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Dalla parte degli evasori

14 agosto 2012

L’altra sera ho avuto la dimostrazione, sul campo, del fatto che l’evasione fiscale da noi è fenomeno assolutamente non solo diffuso, ma difeso dalla popolazione, quasi fosse un prodotto tipico. E in effetti, sul piano culturale, lo è a tutti gli effetti.

Allora: la scena si svolge in una pizzeria ristorante della provincia, iper frequentata e strapiena tutti i week end, d’estate e d’inverno. Perché di ottima qualità e servizio, e perché i gestori, evidentemente, ci sanno fare anche sul piano dei rapporti umani.

Arriva la finanza, in borghese. Beccano un cliente in uscita senza scontrino (pare che statisticamente non sia difficile…pare, naturalmente), e via con i verbali di rito.

Nel locale, quando arrivo io, facce da funerale ovunque. Attenzione: non solo da parte del titolare, che sarebbe legittimo. Pensate un po’ quando vi fermano in auto e vi sparano un multone per due o tre irregolarità contemporaneamente: come vi sentite subito dopo? credo che più o meno la sensazione sia la stessa. Mezz’ora prima avevi 500 euro in più nel portafoglio, e già non ti sentivi ricco, quindi ora….

Ma attenzione: quel che colpiva era la solidarietà diffusa. Dei clienti, che scuotevano la testa come se la multa l’avessero presa loro. E persino dei finanzieri, che si muovevano con somma educazione e in punta di piedi, quasi scusandosi: sembravano i becchini in casa del morto.

Nella mezz’ora successiva, poi, era tutto un fiorire di casististiche: “è successo anche al cugino di un mio amico: per fortuna però suo nipote è un ex finanziere”, oppure “eh, ai tempi miei ci si metteva d’accordo, una busta e qualche pranzo gratis ogni tanto alle famiglie. Ora però è cambiato tutto, vero?”.

Confesso che, avendo commentato a freddo: “va beh, dai, per stasera pagano le tasse come un lavoratore dipendente”, mi sono sentito poi per tutta la serata come un Giuda, in quel clima da solidarietà post disgrazia, e da amarcord su piccole corruzioni all’italiana.

Mi rendo conto che non bisogna semplificare, e che ci sono tanti casi di lavoratori autonomi, commercianti e quant’altro in seria e vera difficoltà. Ma è altrettanto vero che, per l’italiano medio, lo Stato è un nemico da cui difendersi, e ogni mezzo è buono, a cominciare dall’evasione fiscale. Piccola o grande, si fa quel che si può.

E poi uno dice che i tedeschi, cattivoni, non ci vogliono aiutare e non si fidano di noi: ma va?

E. G.

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Categorie:In primo piano
  1. 14 agosto 2012 alle 09:00

    Caro Ettore, un po’ come quelli che si lamentano del carente servizio FS e poi non pagano ne il biglietto, ne l’abbonamento.
    Così alla fine sopprimono le tratte ferroviarie perchè ufficialmente di passeggeri ce ne sono sempre meno, mentre in realtà le carrozze sono piene di furbetti.
    E se passa il controllore a chiederne conto rischia pure mazzate.
    Siamo un popolo di pecoroni che sotto sotto ammiriamo chi riesce a far più soldi di noi (gran parte del successo di Berlusconi è dovuto sicuramente a questa sindrome), salvo poi non avere le palle per dirlo apertamente in pubblico, perchè la morale comune lo vieta.

    • anonimo (luigi rossi?)
      14 agosto 2012 alle 19:26

      non credo davvero che le linee dei pendolari siano soppresse da moretti trenitalia per risolvere il problema dei “portoghesi”.
      Credo che dopo la privatizzazione le ferrovie italiane siano in mano a una banda di ladri e incapaci, che inseguono solo il mito e i miliardi dei finanziamenti pubblici regalati agli appaltatori TAV.
      Mafia e corruzione dei politici… as usual.

  2. 14 agosto 2012 alle 09:28

    Con tutto ciò, leggo che anche il comparto ristoranti e pizzerie è in caduta libera, e non sottovaluto le difficoltà di chi fa quel mestiere. Ma gli isolotti di evasione bella grassa ci sono ancora anche lì: e soprattutto è fondato sul binomio lavoro/evasione quasi totale (nei decenni passati) il benessere di tante famiglie di commercianti e lavoratori autonomi del belpaese. Lo sappiamo tutti, e ha sempre fatto comodo all’economia, quando “tirava” s’intende. Diceva sempre un mio amico, anni fa: “quelli degli autonomi sono soldi evasi, quelli dei dipendenti pubblici soldi non sudati: ma tutti tornano in circolo in forma di consumi, e la nave va”. Poi però qualcosa deve aver girato storto, e la nave si è arenata. Ma va? Sui treni il biglietto ora si può anche non pagare? Dovevi dirmelo prima Ermanno: prossima volta provo anch’io. Per sentirmi un po’ più italiano. Buon Ferragosto.

    E. G.

  3. 14 agosto 2012 alle 10:42

    Non so altrove, ma se fai la tratta Alessandria-Mortara-Milano difficilmente vedi passare un controllore. Per andare al lavoro la faccio tutti i giorni e passano mesi prima di vederne passare uno e molta gente fa il discorso: “se anche ogni 6 mesi mi becco una multa da 50 euro è sempre meno di pagarne 70/80 ogni mese per l’abbonamento”.
    E considerando che da tempo le ferrovie dello Stato vogliono smettere di trasportare pendolari perchè non proficuo, le stesse ferrovie (come scrivevo prima) non hanno alcun interesse a controllare (oltre a fare in modo che ogni giorno ci siano problemi di ritardi, carrozze sporche, ecc), il tutto con l’impotenza (o la compiacenza) dei partiti, che non impongono alle FFSS controlli rigidi o il rispetto del servizio.
    Una volta la nave andava perchè i costi per farla andare erano inferiori, oggi i politicanti hanno denti più affilati degli squali e in piena crisi economica ti vengono a dire che non solo dobbiamo mantenerci province, piccoli comuni e comunità montane, ma che serve anche una macro-regione per “dialogare meglio con lo Stato”.
    A me sta notizia ha fatto partire l’embolo (come avrai modo di leggere sul mio blog)
    Buon Ferragosto anche a te e a chi ci legge 🙂

  4. 14 agosto 2012 alle 11:23

    so di essere una mosca bianca, ma io chiedo sempre scontrino o ricevuta, e se la fanno solo dopo la mia richiesta evito di tornare in quel locale. ormai sono cliente fisso di quel bar, di quella pizzeria, di quel parrucchiere. Ci diamo del tu, scambiamo battute, sulla base di un contratto sociale non espresso ma praticato.

  5. 14 agosto 2012 alle 11:31

    Mi sa che dovrei “segare” buona parte dei locali che frequento….

    E. G.

  6. 14 agosto 2012 alle 11:58

    impara a far da mangiare a casa tua. http://www.la7.it/imenudibenedetta/index.html

  7. 14 agosto 2012 alle 13:21

    Ah ah: se ce la fa lei, in effetti.

    E. G.

  8. anonimo (luigi rossi?)
    14 agosto 2012 alle 19:30

    INFORMAZIONE.
    E’ l’unica arma che resta a difesa del cittadino.
    Se quel politico o quella pizzeria RUBA, bisogna farne nome e cognome.
    Parlare di peccati senza fare il nome dei peccatori è solo “sparare nel mucchio”, e getta fango sui professionisti ONESTI (ci sono, ci sono, e molti stanno chiudendo proprio perchè non reggono la morsa delle tasse imposte dai politici ladri e la concorrenza sleale dei ladri-colleghi)

  9. 15 agosto 2012 alle 09:03

    Tutti a fare i generosi con il portafoglio degli altri…oppure…se io muoio che muoiano tutti…e ancora….se mettiamo tutti in galera i delinquenti spariscono ecc…ecc…ecc… dimmi un pò Ettore, è nato prima l’uovo o la gallina? Se mi sai rispondere sai anche che, se non si scioglie il dilemma “pagare le tasse per finanziare dei ladri” non se ne esce.
    Oppure, perchè no? Trasformiamoci tutti in delatori servi dello Stato, in perfetto stile sovietico, così aiutiamo l’apparato a mantenere se stesso, non deve nemmeno preoccuparsi di fotterci, ce lo facciamo da soli.
    Com’è che si chiamavano i partigiani al tempo della resistenza? Ah..sì…banditi!

  10. 15 agosto 2012 alle 09:22

    Franco, non mi ciuli su questo punto: i ristoratori che non fanno ricevute se non quando glielo impone il commercialista non c’entrano una mazza con la ribellione al sistema gestito da ladri. Sono semplicemente ladri anche loro, da sempre. E un Paese che non ha mai voluto eliminare l’evasione fiscale (su cui hanno prosperato in tanti, compresi i controllori) dai tedeschi non merita un centesimo di euro. Ma quale delazione sovietica, suvvia. Siamo un Paese di cialtroni: guadenti simpatici cialtroni. Accettiamoci così, senza falsi moralismi: è Ferragosto….

    E. G.

    • 15 agosto 2012 alle 09:55

      mah! io non mi sento cialtrone, predicare l’equità e la giustizia in un paese senza equità e giustizia mi sembra demenziale.E il sistema è alla base di tutto questo, altro che storie!La tassazione dovrebbe servire al benessere comune, invece va a finanziare la voragine prodotta da questa partitocrazia e a mantenerla viva con finanziamenti folli a se stessa e al suo apparato, a cominciare dalla carta stampata, alle televisioni, alla burocrazia, l’apparato militare, sino alla magistratura. Mi stai dicendo “tu paga le tasse, pagale tutte, tutto il 70% di quello che guadagni, poi, se sopravvivi e a Dio piacendo…speriamo che le cose migliorino. E’ questo che mi stai dicendo…te ne rendi conto?
      Io pago le tasse, ma lo faccio solo perchè ricattato e quindi senza nessunissimo piacere civico, proprio perchè sò a priori che sono soldi gettati nel cesso.
      Non voglio ciulare nessuno, ma, se scrivi queste cose, ti stai autociulando, che ci sia in te una piccola vena di sano masochismo? 😀

  11. 15 agosto 2012 alle 10:57

    Caro Franco, un filosofo ligure ti direbbe: “tutti bulicci col culo degli altri”. E ora però speriamo che non arrivi qualche accusa di discriminazione sessuale….è solo un frasario un po’ sboccato, da relax di Ferragosto. Vive l’Italie.

    E. G.

    • 16 agosto 2012 alle 08:23

      azz…e io che mi trattenevo dall’usare quell’espressione per non urtare anime sensibili ed è per questo che ho scritto “tutti generosi con il portafoglio degli altri”….la prossima volta sarò più schietto anch’io 😀

  12. 16 agosto 2012 alle 08:31

    ah ah…ma sì, in questi giorni festivi è concesso, dai.

    E. G.

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