Home > BLettere > [BlogLettera] Caro Presidente Monti…

[BlogLettera] Caro Presidente Monti…

3 agosto 2012

Caro Presidente Monti,

il ministro Giarda troverà sicuramente molti amici nel PD (specie in Piemonte). La “spending review” con il taglio delle spese prospettato, stante le reazioni di Partiti e Lobbies, crediamo lanci qualche segnale sul quale val valga la pena riflettere.

Un segnale che, a nostro avviso, va nella direzione giusta,  ma si sta concretizzando  nel modo sbagliato.

Lei, Presidente Monti, nel suo discorso di investitura in Parlamento sostenne che …“Bisogna superare la Province in un’ottica di riduzione dei costi della politica che risponde ad una forte domanda sociale  in questo senso”. Tutti noi pensammo: che sia la volta buona?

Tutti sono a conoscenza infatti che le province sono nient’altro che l’acqua nella quale il pesce ( la politica, “questa politica” ) nuota. A chiunque quindi verrebbe di pensare che  è indispensabile togliere l’acqua al pesce…

Se non si ha chiaro di quale sistema di rappresentanza il nostro paese ha oggi bisogno e si ragiona in termini puramente ragionieristici non si arriva da nessuna parte: anzi si rischia di conservare l’esistente come le reazioni dei soliti noti stanno a dimostrare. Affrontando il problema alla radice si taglieranno le unghie a quanti vorrebbero cambiare solo a parole e a riaffermare così la credibilità nelle istituzioni siano esse centrali che periferiche.

Non si tratta infatti di “toccare” i servizi di cui i cittadini necessitano (scuole, sicurezza, strade, sanità..ecc) ma di razionalizzarli; introducendo nel comparto pubblico  una “contabilità liberale“ che tenga conto di parametri come l’efficienza, il rendimento, l’efficacia  e così via Prima di parlare di province si parli di come si organizza il consenso dei cittadini che “subiscono” il potere mentre dovrebbero “condividerlo”.

Prima di sopprimere le Province (tutte! come noi auspichiamo..) sopprimiamo un retaggio anch’esso del secolo scorso: le regioni a statuto speciale (Sicilia, Valle D’Aosta, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia) dicendo innanzi tutto la  verità sui loro conti ai cittadini di questi territori.

Prima di parlare di soppressione di ospedali sul territorio si chiariscano quali sono le attribuzioni (le responsabilità) di chi governa la sanità Regione per Regione. Si chiariscano  quali sono le implicazioni di una spesa farmaceutica preda delle lobbies. (basti ricordare che pochi giorni prima l’annunciata “spending review” apparvero notizie di rischio disoccupazione dal settore industria farmaceutica per 10.000 persone!)

Si faccia chiarezza , per esempio, sul perché l’unico organismo di controllo della spesa sanitaria pubblica (la Corte dei Conti) non riceve, ancora oggi, “in tempo reale” i dati della spesa. (Qualcuno smentisca questa notizia di stampa!)

Si chiarisca  con i  cittadini prima di tutto quale mobilità oggi è necessaria; sia essa interna alle città sia riguardante i pendolari; ma soprattutto ci si faccia carico, con una azione intransigente finalizzata  a ricercare le responsabilità delle Regioni rispetto alla ricerca di soluzioni  per il futuro e non solo di gestione dell’esistente. Quali sono stati infatti i progetti che le Regioni hanno posto in essere in questi ultimi anni per ripensare la mobilità dei cittadini in questo terzo millennio?

E’ da queste domande, caro Presidente che si deve partire per cambiare questo paese.

Associazione Arcipelago

Annunci
Categorie:BLettere
  1. franco dell'alba
    3 agosto 2012 alle 08:55

    Io credo sia più importante lavorare per imporre risposte piuttosto che per fare domande.Credo che il dialogo con le istituzioni sia una finzione, un teatrino tanto offensivo quanto inutile. Credo che le Istituzioni vadano totalmente soppresse e rifondate su nuovi e diversi rapporti, credo, infine, che il Comune, la Regione, lo stesso Stato non abbiano alcuna ragione di esistere se viene meno la ragione per cui sono nati (o, meglio ancora, ci sono stati imposti).
    Insomma, per farla bere, la chiacchiera divide, l’azione unisce! Smettiamola di dialogare con i sordi e cacciamoli dal Tempio, ammesso e non concesso che si sia ancora in tempo.

  1. No trackbacks yet.
I commenti sono chiusi.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: