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Emergenze e capri espiatori. Ma domani?

3 settembre 2012

Mentre continua l’attesa messianica dei commissari ministeriali (uno dei mestieri meno invidiabili d’Italia, di questi tempi), oggi pomeriggio torna a riunirsi il consiglio comunale di Palazzo Rosso. All’ordine del giorno ci sono anche temi di una certa rilevanza (il futuro dell’Amiu, ad esempio. E il discorso potrebbe allargarsi anche ad altre partecipate),  ma chissà se tra i nostri amministratori ci sarà un po’ di tensione e amarezza in più, per come ormai quasi quotidianamente Alessandria viene dipinta dalle tv e dai giornali nazionali. Una specie di Grecia in miniatura, o di Reggio Calabria meno violenta, ma con lo stesso livello di inefficienza pubblica, e produttività privata.

Tra gli ultimi casi da segnalare, ecco il quotidiano Il Fatto, che nell’edizione di domenica dedica all’Alessandria dell’era Fabbio un pezzone irridente, a firma del figlio del procuratore capo  della Repubblica di  Torino. Noblesse oblige. E il bravo Stefano Caselli ci dà dentro mica male, partendo da quella  pietra miliare (il video/sogno/delirio in cui Fabbio incontra il senatore Teresio Borsalino e ci dialoga in dialetto) che fa parte di una non completata trilogia (io ci speravo, e avevo già fatto sciagurate ipotesi sul terzo episodio) sulla quale a suo tempo anche noi ironizzammo non poco.

Con la differenza che il presente scrivano si diverte di più a criticare i potenti (o presunti tali, dai: siamo onesti) quando siedono sullo scranno del comando, che non a svuotare il caricatore su un uomo morto. Politicamente, s’intende. No, così è troppo facile ragazzi, e pure ingeneroso. Va bene per i media nazionali magari, che si sa, quando vanno in provincia devono fare il ritrattino d’effetto. Ma noi che qui ci siamo cresciuti e ci viviamo, dai, facciamo uno sforzo analitico in più, e attiviamo i neuroni che ci rimangono.

Alessandria non è mica fallita per le rose moldave, o le penne di lusso, o le agende comprate per fare un regalino di congedo all’amico di turno. Tutti atti gravi (e un po’ superficiali, perché compiuti quando già c’era puzza di bruciato, eccome: infatti i più svegli si erano “sfilati” per tempo dalla compagnia di giro), dei quali sarebbe giusto rispondere, politicamente e non solo.

No, Alessandria è fallita perché la spesa pubblica dell’ente locale principale, per vent’anni almeno, è stata gonfiata a dismisura, e in maniera improduttiva.
Palazzo Rosso (e società annesse) sono arrivati ad avere 2 mila (dicesi duemila) dipendenti, in un Comune di 95 mila abitanti. Se vi sembra un numero congruo, in rapporto alla qualità, alla tipologia e al livello dei servizi erogati, fatevi avanti e spiegateci.

Spesso alcuni politici da prima repubblica ancora in circolazione mi ricordano (in questo sempre concordi) che nell’Alessandria della tangentina (l’aggettivo partitico mettetecelo voi..) diffusa, i conti di Palazzo erano comunque più o meno in ordine, e le partecipate non più di 4 o 5.

Ergo, le radici del presente disastro affondano diciamo nell’ultimo ventennio, dal 1993 in poi: anni durante i quali Piercarlo Fabbio c’è sempre stato, anche se per lo più come oppositore (vero o finto, fate voi), quindi non è certo persona estranea ai fatti. E l’ultimo quinquennio è stato un concentrato di sciagure. Ma, per favore, almeno qui non facciamone l’unico capro espiatorio di una vicenda che è davvero molto più complessa.

E, soprattutto, guardiamo avanti. Giustissimo affrontare le emergenze. E inevitabile. Però io non mi stanco di chiedere in giro, a chi teoricamente dovrebbe saperne più di noi comuni cittadini, come se ne esce. Perché Alessandria deve guardare avanti, su questo credo che siamo tutti d’accordo.

Nei prossimi giorni torneremo a fare l’elenco delle occasioni mancate, e soprattutto di quali sono le leve sulle quali, oggi, ha ancora senso puntare ed investire. Naturalmente con il contributo di chi di voi desidera partecipare. Fino ad oggi l’unica soluzione che ho visto sventolare si chiama sovvenzioni statali, in forma di fondi una tantum, di interventi della Cassa Depositi e Prestiti ecc…Posso dire che mi sa di statalismo un po’ vecchiotto, e che mi piacerebbe che circolassero idee un po’ meno assistenziali? Dai, che magari tutti insieme ne ricaviamo qualcosa di costruttivo: proponete…

E. G.

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Categorie:In primo piano
  1. mandrogno
    3 settembre 2012 alle 11:38

    provo a buttare lì:
    prima di tutto occorre recuperare la fiducia dei cittadini onesti e tartassati, quindi si deve fare una seria politica di moralizzazione del settore pubblico.

    Vabbè, siccome è impossibile che gente assunta a stipendio pubblico per clientele di partito in qualche ente, con carriere d’oro “agevolate” e ricche prebende a spese nostre, sia poi credibile e etica nell’amministrare altri enti… MISSION IMPOSSIBLE, a meno di azzerare tutti i corrotti e i collusi e i nepotisti.
    Lo schifo sta nel manico.
    Continueranno a tartassarci per fare i loro porci comodi..
    Se mai si riuscisse a trovare antibiotici in grado di fermare questa infezione, che qui ormai è SETTICEMIA, dopo basterebbe ripartire pian piano, col criterio della “madre di famiglia” (ormai è chiaro che i padri sono scialacquatori, e non ci sanno fare).
    Eliminare le spese e i costi inutili, tirare la cinghia TUTTI senza strozzare nessuno, e ricominciare a vivere da formiche: le spese solo quelle necessarie, e mai oltre le disponibilità di cassa, accantonando qualcosa per le emergenze…
    E’ chiaro che svendere la casa di abitazione lasciata dal nonno non è una grande idea. Magari andare dagli strozzini\banchieri a dire che se la possono prendere in quel posto, e che i debiti INDEBITAMENTE accumulati li dovranno chiedere indietro agli amichetti coi quali hanno intrallazzato, quello sì che funzionerebbe.

  2. Ettore Grassano
    3 settembre 2012 alle 15:11

    Alla fine, habemus commissari..

    http://www.alessandrianews.it/politica/aspettando-commissari-si-vota-l-azienda-speciale-17616.html

    Deluso chi si aspettava Coliandro o Basettoni? Tanto per sorridere naturalmente… Auguriamo ai tre tecnici ministeriali sinceramente buon lavoro. Il Comune e la città ne hanno bisogno.

    E. G.

    • anonimo (luigi rossi?)
      3 settembre 2012 alle 16:09

      MAMMA MIA !!!

  3. luigi
    3 settembre 2012 alle 19:27

    ma si può sapere chi è stato il primo ad avviare quel tipo di finanza “creativa” che ci ha portato nella bagna e chi glielo ha suggerito e garantito appoggio nelle banche? Vandone aveva un ruolo importante anche nella C.R. Al , ma prima di lui chi era stato il folletto tentatore?
    Mi pare che fin dai tempi della mitica Francesca si suonava la rumba a Palazzo Rosso o no?
    e i 2000 dipendenti fra Palazzo Rosso e partecipate chi li ha fatti entrare?
    E poi i dirigenti super pagati e le consulenze inutili e costose?
    Sono stufo di sentir parlare solo di rose moldave e di matite biro. Spiegateci tutto chiaramente, per favore, se volete ancora i nostri soldi per tappare i buchi della barca.

    • Graziella (gzl)
      4 settembre 2012 alle 07:50

      Luigi, la Sua è una richiesta leggittima e di buon senso ed è la stessa che vorrei conoscere anch’io visto che anche la mia famiglia viene chiamata a pagare cifre insostenibili di servizi dovuti per coprire anni di amministrazioni allegre e di tutte le colorazioni partitiche nessuna esclusa che oggi e sempre gli stessi a rotazione decidono, comandano, si insultano allegramente gli uni con gli altri senza un minimo di vergogna. Nessun medico ha ordinato loro di governare la cosa pubblica, e chi pretende di farlo chiedendoci il voto DOVREBBE ESSERE CONSAPEVOLE DI ESSERNE CAPACE. Quindi anchio come Lei chiedo:

      1)L’allegra amministazione di questa città da chi e da quando è iniziata.

      2) Perchè nel tempo chi si è insediato nel palazzaccio non ha riordinato la situazione che andava degenerando.

      3) Se nel 1993 bastavano tot. dipendenti, tot, dirigenti, tot funzionari, tot. consulenti, perchè ad ogni ammnistrazione quei tot. sono lievitati allo stato odierno? Per compensare “pacchetti di voti ” nelle mani di “capibastone” ?

      4) Perchè dal 2002 in poi sono state moltiplicate le partecipate e create altre a nuovo? per compensare trombati di poca storia e capacità ma fedeli zerbini ai piedi dei vincenti?

      5) Perchè l’amministrazione pubblica resta sempre fumosa nel dare la reale e trasparente spiegazione dei fatti ai suoi cittadini titolari inermi delle loro malgestioni e malefatte che si sono fidati di loro conferendo un mandato? Perchè a rotazione sono sempre gli stessi che in minoranza non reagiscono, tacciono, vivacchiano rendendosi complici e in maggioranza ne combinano più che Bertoldo e con una minoranza già maggioranza prima narcotizzata se ne sta quatta quatta?

      Volete aumentarci i servizi per coprire le vostre incapacità? E se noi cittadini con una class action vi facessimo causa (tutti esclusi i nuovi arrivati in Consiglio) arrivando anche al Tribunale della Corte Europea ? Non si può perchè non previsto da nessuna Legge? Vogliamo vedere che comunque un bel casino ve lo piazzeremmo? Qualcuno mi segue?

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