Home > BLettere > [BlogLettera] La politica del punto e virgola…

[BlogLettera] La politica del punto e virgola…

20 agosto 2012

Che nel nostro paese sia ormai inderogabile un ricambio generazionale in tutti i settori, pubblici e privati, che dia spazio ai giovani e alla donna è un fatto inconfutabile.
I giovani si sa per natura sono portatori sani di entusiasmo, idee, iniziative e dinamicità con un ampia apertura mentale tipica della loro età e sopratutto per quelli che entrano in politica, o nelle aziende pubbliche, di solito almeno nella fase iniziale non sono ancora intaccati dal tarlo della corruzione, oltre a non essere ancora avezzi ai giochetti politici e compromessi vari.

Questo però non deve necessariamente portarci a fare di tutte le erbe un fascio e cioè a casa tutti i politici attuali e avanti con i giovani, che poi è quello che propaganda Beppe Grillo con il suo Movimento 5 Stelle. 
Ci sono politici che per impegno e onestà si sono distinti da altri e sono quindi meritevoli sia per capacità che per esperienza di essere confermati, come per contro ci sono invece giovani politici, come ad esempio il caso di Federico Pizzarotti neo eletto Sindaco di Parma, che ha causa della sua inesperienza, sia pure tenendo in debito conto la difficile situazione ereditata, sta incontrando notevoli difficoltà.
Ci sono invece altri casi di giovani, come ad esempio Massimo Zedda, Sindaco di Cagliari, che sta dimostrando di sapere governare bene, anche senza avere una lunga esperienza, i fatti sopra citati ci suggeriscono pertanto che non è corretto affermare che in politica vanno cacciati tutti per fare spazio ai giovani, che ovviamente non hanno esperienza,  senza un adeguato e attento discernimento.

Venendo alle cose di casa nostra, possiamo prendere ad esempio quello che è successo nell’ultimo e recente Consiglio Comunale, dove erano all’ordine del giorno argomenti di estrema importanza fra cui:
La costituzione di un Azienda Speciale multiservizi (per mantenere un servizio sociale indispensabile e salvaguardare il posto di lavoro di 70 persone).

La rideterminazione delle imposte locali e delle relative tariffe a seguito della situazione di dissesto, ecc.
Ebbene in un contesto di questioni così importanti, l’opposizione anzichè dimostrare un minimo di disponibilità e collaborazione, tenendo conto che è propria la responsabilità del dissesto, che cosa fa, presenta tramite un giovane politico, da taluni definito emergente, ben 24 emendamenti (prevalentemente su punti e virgole…).
Ora, va bene che l’opposizione deve fare il suo mestiere, ma forse sarebbe il caso di ricordare che se avesse adottato lo stesso zelo durante gli ultimi cinque anni, probabilmente la città avrebbe evitato il dissesto e i cittadini ora non ne pagherebbero le conseguenze.

In una recente intervista l’esponente politico in questione ha manifestato l’intenzione di ricorrere al TAR, per fare dichiarare illegittima la costituzione dell’Azienda Speciale (sebbene la stessa fosse stata preventivamente approvata dal collegio dei revisori dei conti e a quanto pare anche dal Governo), senza preoccuparsi che ci sono in ballo 70 lavoratori e relative famiglie, è che la soluzione proposta dall’opposizione di far assumere gli stessi da una cooperativa, avrebbe comportato una riduzione delle tutele dei lavoratori e una penalizzazione degli stipendi.
Fa sorridere poi quando, sempre nella stessa intervista, afferma: “che ci sarebbe stato un certo ostruzionismo nel rendere accessibili gli atti”, anche qui si dimentica che la precedente giunta di cui faceva parte, non ha consentito all’attuale maggioranza (allora opposizione) di vedere le carte dei bilanci (e questo nonostante i ripetuti pareri non certo positivi del collegio dei Revisori dei Conti), con l’inevitabile epilogo del dissesto, pertanto ora con quale credibilità si chiede maggiore trasparenza, correttezza e legalità…?  

