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Il Superstite (99)

4 agosto 2012

di Danilo Arona

Ci andrebbe un coccodrillo alla settimana in questo periodo per i troppi amici che ci lasciano (all’incirca tutti per la stessa, innominabile ragione),  ma proprio non me la sento e allora, visto che le vacanze sono più o meno alle porte, ve ne racconto una che più fantozziana non si può, nemmeno con il mitico Ugo al seguito.
Ancora una volta c’entra l’inossidabile Carlo Fenaroli, perché ero con lui e la sua (ex) moglie. Tre coppie, se non ricordo male, nell’agosto del 1976 alla conquista della Jugoslavia, che c’illudevamo di conoscere. Parco macchine da far paura: Citroen 2 cavalli e Skoda, robe da passare inosservati anche in Macedonia. Grande idea di Carlo per la partenza: si parte di sera tarda, così evitiamo troppe code e si passa alla veloce. In realtà si arriva a un valico secondario intorno alle 2, ma, essendo secondario, quello apre alle 6.

Varchiamo il confine intorno alle 8 e già si preannuncia la giornata più torrida del secolo dentro mezzi rigorosamente privi di aria condizionata. La nostra meta è il camping Solaris a Sibenik verso sud, scelto imprudentemente da Carlo su una delle tante guide che allora impazzavano. Ma il destino ha in serbo per il mio amico una sin troppo severa punizione: durante una sosta rinfrescante in un piccolo campeggio sulla strada, l’uomo si toglie il Longines d’oro per lavarsi le mani e se lo dimentica sul lavabo. Inutile dire che il prezioso monile svanisce in pochi secondi. Con il morale non troppo alto, finalmente sul tardo pomeriggio giungiamo al Solaris, una tristissima struttura eretta fra le pietre granitiche dove non si vede uno stelo d’erba e dove circolano i più brutti personaggi mai visti da anni.
Ne ricordiamo ancora uno con pantaloni a righe (sulla spiaggia in marmo…) e t-shirt con sopra disegnata una sega elettrica (nome in gergo, Faccia di Cuoio). Ripariamo in serata in un albergo vicino dove chiediamo la linea per poter parlare con certi amici in Alessandria che dovrebbero raggiungerci e avvertirli del cambio di programma. C’è ovviamente da aspettare e la truppa si scioglie.
Io faccio a tempo ad andare in bagno, tirare l’acqua e beccarmi lo sciacquone in testa tipo doccia e la mia ragazza si perde un bracciale d’oro nella piccola spiaggia dell’albergo. Qui siamo costretti a cenare e a pernottare.

Verso le 23, mentre stiamo ultimando una striminzita cena a base di cevapcici e crauti, ci passano la linea da… Alessandria d’Egitto. Al di là dell’equivoco piuttosto straordinario, provocato da una mancanza di comprensione per lingue parlate troppo discordanti, verifichiamo che in Egitto c’è un numero uguale a quello italiano. Perché di là qualcuno urla in lingua islamica. Nessuno dormirà quella notte: fa un caldo boia e tutti siamo incazzati per questo inizio un po’ squallido e un po’ tragico. Il bello però deve ancora venire…

Ripartiamo il giorno  dopo per rifare la strada al contrario e fiondarci al bel campeggio di Medulin, vicino a Pola, che già conosciamo e ci piace molto. Ma la Skoda di Carlo necessita di un supplemento di olio. E al distributore l’imperizia del benzinaio innesta una reazione a catena di cui saprete nella prossima puntata. Per conoscenza, la numero 100. Complimenti!

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Categorie:Editoriali
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