speranza di migliaia di cittadini alessandrini, di poter uscire dal guado del disastro economico, morale e sociale dentro cui il sindaco Fabbio e il centrodestra avevano cacciato questa città.

E’ tempo quindi di trarre un primo bilancio: di fronte al dissesto finanziario proclamato dalla Corte dei Conti (decisione che impone uno “strangolamento” dei conti pubblici e delle finanze di cui ha totale responsabilità la destra che ha governato) questa Giunta ha mosso i primi passi su un terreno minato, ma cercando di mantenere fermi i propri orientamenti politici e ideali.
Così si spiega la giusta decisione di costituire l’Azienda Speciale, che si occuperà dei servizi educativi. L’idea stessa di costruire il futuro di quei bambini che domani saranno le generazioni del futuro, attraverso un percorso educativo e formativo che passa nelle mani della gestione pubblica, rifiutando così la vulgata tanto in voga del “il privato è sempre meglio”, è un punto di forza, una linea giuda che segna il livello di democrazia e l’idea di società che si vuole costruire. Bene quindi, così come bene si è fatto a cominciare a scardinare alcuni centri di potere in questa città, anche se non possiamo nasconderci il rischio, che quotidiani interventi di “emergenza“ logorino la prospettiva su cui lavorare.

E’ arrivato, a nostro parere, il tempo della costruzione di un progetto che esca dall’emergenza.
Proviamo a costruire il futuro, anche se sappiamo che è difficile, ma è questo il mandato che, con così tanta fiducia, gli Alessandrini hanno dato a Rita Rossa e alla sua maggioranza.
Se non sarà così, Alessandria rischia la morte lenta per strangolamento contabile.
Questa crisi ha colpito il lavoro privato in maniera pesantissima in tutte le sue forme e ora tocca anche la forza lavoro pubblica.
I lavoratori delle aziende partecipate, che proprio in queste giorni hanno lottato con forza e dignità per il proprio salario, hanno ottenuto una prima, importante vittoria. Ma quanto si potrà andare avanti così, senza che il governo nazionale (che pure in provincia ha un proprio Ministro) mostri di voler accelerare scelte e procedure per sbloccare i fondi necessari?

La crisi ha fatto sì che centinaia di altre persone abbiano già perso il lavoro in questi mesi.
Sono dipendenti di cooperative, di fabbriche che chiudono, d’imprese che non hanno più lavoro.
Pochi hanno avuto qualche riga d’informazione. Pochi hanno avuto solidarietà. E non è giusto.
Alessandria sta rischiando un’implosione sociale.
Le Aziende vanno salvate perché sono un patrimonio di questa città, il loro lavoro ed i loro servizi, insieme alla qualità e alla salvaguardia dei diritti primari dei lavoratori, definiscono il grado di civiltà di questa società alessandrina.

Se si deve fare “pulizia” di una cattiva gestione che le ha portate quasi alla soglia del fallimento, la si faccia indicando chiaramente le responsabilità.
Ma questa pulizia non la possono pagare i lavoratori e le lavoratrici.
Per queste aziende va costruito un progetto di lungo respiro.
Vogliamo confrontarci e discuterne?
Ed è ora di chiedere senza indugi che il governo Monti (che oltre ai sacrifici imposti soprattutto ai lavoratori e ai pensionati, porta molte responsabilità per i tagli imposti ai bilanci Enti Locali) cambi rotta e atteggiamento.
Altrimenti la città va fermata in blocco.
Nessuna opera pubblica, nessun investimento, nemmeno un euro dovrà essere speso, se prima non si pagano le lavoratrici e i lavoratori, se prima non s’investe sul recupero della disoccupazione e sulla sacca di povertà che essa sta generando.
Nessun ponte, nessun ospedale o altro, se prima non si fa questo.

E’ il tempo delle scelte che vogliamo siano condivise con le parti sociali, non del privato a tutti i costi e senza regole.
E’ il tempo dei diritti, da quelli sociali, a quelli civili. Come per le coppie di fatto, per gli anziani e per la partecipazione.
E’ il tempo di chiedere a tutti i cittadini di collaborare e noi comunisti siamo pienamente disponibili a farlo, non per dire sempre sì ai “tecnici” ma per costruire una società di liberi e uguali.

Federazione della Sinistra (Comunisti Italiani – Rifondazione) di Alessandria

Categorie:BLettere

Branca Branca Branca?

31 agosto 2012 80 commenti

Gioiosa macchina da guerra, o armata Brancaleone che procede alla giornata, e “non sa dove andare, comunque ci va”, come il cane della canzone di Francesco De Gregori?

Onestamente cosa sia questo centro sinistra alessandrino da tre mesi alla guida della città non l’ho ancora capito neanch’io, e se posso ben comprendere lo spirito con cui si chiede anche alla stampa di “creare un clima di unità, in un momento così difficile”, è anche vero che non dobbiamo rinunciare ad interrogarci, tutti quanti, e ad interrogare i nostri amministratori, perché ci spieghino come intendono portarci fuori dalle secche di un dissesto che, lungi dall’essere il “mero stato contabile” di cui parlava pochi mesi fa l’ex sindaco Fabbio (forse nel tentativo di esorcizzarne la gravità), rischia invece di diventare un virus capace di infettare non solo l’economia del territorio, ma la sua anima.

Giusto ieri qualche giornale paragonava Alessandria a Napoli, o alla Grecia. E due miei amici, separatamente, in questi giorni mi hanno magnificato l’uno la Toscana, l’altro la Puglia, come oasi rispetto alla realtà nostrana.

La sindaca, poi, in 24 ore è passata dagli insulti agli applausi da stadio, quando è chiaro che non si tratta né di Maria Antonietta (quella delle brioches quando finì il pane), né di Santa Rita da Cascia, ma di un amministratore locale chiamato ad affrontare una situazione di particolare difficoltà e complicazione.

Ma dicevamo del suo team. Com’è questa santa alleanza del centro sinistra alessandrino, che in fin dei conti, con un consenso in termini assoluti simile a quello che decretò nel 2007 la sconfitta di Mara Scagni, si ritrova ora a dover condurre Alessandria attraverso un percorso accidentato e non breve?

Ieri si sono colti alcuni segnali, e altri ne verranno prossimamente. Un primo passo lo hanno fatto I Moderati, i quali, sia pur con tono felpato e linguaggio soft (“altrimenti che Moderati saremmo, scusa?”, sorride Cesare Miraglia..), hanno chiesto agli amministratori di alcune partecipate “un atto di dignità, e un passo indietro”. Se capisco bene, sul banco degli inputati ci sono soprattutto i vertici di Atm e di Amiu, a cui si attribuiscono responsabilità sul fronte della gestione che ha portato all’attuale situazione di “casse vuote”. Anche se poi queste partecipate, come altre, “rimbalzano” le responsabilità su Palazzo Rosso, che risulta insolvente nei loro confronti per decine di milioni di euro. Insomma, la coperta è corta, e se la tiri da una parte, si scopre l’altra.

Poi ci sono i partiti a sinistra del Pd: alla conferenza stampa indetta ieri pomeriggio dal Partito Democratico sia Sel che Federazione della Sinistra non si sono visti, anche se “soltanto per questioni logistiche”, ha precisato il segretario provinciale del Pd Daniele Borioli. Padrone di casa impeccabile, capace di un’analisi raffinata sulle possibili vie d’uscita dall’attuale palude, e sugli strumenti tecnici e politici a cui far ricorso.

Del resto, Borioli stesso ha confessato di aver trascorso le recenti vacanze estive a Capalbio, e se tanto mi dà tanto…noblesse oblige. Però i malumori di Sel li abbiamo già in parte registrati anche noi, e voci ci dicono che è solo l’antipasto. Mentre sul fronte Federazione della Sinistra al momento in effetti la sintonia con il sindaco sembra esserci, e un altro tam tam dà per probabile la nomina del “battitore libero” di area Cgil, Mauro Buzzi, ai vertici della neonata azienda speciale Costruire Insieme.

Tutto bene dunque? Bah…diciamo che magari non è proprio una gioiosa macchina da guerra, ma anche che, considerato come è messo Palazzo Rosso, alternative davvero non sembrano essercene. Il che, naturalmente, non esime l’attuale giunta dal chiarirci (e dal chiarirsi, probabilmente) qual è il progetto complessivo per la gestione della città, e per uscire dallo stato di emergenza continua in cui ci troviamo.