Alla luce di quanto sopra, a cittadini e lavoratori sorgono però spontanee le seguenti domande, a cui andrebbero date delle risposte immediate e concrete:
Perché si è dovuto costituire Costruire Insieme, visto che esisteva già ASPAL come Azienda speciale?
Quali certezze ci sono che la nuova Azienda speciale assuma i 70 lavoratori comunali a tempo indeterminato in carico all’ASPAL?
Nell’ipotesi remota che il ricorso presentato al TAR dall’opposizione fosse accolto, che fine faranno tutti i lavoratori assunti da Costruire Insieme, resterebbe la soluzione della Cooperativa con tutte le conseguenze del caso?
In tal senso l’ardua sentenza ai posteri e come sempre auguri Alessandria.

Pier Carlo Lava

Annunci
Categorie:BLettere
  1. 21 agosto 2012 alle 11:43

    Signor Lava, il suo esame credo sia molto superficiale ed un po’ qualunquista. Dei 20 emendamenti proposti non mi è stato possibile (perchè sono stato illegittimamente impedito) presentare quelli di sostanza mentre mi è stato concesso di presentare quelli di forma sulla grammatica del testo (emendamenti che rendevano evidente la velocità con cui è stato scritto un testo che ha saltato l’esame della commissione competente ad esaminare gli statuti ed a correggerli, nel merito e nella forma). Ciò premesso credo che la prospettiva dalla quale debba guardare alle cose un pubblico amministratore sia quella dei cittadini fruitori dei servizi ed in subordine quella dei lavoratori. Questo si traduce nell’obiettivo della ricerca della miglior soluzione per i cittadini in termini di qualità dei servizi ed economicità degli stessi. Nel merito della vicenda servizi all’infanzia i dirigenti Bocchio, Cattaneo e Legnazzi mi pare fossero arrivati a fine maggio ad individuare come unica soluzione possibile quella dell’affidamento esterno con gara ad evidenza pubblica per 4/5 nidi mantenendo in gestione diretta del Comune le scuole d’infanzia e gli altri asili nido. Questa soluzione avrebbe preservato la qualità dei servizi, avrebbe aumentato l’economicità degli stessi, avrebbe mantenuto nell’attuale status i lavoratori dell’ente e di Aspal ma non avrebbe permesso la riassunzione dei 70 lavoratori a cui è scaduto il contratto (che, in considerazione della loro professionalità, sarebbero stati in gran parte assunti dalle cooperative che avessero vinto la gestione dei nidi). Questa soluzione, anche solo per un anno, avrebbe permesso la ricerca di altre soluzioni stabili (fondazione?)e legali nell’interesse dei cittadini e di tutti i lavoratori. A che pro fare un’azienda speciale nel momento stesso in cui una nuova norma di legge, la spending review (cfr. art. 9 c.6 del DL95/2012) lo vieta categoricamente? Per tentare di mantenere lo status contrattuale dei lavoratori a cui è scaduto il contratto? Apicali esponenti della maggioranza e della struttura tecnica non nascondono che ciò è tutt’altro che scontato e non escludono che alla fine la stessa azienda speciale dovrà affidare esternamente la gestione di alcuni nidi. Chi ci avrà guadagnato quindi? Nessuno. Chi ci avrà rimesso? Il personale di ruolo che perde in ogni caso lo status di dipendente pubblico (in quanto l’azienda speciale è un ente pubblico economico e dunque non è equiparata ad una pubblica amministrazione), il personale di Aspal che perde le residue certezze per il futuro ed i cittadini che rischiano di vedere compromessi i servizi in virtù dei problemi di legittimità che pregiudicano la vita della nuova azienda. Un pubblico amministratore come me aveva due scelte davanti a se. 1) Affidamento esterno con gara per la gestione di 4 o 5 nidi mantenendo a gestione diretta del Comune tutti gli altri nidi e le materne con beneficio per i cittadini (servizi offerti e maggiore economicità di gestione), per il personale di ruolo e per il personale di Aspal. 2) Costituire una nuova azienda speciale (in contrasto con le norme vigenti) per tentare – senza alcuna garanzia – di mantenere ai lavoratori a cui è scaduto il contratto lo stesso trattamento economico precedente mettendo a rischio i lavoratori di ruolo del Comune, quelli di Aspal e lo stesso servizio sia in termini di offerta che di economicità. Io ho scelto, in scienza e coscienza, la prima opzione. Mi viene il dubbio che questa sia una manovra finalizzata prima di tutto ad alleggerire la pianta organica del comune per fini tutt’altro che nobili e che asili e lavoratori precari non siano stati in realtà al centro dei pensieri di chi ha assunto questa decisione. Ma spero di sbagliarmi. Non ricerco condivisione ma spero comunque di aver quanto meno motivato la mia scelta e la mia posizione in merito alla questione azienda speciale.
    La saluto cordialmente signor Lava, invitandoLa per il futuro a riflessioni più ponderate specialmente nel merito di questioni che conosce solo marginalmente. Eviti però di dare patenti di credibilità, perchè la fiducia dei cittadini in democrazia è il più alto riconoscimento di credibilità per potersi occupare delle cose pubbliche: i voti che ho ricevuto sono sufficienti perchè fino al 2017 sia mio diritto e mio dovere impegnarmi al massimo per il bene della città e dei miei concittadini e pretendere, su tutto, il rispetto delle leggi e dei regolamenti da chi oggi amministra Alessandria.

  2. 21 agosto 2012 alle 13:13

    Locci ripete come un mantra la questione della presunta illegittimità della Azienda Speciale.
    Probabilmente con questo argomento si candida ad un lecito protagonismo da oppositore. Non si spiegherebbero altrimenti gli emendamenti ostruzionistici sui punti e le virgole, a meno che non sia del segno della Vergine e – come me – particolarmente pignolo.
    Il fatto che tre dirigenti avessero individuato come unica soluzione l’affidamento alle cooperative non significa che avessero ragione. Per diverse ragioni: in primis lasciamo perdere quanto pensava l’ex dirigente del settore che immaginava di deportare il personale dei nidi nelle materne e al quale va attribuita la responsabilità di non aver provveduto a trovare soluzioni alternative nei tre anni precedenti la scadenza dei contratti a tempo determinato (credo che anche Locci abbia sentito i rumors relativi ad un conflitto di interessi con le cooperative), a tutto detrimento della qualità dei servizi.
    In secondo luogo quando a febbraio (A FEBBRAIO) ABC proponeva a Fabbio e alla sua Giunta l’ipotesi di azienda speciale non c’era il tanto richiamato decreto sulla spending review, sul quale tornerò dopo, e non c’era alcun dubbio (se ce ne fossero ancora oggi) sulla legittimità dell’operazione.
    Certo, affidare alle cooperative il servizio significa “aumentare l’economicità”. Vogliamo tradurre però questo concetto? Significa che a fare lo stesso lavoro ci sono persone con un contratto e altre con uno assolutamente diverso, con retribuzioni inferiori (di almeno il 40%), con orario settimanale maggiorato, con nessun obbligo contrattuale di formazione permanente né nessun obbligo sul calendario scolastico, rapporto educatore-bambino, per tralasciare gli aspetti di riduzione dei contributi previdenziali, di pagamento della quota associativa obbligatoria alla cooperativa, eccetera eccetera. Questo è il significato della maggiore economicità: si spende di meno sulla pelle dei lavoratori.
    Che lo sostenga un esponente della destra liberista (che però usa strumentalmente la difesa delle presunte prerogative del personale di ruolo) non mi sorprende, che lo sostengano – come dice Locci – “apicali (?) esponenti della maggioranza” mi sorprende un po’ di più. Quanto alla “struttura tecnica” è – appunto – tecnica e ha compiti di gestione, garantendo però la piena attuazione dell’indirizzo politico (è la costante giurisprudenza della Corte costituzionale che parla di autonomia “relativa” dalla politica).
