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Ponti, asili e ipocrisia

6 agosto 2012

Incerto se discutere di ponte Meier o asili, vi propongo un mix di riflessioni, per cominciare bene la settimana, che si annuncia incandescente.

Ponte Meier: il sindaco Rossa ha spiegato nei giorni scorsi  perché, dal suo punto di vista, l’opera si deve fare. Non sono in grado di valutare, francamente, se davvero i dati siano tutti corretti, ossia se ad esempio i finanziamenti legati al Pisu non possano essere comunque utilizzati (magari chiedendo al riguardo una deroga di emergenza) per le altre opere previste nell’area dei borghi Cittadella e Rovereto, a prescindere dal ponte. Constato però che praticamente tutti hanno preso per buona questa posizione, compresi i tanti detrattori del Ponte nell’era Fabbio. Tutti già in vacanza? Oppure “citu”, come spiritosamente sottolinea un lettore di questo blog? Ossia sottocoperta, conformi ad ordini di scuderia.

Non mi interessa qui francamente entrare nel merito della necessità del ponte, o di quale ponte.

Però le motivazioni a senso unico propinateci in questi giorni sono davvero l’emblema del particolarismo, ossia di un Paese che è arrivato a un centimetro dal capolinea, e non intende comunque cambiare metodo.

L’unica voce pubblica (in privato è tutto diverso: lì tra un sorriso e una battuta sì che capisci come funzionano i meccanismi) che si è permessa di dire che il re è nudo è stata quella di Lino Balza.
Eppure la questione è banale: da un lato si chiedono agli alessandrini lacrime e sangue, per cinque anni (ma voi avete mai visto diminuire dei balzelli pubblici? Io no: sulla benzina paghiamo ancora contributi per terremoti di cinquant’anni fa, per dire. Quindi..), dall’altro si decide di procedere comunque nella realizzazione di un’opera pubblica assai costosa.

E con quale approccio di fondo? Non “il ponte è indispensabile alla città”, bensì “tanto sono soldi che altrimenti Alessandria perderebbe”. Allora, a parte che comunque i contribuenti alessandrini ci metteranno di tasca loro tot milioni di euro, cerchiamo di capirci bene: come ho visto sottolineare al solo Balza, la realtà è che tutti i 20 o 30 milioni necessari per l’opera sono soldi nostri, ossia dei contribuenti.

E questo “arraffa tu prima che arraffi qualcun altro” è esattamente il meccanismo che, nei decenni, ha portato l’Italia all’attuale quasi collasso per sprechi di immani risorse pubbliche. Anche se naturalmente, calata nel contesto del Paese (che è in una situazione sì drammatica, ma mai seria), la scelta degli amministratori alessandrini ha una sua comprensibile, perversa logica del “particulare”.
Insomma, nessuna rivoluzione etica partirà da Alessandria: Lino Balza si rassegni al ruolo di “bastian contrario”, e su questo come su altri temi si accontenti del plauso (sincero) di pochi estimatori di nicchia.

Sulla vicenda asili, azienda speciale e, soprattutto, considerevoli aumenti delle rette, solo una considerazione “a margine”: un vincitore nella vicenda c’è, e sono i privati che operano nel settore.
Mettetevi nei panni di una coppia che, agli stessi costi, deve scegliere tra un asilo pubblico, e una struttura privata a cui poter chiedere conto quotidianamente della qualità del servizio, “perché io pago”.  Che fareste?

Ad iscrizioni concluse sarà interessante una bella verifica sul campo, basata sui numeri.

E. G.

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Categorie:In primo piano
  1. Emanuele Gatti
    6 agosto 2012 alle 10:22

    Cara Rita hai fatto il meglio che potevi a questo punto, resta l’amaro per la classica storia da italietta dove, sul finale e prima di cominciare, c’è anche l’aumento dei 3.000.000 su un progetto già esecutivo se fossero soldi di qualcuno anzichè dello Stato vedresti che fine fa la Codelfa e la ditta che ha eseguito gli esecutivi !!!!!!

    Così avevo risposto all’annuncio, quello del Mayer è e resta uno scandalo come per molte delle spese che questo Stato continua a perpetrare sulle nostre spalle. Emanuele Gatti

    • cittadino
      7 agosto 2012 alle 10:03

      se questo è “il meglio che poteva”, allora è davvero il caso di preoccuparsi. Ma tanto!

  2. Giorgio
    6 agosto 2012 alle 12:41

    Resto dell’idea che Alessandria ha bisogno di un altro ponte. Chiamatelo Mejer o Pasquale ma è esattamente quanto avevamo prima che il Cittadella venisse abbattuto.
    Avevamo due ponti sulla strada per ASTI – CASALE – Valenza ora ne abbiamo uno solo in uscita dalla città. Le proteste si potevano fare prima, ma molto prima… forse già ai tempi della Calvo quando propose il Mejer. Ora i giochi sono fatti e i soldi sono stanziati. Non possiamo chiudere la stalla quando i buoi sono scappati…
    Infine ha ragione Rita quando dice che rinunciare al ponte ci costerebbe milioni di euro in penali oltre a trovarci senza ponte.
    Io vorrei solo che la redazione facesse una bella foto al “MAXI-CARTELLONE” che appare ancora oggi sul cantiere del Mejer. C’è una data del 2011, mi sembra settembre 2011 e la scritta… PRONTI, VIA!!! PARTITI I LAVORI DEL NUOVO PONTE.
    Potete commentarla voi per cortesia?

    • punilux
      8 agosto 2012 alle 00:40

      Il ponte Meier è una schifezza che fa a pugni con il nostro monumento più importante, la Cittadella. Ed è pure costosissimo. Bastava un ponte più sobrio e meno costoso.. E senz’altro se rimaneva il ponte Cittadella era la soluzione migliore. Chi ha dato il nulla osta per l’abbattimento andrebbe indagato, visto che tutto è una pura speculazione edilizia a danno dei contribuenti. Oltretutto metà dei ponti italiani andrebbero abbattuti, visto che sono a campate com’era il Cittadella.

    • 8 agosto 2012 alle 16:38

      Giorgio, dimentichi la tangenziale

  3. mandrogno
    6 agosto 2012 alle 20:50

    le penali non si pagano, se l’appalto è “dubbio”.
    Si impugna il contratto sospetto, e si rifà la gara, nei paesi civili e in quelli dove esiste la legalità e l’etica negli appalti.
    Inoltre, il FALLIMENTO del comune, che la rossa usa per aumentarci l’IMU e tutte le tariffe e le tasse, potrebbe essere motivo sufficiente per dire: NON POSSIAMO PAGARE, andate pure a quel paese voi e il vostro appalto. Lo hanno fatto in grande stile in Isalanda, con le banche creditrici.. e ora le cose lassù vanno benissimo.
    Ma siccome qui l’appaltatore è tanto tanto amico di OGNI sponda politica, va accontentato sempre. E sempre a spese nostre, ovviamente.

  4. 6 agosto 2012 alle 21:10

    Sul tema asili, Locci rilancia: http://www.locci.it/?p=276

    Sul tema ponte, ho anch’io l’impressione, come Mandrogno, che l’eccezionalità imposta dal dissesto consentirebbe, a volerlo fare, di battere strade alternative rispetto alle penali, e ai finanziamenti europei. O almeno che si potrebbe provarci. Volendo, naturalmente. Se poi invece si ritiene il ponte opera essenziale, basta dirlo con chiarezza. La strada scelta, “non vorremmo, ma siamo praticamente obbligati: è tutta colpa di Fabbio”, non mi piace. Speriamo non diventi la solfa dei prossimi cinque anni.

    E. G.

    • mandrogno
      6 agosto 2012 alle 21:58

      questi ipocriti non si assumono MAI responsabilità.
      Tagliano le pensioni per girare a impregilo 7 miliardi TAV.. e “ce lo chiede l’europa”.
      Ci ammazzano di tasse, e “ce lo chiedono i mercati”
      Ci massacrano con l’IMU e le gabelle.. “è colpa di Fabbio”
      regalano milioni a Gavio e gli fanno fare “ponti d’oro” : “glieli diamo per non pagargli penali…”

      Ma ‘ndè a fav quatè, sautaciuendre !

  5. franco dell'alba
    7 agosto 2012 alle 00:14

    Balza, decisamente più autorevole di me, ribadisce concetti che ho espresso anch’io e, credo, anche prima di lui e di voi, non so se mi è sfuggita ma ho inviato una lettera ben precisa in tal senso che non ho visto pubblicata. Ma questo per dire che se lui è l un bastian contrario, allora sappia che non è solo e non sarà lasciato solo.

  6. punilux
    7 agosto 2012 alle 02:20

    Il controllo di Gavio-Palenzona su Alessandria a prescindere dai partiti è cosa nota… Con loro abbiamo visto solo opere costosissime e superflue. E’ ora di chiudere con questa sudditanza.. Anche perchè la Rossa deve stare attenta: è su questi argomenti che tutti i suoi predecessori si sono bruciati le chiappe….

  7. Enrica Bocchio
    7 agosto 2012 alle 11:11

    quello che mi stupisce è l’insistenza su un unico progetto, senza possibilità alternative; un progetto preso in considerazione ed approvato da quattro sindaci di opinioni politiche diverse, senza un minimo dubbio sull’impatto estetico di questa avveniristica struttura architettonica, sulla sua incongruenza paesaggistica rispetto alla zona circostante, a via Giordano Bruno, a via Pavia, a piazza Gobetti, alla cittadella stessa!
    Suppongo inoltre che i costi per la realizzazione dell’opera lieviteranno, prima della completa realizzazione ipotizzata per il 2014. Anche i fondi già messi a disposizione da Regione, Stato, Fondazione verranno adeguati? E se invece rimanessero gli stessi, chi pagherebbe la differenza?

    • punilux
      8 agosto 2012 alle 00:32

      Condivido in pieno. Se la Cittadella è un monumento, un mostro di cemento davanti è un oltraggio alla decenza e alla storia.

  8. CorriereAl
    7 agosto 2012 alle 15:21
    • anonimo (luigi rossi?)
      8 agosto 2012 alle 09:38

      per carità.
      ci vorrebbero voci con un minimo di autorevolezza e meno ipocrisie pelose.

  9. Graziella (gzl)
    7 agosto 2012 alle 16:35

    fra le molteplici problematiche che stiamo preparandoci a subire, pare che in questa città l’unica tragedia è la costruzione di un ponte da postare dove ce nè sempre stato uno. credo che se non si chiamasse Maier ma che fosse un comunissimo ponte anche con i suoi ovvi costi progettato dai nostri architetti alessandrini e fosse costruito da un gruppo di imprese locali anche se non idonee ad infrastrutture del genere nessuno avrebbe nulla da dire. la tragedia che toglie il sonno, l’appetito e la voglia di vivere di certi politici nostrani sta nel fatto che Maier&Calvo….Calvo&Maier….a cui si è aggiunto Fabbio, per gli anni a venire staranno ancora qui a lamentarsi, a scrivere sofferte pagine di storia per i posteri. I costi del ponte sarebbe meglio utilizzarli in altro modo perchè c’è il dissesto? ? il dissesto? mah! chissà perchè ho dismesso di credere che Gesù Cristo è morto di sonno da un pezzo …..

    • anonimo (luigi rossi?)
      8 agosto 2012 alle 09:39

      cara signora, si scrive calvo, fabbio, maier e rossa.. ma si pronuncia sempre e solo gavio.

      • punilux
        10 agosto 2012 alle 00:57

        E tra poco non più Gavio ma Salini….

  10. Charlie
    8 agosto 2012 alle 15:29

    Già che ci siamo si scrive Meier. Richard Meier

    • anonimo (luigi rossi?)
      8 agosto 2012 alle 17:23

      credo che a lui interessi solo che si scriva giusto nell’intestazione degli assegni… ricordatene 😉

  11. Charlie
    8 agosto 2012 alle 20:36

    Già

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