E. G.  

Categorie:In primo piano

Sel: “Ambiente, lavoro, diritti: dov’è il Pd?”

30 agosto 2012 7 commenti

Emergenza di Palazzo Rosso, nomine Amag, ponte Meier, registro delle coppie di fatto. Ma anche il terzo valico, l’inquinamento industriale, i precari di Palazzo Ghilini. Tra Sinistra Ecologia Libertà e il Partito Democratico sembra esserci ormai un solco profondo: sarà rottura? Il punto di vista di Domenico Priora (nella foto), segretario provinciale di Sel. Buona lettura su AlessandriaNews!

E. G.

Categorie:Editoriali

Sono commissari, mica i re magi!

30 agosto 2012 6 commenti

La prossima settimana, par di capire, arriveranno i famosi commissari. Atto dovuto e previsto, e in leggero ritardo rispetto ai 30 giorni “di legge”. Ma si sapeva benissimo che così sarebbe stato: con agosto di mezzo, in Italia, non c’è emergenza che tenga, soprattutto pubblica.

Fa un po’ sorridere, semmai, l’enfasi creata attorno all’evento, e la mobilitazione di un anziano gentiluomo come l’onorevole Pci Bruno Fracchia (nella foto).

Cito dal comunicato del Comune di Alessandria:
“Devo ringraziare l’onorevole Bruno Fracchia che in questi giorni ha messo in campo le sue conoscenze personali di ex deputato, rendendo possibile un contatto diretto con il Quirinale e l’accelerazione delle procedure di nomina”.

Ossia, all’italiana: se non conosci qualcuno che conosce Giorgio N. per comuni trascorsi piciisti di gioventù, i commissari arrivano a Natale?
Non c’è niente da fare: siamo un Paese borbonico, dove a tutti i livelli il diritto diventa favore, conoscenza personale. Persino l’invio dei funzionari ministeriali.

Ma su, cerchiamo di essere meno provinciali ragazzi, e di rimboccarci le maniche pensando piuttosto ad un progetto di gestione e sviluppo per questa città. Che dubito possa arrivare dai commissari. E che ancora speriamo possa uscire dal cilindro della politica.

Per quel che ho capito io, questi signori avranno il compito (improbo, e non rapido) di mettere il naso sulla situazione pregressa (fino al 31 dicembre 2011), analizzando la cosiddetta massa passiva, e individuando possibili soluzioni.

In altre parole, preso atto della montagna di debiti, cercheranno di capire cosa vendere, e a che cifre, per saldare almeno in parte i tanti creditori. E lì si apriranno immagino capitoli delicati: quando vale davvero il patrimonio immobiliare di Palazzo Rosso, e c’è qualcuno interessato a comprarlo? Che fare degli immobili già di fatto “pagati” dalle banche (tramite Svial e Valorial), alle quali si stanno corrispondendo cospicui interessi, e a cui prima o poi occorrerà restituire anche il capitale? E ancora: è possibile vendere qualche partecipata, e quale? Amag? Amiu e Aral? Insomma, temi importanti.

Riguardo però al presente/futuro, quale ruolo avranno i commissari del governo? Sarà loro compito anche esprimere valutazioni rispetto a scelte come quella di ieri, di utilizzo di risorse finanziarie “vincolate”, per pagare gli stipendi dei dipendenti delle partecipate?  Questo lo scopriremo, ma ho l’impressione che sul tema si stia facendo un po’ di confusione, non so quanto intenzionale.

In ogni caso, al futuro di Alessandria dovranno pensarci gli alessandrini. I commissari, teniamolo presente, sono funzionari ministeriali: mica i re magi!

E. G.

Categorie:In primo piano

[BlogLettera] Aspettando giustizia

29 agosto 2012 Commenti disabilitati

Angelo Agnello era perplesso se presentarsi parte civile in tribunale contro la Solvay di Spinetta Marengo. Non aveva fiducia nella magistratura: non è dalla parte degli operai, diceva. Poi si era convinto che comunque è sempre giusto lottare, come quando si faceva in fabbrica, prima che ci rosicchiassero tutti i diritti, diceva.

E si era così costituito al processo insieme ai lavoratori ammalatisi in fabbrica e ai cittadini ammalatisi nel territorio, e insieme ai famigliari dei deceduti. Insieme, con l’aiuto di Medicina democratica, rivendicheremo i nostri diritti alla giustizia, li condanneranno, ci risarciranno, insieme come una volta ce la possiamo fare, diceva. Non aveva poi mancato una udienza in tribunale, ma scandalizzato sui tempi della giustizia, che rinvia e rinvia e non giunge mai alla sentenza, diceva.

Il tumore infatti se l’è portato via, più veloce del processo. Che riprenderà in autunno, nell’auspicio che la giustizia finalmente sia  resa almeno ai familiari, la moglie Lucia, i figli Alessio e Valentina.

Lino Balza – Medicina democratica

Categorie:BLettere

[BlogLettera] In Cittadella prima di tutto la sicurezza

29 agosto 2012 1 commento

Maurizio Sciaudone risponde ad Ileana Spriano sul museo nella fortezza alessandrina   

“Un segnale positivo”. Così Maurizio Sciaudone commenta il parere favorevole al museo in Cittadella della responsabile del gruppo FAI di Alessandria, Ileana Spriano, in un intervista a la Stampa. E aggiunge: ” Dobbiamo però tenere tutti presente, che la priorità è la conservazione e la messa in sicurezza del monumento, come del resto sottolinea anche la Spriano, prima di pensare a qualsiasi utilizzo”.

Sciaudone, che ha prestato servizio per oltre trent’anni nella fortezza alessandrina, sottolinea che il primo passo da fare per arrivare al museo della Cittadella è pensare ai tanti problemi che oggi vengono ignorati e che rappresentano un grosso pericolo per i visitatori, oltre a mettere a rischio cedimento le strutture.  “Gli ultimi interventi seri di manutenzione sono stati fatti quando i militari erano insediati in Cittadella – aggiunge Sciaudone –  e da allora a parte sporadici interventi sul verde, la palazzina messa in sicurezza dai Vigili del fuoco e qualche lavoro di sbancamento del terreno accumulato nei sotterranei durante l’alluvione, non è più stato fatto altro per fermare il degrado presente ovunque. I tetti vengono danneggiati dalle piante che crescono nei sottotetti e il rischio caduta di tegole e mattoni nei cortili sottostanti, è molto alto. Le infiltrazioni d’acqua sui bastioni li rendono a rischio crollo e cedimento del terreno soprastante. Le grondaie delle palazzine si bucano e cadono, gli infissi si deteriorano e marciscono, alcuni muri sono pericolanti. Tutto questo mentre si continua ad organizzare eventi come se niente fosse e si ignorano così i troppi pericoli. Per dovere nei confronti della cittadinanza e del monumento alessandrino più importante, non posso far altro che continuare a mettere in evidenza questi aspetti che vengono prima di ogni progetto e utilizzo. La Cittadella, sino a quando non si interviene, dovrebbe essere interdetta per mancanza di sicurezza”.

Sciaudone quindi invita gli amici del FAI a concentrarsi sul problema degrado, assecondando la loro missione di salvaguardia delle bellezze architettoniche e paesaggistiche italiane e attivandosi per organizzare campagne di sensibilizzazione. “Quando avevo la responsabilità della Cittadella – conclude Sciaudone – bastava una squadra di uomini per provvedere alla manutenzione ordinaria. Intervenendo per tempo, i lavori da fare erano numerosi ma di poca importanza e la fortezza era in ottima salute, come dimostrano le foto dell’epoca. Oggi che è abbandonata a se stessa, i lavori di ripristino diventano sempre più imponenti e costosi. L’incuria non può essere nascosta, è sotto gli occhi di tutti. Spero vivamente che il Sindaco Rossa, appena superata la prima fase del suo difficile insediamento, voglia considerare subito questi aspetti sino ad adesso trascurati nonostante i miei appelli. Non ci vuole un grosso investimento per risolvere l’essenziale in Cittadella e se i cittadini vedono impegno serio da parte del Comune e delle altre amministrazioni coinvolte, saranno disposti a collaborare. Anche le istituzioni come il FAI, se consapevoli dei veri problemi, possono portare un grosso contributo”.

Categorie:BLettere
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