    Quanto alla soluzione della Fondazione, utilizzata per altro in molte parti d’Italia (almeno tanto quanto l’Azienda Speciale) e il suo rapporto con lo status di “pubblico dipendente” faccio notare che la Fondazione è un organismo soggetto al codice civile e come tale un soggetto privato. Anche questa soluzione avrebbe messo a repentaglio uno “status” che alla luce della legge (e lasci che le dica che io sono un po’ più esperto di lei a riguardo, avendo fatto per anni il sindacalista nel pubblico impiego ed essendo ancora oggi dipendente pubblico) non è niente di più di un orpello. E’ dal 1993 che le regole del pubblico sono uguali a quelle del privato, da quanto c’è stata la privatizzazione del rapporto di pubblico impiego (D. Lgs. 29). Stesse regole per le pensioni, per i provvedimenti disciplinari, per la giurisdizione (giudice del lavoro e non più TAR), persino per i licenziamenti ora, grazie alla Fornero.
    Si vada a leggere le norme che regolano i tagli delle dotazioni organiche e i loro effetti, in particolare ora con il decreto sulla spending review e “grazie” (non “ringrazieremo” mai abbastanza la giunta Fabbio) alla situazione lasciata sul fronte del patto di stabilità e sul fronte del bilancio (indipendentemente dalla pronuncia di dissesto).
    A proposito di decreto sulla spending review anche qui la inviterei a documentarsi un po’ di più, per poter esercitare nel miglior modo quel ruolo di oppositore non pregiudiziale che ritiene di dover svolgere nell’interesse di coloro che l’hanno eletta e che ripongono fiducia in lei. Almeno quanto mi documento io, che non ho questo onere (e onore). Il decreto ha ottenuto la fiducia da Senato e Camera con alcune modifiche rispetto al testo originario e con l’approvazione di alcuni ordini del giorno di cui sono stati protagonisti deputati di tutti gli schieramenti (cito fru tutti Napoli –PDL e Lovelli-PD). In particolare le segnalo l’odg 9/5389/108 (che mi pregio di conoscere bene, avendo contribuito alla stesura dello stesso) che recita: “ La Camera, […] impegna il Governo a valutare gli effetti applicativi […] allo scopo di prevedere espressa esclusione delle aziende speciali e delle istituzioni che gestiscono servizi socio-assistenziali, educativi e culturali anche dall’applicazione del comma 6 dell’articolo 9 del decreto.
    E come ben saprà un ordine del giorno (si veda sito del Senato) è un atto di indirizzo che circoscrive “il significato della deliberazione principale, impegnando politicamente il Governo sul modo in cui essa vada interpretata o si debba procedere alla sua applicazione”.
    Vedremo come si evolverà la situazione, ma niente di illegittimo è stato compiuto. Anche se fa sempre un certo effetto che a ergersi a difensori della legittimità ci siano coloro che ne hanno fatto strame (Corte dei Conti docet) o hanno lasciato che se ne facesse nel quinquennio appena trascorso.

    • 21 agosto 2012 alle 17:22

      Gentile Mauro, io penso ancora che tu stia agendo in buona fede e che quanto scrivi sia fatto con onestà intellettuale. Sbagli, ma in buona fede. Capita a tutti, anche a me è capitato. Permettimi però di risponderti sul decreto “spending review” in quanto mi inviti a documentarmi un po’ di più, alludendo ad una mia deficitarietà in termini di approfondimento. Io non farò allusioni sulla tua propensione al “quanto” ti sei documentato, ma esprimo qualche perplessità sul “come” e sul “dove” tu ti sia documentato, in quanto la costruzione del tuo ragionamento intorno all’ordine del giorno è degno della Pravda (rimando al compagno Molotov per ulteriori approfondimenti).
      1) Affermi che il decreto (spending review) ha avuto la fiducia da Senato e Camera. Vero, sottolineo infatti come ciò sia avvenuto senza alcuna modifica all’art.9 comma 6 che vieta la creazione di aziende speciali. Sottolineo che il DL 95/2012 ha avuto la fiducia di Senato e Camera, l’ordine del giorno 9/5389/108 no: è stato presentato solo alla Camera ed i presentatori hanno rinunciato a porlo in votazione.
      2) Affermi che l’approvazione della spending review è avvenuta dopo alcuni cambiamenti di cui sono stati protagonisti deputati di ogni schieramento. Vero ma nel contesto tendenzioso, certo che sono stati presentati centinaia di emendamenti ed ordini del giorno ma l’odg 9/5389/108 a cui fai riferimento è a firma di due soli deputati Fiorio (primo firmatario, laureato in filosofia, attivo a livello parlamentare fino ad oggi solo sul tema dell’agricoltura) e Lovelli. Non sfuggirà che il primo firmatario non è certo un giurista, che entrambi sono del PD, che uno è astigiano e l’altro alessandrino: direi un ordine del giorno politicamente e territorialmente molto ben definito! Sembrerebbe quindi che le intenzioni dei presentatori non siano per niente generaliste ma che l’odg sia stato presentato proprio con il fine di legittimare il tentativo di costituire l’azienda speciale ad Alessandria, fatta in evidente conflitto con le leggi dello Stato.
      3) Citi poi il dispositivo dell’ordine del giorno, riportandolo in maniera incompleta e non rilevando che il Governo in cambio del suo accoglimento ha chiesto espressamente una modifica del testo originario che passa dall’originaria richiesta con cui si impegnava il governo ad escludere le aziende speciali anche dagli effetti del comma 6 dell’articolo 9 (che vieta la nuova costituzione di aziende speciali) ad una più blanda che impegna il Governo “a valutare, nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica, gli effetti applicativi delle disposizioni richiamate in premessa allo scopo di prevedere espressa esclusione delle aziende speciali […]”. Il Governo valuterà, nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica… tradotto, l’art.9 comma 6 è vigente, efficace e vieta la costituzione di nuove aziende speciali.
      4) Riporti la spiegazione degli effetti dell’approvazione di un ordine del giorno traendola dal sito del Senato, di nuovo in maniera tendenziosa in quanto il testo dell’odg 9/5389/108 è stato presentato solo alla Camera, non è stato votato ed è stato accolto dal Governo previa modifica da un “impegno a fare” a un “impegno a valutare di fare” che è ben altra cosa, sicuramente non vincolante e non sufficiente ad aggirare i limiti imposti dall’art.9 comma 6.
      Resto a disposizione, come sempre, ad ogni confronto.

  3. icittadiniprimaditutto
    21 agosto 2012 alle 16:39

    Signor Locci, mi ero riproposto di non dare più seguito ai commenti delle mie lettere, ma nel suo caso visto che la sua risposta è stata pacata nei termini, mi corre l’obbligo di rispondere, mi permetta quindi alcune considerazioni:
    Il mio esame sarà forse un po superficiale, ma si attiene esclusivamente ai fatti accaduti recentemente e che in parte la riguardano, non dimentichi poi che contrariamente a lei che siede in Consiglio Comunale da tempo, come cittadino non ho accesso agli atti e documenti vari e quindi mi pare che la situazione sia impari…
    Comunque, proprio perchè la prospettiva a cui deve guardare un pubblico amministratore è anche… quella dei cittadini fruitori dei servizi, va ricordato che le precedenti esperienze di gestione tramite le cooperative, volute dalla sua ex maggioranza, contrariamente a quanto avviene con la gestione pubblica, purtroppo hanno dato risultati non certamente positivi in tutti i sensi…
    Inoltre quando lei afferma che mette in subordine i lavoratori, che a mio avviso sono dei cittadini come tutti gli altri e quindi non vanno considerati di serie B…, conferma implicitamente la linea di pensiero della formazione politica a cui lei appartiene, che solitamente sceglie di privatizzare senza preoccuparsi più di tanto delle conseguenze, cioè di penalizzare i lavoratori e le famiglie, l’importante è anteporre comunque e sempre l’interesse privato a quello pubblico.
    A mio modesto avviso invece la soluzione migliore per tutti, lavoratori, famiglie, bambini e cittadini è quella decisa dalla maggioranza, che oltre a salvaguardare il posto di lavoro a 70 dipendenti, permette di mantenere pubblico questo sevizio importante e indispensabile, ma sopratutto di dare continuità e di garantire uno standard soddisfacente per quanto concerne la qualità e l’economicità dello stesso.
    Al suo posto non farei un discorso di chi ci ha guadagnato e chi ci ha rimesso, perchè sempre a mio avviso, l’obiettivo prioritario che con la decisione intrapresa è stato raggiunto, era quello di pensare e concretizzare una soluzione che perseguisse l’interesse generale.
    Eviterei anche di configurare obiettivi reconditi di alleggerimento della pianta organica del Comune, anche se sarebbe un obiettivo da perseguire, dato che la sua ex maggioranza l’ha fatta crescere a dismisura con una conseguente lievitazione dei costi, così come ha moltiplicato la partecipate, diverse delle quali in forte perdita, con un ulteriore e considerevole aumento dei costi conseguenti ai relativi Consigli di Amministrazione…
    Per quanto concerne la patente di credibilità non è stato il sottoscritto a negarla, ma prima ancora i cittadini alle ultime elezioni, inoltre è mia convinzione che se si ritornasse alle urne nei prossimi mesi, considerando che la stragrande maggioranza degli stessi (anche chi ha dato il voto a lei e alla sua formazione politica), ha compreso che sarà duramente colpita nel portafoglio a causa del dissesto, dovuto mi spiace ricordarlo, prevalentemente proprio alla sua maggioranza, con tutta probabilità la bocciatura sarebbe ancora più solenne…
    Ribadisco altresì che sempre al suo posto eviterei nelle interviste di parlare di ostruzionismo, in quanto dovrebbe ricordare che la precedente giunta di cui lei faceva parte, non ha consentito all’attuale maggioranza (allora opposizione) di vedere le carte dei bilanci (e questo nonostante i ripetuti pareri non certo positivi del collegio dei Revisori dei Conti), con l’inevitabile epilogo del dissesto.
    Certo, non nascondo come avrà letto nella parte finale della mia lettera, che mi sono posto anch’io delle domande su che cosa potrà eventualmente succedere a seguito della decisione di costituire l’Azienda Speciale, domande a cui almeno per ora non ho risposte, anche se penso che niente di illegittimo è stato commesso, perciò non resta che attendere gli sviluppi e augurarci nell’interesse di tutti che siano positive.
    Cordiali saluti.
    Pier Carlo Lava

    • 21 agosto 2012 alle 17:36

      Lava, credo che la risposta a quanto scrive (priorità di un’amministratore, legittimità delle scelte, irregolarità nel procedimento, credibilità) sia già contenuta nel mio primo commento alla sua lettera, a cui rimando rifiutando la forzatura delle sue interpretazioni del mio pensiero.
      Cordiali saluti

  4. anonimo (luigi rossi?)
    21 agosto 2012 alle 17:00

    lava, voi UDC siete al governo. non ci state facendo un gran servizio. Lei che è pensionato dovrebbe accontentarsi, visto che a noi avete sottratto la pensione. E pensi ai danni che le giunte da voi sostenute, locci incluso, avete fatto alla città di alessandria… le stesse giunte hanno piazzato anche parma, dall’alto della vostra “esperienza”.
    W gli inesperti ONESTI.
    DI INETTI O DELINQUENTI (CI SONO ANCHE QUELLI, E TANTI) ESPERTI NE ABBIAMO ABBASTANZA.

  5. topolinia
    21 agosto 2012 alle 19:07

    Gent.mo Sig. Lava, tralasciando le questioni politiche mi preme farLe presente che quanto Lei afferma riguardo l’aumento a dismisura dei componenti della pianta organica del Comune non trova fondamento alcuno. Intanto la invito a prendere visione di quanto pubblicato proprio in questo blog a firma dell’ex dirigente del personale ove viene spiegata la costante diminuzione del personale in forza al Comune. Visto che in tanti si riempiono la bocca parlando della Corte dei Conti,Le farei presente che la stessa ha affermato che l’unico parametro che l’Ente ha rispettato è proprio quello riguardante il numero dei dipendenti.Peraltro vorrei capire come pensa di far assumere le 70 precarie alla luce di questo esubero di personale.
    Cordialità

    • icittadiniprimaditutto
      21 agosto 2012 alle 20:47

      La ringrazio in quanto ciò che lei afferma corrisponde al vero, avevo letto l’articolo su CorriereAl ma evidentemente quando ho scritto di getto la risposta al commento di Locci sulla mia lettera non lo ricordavo e ho aggiunto una parte inesatta, in effetti i dipendenti del Comune sono passati da 862 nel 2008 a 697 (stima) del 2012 e i costi quasi nello stesso periodo sono passati da 31,712 milioni di euro nel 2008 a 29,600 del 2011, quindi sono più che giustificati i complimenti al Dr. Antonio Pino dirigente al personale a Palazzo Rosso sino a maggio 2012, mi domando tra l’altro visti i risultati ottenuti per quale motivo ha cessato di operare… forse per raggiunti limiti di eta?…
      Per quanto concerne le 70 precarie da quanto risulta saranno assunte dall’Azienda speciale Costruire insieme (anche perchè come le sarà ben noto a causa dello sforamento del patto di stabilità, una delle tristi eredità della precedente Amministrazione, nel 2012 e 2013 il Comune non potrà assumere), questo è uno dei motivi per cui è stata costituita, le ricordo che la proposta dell’ex maggioranza ora opposizione nel Consiglio Comunale in questione, era quella di non costituire l’Azienda speciale e quindi in alternativa sperare che le stesse almeno in parte… venissero poi assunte da una qualche Cooperativa, con una conseguente riduzione delle tutele e del trattamento economico, e a mio modesto avviso ritengo che per le lavoratrici in questione e le relative famiglie sarebbe stata una decisone penalizzante oltre che ingiusta.
      Voglio sperare di trovarla almeno d’accordo su questo ed altro che ho scritto nella mia lettera…
      Grazie e cordiali saluti.
      Pier Carlo Lava

    • 21 agosto 2012 alle 22:35

      Gentile Topolinia, purtroppo non c’è modo di assumere legittimamente i 70 dipendenti. Chi lo sostiene o sbaglia (in buona fede) o li prende in giro (in male fede).
      Primo, l’azienda speciale non si puó costituire ai sensi dell’art. 9 comma 6 della spending review (giova sempre ricordarlo).
      Secondo, la creazione di un’azienda speciale credo sia inutile ai fini della stabilizzazione dei 70 dipendenti a cui è scaduto il contratto in quanto è mancato il rispetto del patto di stabilità 2011, a cui consegue l’applicazione nel 2012 dell’art. 7 comma 2 lettera d) Dlgs 149/2011 che dice “non puo’ procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale, ivi compresi i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e di somministrazione, anche con riferimento ai processi di stabilizzazione in atto. E’ fatto altresi’ divieto di stipulare contratti di servizio che si configurino come elusivi della presente disposizione”.
      Terzo, una società pubblica non può essere costituita con il fine della salvaguardia occupazionale in nessun caso. L’abuso dello strumento societario costituisce danno nei confronti delle casse comunali! Questo è il principio affermato dalla Corte dei Conti – Sezione prima giurisdizionale centrale con la sentenza 401/2011. Nel caso la Corte ha condannato gli amministratori di un Comune e della società per la costituzione e la gestione antieconomica della partecipata. Il Collegio ha aderito alla tesi accusatoria che muoveva dall’assunto che la società, al contrario di quanto affermato nello Statuto e negli atti costitutivi, non sarebbe stata utilizzata per rendere più efficienti ed economici i servizi offerti dall’ente, ma per perseguire scopi occupazionali, estranei alle regole di economicità e buona amministrazione. Non vi sembra applicabile anche al caso alessandrino?
      Questo come ulteriore contributo alla discussione.

  6. 21 agosto 2012 alle 23:06

    Non vorrei che si aspettasse proprio Godot, purtroppo sono decenni che non arriva…….

    • 22 agosto 2012 alle 15:30

      io, intanto, aspettando, godo. Godo che per una volta la politica abbia compiuto una scelta coraggiosa a favore del lavoro stabile e non precario, che non abbia fatto la scelta più semplice (e più dannosa) per le lavoratrici (e di conseguenza per i bambini): tutto alle cooperative e che se la sbroglino loro.

  7. 22 agosto 2012 alle 16:17

    “……anche qui si dimentica che la precedente giunta di cui faceva parte, non ha consentito all’attuale maggioranza (allora opposizione) di vedere le carte dei bilanci (e questo nonostante i ripetuti pareri non certo positivi del collegio dei Revisori dei Conti), con l’inevitabile epilogo del dissesto, pertanto ora con quale credibilità si chiede maggiore trasparenza, correttezza e legalità…? ”

    IL giorno in cui i consiglieri del Mov5Stelle diranno che ” l’Amministrazione non consente di vedere le carte ” verranno posti di fronte al dilemma se denunciare alla Magistratura i fatti o andarsene per manifesta incapacità di svolgere il loro ruolo. Se non reagiranno…….SI RENDERANNO COMPLICI DEI MISFATTI DI QUESTA AMMINISTRAZIONE…..che è poi quello che hanno fatto le opposizioni passate e di cui debbono vergognarsi e, come bene ha detto il Mov5Stelle, dovrebbero chiedere scusa ad Alessandria tutta al pari del Sindaco uscente.

    Io la penso così, e non saranno le arrampicate sugli specchi del Sig. Lava a farmi cambiare idea.
    Sulla faccenda dei “punti e virgola” concordo, una strategia tanto povera quando infelice e certo non degna di un “politico” che, lo si intuisce chiaramente, vuole fare di questo “servizio al Paese” una professione stabile e duratura.

  8. 23 agosto 2012 alle 08:38

    Non so in una sfida tra pignoli chi avrebbe la meglio, caro Locci, comunque:
    1) l’ordine del giorno è stato accolto dal Governo e l’impegno interpretativo sussiste
    2) non a caso e non maliziosamente ho citato Napoli (PDL) che ha presentato analogo ordine del giorno limitandolo alle attività culturali (ricordo che Napoli è presidente Anci e Sindaco ed evidentemente qualche interesse “locale” dev’essere balenato anche a lui)
    3) cito l sito del Senato perché solo lì c’è un glossario che spiega la portata e le conseguenze degli ordini del giorno (indipendentemente dal ramo del parlamento).
    Poi hai ragione: chi lascia intendere che quei 70 precari saranno assunti “automaticamente” non dice una cosa corretta, ma non per le ragioni che tu elenchi.
    1) citi (male) l’art 7 del d.Lgs. 149 2011 che in realtà vieta agli enti che non hanno rispettato il patto di stabilità di stipulare contratti di servizio con soggetti privati. http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2011;149
    Questo è appunto il caso sanzionato dalla corte dei conti: la società Trasco srl (privata perché Srl, anche se di totale partecipazione pubblica – vedi codice civile). Oltretutto quando si cita la giurisprudenza non basta leggere i titoli, ma vedere anche i dispositivi e le ragioni che hanno portato alle sentenze
    http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/getPDFarticolo.asp?currentArticle=1908EQ
    2) i posti dovranno essere messi a concorso (cosa possibile entro limiti definiti anche qui dalla legge) e per quanto si possano introdurre meccanismi premianti (punteggi che siano legati a servizi pregressi) non c’è la matematica certezza che chi era prima in servizio presso il Comune sarà in servizio presso l’Azienda. Questo bisogna riconoscerlo e bisogna dirlo con chiarezza, per non alimentare illusioni.
    Ma questa è la conseguenza di una scelta tutta politica: scegliere di affiancare ai nostri bambini operatrici con un buon lavoro e stabile invece di una precarietà sottoretribuita.

  1. No trackbacks yet.
I commenti sono chiusi.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: