Home > In primo piano > Benvenuti ad Alessandria, la Grecia d’Italia

Benvenuti ad Alessandria, la Grecia d’Italia

1 settembre 2012

Poiché venerdì sera, lo so, eravate tutti come me in giro a festeggiare questo strano capodanno alessandrino (capolinea? funerale? ripartenza? Fate voi), eccovi qui la registrazione integrale della trasmissione In Onda, che su La 7 ha visto il comune di Alessandria ancora una volta tristemente protagonista. Non c’è niente da fare: ormai siamo la Grecia d’Italia, nell’immaginario collettivo, e a poco valgono (almeno di fronte ad un uditorio nazionale e non locale) i distinguo del sindaco Rossa, o le puntualizzazioni dell’onorevole Crosetto, per cui “Alessandria ha meno di 2 mila euro di debiti ad abitante, Torino circa 5.500, ma nessuno ne parla e non è fallito”.

Come noto, è la risposta classica, nessuno accusa Torino di aver truccato i conti, mentre da noi c’è un processo in corso, con ipotesi di reato pesantissime, che sta ai giudici (speriamo rapidamente, e non con i soliti tempi biblici: a proposito, a prescrizione come stiamo messi?) verificare.

Certo, ad ascoltare le affermazioni etiche dello stesso Crosetto, e del finiano ex Pdl Bocchino, per cui personaggi come Grassano e Fabbio mai e poi mai dovrebbero essere in parlamento (il primo) o aspirare ad andarci (il secondo) fa davvero accapponare la pelle. Ma come? Fino a tre mesi fa Piercarlo Fabbio era portato in palmo di mano e lodato senza se e senza ma da Bondi, Cavallera, Santanché e tanti altri, e considerato un esempio di amministratore capace e innovativo, e ora è un appestato da cui prendere le distanze? O invece è solo il capro espiatorio da sacrificare, in una filiera assolutamente omogenea che sta tentando di cambiar pelle per l’ennesima volta?

A me, in tutto questo teatrino sempre uguale a sé stesso, meraviglia ogni volta l’immaturità del popolo italiano, che davvero forse ha sempre avuto quel che merita, ed è (nella sua maggioranza, naturalmente) assolutamente incapace di prendere in mano il proprio destino.

Comunque, rimaniamo sulla serata: Alessandria ne è uscita ancora una volta malconcia. Provinciale e moribonda, e con il cappello in mano, in attesa di aiuti dallo Stato centrale.

Il sindaco Rossa, pur dignitosa e corretta nelle sue affermazioni, ha continuato a parlare solo agli alessandrini, senza considerare l’uditorio nazionale che aveva di fronte. E il saccente Filippo Facci l’ha liquidata con un un po’ di sufficienza.

L’ineffabile onorevole Grassano, ex leghista che ormai per i media nazionali è “la macchietta” da infilare ovunque si riesca, ha ribadito in merito alla condanna in primo grado per truffa ai danni del Comune di Alessandria (e dunque degli alessandrini): “”non ho preso una lira che fosse indebita, i morti si contano alla fine. Aspettiamo l’ultimo grado di giudizio”. Aspettiamo dunque, e pure qui occhio alle prescrizioni: secondo me, vada come vada, di quei 760 mila euro indietro tornerà poco o nulla: scommettiamo?

Fabbio infine: dalle parole di Crosetto, ho l’impressione che per lui (e per il suo sponsor di sempre Ugo Cavallera?) ulteriori ambizioni politiche siano un po’ “inattuali”, diciamo così. Ma mai dire mai, questo è il Paese delle opportunità inaspettate. E che la terza  Repubblica possa nascere puntando, a tutti i livelli e a destra come a sinistra, su una classe dirigente davvero nuova e non compromessa ci credono in pochissimi.

E. G.

Annunci
Categorie:In primo piano
  1. mandrogno
    1 settembre 2012 alle 18:06

    ma come vanno d’accordo crosetto e rossa, con grassano che annuisce sghignazzando…
    In conclusione, dal programma tv si capisce solo che forse la colpa del dissesto è la mia, e che comunque saremo solo noi a pagare tutte queste vergogne.

  2. 1 settembre 2012 alle 18:31

    Caro Mandrogno, tu sei la versione nostrana di Pantalone, quindi pagherai per forza, come noi tutti. L’omonimo in trasmissione sorride gioviale, e non si arrabbia neppure quando la sindaca lo attacca personalmente, perché come ha ricordato non sa ancora se qualcuno intende ricandidarlo, quindi meglio tenere aperte tutte le porte. Alla fine, vedrai, ci mancherà: da quanti anni, in fondo, non avevamo un parlamentare con questo livello di notorietà nazionale?

    E. G.

    • mandrogno
      1 settembre 2012 alle 20:32

      ma ora abbiamo anche il ministro della gazzosa 😉

      • Graziella (gzl)
        2 settembre 2012 alle 05:38

        Già, tassare anche le bibite è il massimo del ridicolo e l’alessandrino Balduzzi dovrebbe valutare se i suoi consiglieri ministeriali sono ormai pensionabili. Dopo questa credo che arrivino a qualsiasi cosa pur di non tagliare ogni loro vantaggio a partire dalla testa del serpente.Quirinale costi : 26 mila euro l’ora per un totale di 625 mila euro al giorno….la cifra utile per pagare lo stipendio di settembre ai nostri dipendenti delle partecipate.

  3. Graziella (gzl)
    2 settembre 2012 alle 05:27

    Dott. Grassano, Lei scrive:

    “”””””Certo, ad ascoltare le affermazioni etiche dello stesso Crosetto, e del finiano ex Pdl Bocchino, per cui personaggi come Grassano e Fabbio mai e poi mai dovrebbero essere in parlamento (il primo) o aspirare ad andarci (il secondo) fa davvero accapponare la pelle. Ma come? Fino a tre mesi fa Piercarlo Fabbio era portato in palmo di mano e lodato senza se e senza ma da Bondi, Cavallera, Santanché e tanti altri, e considerato un esempio di amministratore capace e innovativo, e ora è un appestato da cui prendere le distanze? O invece è solo il capro espiatorio da sacrificare, in una filiera assolutamente omogenea che sta tentando di cambiar pelle per l’ennesima volta? “”””””
    _______________ . ______________

    UN GIALLO POLITICO ALESSANDRINO NEGLI ULTIMI DIECI ANNI

    Vittima: Alessandria e i suoi abitanti.

    Colpevoli o capri espiatori?: Scagni e Fabbio.

    Sospetti colpevoli o complici?: le loro corti dei miracoli ad ogni livello e di ogni partito aggregato, consiglieri, dirigenti, pseudo-amici, etc.

    Accade sempre così! E’ successo alla Scagni, in auge, osannata,riverita dalla sua “corte sinistra” il suo ruolo dava potere, vantaggi, gratificazioni ad ogni galoppino sinistro e ai suoi capoccioni di partito. Con la Scagni alcuni hanno acquisito potere, visibilità e business, tant’è che mandati a casa a calci nel posteriore dagli elettori nel 2007 nei cinque anni a venire, chi ha cambiato “pelle ma sempre dalla parte del ritenuto vincente” , chi si è appiccicato alla pelle di un sinistro più potente e alla Scagni che generosamente li ha gratificati tutti e, nel momento che ha perso….diciamocelo pure, l’hanno abbandonata…..e ora questa specie di “sciacalli” dove stanno? Al fianco della nuova potente a cui succhieranno altri vantaggi, e se non sta attenta e non si guarda alle spalle dai personaggi scelti ad affincarla, se dovesse iniziare a perdere fiducia nell’elettorato sarà crocefissa….questa è politica! E pensare che se la Scagni ha amministrato male a parere degli elettori, non lo ha fatto da sola, ma ha contribuito tutta la sua cortigianeria e consiglieri politici ma a pagare è stata solo lei.

    Dopo la Scagni è successo a Fabbio che a parer mio i peggior nemici che ha avuto, molti di loro stavano dalla sua parte, erano i suoi cortigiani, da lui hanno avuto potere, vantaggi….. chiaramente opportunisti, alcuni inetti che come serpi in seno nonostante la sua buona volontà lo hanno portato allo stato odierno. Dopo il primo anno dalla sua elezione, Fabbio avrebbe dovuto prendere una ramazza e fare un pò di pulizia attorno a se,….. quindi ha avuto nemici su due fronti. I capoccioni destri di Fabbio è chiaro che ora se lo scrollano di torno, devono mantenere i posti di prestigio e per farlo devono far capire che loro centrano nulla , che vivevano ad una cascina, che “combinazione” nonostante la loro parte amministrasse questa città non hanno avuto il benchè minimo vantaggio……ma perpiacere !

    Dunque, credono di prenderci in giro, nel frattempo non molleranno l’osso. A questo proposito segnalo qualcosa da leggere , un pò lungo ma interessante.

    http://www.usemlab.com/index.php?option=com_content&view=article&id=877:pubblica-amministrazione&catid=23:economia-narrata&Itemid=178

    • anonimo (luigi rossi?)
      2 settembre 2012 alle 09:41

      Credo che alla fine anche i tifosi più accaniti dovranno rassegnarsi: o Fabbio era un sindaco imbecille, un capro espiatorio a prescindere, messo lì dalle sue stesse “cattive compagnie” per assumersi IGNARO le colpe dei misfatti, oppure era ben consapevole di quello che stavano combinando, e quindi PRIMO RESPONSABILE a tutti gli effetti.
      Delle due ipotesi, una deve essere per forza quella vera. Tertium non datur.
      Quindi, al massimo, si potrà discutere se considerarlo uno che ignorava (ignorante) oppure un malfattore, capo di una associazione a delinquere a spese dei cittadini, che ha distrutto e portato al fallimento la città.
      Ma sarebbe una discussione inutile, perchè ormai la frittata è fatta, il risultato non cambierà.
      E poi, anche ai fini di legge, e per i risvolti penali, non cambierebbe nulla: la legge, si sa, non ammette ignoranza.

      • Graziella (gzl)
        2 settembre 2012 alle 18:22

        …..credo non si tratti di ignorare oppure no. Per come la vedo io non è giusto che se la barca affonda per errori, incapacità, furberie, debbano affondare solo i sindaci e nel caso della nostra città ha pagato Scagni e ora Fabbio, tutti quelli che nei cinque + cinque anni sono stati al loro fianco hanno contribuito al disastro se di disastro si tratta ed è inopportuno ritrovarli ancora come salvatori della patria e verginelli come se non avessero responsabilità….poi ognuno è giusto che la pensi e la veda come crede…quello espresso è il mio punto di vista analizzando fatti e comportamenti accaduti…

  4. 2 settembre 2012 alle 08:37

    Vedo che non sono il solo sveglio a quest’ora, anche se a Togliattigrad, dove mi trovo in questo momento, sono le dieci passate. Ieri sera ho mangiato i Vareniki con le interiora di manzo, Polina li fa veramente buoni, ma io non li digerisco e, quindi, mi ero già preparato ad uno dei soliti incubi; infatti pensavo, nel dormiveglia, qualche ora fa, che mi si fosse ripresentato il solito imbonitore kazhako da fiera di paese (aficionado protagonista of my personal nightmares), che, stranamente, aveva l’accento emiliano, sigaro in bocca, e diceva, arringando i soliti quattro gatti presenti sotto un tendone da circo: “ma siam pazzi, siamo mica qui a sposare uomini sessuali…ssuali….uali..li…i..i” e poi, come l’ultima volta, riopeteva: “io vado in giro con l’auto blu, la scorta e un mucchio di privilegi, ma il mio cuore cammina a piedi con voi….oi…oi…i…i”.
    Ma c’era qualcosa di strano perchè, una volta aperti gli occhi, continuavo a vedere l’imbonitore e, in verità, devo ammettere che, da principio, mi sono persino spaventato e ho pensato: “Ohuyél! (sei pazzo?), oppure la pepperskaja ti ha tirato una mina da cinema”…….
    In realtà il satellite, avendo, io, premuto inavvertitamente un tasto del telecomando della televisione rimasta accesa, aveva restituito tutta la notte il canale piddddiiino youdem, con le fantasmagoriche immagini della festa democratica nazionale, che si tiene a Reggio nell’Emilia. Poveri Emiliani, dopo il terremoto anche questo…..mah!…..
    Non riuscendo più a dormire, spinto da un istinto inconsciamente masochista, mi sono succhiato alcuni pezzi di questa mirabolante trasmissione che avrebbe potuto, tranquillamente, intitolarsi: “Come un gatto attaccato ai maroni (Like a cat that claws your bollocks [per i sodali anglosassoni]). Ecco a chi assomigliava il figuro kazhako…. ma a bersani naturalmente!, e io che non me ne ero mai accorto…. Però proprio di imbonimento si trattava, decine e decine di favole, declinate in qualsiasi fantasiosa maniera, come uno scafato cantastorie, ma non, sicuramente, come un vero puparo; tutt’al più, lui e gli altri della banda, potrebbero essere tranquillamente dei pupi……
    Da notare il rilevante contributo di un giornalista molto conosciuto, che mi ha ricordato, con il suo comportamento, la viscida intervista perpetrata, penso proprio di poterlo dire, da minoli a craxi, quasi in ginocchio, ai bei tempi dell’onda lunga socialista; cazzullo era in borghese, forse il suo vestito da paggetto è stato considerato troppo vistoso e fru-fru per gli ideali reazionari di certa finta-simil-sinistra.
    Comunque ecco la solita chiamata alle armi dei veri riformisti, che dovranno assolutamente stringersi a coorte per salvare le istituzioni, vituperate e messe sotto assedio da una congerie di anarco-individualisti della risma di Di Pietro, noto sovversivo. Bisogna fare presto, almeno una altra decina di anni per riportare la penisola agli antichi fasti……..
    E poi, naturalmente, il guanto di sfida lanciato a quel “fassista” di Grillo: “o me signur!”, direbbe “Testa ‘d Fer” a questo punto, “ma me am son fò sparè an muntògna, per stè da sente is piciu, ma fème el piasì!….”.
    Ci si è messo pure un importante magistrato, in questi giorni, a parlare di complotti perpetrati da “menti sopraffine” e, udite udite, quel gov’nuk di pomicioni (cirino) a dire che dietro “mani pulite” c’era la cia. Basagliaaaaa!!!!, dove seiiiii?…..
    Poi, ecco che, in un crescendo miracoloso, il verbo si transustanzia nel segretario, per premiare il riconoscente popolo democratico; a distanza di ore, mi riverberano ancora negli occhi le immagini della visita guidata di bersani agli stands e alla mostra “pdissea” di Staino, che mi ha ricordato le visite di Nicolae Ceaușescu alle fabbriche di stato, in cui sproloquiava di lavoro per ore (come se entrambi sapessero cos’è per esperienza diretta).
    Dopo, naturalmente, ormai dipendente dalla “grande mente riformista collettiva”, non potevo perdermi due spaziali dibattiti siparietto: uno sull’ambiente e le rinnovabili con il ministro clini e altri demokrats, l’altro sui diritti dei gays in Germania, con paola concia (che reputavo intelligente….) e un tale, se non ricordo male, herr braun, probabilmente l’equivalente tedesco del Mr. Brown delle Iene.
    Sull’ambiente nessuna sorpresa: praticamente si è giunti alla conclusione, leggendo tra le righe, che può essere piegato e massacrato a piacimento (risanato, poi, a colpi di percentuali [aggiungerei io]) per le esigenze del mercato, con il famoso teorema del “lavoro ad ogni costo”, sempre a favore del “capitale”, naturalmente. Basti pensare che ad un certo punto, uno dei serventi di clini ha parlato di episodi di rilevanza planetaria, riguardanti la salvaguardia dell’ambiente, accaduti di recente in Italia, e io ho pensato subito alla storica sentenza sull’amianto eternit…….figurarsi!, hanno parlato dell’ultimo provvedimento in materia di lampadine, mah! o boh! (sono indeciso), poi ci stupiamo per lo smarino del terzo valico…..
    Sugli omosessuali, la cosa veramente incredibile è che, sia la concia sia tutti gli altri partecipanti, hanno detto di essere contenti della linea del pd, unico partito italiano in cui si parla di diritti e , in particolare, di matrimoni gay. Se uno non sapesse cos’è successo ultimamente, a tale riguardo, durante la direzione pd con la bindi (anche lei pareva intelligente…), potrebbe crederci. Invece, persino Ignazio Marino ha dichiarato che, sugli LGBT e i loro sacrosanti diritti, fini è molto più progressista del partito democratico; del resto, pensando a Pasolini ci si rende conto che i compagni italiani vengono veramente da molto lontano…….

    La diversità che mi fece stupendo
    e colorò di tinte disperate
    una vita non mia, mi fa ancora
    sordo ai comuni istinti, fuori dalla
    funzione che rende gli uomini servi
    e liberi. Morta anche la povera
    speranza di rientrarvi, sono solo, per essa, coscienza.
    E poiché il mondo non è più necessario
    a me, io non sono più necessario.

    Pier Paolo Pasolini – Poesie disperse

  1. No trackbacks yet.
I commenti sono chiusi.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: