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[BlogLettera] Ilva: soluzioni celeri, ma tuteliamo i lavoratori

21 agosto 2012

Viviamo una guerra non dichiarata fatta di inquietudini, incertezze, causate da una crisi economica che ha investito una delle fonti indispensabili di forza per ogni società sana e promossa allo sviluppo: il lavoro.

La nostra provincia è stata teatro fino ad oggi di casi di imprese, da Casale Monferrato a Spinetta Marengo, da  Serravalle Scrivia a, seppur indirettamente, Novi Ligure, che sono apparsi sulle cronache, perché spesso ritenuti irrispettosi della vita umana.
Facciamo il punto. Quanto affermato pochi giorni fa dal il vice presidente di Confindustria, Alessandro Laterza, al termine dell’incontro sull’Ilva di Taranto con i ministri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente, dimostra una chiara lucidità di intenti e di azione.
Gli impegni dell’Ilva che ha annunciato investimenti sull’ambiente per oltre 146 milioni e per il progetto prospettato da Confindustria per una ‘smart area’ che diventi un esempio di intervento infrastrutturale di bonifica anche industriale per tutta Italia, sono i caratteri di qualcosa di buono che si sta muovendo.

Voglio subito affermare a gran voce, permettetemi l’espressione, che secondo me la soluzione non è mai quella di chiudere le aziende. Penso in particolare ai tanti lavoratori dello stabilimento di Novi Ligure, che stanno vivendo una situazione davvero drammatica. Il lavoro è la vera emergenza sociale.

Questa tragica realtà purtroppo non fa neppure più notizia, la nostra comunità si sta abituando a questa situazione di crisi che porta alla disperazione tanti padri di famiglia con mutui da pagare e figli da mantenere, tanti giovani alla disperata ricerca di un lavoro.

Tutto ciò lo riscontro quotidianamente con i cittadini, gli imprenditori e gli Amministratori pubblici dei piccoli comuni che vengono a trovarmi per esporre i loro problemi, le situazioni di criticità.
Essi non sono i cosiddetti poveri, ma tante famiglie che sono precipitate oltre la soglia minima e non sanno più come affrontare i problemi di tutti i giorni. Ed è stata proprio la famiglia, in questo periodo di crisi anche dei valori tradizionali, ad essere il vero ammortizzatore sociale.

E’ grazie alle pensioni dei nostri anziani, seppur misere, che molte famiglie sono riuscite ad arrivare a fine mese, dimostrando come il nucleo familiare, resti la cellula essenziale della nostra società.

La Politica non può rimanere indifferente a questa emergenza. Gli Amministratori della ‘Cosa Pubblica’, di fronte a famiglie che faticano a mandare i propri figli a scuola, che tra poche settimane inizierà, oppure a fare la spesa settimanale, non possono e non devono essere divisi o in competizione.

Ad Alessandria ad esempio ritengo che si debba porre una particolare attenzione all’istituzione di un Bonus che vada incontro alle famiglie meno abbienti, seguendo rigorosamente una serie di criteri, quali quelli dell’Isee, dei componenti del nucleo familiare nonché dell’impegno economico e finanziario relativo ad esempio ai mutui della casa, per aiutare equamente le famiglie meritevoli.

Bisogna, altresì, dare una risposta chiara, concreta, precisa ed univoca ai giovani, ai genitori, agli anziani, ai lavoratori che si armonizzi con le altrettanto difficili problematiche sull’ambiente che tanto stanno investendo le pagine dei giornali. La salute va tutelata ad ogni costo, ma non si può pensare di non trovare soluzioni concrete e celeri che non siano in grado di garantire il lavoro per molte famiglie.

Giovanni Barosini
Segretario provinciale UDC

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Categorie:BLettere
  1. 21 agosto 2012 alle 14:42

    Ricordo che anche Iosif Vissarionovič Džugašvili fu spesso ritenuto “irrispettoso” della vita umana, ma tutti i grandi “benefattori” dell’umanità, spesso, furono oggetto della stessa ingratitudine. Anche lui, come i vostri odierni filantropi, pensava al bene superiore della collettività; sicuramente, dato che lo conoscevo bene, penso che lui, trovandosi nella stessa situazione, avrebbe stanziato migliaia di milioni a Taranto o, in subordine (molto più probabilmente), avrebbe deportato tutti nei Gulag, eliminando le tracce dei misfatti perpetrati.
    Ai vostri boiardi, però, non è concesso, perchè nel vostro paese il potere del popolo è sovrano; è stato loro soltanto possibile, negli ultimi 30/40 anni, avvelenare sistematicamente intere vaste aree del Bel Paese, condannando intere popolazioni a vivere in luoghi divenuti insalubri, causando morte, distruzione degli ecosistemi e malattie, quasi sicuri di farla franca. Alla scomparsa di Stalin, anche se con una formula piuttosto manieristica e, a volte, di facciata, si provvedette alla denuncia dei crimini dello stalinismo, che di sicuro furono molto più che “irrispettosi”, direi criminali, a livello di genocidio. Mi pare impossibile che si intervenga, sempre, da parte dei politici e degli amministratori, affrontando la questione con una cautela, francamente fuori luogo……ma davvero si può ritenere il comportamento della eternit e della fibronit “irrispettoso” della vita?, dopo che si scoprì che (e qui cito da wiki): “Benché sin dal 1962 fosse noto in tutto il mondo che la polvere di amianto, generata dall’usura dei tetti e usata come materiale di fondo per i selciati, provoca una grave forma di cancro, il mesotelioma pleurico (oltre che alla classica asbestosi), a Casale Monferrato (Alessandria), Cavagnolo (Torino), Broni (Pavia) e Bari la Eternit e la Fibronit continuarono a produrre manufatti sino al 1986 (1985 per Bari e 1992 per Broni), tentando di mantenere i propri operai in uno stato di totale ignoranza circa i danni (soprattutto a lungo termine) che le fibre di amianto provocano, al fine di prolungare l’attività dello stabilimento e quindi accrescere i profitti”.
    Davvero dopo 30 anni si plaude ad un tardivo intervento di confindustria che, con trenta denari, pensa di placare la legge e la coscienza degli autori del disastro ambientale di Taranto?.
    A me, ad esempio, farebbe piacere sapere cosa pensano i politici locali dell’eternit o, ad esempio, del caso solvay (ma ancora di più montedison), che qualche emissione nociva nell’atmosfera o nel terreno, sembra abbia rilasciato, nel corso degli anni, nel nostro territorio. Però vorrei una volta tanto parole chiare e giudizi netti, perchè sulla salvaguardia dei posti di lavoro siamo tutti d’accordo, ma le colpe di quello che sta accadendo non sono, e mi ripeto, di chi denuncia e di chi persegue, ma di chi ha operato, di chi sapeva e di chi doveva controllare e non l’ha fatto.

    Гимн Советского Союза

  2. mandrogno
    21 agosto 2012 alle 16:55

    UDC che PARLA di lavoro fa già ridere.
    Se poi il partito di monti e fornero parla di Tutela dei lavoratori fa sganasciare.
    ma si arriva al ridicolo e all’offesa se il partito di passera che finanzia RIVA come banchiere e lo copre come ministro pretende addirittura di parlare di ILVA e dei morti di taranto (e non solo)

  3. Battitore Libero
    22 agosto 2012 alle 15:30

    Com’era la storia della pagliuzza nell’occhio degli altri e della trave nel proprio? Solidale con i lavoratori dell’ILVA di Novi e certo che il lavoro sia la vera emergenza sociale, mi chiedo dopo aver letto su La Stampa l’articolo riguardante i precari della Provincia, cosa ne pensi il Presidente del Consiglio della Provincia della “grana” precari? Qualche idea? Una idea? I circa 60 precari avranno diritto al Bonus per le famiglie meno abbienti? Si ride per non piangere (almeno per ora), ma le brioches di Maria Antonietta al popolo si avvicinano sempre più, e se il finale della storia fosse lo stesso?

    • barosini
      22 agosto 2012 alle 16:31

      Guardi, Le posso garantire che la gravissima problematica dei ‘precari della Provincia’ sia al centro dell’attenzione e quindi delle discussioni dell’intero Ente. Le assicuro, altresì, che il Presidente Filippi si sta da tempo adoperando per individuare una possibile soluzione, anche se ciò non appare affatto facile. Le vite, le dignità delle Persone, sappia, stanno sinceramente a cuore a tutti noi.

      • totò
        22 agosto 2012 alle 16:34

        ma mi facci il piacereeeeeeeeee………………

  4. Il Principe
    22 agosto 2012 alle 17:33

    ATTENZIONE: alla larga dagli usurpatori, perdinci!
    Siamo uomini o presidenti del consiglio provinciale?
    Perdindirindina e poffarbacco, Principi si nasce, e io, modestamente, lo nacqui.

  5. 22 agosto 2012 alle 21:24

    chissà cosa pensano del terzo valico nel terzo polo?, mah…….
    signori siamo al “et tertium non datur”!

  6. 22 agosto 2012 alle 21:30

    ah! l’edulcorante leggerezza dell’essere politici……..

  7. mandrogno
    23 agosto 2012 alle 16:14

    L’insostenibile LINGEREZZA del terzo polo

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