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Nuovo vescovo di Alessandria: promozione in arrivo per un parroco?

7 agosto 2012

Quando arriverà il nuovo vescovo di Alessandria? E’ ormai quasi un anno che la diocesi locale è di fatto priva di una guida operativa, anche se retta “ad interim” dal cardinal Versaldi  (nella foto), nella veste di amministratore apostolico.

Come noto, Versaldi è stato nominato da papa Benedetto XVI prima arcivescovo e poi cardinale, e ricopre ormai importanti incarichi presso la santa sede, dove è responsabile di una sorta di Corte dei Conti vaticana.

Perché la nomina del suo successore tarda a venire? Diverse le ipotesi che sono circolate: lotte intestine, veti incrociati, prove di forza tra “padrini” del livello di Ruini e Bertone.

Dietrologia e complottismo? Forse sì. Forse la spiegazione è più semplice: Alessandria non è una sede particolarmente ambita, per tanti motivi. Non è vista come un trampolino di lancio insomma, ma più come un vicolo cieco, una palude da cui diventa difficile muoversi. E anche al’interno della gerarchia ecclesiastica, inutile negarlo, non mancano le ambizioni di carriera, anche se fare di tutt’erba un fascio sarebbe ingiusto.

Comunque sia: nei mesi scorsi circolava voce che fosse in arrivo, da Milano, uno dei vice del precedente arcivescovo meneghino Dionigi Tettamanzi. Nulla di fatto: i potenziali candidati sono finiti uno a Novara, l’altro in Alto Adige.

Poi ci sono state ad Alessandria campagna elettorale ed elezioni cittadine, e qualcuno ha ipotizzato che, forse, la Curia preferisse attendere, per evitare qualsiasi sovrapposizione, e magari anche per verificare l’esito.

Ora, però, probabilmente siamo in dirittura d’arrivo. Il nuovo vescovo di Alessandria, si dice, sarà nominato a settembre, e sarà un semplice prete, in arrivo da fuori e promosso per meriti “sul campo”. Anche noi laici non troppo coinvolti lo attendiamo, a questo punto, con una certa curiosità.

E. G.

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  1. Graziella (gzl)
    7 agosto 2012 alle 07:35

    Dott. Grassano, Lei scrive:

    “” Forse la spiegazione è più semplice: Alessandria non è una sede particolarmente ambita, per tanti motivi. Non è vista come un trampolino di lancio insomma, ma più come un vicolo cieco, una palude da cui diventa difficile muoversi.””

    Mons. Versaldi è arrivato vescovo da una diocesi normalissima quale Vercelli e neanche poco tempo è diventato cardinale in Alessandria con un potente incarico a Roma , ….se non è un trampolino di lancio questo …..speriamo l’arrivo di un nuovo vescovo che come Versaldi sappia stare al di sopra e al di fuori dalle simpatie partitiche, Versaldi è stato un buon pastore che ha espletato funzioni importanti per la sua Diocesi e Alessandria restando neutro in ambito partitico.

  2. 7 agosto 2012 alle 08:12

    Mi dicono, cara signora, che Versaldi avesse e abbia una personale amicizia e rapporto fiduciario con il cardinal Bertone, ben antecedente al suo “passaggio” alessandrino. Che era, appunto, notoriamente solo un “passaggio”. Quindi credo sia un po’ un’anomalia: Alessandria rimane sede poco ambita e marginale. Anche se, in questo settore soprattutto, io riferisco sensazioni che derivano da brandelli di conversazione con chi sa, o dovrebbe sapere: e da diverse fonti arrivano, in fin dei conti, le stesse considerazioni. Vedremo a settembre.

    E. G.

    • Graziella (gzl)
      7 agosto 2012 alle 08:23

      capito! la mia era una considerazione vista dall’osservatorio popolare, quindi con una blanda conoscenza nei particolari che a noi gente comune non giunge.

  3. cittadino
    7 agosto 2012 alle 10:00

    le carriere politiche vaticane\vescovili hanno sempre seguito una logica legata alla massima resa sul territorio in termini politici-amministrativi-gestionali.
    Fino ad ora, se una zona era “rossa” o “bianca” o “nera”, si attingeva ad hoc tra le varie “correnti interne”, in modo da calzare come guanti sulla zona in oggetto.
    Insomma, la politica dei piedi in tutte le scarpe ha funzionato bene, e portato frutti.
    Del resto, i grandi gruppi industriali e appaltatori si saranno pur ispirati a questo esempio efficace da millenni, quando hanno cominciato a tessere le loro tele trasversali e onnicomprensive… 🙂
    Ora probabilmente, visto che zone rosse non ne esistono più, e i politici al potere sono ovunque sempre più chiaramente esponenti del medesimo comitato d’affari, qualche automatismo è saltato, e la deriva verso destra perfino degli ex mangiapreti deve aver spiazzato il “comitato nomine” oltretevere.
    Troppa grazia, sant’antonio!

  4. Giorgio
    9 agosto 2012 alle 12:47

    Anche in campo ecclesiastico non contiamo un cavolo! Alessandria è rimasta la stessa descritta da Umberto Eco: pochi clamori tra Tanaro e Bormida…

    http://appuntialessandrini.wordpress.com/2012/03/10/alessandria-ed-il-buon-selvaggio/

  5. luigi
    9 agosto 2012 alle 22:41

    I poteri in Italia si stanno sempre più sfilacciando. (vedi partiti politici, sindacati eccetera.)
    Anche la chiesa non può sfuggire a questo destino, comune d’altronde all’altra chiesa che era la sinistra comunista. Ognuno va ormai per suo conto, perché i posti di potere contano molto meno di una volta, non essendoci più grosse rendite da amministrare o spartire. Ci sono nuovi centri di controllo, che però sembrano sempre più a delle vere e proprie mafie.
    I cattolici hanno sempre meno voglia di dare ascolto alla gerarchia, perché forse si rendono finalmente conto che della gerarchia se ne può fare a meno. La vera chiesa è soltanto il popolo dei credenti, come dice il Vangelo (uno solo è il maestro eccetera, eccetera, basta rileggersi le parole di Cristo). Poi se qualcuno per credere al Vangelo ha bisogno del Vescovo, è affar suo. Per molti basterebbe già la figura del Vicario attualmente in carica, ma solo per ragioni amministrative, non per altro. Comunque ben venga il nuovo vescovo; se sarà bravo tanto meglio, se no pazienza.

  6. 10 agosto 2012 alle 16:30

    luigi :

    I cattolici hanno sempre meno voglia di dare ascolto alla gerarchia, perché forse si rendono finalmente conto che della gerarchia se ne può fare a meno

    Gentile Luigi,

    alcuni cattolici probabilmente sono nella posizione da lei descritta. Basti pensare (sono loro che si definiscono così) ai famosi “cattolici adulti”: da Rosi Bindi a Romano Prodi, da Franco Monaco a Renato Balduzzi, tanto per giocare un po’ in casa. Vedano loro, sarà il Padreterno a giudicare.

    Altri cattolici, meno adulti ma più baldanzosi, trovano invece nella Chiesa istituita da Cristo (il Vangelo leggiamolo tutto, anche ciò che Gesù disse a Pietro) la nave sicura nelle difficili prove della vita. Io mi sento tra questi, e non certo per mia “bravura”.

    Dopo di che, concordo con lei che non ci vuole il Vescovo per credere in Dio. In alcuni casi può essere d’aiuto, in altri un po’ meno. Sta di fatto che però senza il Papa, Vescovo di Roma e Vicario di Cristo in terra, la Chiesa, con tutte le sue bassezze e le sue grandezze, non esisterebbe più da secoli.

    Io mi aggrappo al Papa, e spero arrivi in città un Vescovo padre. Non un burocrate, se possibile.

    Cordialità.

    A.A.

    • luigi
      13 agosto 2012 alle 18:27

      non sono convinto che l’esistenza della chiesa, con tutte le sue bassezze e le sue grandezze dipenda dalla gerarchia romana, ma al contrario sono piuttosto portato a pensarla come qualche santo che, in polemica con i protestanti, si ostinava ad obbedire ed a credere, perché se la chiesa era ancora viva, dopo duemila anni, nonostante la sue bassezze, questa era la prova inconfutabile che dietro di lei c’era la mano della provvidenza divina, che infatti ogni tanto manda qualche sant’uomo o qualche santa donna a dare l’esempio.
      E’ il caso di dire che il più delle volte l’esempio vien dal basso, cioè dal popolo dei fedeli.
      Se poi vogliamo ricordare l’insegnamento di Gesù, con chi se la prendeva nei suoi discorsi se non con la gerarchia sacerdotale dell’ebraismo del tempo?

  7. 10 agosto 2012 alle 16:55

    Mi accorgo che, dei quattro cattolici adulti da me citati, il meno noto è Franco Monaco.

    Ad Alessandria fu invitato dal non ancora ministro Balduzzi (ma già si capiva che stava studiando per diventarlo) ad intervenire ad un convegno su Giuseppe Lazzati, rettore dell’Università Cattolica dal 1968 al 1983, nell’ambito dei “Martedì dell’Avvento” organizzati dalla Diocesi targata Versaldi.

    Per comprendere quale sia l’atteggiamento di Monaco nei confronti delle gerarchie ecclesiastiche, basta leggere questo articolo de l’Espresso di qualche anno fa: http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/7392

    Un fulgido esempio di cattolico “adulto”.

    A.A.

  8. CorriereAl
    10 agosto 2012 alle 17:12

    Provocatore anche da sotto l’ombrellone, caro Andrea. Naturalmente non mi sento minimamente in grado di entrare nella querelle tra cattolici più o meno adulti. Figurati. E poi per reggere o confutare le tue posizioni, data la tua preparazione in materia, ci vorrebbe minimo un Balduzzi: dai, magari evocandolo hai visto mai…

    E. G.

  9. 10 agosto 2012 alle 17:21

    Nessuna querelle, caro Ettore.

    Tenevo solo a precisare che quello dei “cattolici” è un mondo molto variegato. Rimanendo sulla affermazione di Luigi (“I cattolici hanno sempre meno voglia di dare ascolto alla gerarchia, perché forse si rendono finalmente conto che della gerarchia se ne può fare a meno”), ho provato a fare qualche esempio, a suo favore e non.

    Ciò detto, qualora il ministro Balduzzi volesse confrontarsi sull’argomento, qui sul blog o de visu in un incontro, io sono disponibile. Da padre di famiglia, non da megaesperto sul tema.

    A.A.

  10. mandrogno
    10 agosto 2012 alle 17:26

    A proposito di insegnamenti Cristiani: “non rubare”, “non desiderare la roba d’altri”, “non uccidere”, “non fornicare”, “dai a Cesare quel che è di Cesare (IMU?)” e “cacciate i mercanti dal Tempio” e tante altre belle frasi, che fine hanno fatto?
    Perchè non vedo molti seguaci, in politica, nelle amministrazioni e al vaticano…
    Se si pensa all’ipocrisia di aver messo Francesco d’Assisi come Patrono d’Italia, lui che oggi sarebbe definito un pericoloso sovversivo perchè difendeva la natura e il territorio, e aveva fatto voto di pace e povertà… un po’ diverso da formigoni sullo yacht, e da casini-caltagirone, e dalle cointeressenze vaticane nell’industria delle armi, vero?

  11. CorriereAl
    10 agosto 2012 alle 17:45

    Ah, con me sfondi una porta aperta Mandrogno. Ma quando i cattolici iniziano a dibattere tra loro io mi defilo. Andrea fa il finto semplice “padre di famiglia”, ma la sa lunga. E io che so che ci crede davvero e non ha mai rubato un centesimo, ho smesso di chiedergli conto dei business di Formigoni, o di Casini Caltagirone. Non solo perché non se lo merita: sono quelli lì che non si meritano lui.

    E. G.

    • 10 agosto 2012 alle 18:05

      Rimango sempre colpito dall’affetto e dalla stima che Ettore dimostra nei miei confronti. Pur giudicando molte cose in maniera opposta, siamo amici veri.

      Ricambio, di cuore, senza condannare le sue incoerenze. Così come lui, generosamente, non condanna le mie. Se fossimo educati ad affrontare sempre gli altri in questo modo, vivremmo tutti molto, ma molto, meglio.

      A.A.

