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[BlogLettera] Un minimo di etica

3 agosto 2012

Mentre annuncia, per coprire un buco di bilancio di oltre 30 milioni, il massimo aumento per 5 anni (cioè per sempre) di imposte, tasse comunali e tariffe dei servizi pubblici (IMU, rifiuti, campi scuola, palestre, asili, materne, cimitero, biblioteca ecc.), mentre annuncia piangente la prima stangata, la sindaco di Alessandria, Rita Rossa, conferma sorridente lo spreco di decine di milioni di euro per la costruzione del faraonico e inutile ponte Meier in sostituzione del distrutto e innocente (dell’alluvione) ponte Cittadella.

Sostiene Rossa che “tanto” quei milioni sprecati sono stanziati da altri fondi pubblici e “solo” 8 milioni sono a carico del Comune. Ma non sono tutti, a prescindere dalle provenienze, non sono tutti quattrini nostri, soldi pubblici, spremuti dalle tasche dei (soliti) contribuenti? Non si possono risparmiare? O utilizzare meglio, ad esempio per l’ambiente? Non ci costa meno una eventuale piccola penale? Non ci basta una semplice spettacolare passerella sul Tanaro? Non sopravvive insomma un minimo di etica nell’uso dei soldi pubblici?

Lino Balza

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Categorie:BLettere
  1. franco dell'alba
    3 agosto 2012 alle 20:27

    SI LINO,MA IL PROBLEMA è CHE I COSTRUTTORI DI PONTI PIANGONO E IL LORO PIANGERE FA MALE A RE AH BEH SI BEH AH BEH SI BEH…cappitto mi hai?

  2. mandrogno
    4 agosto 2012 alle 09:05

    “solo otto milioni”… dati a gavio, e presi dalle tasche degli alessandrini con l’IMU e altre gabelle.
    Direi che questo basta e avanza per dire che il partito di governo PD-PDL-UDC è sempre al lavoro, anche ad Alessandria. Padroni in casa mia, pro domo “sua”

  3. coer - enza
    4 agosto 2012 alle 10:00

    assessore Barberis,conciglieri: Lombardi, Fiorentino cosa ne pensate della realizzazione del ponte Meyer??? citttuuuuu….

  4. 5 agosto 2012 alle 22:44

    La ragion di Stato, la ragione di maggioranza, la ragione di corrente, la ragione del gruppo di interesse amico (Fabbio, Vandone e Malvezzi li chiamavano stakeholders), la ragione di…
    La ragione del cittadino sta all’ultimo posto! E Sindaci votati da 1 elettore su 3 ci raccontano che il dissesto era inevitabile, il ponte ed il parcheggio vanno fatti. Facilitiamo la diffusione di una nuova consapevolezza collettiva! Arriverà il momento della “goccia che fa traboccare il vaso ed allora inizierà davvero un processo inarrestabile di evoluzione; il processo “delle cento scimmie”!
    Vincenzo Pasino

  5. Emanuele Gatti
    6 agosto 2012 alle 10:29

    Cara Rita hai fatto il meglio che potevi a questo punto, resta l’amaro per la classica storia da italietta dove, sul finale e prima di cominciare, c’è anche l’aumento dei 3.000.000 su un progetto già esecutivo se fossero soldi di qualcuno anzichè dello Stato vedresti che fine fa la Codelfa e la ditta che ha eseguito gli esecutivi !!!!!!

    Questo avevo detto in risposta all’annuncio, ora se i milioni che deve mettere il Comune sono ben 8 vorrei sapere dove li andranno a prendere con un aumento che prima di iniziare ha già raggiunto la quota 3 mil. ……….

  6. 6 agosto 2012 alle 11:21

    Carissimo Gatti, io ho la ferma convinzione che Rita Rossa il meglio che poteva avrebbe potuto farlo spiegando ai cittadino che la Corte dei Conti ha dichiarato sussistere le condizioni di dissesto ma ha lasciato ai nuovi eletti di decidere se:
    a – scegliere la via più conveniente per loro di votare il dissesto
    b – consultare i cittadini ed eventualmente adottare le correzioni suggerite dalla Corte dei Conti gestendo il debito pregresso senza demandarne la gestione a commissari governativi.
    Viene ancora proposto un modello di politica e di comunità che gli elettori ormai rifiutano, fondato sul conflitto, sul premio al più forte, sul racconto agli elettori di punti di vista di parte senza alcuno sforzo di mettersi nella posizione del terzo osservatore: quella dell’elettore.
    La Calvo è mancata, la Scagni è stata punita dagli elettori, Fabbio è stato punito dagli elettori ed i comportamenti fin qui tenuti dalla Rossa fanno presagire una fine analoga a quella dei suoi due predecessori.
    Il proponimento contenuto nella frase “cambiamo davvero” è, per ora, solo una intenzione tutta da manifestare. Per manifestare occorre prima conoscere. Purtroppo la politica ignora che cosa significhino davvero conoscenza e cambiamento. Conoscenza e cambiamento seguono le stesse leggi formali.Biologi ed antropologi moderni ne trattano approfonditamente. I politici no. Tutto ciò che sanno fare è rimettersi ad una burocrazia (i tecnici sono dei burocrati) che ha fortemente contribuito, negli ultimi 20 anni a creare la situazione in cui versano la comunità locale ed il paese.

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