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5 Stelle nel mirino

28 agosto 2012

Denigrare l’avversario politico in genere porta male. Denigrarlo poi scrivendo strafalcioni (un piattaforma, provincie) mostra un livello di approssimazione ai limiti del ridicolo, per un blog che vorrebbe fare da traino ad un nuovo quotidiano cartaceo progressista come Pubblico, in edicola si dice a settembre per la direzione di Luca Telese. Se il buongiorno si vede dal mattino, un progetto editoriale non indispensabile, diciamo così.

Ma a parte le quisquilie da addetti ai lavori, la questione è: quanto interesse c’è ormai attorno al Movimento 5 Stelle?
Tanto, tantissimo, e da parte dei media di regime (quasi tutti) traspare una forte voglia di “impallinamento”, che naturalmente non può che far aumentare la simpatia e il consenso per i “grillini”. Impressionante, per chi coltiva il vizio della memoria, l’analogia con il disprezzo  per la Lega prima maniera, quella di Roma ladrona. Cui seguì poi peraltro una stagione, altrettanto imbarazzante, di “idolatrìa” per la genuinità e le ragioni del popolo padano. La stampa italica è così, sempre in soccorso del vincitore, specchio fedele di buona parte del Paese del resto.

Torniamo però al punto, ossia ai criteri di scelta dei prossimi candidati al Parlamento.
Nessuno di noi si sogna neppure di immaginare che i parlamentari del Pdl o del Pd possano essere individuati con criteri di trasparenza, meritocrazia o competenza. Da una parte ha sempre deciso solo Berlusconi, dall’altra una piccola conventicola di portatori di interessi non propriamente popolari.
Si pensi anche a quanto sta succedendo dalle nostre parti, con lotte intestine senza quartiere. E vedrete che le Primarie finiranno in un cassetto, sotto chiave.

Del resto, se un’attività in sé nobile ed essenziale come la politica è in Italia oggetto di disprezzo assoluto e condiviso da parte della popolazione (pur non immune da responsabilità), qualche motivo ci dovrà pur essere.

Eppure sembra che a mettere a rischio la democrazia oggi possano essere solo Beppe Grillo, e i criteri con cui sarà determinata “l’infornata” dei parlamentari dei 5 Stelle.

In realtà a me pare prematuro parlarne, perché finché non si sa quando si voterà, e soprattutto con quale legge elettorale, è come discutere del sesso degli angeli. Tuttavia attenzione: perché davvero questo sarà un passaggio importante.

Non so se davvero il consigliere regionale  piemontese 5 Stelle Davide Bono abbia affermato (cito sempre da pubblicogiornale.it) “Chiunque dei nostri attivisti che sia in grado di comprendere un testo italiano di media-alta complessità (leggi, provvedimenti, regolamenti), che ha passato anni a leggere ed informarsi e ha voglia di impegnarsi h15 a 800 km da casa, è in grado di fare il deputato/senatore”. Se lo ha detto, semplifica in maniera eccessiva. Diciamo che in Parlamento e in Senato oggi c’è di ben peggio, e lo sappiamo bene. Ma se leggere, informarsi e studiare è certamente cosa buona, forse è ora di ri/cominciare a chiedere ai nostri futuri rappresentanti parlamentari (e non solo a quelli dei 5 Stelle) di possedere competenze vere, e conoscenza approfondita del territorio che si candidano a rappresentare. Per questo (e per non ripetere gli errori della già citata Lega Nord) i prossimi mesi saranno decisivi per  la selezione della classe dirigente del movimento di Grillo. Osserveremo con interesse, e torneremo ad occuparcene.

E. G.

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Categorie:In primo piano
  1. maurizio fava
    28 agosto 2012 alle 08:54

    credo che se il nuovo inutile prodotto telesiano della sedicente “stampa libera” (vale a dire quella che si nutre non di verità e lettori, bensì di CONTRIBUTI PUBBLICI e “servizietti” ai potenti di turno) ha bisogno appunto dei soliti milioni di euro pubblici (NOSTRI, ma generosamente dispensati dai vari PD-PDL-UDC) sia inevitabile esordire rendendosi utili alla causa di bersani… quello che come cristoforo colombo vuole “buscar la destra per la sinistra”, e che senza alcuna vergogna sta al governo con berlusconi la mussolini e casini, ma poi dice che chi lo critica è “fassista”.
    In realtà essere fascisti oggi significa mandare la polizia a randellare i minatori e gli operai in Sardegna, o i cittadini in Val Susa, a tutela degli affari privati di gente senza scrupoli.
    Essere fascisti oggi significa stare con gli appaltatori di ‘ndrangheta e il partito del cemento e del tondino, e prendere tangenti dai padroni delle acciaierie che inquinano e uccidono la popolazione, bambini inclusi, in cambio della “licenza di uccidere”.
    Essere fascisti oggi significa studiare con la mussolini e la famiglia letta, piduisti e vaticano, l’ennesimo artificio elettorale per impedire ai cittadini di scegliere liberamente i propri rappresentanti.
    Essere fascisti significa oggi anche tagliare le pensioni di chi ha versato i suoi contributi allo stato, per avere più denaro da dare a chi invece fa parte di una casta ricchissima e inutile.
    Significa tagliare la sanità pubblica, facendo dire dai giornali e dalle tv prezzolate che i tagli porteranno miglioramenti nei servizi…
    E’ FASCISMO anche taglieggiare pensionati e famiglie ormai povere con una serie impressionante di NUOVE TASSE (l’IMU sulle prime case, esentando vaticano banche e grandi gruppi immobiliari, e la tassa sulle gazzose sono esemplari, per non dover tagliare lo champagne agli amichetti).
    E’ fascismo espropriare con la violenza i cittadini per bene delle loro case e delle loro proprietà per regalarle a pseudo imprenditori che le usaranno per succhiare miliardi pubblici, senza altro risultato che quello.
    Fascismo è non volere a nessun costo una seria norma ANTI CORRUZIONE (e se non si è “anti”, in questo caso, significa che si è PRO-CORRUZIONE) per continuare imperterriti tra privilegi, mazzette, buste, percentuali su appalti e incarichi professionali.
    Fascismo è trasferire i giudici antimafia, o farli saltare in aria, se solo si azzardano a dire che la politica anche ai vertici ha relazioni con le cupole mafiose…
    Insomma, direi che davvero bersani e i suoi compari di partito che gli reggono la coda senza se e senza ma siano i veri FASCISTI, oggi, anche qui da noi.
    E qui si torna alla stampa prezzolata: come potrebbero esistere i vari bersani, renzi, morando, lovelli, muliere, rossa, berlusconi, fabbio, cicchitto, casini, caltagirone, formigoni, lusi, penati, esposito e compari se esistesse davvero una cittadinanza correttamente e puntualmente informata da una stampa libera e professionale?

  2. 28 agosto 2012 alle 17:52

    L’uso della parola “fascismo” è ampiamente abusato.
    Per chi, come me, il fascismo non l’ha vissuto sulla pelle, quella parola ha lo stesso valore di comunismo (non c’ero nemmeno ai tempi dei fattacci di Praga) o capitalismo (la grande america dei Kennedy).
    Eppure si usa per “sporcare” chi non la pensa come noi, quasi che con questa etichetta gli si attaccasse la rogna.
    Mi chiedo se tra un decennio si continuerà ad usare questo spauracchio per cercare voti…

  3. 28 agosto 2012 alle 18:08

    Bah Ermanno…..comunisti in bocca a Berlusconi faceva ridere, ma raccoglieva voti. Fascisti in bocca a Bersani fa ridere uguale, ma secondo me voti ne fa perdere. Quindi un po’ i tempi cambiano: o dipende dalle persone che veicolano il messaggio, non so…

    E. G.

  4. blackbeard
    28 agosto 2012 alle 19:54

    Ma ci facciamo ancora incantare dal pifferaio di turno? Vogliamo la replica della Lega Nord, un intero ceto politico mediocre portato dal nulla in Parlamento e al Governo? Sarò cinico ma siccome penso che tra dieci anni i grillini saranno come gli altri partiti, mi tengo gli originali. Poi c’è un aspetto agghiacciante nei grillini : la loro purezza, non hanno difetti, persone medie che si innamorano della politica, idealisti puri (per esempio guardate il c.v. di Davide Bono http://www.lorenzodamelio.org/2009/12/02/davide-bono-portavoce-di-piemonte-a-5-stelle/). La storia del ventesimo secolo è piena di gente del genere, finita divorata dai grandi mostri del fascismo e, sopratutto, del comunismo.
    A me piacciono i buoni, ma alla Clint Eastwood, con il pelo sullo stomaco.
    Meglio l’usato sicuro, un bel PD o una bella UC e non se ne parla più. Hanno tanti difetti, magari grazie ai grillini migliorano un pò ma mi fido di più.

  5. 28 agosto 2012 alle 20:36

    Uno coltiva in santa pace le sue passioni, e tutti giù a criticare….un popolo di invidiosi dei talenti altrui?
    http://www.linkiesta.it/blogs/bollito-duro/veltroni-pubblica-il-quarto-libro-della-legislatura-ma-non-doveva-fare-il-deputat

  6. mandrogno
    28 agosto 2012 alle 20:48

    toh, si rivede barbanera, pasionario pidiista.
    gente che ha portato in parlamento Lusi e perfino Esposito, quello che ieri in porto ha Genova per un ritardo di mezzora ha telefonato al prefetto gridando “lei non sa chi sono io!”.
    Usato sicurissimo, ma originale mica tanto: fanno affari da decenni, proprio come quegli altri con cui stanno al governo.
    Con questi saremo sicuri. Sì, di essere derubati per altri cinquantanni.
    L’audace colpo dei soliti NOTI.
    E non fanno neppure ridere come Totò.

  7. blackbeard
    28 agosto 2012 alle 23:08

    Caro Mandrogno

    ma che c’entra? se uno è un maleducato, è un maleducato. I maleducati sono come gli stupidi, cioè distribuiti percentualmente in modo uniforme tra tutti i partiti e le formazioni sociali umane, dall’Union Valdotaine ai grillini. Se mi basassi su questi aspetti, non dovrei più andare a votare!
    Sono francamente stupito dal tuo astio : tutti i politici e in ogni tempo hanno fatto sempre affari. Li faceva il PCI, li faceva la DC, li fanno in America e in Germania, li fanno ovunque. E la tua pia speranza di avere una classe politica di eroi senza macchia e senza paura è una pura illusione. Il vero problema è che oggi i nostri politici sono mediamente mediocri ed incompetenti.
    cordialità

    • mandrogno
      29 agosto 2012 alle 01:30

      Caro Barbanera, sul fatto che tutti i politici rubano e abbiano rubato (scusi se semplifico un po’ la sua perifrasi un po’ troppo mite del “fare affari”) anche in germania e america, sarà sicuramente vero, come lei dice ed è di sicuro più esperto di me delle cose politiche.
      Però io nei politici nostrani dell’ultimo trentennio ci vedo qualche aspetto assolutamente originale: intanto una avidità sconfinata (forse tedeschi e americani si accontentano del 10% del bilancio statale, e infatti i conti pubblici là vanno decisamente meglio che qui, dove pare che a scomparire sia una percentuale ben maggiore dei nostri soldi)
      Un’altra “bella caratteristica” originale della nostra casta politica, di cui anche il PD fa parte a pieno titolo, è che mentre altrove il politico ladro (o peggio) che viene beccato SI DIMETTE immediatamente (si ricorda del presidente o ministro tedesco dimessosi per un copia-incolla nella tesi di laurea??) e se necessario finisce in galera come un qualsiasi cittadino disonesto (la legge LA’ è uguale per tutti, forse) qui in galera non ci va mai nessuno, chi ruba si tiene il cadreghino, si gode i soldi che ha rubato senza mai restituire il maltolto e, men che mai, si dimette. La parola DIMISSIONI per la casta è un TABU’.
      Vuole esempi? berlusconi ? o grassano, se è un cognome che le dice qualcosa? Scaiola? Sgarbi? Formigoni? o forse conosce meglio Penati, o Lusi, o altri bei soggetti?
      Mi perdoni, ma io tra qualche giovane FORSE meno esperto e FORSE incompetente, ma potenzialmente onesto fino a prova contraria, e vecchi mangiapane a tradimento che incompetenti e disonesti lo sono di sicuro (e inetti, altrimenti non ci avrebbero portato dove ci hanno portato, nonostante la loro esperienza) preferisco i primi…
      Lei faccia come crede. Ossequi.

    • Graziella (gzl)
      29 agosto 2012 alle 07:32

      Aggiungerei che oltre essere mediocri ed incompetenti, i nostri politici sono INETTI e FACCE DI TOLLA .

      INETTI perchè la situazione che subiamo l’hanno creata loro, noi ci siamo fidati troppo pensando che chi ci chiedeva di amministrare il pubblico bene fosse consapevole della sua capacità di farlo nel modo più corretto possibile. Poi; il dover far svolgere il loro compito da una squadra di estranei non eletti e facenti parte di ogni gruppo potente economico e finanziario mondiale insomma i burattinai che muovono le pedine sugli stati è stato il peggio del peggio e qui dobbiamo ringraziare quella specie di presidente della repubblica e il suggeritore di tale disastro: il non “fassista” Bersani!!! Dite quello che volete ma a pensar male ci si azzacca sempre.

      FACCE di TOLLA perchè ne hanno fatto più che “bertoldo” e mi riferisco anche (oltre a berlusconi, scaiola, sgarbi ecc, nell’elenco di mandrogno) a Prodi, D’Alema, Veltroni, Rutelli, Casini, Ciampi, Amato, Napolitano ecc. ecc. ecc., che hanno il coraggio di presentarsi, ripresentarsi di fronte a noi come se nulla fosse senza avere un minimo di vergogna e dignità. Il Grillo è un prodotto provocato da tutti questi corrotti e inetti, ….dovrebbero ringraziare il padre eterno che al momento c’è solo Grillo , guai se oltre Grillo scoppia l’indignazione extrema della popolazione che in parole povere si chiama guerra civile.

  8. 28 agosto 2012 alle 23:22

    Questi sono una parte “rappresentativa” dei terribili idealisti internazionali:

    Agustín Farabundo Martí Rodríguez (Teotepeque, 5 maggio 1893 – San Salvador, 1º febbraio 1932).
    Augusto Nicolás Calderón Sandino (Niquinohomo, 18 maggio 1895 – Managua, 21 febbraio 1934) .
    José Julián Martí Pérez (L’Avana, 28 gennaio 1853 – Rio Cauto, 19 maggio 1895).
    Camilo Torres Restrepo (Bogotà, 3 febbraio 1929 – Dipartimento di Santander, 15 febbraio 1966) – presbitero (teologia della liberazione), guerrigliero e rivoluzionario.
    Lilian Mercedes Letona – Comandante Clelia (24 settembre 1954 – 1 agosto 1983).
    Ernesto Guevara de la Serna (Rosario, 14 maggio 1928 – La Higuera, 9 ottobre 1967).

    Passiamo a voi…. in Italia, per permettere a chiunque di dire quello che gli pare, anche sul blog, sono morti un bel po’ di idealisti; in seguito riferirò dei dati generali sulla lotta di liberazione dai nazifascisti, va da sè che non erano tutti stati fagocitati dalla “mostruosa” ideologia comunista, ma una buona parte sì.
    Il problema non sono le ideologie e gli idealisti, ma i politici che, come mosche carnarie, arrivano in seguito. Come da noi la rivoluzione, da un meraviglioso anelito alla libertà è degenerata, passando per Stalin e Krushev, ed ha prodotto Putin, come ultimo splendido risultato, da voi si è partiti dai fratelli Cervi, da Aureliano Galeazzo (per rimanere in zona), per arrivare a d’alema, bersani e veltroni, luce degli occhi foderati di salame di un bel po’ di italiani. Viene quasi da pensare che il “Mito della caverna”, Platone, lo abbia formulato pensando agli sterratori del pd, anzi, se li avesse conosciuti ci sarebbe andato giù molto più pesante
    Comunque, nell’aprile 1954, il Servizio Commissioni per il riconoscimento della qualifica partigiana, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, comunicò che il numero dei caduti in combattimento, ai quali fino a quel momento era stata riconosciuta la qualifica di partigiano, ammontava a 44.720 (683 le donne fucilate o cadute in combattimento; 1750 le donne ferite; 4633 le donne arrestate, torturate e condannate dai tribunali fascisti; 1890 le deportate in Germania). I patrioti civili uccisi per rappresaglia risultavano invece 9180. Il maggior numero di partigiani caduti viene dal Veneto (6.006) e il maggior numero di civili uccisi per rappresaglia è dato dalla Toscana (4.461). Questa fonte, inoltre, indicava in 32.000, circa, il numero dei partigiani caduti all’estero.
    Quindi, per quello che riguarda qualcuno di voi, starei ben attento a paragonare questi eroi con la feccia che combatteva, tanto per dirne una, con la divisa nazista, trucidando donne e bambini dello stesso sangue loro. Starei ben attento prima di dare del fascista a qualcun altro, sopratutto dopo che, tanto per ricordare un fatto recente, si è cercato di militarizzare la Val di Susa, per fare un piacere ai soliti “prenditori” amici. Non vorrei mai trovarmi in uno “stringi stringi” dittatoriale, come è successo nel secolo scorso, e accorgermi che di idealisti non ce ne sono più e, quindi, dover fare di conto solamente su qualche rodata pantegana.

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