Home > In primo piano > Economia locale: serve un colpo di reni

Economia locale: serve un colpo di reni

5 settembre 2012

La giunta Rossa si muova, con azioni concrete, a sostegno dell’economia e del lavoro. Lo chiedono i 5 Stelle di Alessandria, e noi volentieri segnaliamo la loro iniziativa pubblica, alla quale è invitata tutta la cittadinanza: “Dissesto: rivedere gli studi di settore. Proporre ad Equitalia + rate e – meno interessi

L’appuntamento è per stasera (mercoledì 5 settembre), alle ore 21, presso la Taglieria del Pelo, in via Wagner 38. Durante uno dei precedenti appuntamenti se non ricordiamo male “saltarono” luce e riscaldamento (in pieno inverno), quindi auguriamo senz’altro miglior fortuna.

Chi ci sarà a parlare di un tema così delicato, e oggi più che mai essenziale, se per dare un futuro ad Alessandria non si vuole percorrere esclusivamente la strada della richiesta di assistenza allo Stato centrale?

“Abbiamo invitato – scrivono i 5 Stelle alessandrini – le associazioni dei commercianti, artigiani, piccoli imprenditori, gli ordini professionali, per presentare l’ordine del giorno che porteremo a breve in Consiglio Comunale.
Nel contesto della situazione di dissesto, il Movimento intende sollecitare la Giunta ad effettuare azioni concrete a sostegno dell’economia e del lavoro della città. L’eccezionalità della situazione ha indotto il Sindaco e la Giunta ad attivare un canale diretto con Monti e Napolitano, per risolvere la drammatica situazione del Comune e delle aziende partecipate,
va benissimo, ma non ci deve bastare e non deve comunque ledere la nostra dignità.
Il Movimento Cinque Stelle evidenzia che il dissesto raddoppia gli elementi della crisi e le imposte per Alessandria. Quindi non bisogna dimenticare il tessuto produttivo rappresentato dalla micro e piccola impresa, dal commercio, dall’artigianato e dalle professioni con i loro dipendenti”.

La città, soprattutto nei suoi “ceti produttivi” (ossia tutti coloro che non hanno la fortuna di vivere di impiego pubblico o pensione) risponderà positivamente? Prevarranno la rabbia, il malcontento o la proposta? Meglio la seconda strada, naturalmente. Ma, soprattutto, vediamo un po’ se gli alessandrini ci sono, e ci credono ancora, oppure se hanno definitivamente gettato la spugna, e aspettano in poltrona l’esito degli eventi. A proposito: stasera come siamo messi a calcio in tv?

E. G.

Annunci
Categorie:In primo piano
  1. anonimo (luigi rossi?)
    5 settembre 2012 alle 09:15

    Se di “colpo di reni” si tratta, si direbbe che i grillini nostrani abbiano tre o quattro ernie discali lombari.
    Ad Alessandria la grigia, si è ammosciato perfino il cinquestelle .

  2. 5 settembre 2012 alle 13:40

    Il 4 settembre 1904, dopo alcuni mesi di scioperi spontanei, a Buggerru, una cittadina sarda dove i “franzosi” avevano stabilito il loro quartier generale, al punto che veniva chiamata “petite Paris”, si ebbe un tristissimo epilogo della vicenda.
    I francesi dirigevano da lì il loro “impero coloniale minerario” nell’isola e avevano standard di vita molto elevati, si scambiavano democratiche carinerie nei circoli culturali, mentre i minatori sardi lavoravano come bestie nelle loro miniere, costretti a turni massacranti, senza alcuno standard di sicurezza. Mentre, il 4 settembre appunto, i rappresentanti dei lavoratori trattavano con la direzione, intervenne l’esercito, da quest’ultima chiamato, che perpetrò un gravissimo eccidio. In conseguenza di ciò le proteste aumentarono e si arrivò a proclamare il primo Sciopero Generale in Italia, il 16 di Settembre.
    Non capisco se, nei circoli cultural-radical-imprenditorial-chic di questa città, si aspetti ancora l’intervento dell’esercito sabaudo; l’incredibile è che, in tutti questi anni, alcune categorie, nei decenni delle “vacche grasse”, hanno appoggiato tutti i governi cittadini, indipendentemente dal colore del porfido di Corso Roma e hanno applaudito a scena aperta improbabili amministratori e mirabolanti iniziative, come la ztl decentrata. Nel recente passato abbiamo assistito, politicamente, a multiformi cambi di casacca in tempi veramente esigui; adesso chissà chi aderirà a questa iniziativa?, chi sconfesserà l’operato di una vita?.
    Se non ricordo male il Movimento 5 Stelle è un non partito (contro il quale, sia ben chiaro, non ho nulla), il quale, nel non statuto, stigmatizza l’appartenenza a qualsiasi forza politica tradizionale…… chissà come si potrà rapportare, laddove succeda o sia successo, con chi di tessere in tasca ne ha, o ne ha avute, diverse?, qual’è il termine per tornare politicamente vergini?.
    I minatori, comunque, più di un secolo dopo, sono ancora nei cunicoli e, per adesso, i “francesi” con i loro privilegi stanno al loro posto, e non si tratta dei dipendenti pubblici o dei pensionati, almeno non tutti……

  1. No trackbacks yet.
I commenti sono chiusi.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: