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[BlogLettera] Revisionismo storico-letterario di “Bassa Lega”

9 agosto 2012

Già il dare la parola in pubblico agli ignoranti senza un filtro che ne stoppi gli eccessi è un azzardo, ma ancora di più se oltre alla parola gli si dà loro anche un briciolo di potere, allora è un vero disastro, perché il marciume dei cervelli è contagioso e, se chi ascolta non ha per conto suo un briciolo di difese, può prendere per oro colato anche il liquame delle stalle. Non per nulla da quando c’è Facebook si leggono a volte delle mostruosità così grosse che non sembrerebbero uscite da cervello umano.

Un personaggio politico di cui non voglio fare il nome, ma che anche il capo del suo partito da qualche tempo ha pure lui evitato in pubblico di nominare, durante un comizio nel Varesotto se l’è presa con Manzoni, sì proprio lui, “don Lisånder”, uno dei sommi poeti e romanzieri italiani, nonché una gloria lombarda di assoluta e imperitura grandezza.

Quale è stato il “pensiero” (se tale si può chiamare, ma sarebbe meglio definirlo “rutto”) del personaggio in questione?
Testuale:
“Siccome per fare una nazione serviva una lingua, il re (Vittorio Emanuele II) trovò un grande traditore, una canaglia, cioè Alessandro Manzoni, per fargli scrivere Fermo e Lucia, che poi sarebbe diventato I Promessi Sposi, in modo da dare una lingua comune all’Italia. Per questo motivo si studia a scuola, non perché è una grande opera, visto che è un mattone, ma perché era scritto nella lingua italiana.”
Ha poi annunciato la prossima uscita sul giornale del partito del nuovissimo “Dizionario della lingua padana”.
Prenotarsi subito, per favore.
Ovviamente non è stato fischiato dalla platea, ma anzi, una parte della gente che stava al comizio ha anche timidamente applaudito l’uscita del capo storico. Forse appunto in quanto capo storico si sente autorizzato a fare del revisionismo storico e qualche “scolaro” sprovveduto avrà capito che Manzoni non scriveva perché era un grande letterato ma perché il re gli aveva detto di scrivere “qualcosa” che serviva per i suoi fini.
Complimenti! Anche per la profonda e dotta esegesi letteraria. I giovani scolari padani ne avevano urgente bisogno, altro che le critiche letterarie contenute nelle loro canagliesche antologie!

Per fortuna il sindaco Tosi, che in quanto sindaco di una grande e dotta città come Verona non può certo digerire certi “rutti”, intervistato al riguardo ha restituito al Manzoni la sua dignità, citando alcune fra le sue grandi opere che costituiscono le colonne portanti della letteratura italiana dell’Ottocento, e circa l’uscita dell’ex ministro (all’estero si chiederanno come abbiamo potuto farlo ministro), ha detto testualmente:
“Francamente non saprei interpretare queste dichiarazioni. Sono giornate molto calde e potrebbe essere anche quello………”.
Prendiamola sul ridere, perché in fondo non vale la pena prendersela con i conduttori della cosiddetta “seconda repubblica”. Basterebbe, se fosse possibile, rinchiuderli tutti alla “Baggina” il ricovero per anziani di Milano, così familiarmente chiamato dai milanesi, il famoso “Pio Albergo Trivulzio” dal quale è uscito il primo degli scandali che affossarono la “prima repubblica”.

Il cervello umano è un mistero che in fondo aspetta ancora di essere decifrato.
Quello dell’ex ministro in questione avrebbe attirato l’interesse di Cesare Lombroso.
Luigi Timo – Castelceriolo

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