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[BlogLettera] Liberalizzazione uguale a confusione

19 agosto 2012

Spett. Redazione
Liberalizzazione uguale a confusione, se poi inizia ad intaccare la sanità, Dio ci salvi!

A differenza di chi si fa prendere per i fondelli sulla bontà di liberalizzare i mercati e importanti servizi, io da tempo ho realizzato che queste scelte dei vari governi hanno creato solo grande confusione, nessun risparmio e la perdita di certezze. I nostri legislatori hanno trovato il sistema di scaricare i più importanti servizi pubblici a spese e danno nostro, fornendo business alle varie cordate dei soliti lobbisti amici e potenti. Ferrovie, poste, telefonia, energia tanto per fare un esempio, quattro settori importanti e delicati, dove ora c’è il caos e nulla viene più garantito. Forse negli altri Paesi funziona perché esiste un controllo, rispetto delle regole, ma nel nostro Paese fatte le innovazioni e leggi varie le stesse vengono poi lasciate al proprio destino e le Autority preposte fanno quello che possono o fanno nulla. A questo punto posso certamente pensare che “si stava meglio quando si stava peggio”.

Non hanno ancora messo completamente sul mercato l’acqua, le scuole e la sanità, ma ci arriveremo presto e nel frattempo in ambito sanità da tempo oltre i tagli continui, la burocratizzazione e la trasformazione  del servizio in azienda a vantaggio di certi profitti sulla vera natura della sanità e il sopravvento sulla cura che richiederebbe attese brevi, ospedali efficienti con posti letto nella giusta quantità e attrezzature all’avanguardia, più medici e personale infermieristico retribuiti nella giusta misura per la delicatezza del ruolo svolto e  meno manager senza competenza clinica ma solo una precisa appartenenza politica, superpagati nel cercare di risparmiare sulla pelle dei cittadini imponendo protocolli regionali, demotivando medici, scontentando pazienti e quando riescono a far risparmiare vengono pure premiati non con un encomio  ma con fior di euro. Tutto questo è perché qualcuno responsabile della sanità a tutti i livelli, ha sprecato, rubato e si è fatto corrompere  e ora hanno escogitato sistemi di ottimizzare e regolamentare il servizio sanitario che a casa mia si chiama “tagliare o sopprimere”.
Risultato: sulla allegra e mal gestione di anni  della sanità nazionale e regionale paga solo il cittadino, i medici e il personale sanitario.

Ora però si sta esagerando con l’ultima di questo governo “posticcio imposto”,  con la spending review  che significa “revisione di spesa” e qui devo fare un appunto:  chissà perché non possiamo esprimerci in lingua italiana…poco sciccoso? Quindi non più il farmaco  che conoscevamo  oggi detto “griffato”, ma il principio attivo in ricetta. Ci stanno facendo credere che i farmaci generici hanno la stessa capacità di cura degli originali solo in funzione del principio attivo: non ci credo! Grazie a Dio non necessito di cure che richiedono medicinali e non ho esperienza diretta ma in famiglia sì e dopo aver provato il generico e verificata la meno capacità di risultato ho imposto al familiare di utilizzare la cura originale…ma cos’è, un metodo per far fuori anzitempo le persone anziane e risparmiare oltre  alle cure,  pure sulle pensioni acquisite di diritto?
E’ un cattivo “fantapensiero”  ma mi ci portano a farlo, la realtà è un modo per far cassa in ricetta!  Ma c’è di più: pensate alle persone di una certa età o chi è poco avvezzo alle informazioni o a capirci da subito il “trigomiro”  del principio attivo, quando si troveranno le medicine allo scopo abituale di cura  con sulla scatola scritto in grande “PincoPallo” e molto piccolo il principio attivo, al posto della scritta conosciuta “ TizioCaio” e ovviamente in piccolo lo stesso principio attivo già c’è sconcerto,  i dubbi che si aggiungono sono: e il resto della composizione come il dosaggio, la forza  del medicinale corrisponde alla pari del “griffato”? Anche questa situazione  l’ho verificata in famiglia: il genitore anziano dimesso dall’ospedale con la cura del principio attivo, nel momento che avrebbe dovuto gestirsi da solo e nei vari orari i medicinali non riconosceva più la scatola, il nome ecc., la fatica a spiegare, a incollare etichette  sulle scatole del generico con il nome del “griffato” conosciuto e dare un senso alla cosa e sentirsi dire: “finite queste rivoglio le mie medicine e fare la cura che ho sempre fatto”.

Tutto questo genererà una pericolosa confusione in generale, e a pro di chi? Di quegli inetti che ci hanno portato a questo punto e che sono sempre là, sempre gli stessi che ruotano senza mollare l’osso fino alla fine dei loro giorni.

Graziella Zaccone Languzzi – Alessandria

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Categorie:BLettere
  1. CorriereAl
    19 agosto 2012 alle 13:26

    Questione di punti di vista cara signora. La ministra Fornero, ad esempio, sostiene di aver salvato l’Italia, ed esorta gli imprenditori ad investire.

    http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/465885/

    Non so se ci fa o ci è, costei: so che gli imprenditori fanno la coda per la Svizzera.

    Nel frattempo, a Mazara del Vallo la Chiesa veste Armani.
    http://multimedia.lastampa.it/multimedia/in-italia/lstp/170743/

    Forse solo perché Prada è già sotto contratto altrove.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Il_diavolo_veste_Prada_%28film%29

  2. riki
    19 agosto 2012 alle 18:29

    Cara GLZ sono daccordo su tutto quello che dice nell’articolo, tranne che per il discorso dei farmaci.
    Mi spiego: ciò che cura è il principio attivo e non il nome del farmaco.
    Il farmaco griffato è utile innanzi tutto ai medici ed alle farmacie, penso che capisca quello che voglio dire; infatti chi si è scagliata tra i primi contro questo provvedimento è stata l’associazione nazionale medici di famiglia.
    Adesso come faranno senza le prebende che ricevevano dalle case farmaceutiche?
    Si dovranno accontentare del rimbordo che il servizio sanitario garantisce loro per ogni paziente!
    Le ricordo, ironicamente, che un qualunque medico di famiglia con 1000 mutuati percepisce circa 80.000 euro all’anno solo per averli in carico, più varie altre indennità, senza contare le visite a domicilio, che sfuggono a qualsiasi quantificazione.
    Se cerca nel sito rai è possibile rivedere l’intervista del Prof. Garattini, il quale chiarisce come i generici siano assolutamente equivalenti dal punto di vista curativo ai farmaci griffati.
    Questo provvedimento, il primo che considero utile di questo governo anticostituzionale del presidente, ha il merito di levare un po’ di soldi dal sistema sanità; è ancora poco ma è già qualcosa.
    Si sarebbe potuto fare di più, ad esempio obbligando i medici ospedalieri ad esercitare solo dentro la struttura pubblica, come illo tempore aveva cercato di fare la Bindi, di cui l’attuale ministro è delfino.
    Speriamo che riprenda l’idea, sarebbe un altro paso verso una sanità veramente pubblica e non privata camuffata da pubblica come è quella attuale.

  3. CorriereAl
    19 agosto 2012 alle 19:09

    Eccone un altro che “vedo l’uscita dal tunnel della crisi”. Bluff o delirio?
    http://www.repubblica.it/politica/2012/08/19/news/monti_meeting_cl_rimini-41179241/?ref=HREA-1

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