  12. 10 agosto 2012 alle 17:53

    Caro mandrogno,

    l’immaginetta di San Francesco difensore della natura e del territorio è a dir poco parziale. Per carità, la spacciano in giro anche molti preti, per cui sei più che scusato. Ti invito, se avrai voglia e tempo, a documentarti meglio.

    Ridurre la verità della fede ad un esame di coerenza dei singoli fedeli è, oltre che una riduzione, una prova impossibile da superare per chiunque.

    Formigoni, Casini e Caltagirone (che tu, dal tuo pulpito, hai già condannato) forse non daranno a Cesare quel che è di Cesare, ma di sicuro se la vedranno con il Padreterno. La mia povera fede, stanne certo, non poggia sulle loro gesta.

    Che poi Gesù Cristo e la Sua Chiesa diventino fango per l’incoerenza o la furfanteria di chi se ne approfitta, ecco, questa non è più nemmeno una questione di fede, ma di modo di ragionare. E’ come dire che, se tuo padre sbaglia, tu non lo ami più e lui non è più tuo padre. Per carità, uno può anche dirlo e pensarlo… ma sarebbe comunque irragionevole.

    Io ho solo ribadito dove sta la mia speranza. Tu saprai dove sta la tua.

    A.A.

    • mandrogno
      10 agosto 2012 alle 19:18

      ho frequentato molti Francescani e Cappuccini, e questa è in effetti l’immagine di Francesco che da secoli danno… ma non ho mai sentito la versione delle altre “correnti” come salesiani o gesuiti… dici che i Francescani “barano”? 🙂
      Ma io non volevo discutere te e le tue convinzioni.
      Volevo segnalare che questa “religione” asservita al potere e ai denari suona sempre più ipocrita, farisaica, piena di sepolcri imbiancati (mentre mancano soldi per imbiancare gli edifici pubblici e le aule scolastiche, loro non si fanno mancare nulla..)
      La mia speranza è che i ladri e i corrotti paghino in vita per i loro delitti secondo quelle che dovrebbero essere le leggi dello Stato.
      Per il tradimento dei principi-base della religione che dicono di difendere e professare, se la vedranno, forse, dopo.
      Secondo me è proprio questo che impedisce al sempiterno andreotti di mollare: ne’ il diavolo ne’ altri lo vogliono dall’altra parte.
      Chissà cosa temono?
      🙂

  13. 10 agosto 2012 alle 20:52

    Guarda, su San Francesco ti segnalo questo articolo: http://www.ilsussidiario.net/News/Editoriale/2011/10/3/Quanti-errori-su-San-Francesco/210675/

    L’ho trovato poco fa, e anche qui vedrai che l’immaginetta del Santo è giudicata come parziale e inadeguata. D’altronde: si può lasciare una vita comoda e ricca come era quella di Francesco, solo per difendere la natura e il territorio? Non avrebbe potuto farlo ugualmente da casa sua?

    No, Francesco ha lasciato quello che ha lasciato per un amore più grande di quello per la natura e il territorio, che pur amava, come splendide creature del Creatore (e per questo dovremmo amarle anche noi). Ha lasciato tutto per amore di Cristo e della Sua Chiesa, a cui si è sempre sottomesso pur vedendone i limiti e le difficoltà contingenti.

    Il Papa non è un sepolcro imbiancato, perché altrimenti non darebbe così fastidio agli intellettuali e agli “adulti”. E’ un uomo che, tutte le volte che parla, riafferma la presenza di Cristo nel mondo. Piaccia o non piaccia.

    Io, come te, confido che la giustizia umana sia veramente giusta, cioè equa e, nei limiti del possibile, rigeneratrice della persona. Che sia giustizia, non vendetta. Non mi sento però di basare tutta la mia speranza e la mia soddisfazione sulla legge e su chi è tenuto a farla rispettare. So che, purtroppo, potrei rimanere deluso e a mani vuote.

    La canzone “La guerra” di Claudio Chieffo lo dice benissimo: “Nella mia guerra contro la falsità,
    contro l’ingiustizia, contro la povertà, ho imparato soltanto ad ingannar me stesso, ho imparato soltanto la viltà”.

    Auguro a tutti, a me stesso in primis, di incontrare una speranza bella, forte e vera.

    A.A.

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