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[BlogLettera] Azienda Speciale: ecco come siamo arrivati fin qui

9 agosto 2012

Per sciogliere ogni dubbio il Sindacato di Base USB chiarisce alcuni punti oscuri sulla vicenda “Azienda Speciale”del Comune di Alessandria.

Nel 2011 dieci lavoratrici precarie degli Asili Nido, vedendo il loro posto di lavoro a rischio, hanno messo in atto tutte le iniziative possibili e ottenuto il rinnovo del contratto per 28 precarie, per un’anno,presso l’Aspal. L’USB, consapevole del fatto che i servizi e lo stesso personale insieme, non potevano restare alle dirette dipendenze del Comune, ha proposto strade alternative (Aspal).

Quest’anno, il Sindacato di Base USB, non ha illuso i lavoratori proponendo rinnovi contrattuali o stabilizzazioni impossibili da realizzare, ma ha individuato l’unica soluzione, l'”Azienda Speciale”, che può garantire contratti di lavoro dignitosi e qualità del servizio. Riteniamo una falsità far credere che il costo dell’operazione possa gravare sulle tasche dei cittadini poichè tutti gli aumenti delle tariffe comunali sono dovuti alla gestione disastrosa della precedente Amministrazione.

Oggi, riconfermiamo il nostro appoggio alla Giunta di Rita Rossa nell’operazione “Azienda Speciale” in quanto evita che 75 precarie rimangano senza lavoro. Chi cerca di frenare l’operazione “Azienda Speciale”, sono proprio quelli che l’anno scorso si sono completamente disinteressati del problema del precariato. Se i Sindacati Confederali avessero unito i lavoratori anzichè dividerli, sicuramente si sarebbe trovata una soluzione definitiva per cuoche ed educatrici precarie senza arrivare a parlare di esternalizzazione.

Nicola Stornini
USB Alessandria

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Categorie:BLettere
  1. franco dell'alba
    9 agosto 2012 alle 09:54

    Della serie “salviamo i precari con soluzioni precarie” così salviamo la faccia e, se ci dice male, possiamo sempre proclamarci martiri…

  2. mandrogno
    9 agosto 2012 alle 10:47

    direi che l’appoggio alla rossa sia fondamentale. Ora ci penserà lei.
    Come per l’IMU.

  3. 10 agosto 2012 alle 11:16

    Un primo elenco commentato di compatibilità delle iniziative della Giunta Rossa con i proclami di campagna elettorale lo riservo per la scadenza dei primi 100 giorni di mandato. Come tutti coloro che hanno scelto, almeno al ballottaggio, di votare gli attuali Amministratori credo sia importante verificare che la scelta sia stata almeno il male minore.
    Chi come me ha assistito ad una parte del dibattito è stato costretto a tollerare la veemenza con la quale il Sindaco Rita Rossa ha ancora e con insistenza cercato di scaricare la responsabilità della dichiarazione di dissesto sul precedente Sindaco.
    Il precedente Sindaco (e TUTTI coloro che hanno contribuito a dettare indirizzi, controllare e GESTIRE) sono responsabili di aver reso estremamente grave la situazione di dissesto finanziario.
    L’attuale Sindaco ha deciso, senza consultazione popolare ed ignoro con quale e quanta consapevolezza delle conseguenze, di dichiarare lo stato di dissesto.
    Fabbio ha contribuito (con coloro che lo sostenevano a livello politico ed a livello gestionale) a determinare le condizioni del dissesto e la Rossa ha deciso e fatto votare lo stato di dissesto. Punto ed a capo.
    I comportamenti del neoassessore Sebastiano Puleio sono il riscatto che ci fa sperare in un futuro migliore.
    L’umiltà competente, la evidente consapevolezza di essere stato delegato da pochi per il bene di tutti, il bagaglio di conoscenza che gli proviene dall’essere stato burocrate competente ed appassionato hanno prodotto il vero primo atto di riscatto della nuova Amministrazione.
    L’applauso indirizzato a Puleio dal loggione è qualcosa che va ben oltre il consenso di coloro che vedono in pericolo il loro posto di lavoro. L’applauso a Puleio è un applauso di tutta la comunità alessandrina a comportamenti che in luogo della arroganza hanno scelto modestia, umiltà e cooperazione con lo spirito di servizio che un amministratore dovrebbe sempre avere.
    Per ora la statura morale di Puleio ha acceso una luce sul futuro. L’auspicio è che nessuno la spenga.
    Ricordo il compianto ed indimenticabile amico Guido Barberis. Ricordo la competenza, la passione e l’impegno nel lavoro. Venne chiamato a fare l’assessore dall’allora sindaco Mara Scagni. Quando si accorse che i comportamenti del gruppo erano moralmente incondivisibili diede le dimissioni e se ne andò.
    Vincenzo Pasino

  4. mandrogno
    10 agosto 2012 alle 12:37

    non esageriamo con le santificazioni pregresse..
    Puleio fa parte di una giunta, e ne condividerà in pieno responsabilità, meriti e colpe.
    Quando accetti certi ruoli, non puoi scinderti da tutto, ne’ chiamarti fuori.
    Ci sei e ci stai.
    Altro è il giochino delle parti, per dare colpi ai cerchi e alle botti.

  5. 10 agosto 2012 alle 14:24

    Condivido per filo e per segno il giudizio su Nuccio Puleio e il rimpianto per Guido Barberis.
    Quanto al dissesto verrei correggere l’informazione: prego leggere l’ultimo capoverso della pronuncia della Corte dei Conti che accerta la “sussistenza delle condizioni previste dall’art. 244 del TUEL per la dichiarazione dello stato di dissesto finanziario”
    http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/piemonte/pronunce/2012/delibera_260_2012.pdf
    ciò significa che il consiglio era tenuto a dichiarare il dissesto, altrimenti il Prefetto avrebbe sciolto il Consiglio e nominato un Commissario che a sua volta avrebbe dovuto dichiarare il dissesto.
    Le chiacchere (di Fabbio) stanno a zero.

  6. 10 agosto 2012 alle 15:37

    Egregio Mauro Buzzi, con spirito di cooperazione e senza voler fare polemica, ritengo doveroso, quanto al dissesto, precisare che credo sia inutile ogni correzione a quanto ho scritto. Mi sono letto tutte le 66 pagine della delibera della Corte dei Conti. La Corte dei Conti ha deliberato DOPO L’INCONTRO con il nuovo Sindaco Rita Rossa. Nella delibera la Corte dei Conti scrive:

    La Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per la Regione Piemonte,
    accerta

    – il perdurante inadempimento del Comune di Alessandria nell’adozione di misure
    correttive idonee a effettivamente risanare la propria situazione finanziaria
    gravemente deficitaria ed in tal modo invertire la tendenza al suo progressivo
    deterioramento;
    – la sussistenza delle condizioni previste dall’art. 244 del TUEL per la dichiarazione
    dello stato di dissesto finanziario;
    dispone
    che la presente deliberazione sia trasmessa:
    al Prefetto di Alessandria,
    al Consiglio comunale di Alessandria, nella persona del suo Presidente,
    al Sindaco del Comune di Alessandria,
    all’Organo di Revisione dei conti del Comune di Alessandria,
    al Procuratore regionale della Corte dei conti.
    Il Relatore Il Presidente
    F.to Giancarlo Astegiano F.to Enrica Laterza
    Depositata in Segreteria 27/06/2012

    La CONSTATAZIONE del “PERDURANTE inadempimento del Comune di Alessandria nella adozione di misure correttive idonee a effettivamente risanare la propria situazione finanziaria gravemente deficitaria ed in tal modo invertire la tendenza al suo progressivo deterioramento” è stata fatta DOPO l’incontro con la rappresentanza del Comune di Alessandria. Evito di entrare nel merito. Confermo, senza giudizi di valore, che se il precedente Sindaco Fabbio ed i suoi collaboratori politici e gestionali hanno definitivamente CREATO LE CONDIZIONI per il dissesto il nuovo Sindaco Rita Rossa ed i suoi collaboratori politici (nuovi) ed i suoi collaboratori gestionali (vecchi e gli stessi di Fabbio) si sono presentati alla Corte dei Conti SENZA un credibile piano di ADEMPIMENTI come richiesto dalla stessa Corte dei Conti ed hanno preferito seguire la via più semplice PER LORO e quella più gravosa per la POPOLAZIONE: la via della DICHIARAZIONE di DISSESTO.

    • mandrogno
      10 agosto 2012 alle 16:40

      come volevasi dimostrare.
      CORRESPONSABILI, inclusi i “santi” e i “beati”.

    • Carletto
      12 agosto 2012 alle 22:20

      Ci voleva Mandrake per trovare in un mese o poco più le soluzioni miracolose per salvare Alessandria. Oppure qualche genio grillino, di quelli che prendono lezioni private di sera, come a Parma.

  7. 13 agosto 2012 alle 09:13

    A fronte di un IMPEGNO della Nuova Amministrazione, capeggiata da Rita Rossa, di “adozione di misure correttive idonee ad effettivamente risanare la situazione finanziaria gravemente deficitaria così da invertire la tendenza al progressivo deterioramento” la Corte dei Conti avrebbe sicuramente evitato di deliberare definitivamente sulla vicenda.
    Io ho inviato denuncia alla Procura Regionale della Corte dei Conti il 30 novembre 2009 per omissione di inserimento di partita obbligatoria nei documenti contabili di assestamento adottati da tutto il Consiglio Comunale nel novembre 2009.
    La Corte dei Conti ha aperto un procedimento nel 2010, ha fatto indagini, e, nel 2011, ha inviato le prime richieste di adozione di misure correttive. La Corte dei Conti, di fronte ad organismi eletti dal popolo, collabora e suggerisce misure correttive. Solo dopo aver constatato la volontà della Nuova Amministrazione di RINUNCIARE a gestire la fase di risanamento la Corte dei Conti ha provveduto a constatare il PERDURANTE inadempimento del Comune di Alessandria nella adozione di misure correttive idonee ad effettivamente risanare la situazione finanziaria gravemente deficitaria ed in tal modo invertire la tendenza al suo progressivo deterioramento.
    Rita Rossa, pur mancando delle doti di Mandrake, è politico di lungo corso (lunga permanenza nei consessi dove vengono assunte decisioni in nome del popolo).e poteva provarci. Nessun Prefetto avrebbe sciolto il Consiglio Comunale, appena eletto, di un capoluogo di provincia. Soprattutto se la Nuova Maggioranza DIMOSTRA si saper gestire la situazione.

  8. 13 agosto 2012 alle 16:43

    francamente mi sembra una tesi un po’ azzardata

  9. 13 agosto 2012 alle 18:09

    Egregio Mauro Buzzi, Lei esprime un giudizio di valore (la mia sarebbe una tesi azzardata) sulla mia affermazione che il Prefetto si sarebbe sicuramente astenuto dallo sciogliere il Consiglio Comunale se fosse stato presentato alla Corte dei Conti un serio piano di adozione di provvedimenti di risanamento della situazione finanziaria? Le faccio presente che la Corte dei Conti, dal novembre 2011 e sino all’incontro con la delegazione capeggiata dal nuovo sindaco, ha sempre dimostrato di voler collaborare al risanamento ed ha continuamente chiesto di adottare provvedimenti in tal senso. La Corte dei Conti avrebbe potuto creare le condizioni per lo scioglimento del vecchio consiglio comunale a fine 2011 o al più nel primo semestre del 2012 e far svolgere le elezioni con il comune retto da un commissario prefettizio. Il Consiglio Comunale di Alessandria venne sciolto nel 1993 quando una fila di sindaci diede le dimissioni per timore della Magistratura. Venne nominato Commissario il dr. Cosimo Macrì che condusse con equilibrio e sensibilità il Comune verso le elzionii. La Corte dei Conti però ha evitato di adottare provvedimenti finali che attestassero lo stato di dissesto ed ha atteso che la nuova maggioranza si assumesse la responsabilità di adottare le misure correttive indicate.
    Ciò che è fatto è fatto. La responsabilità della situazione di dissesto è dei comportamenti della maggioranza capeggiata da Fabbio (e di almeno due precedenti) e dei burocrati che hanno GESTITO la situazione. La DICHIARAZIONE di dissesto è responsabilità della maggioranza capeggiata dalla Rossa.
    Ora guardiamo al presente desumendolo dall’all’albo pretorio. Lì sono descritti alcuni dei comportamenti che caratterizzano l’amministrazione.E guardiamo al futuro che, avendo io votato al ballottaggio per l’attuale maggioranza, spero più roseo di quanto ora appare.
    Appuntamento alla fine dei primi 100 giorni.
    Con stima.
    Vin

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