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S.O.S.: Alessandria chiama Roma

8 agosto 2012

Mancava solo il mio omonimo, tra i deputati alessandrini a cui lunedì il sindaco di Alessandria ha chiesto aiuto, in maniera accorata, durante un incontro a Palazzo Rosso.

Eh sì che, tra coloro che del Comune sono stati beneficiari, illo non è proprio l’ultimo, dati alla mano. Ma pazienza, e bando ai dettagli.

A quanto pare Lovelli, Stradella e compagni di ventura ieri hanno già cercato di sollecitare formalmente l’esecutivo guidato da Monti (senza però riuscire a far inserire un ordine del giorno ad hoc all’interno del decreto sulla spending review), e  non mancheranno di chiedere anche un interessamento diretto del ministro Balduzzi.

La sostanza è nota: la situazione del Comune di Alessandria, e di diverse delle sue controllate, è finanziariamente drammatica, i cittadini saranno “bastonati” per i prossimi cinque anni, eppure potrebbe non bastare: la richiesta minima indirizzata a Roma è quindi di “allentare la presa” se non altro sul fronte delle sanzioni amministrative. Se poi, bontà loro, arrivasse pure un finanziamento a fondo perduto, in pure stile Cassa del Mezzogiorno, da queste parti nessuno si schiferebbe, diciamocelo.

La mia impressione è che questa operazione (sia pur dovuta: quale sindaco non ci avrebbe provato?) potrebbe essere serenamente denominata canna del gas, o ultimissima spiaggia. Faremmo torto all’intelligenza della sindaca, e dei suoi “scafati” consiglieri, se affermassimo che le cose stanno diversamente.

Alessandria sta, semplicemente, dicendo a Roma: “aiutateci, da soli non ne veniamo fuori”. Il problema, però, è che lo stesso, identico messaggio Monti lo sta rivolgendo da mesi a miss Merkel. Ognuno di noi è sempre il negro di qualcun altro, diceva non ricordo quale scrittore. Ecco: mutatis mutandis, questa è la situazione.

Purtroppo tra Alessandria e Roma corre “l’asse” della disperazione: un po’ come se, sul Titanic, i pezzenti di terza classe avessero chiesto aiuto ai signori in prima, diciamo. E magari, per quel che ne sappiamo, è pure successo. La fine però, purtroppo, è nota. Caliamo le scialuppe, o balliamo al ritmo dell’orchestrina, e succeda quel che deve succedere?

E. G.

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Categorie:Politica
  1. Cristina
    8 agosto 2012 alle 08:24

    si ascoltiamo almeno la musica, fino alla fine

  2. anonimo (luigi rossi?)
    8 agosto 2012 alle 09:35

    suggerisco una soluzione, ai parlamentari e alla sindaca, tutti unitissimi nell’amore incondizionato per gli interessi del gruppo Gavio:
    facciano (per una volta, almeno, nella loro vita) gli interessi dei cittadini e del territorio, anzichè quelli privati del loro mentore, e chiedano di destinare i SETTE MILIARDI di euro che stanno per finire nel buco nero della linea privata TAV genova-rivalta scrivia a sanare i bilanci e ad aiutare altre aziende a stare a galla. Magari facendo anche funzionare le ferrovie, quelle vere che trasportano merci e pendolari.
    Qualcuno si accontenterà di asfaltature e manutenzione strade, come ai vecchi tempi della prima repubblica, quando non era ancora così avido.

  3. 8 agosto 2012 alle 11:46

    direi che è più azzeccato dire mutatis IN mutandis, anche se tra un po’ non avremo nemmeno più le mutande e torneremo come i nostri avi a fare senza…
    Domanda: perchè si chiede allo Stato e non a chi ha governato Alessandria negli ultimi 20/30anni?
    Perchè diciamocelo: Fabbio ci ha messo del suo, ma questa situazione di guano non è tutta opera sua…

  4. CorriereAl
    8 agosto 2012 alle 12:12

    E’ stato un percorso ventennale caro Ermanno. Pur con le gravi, crescenti responsabilità di chi ha gestito gli ultimi cinque. E’ stata davvero la fiera del “va là, che poi i conti tornano sempre”, ad Alessandria come a Roma. E quindi spendi là, assumi qui e imbarca il cugino di questo e quello in quota a quell’altro: all’Atm sono la metà di mille, ma mancano gli autisti, per farti un esempio paradossale.

    E adesso siamo allo zoppo che chiede al cieco indicazioni su dove andare, o giù di lì. Un Paese di irresponsabili: ma dubito che ogni tedesco sia disposto ad aderire alla campagna “adotta un italiano e mantienilo”. Però sai che parlo in giro, ascolto le persone, ecc ecc, e c’è ancora tanta disinformazione, e la speranza che “qualche santo provvederà”? Io temo invece che i santi siano finiti….

    E. G.

    • Il sacco del bus
      9 agosto 2012 alle 23:31

      All’ATM stà succedendo qualcosa di gravissimo. Informati Ettore sulle decisioni dell’Azienda (CdA, Presidente e management intatto a tutt’oggi) riguardo il servizio da Settembre.
      Se posso usare un paragone semi-serio, per affrontare il problema di quell’Azienda ci vorrebbe l’intera squadra degli acchiappafantasmi, visto che ogni cassetto, di ogni scrivania, di ogni partito, ieri all’opposizione e oggi al governo e viceversa ne sono pieni.

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