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Ragazzi al voto? E per chi?

12 settembre 2012

Per chi voteranno i giovani italiani nel 2013? E, prima ancora, voteranno?

Attenzione, intendo i ragazzi veri, quelli che hanno fra i 18 e i 28-30 anni, non tutti noi che, nelle nostre professioni, continuiamo ad essere “giovani” fino intorno ai 50. Quando i nostri genitori andavano in pensione, praticamente, noi diventiamo formalmente adulti. Basta crederci del resto, e non abusarne fisicamente. Io, ad esempio, da un po’ sono passato dal tennis al ping pong, per prudenza.

Ma basta “finti giovani”: occupiamoci oggi dei giovani veri (anche se temo siano lettori di questo blog in misura assai minoritaria, e recito il mea culpa: con certi temi, hanno ragione loro…). So che ci sono fior di sondaggi sul target specifico, ma a me interessa di più cogliere le sensazioni dal basso, basandomi su ciò che osservo, incontro e conosco.

La curiosità, confesso, mi è nata scoprendo che il prossimo week end i giovani del Pd terranno ad Ovada la loro festa regionale (con tanto di immancabile polemica interna: è vero che qualcuno voleva far intervenire Renzi, e che il partito ha detto, o fatto dire, “niet”? E il sindaco di Firenze, che ha quasi quarant’anni, per quanto sarà ancora un giovane?), e che il Pdl ha da poco rinnovato le cariche provinciali del proprio movimento giovanile.

Ne converrete: chiedersi perché mai un giovane (vero, in carne e ossa, pensieri e sentimenti) oggi dovrebbe identificarsi in Pd o Pdl è una domanda più che legittima. Ce li vedete, i nostri ventenni a “scornarsi” pro D’Alema o Cicchitto, oppure a sospirare all’idea che Rutelli, finalmente, torna con il centro sinistra? (e qui, chi si identifica con il centro sinistra è autorizzato a gesti scaramantici…).

A me, francamente, per quel poco che li conosco, in maniera diretta o ascoltando ciò che dicono e scrivono, piace pensare che i ventenni di oggi siano assai più “avanti”. Incazzati, disillusi, indifferenti? Un po’ tutto questo, e per fortuna anche curiosi, e più attenti e “sensibili” a ciò che li circonda di quel che crediamo.

Naturalmente tutte le riflessioni generazionali vanno prese “con le pinze”, poiché ogni persona fa storia a sè. “Io ho 26 anni, ma sono vecchia dentro”, dicono due mie amiche, che neanche si conoscono tra loro. E non è vero, naturalmente: sono solo persone che sanno divertirsi, ma anche riflettere. Ecco, ho l’impressione che questi venti/trentenni del 2012 non siano affatto male francamente. “Smorbi”? Magari anche, in parte. Ma in maniera diversa da come lo era gran parte della mia generazione, ad esempio. Perché più consapevoli della situazione, forse esistenzialmente assai più maturi dei loro simili di vent’anni fa.

Leghisti? Grillini? Comunisti o fascisti? “Quel che è certo”, mi ha detto l’altro giorno un esponente del Pd, “è che quei pochi che ci sono da noi sono più vecchi dei cinquantenni. E ho l’impressione che sia lo stesso per il Pdl”. Puro scontro e difesa generazionale, o davvero i principali partiti dell’attuale Parlamento allevano “polli in batteria”, assolutamente poco rappresentativi della loro generazione, disperata e individualista ma anche volitiva? Tant’è vero che in tanti, tantissimi scelgono la strada dell’estero, per lavorare ma anche per vivere e sognare.

E’ sempre solo una sensazione, ma mi pare che, semplicemente, i partiti siano sempre più bocciofile per anziani impegnati a cristalizzare un altro po’ un mondo al capolinea.
Per questo i ragazzi guardano altrove, anche se l’impressione è che sognino la fuga (come i quarantenni dei film di Salvatores di tanti anni fa), anziché affilare le armi per scalzare i leoni anziani, e prendere il controllo della situazione. Come natura, invece, imporrebbe.

Ma allora, per chi voteranno i ragazzi del 2013? Dite la vostra…..

E. G.

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Categorie:In primo piano
  1. 12 settembre 2012 alle 14:13

    Oggi ricorre l’anniversario dell’eccidio di Valenza, dove i 27 componenti della “Banda Lenti”, dopo angherie e pestaggi, seguite alla cattura, furono trucidati dai nazifascisti. Sorvolando sui vigliacchi tentativi, come potremmo dire, in alcuni casi bipartisan, di guardare alla Resistenza come complemento di una storia condivisa dell’Italia, equiparando Patrioti Partigiani , ad esempio, ai traditori di salò. E tutto questo dimenticando la gravita delle azioni perpetrate in nome del fascismo che hanno portato, tra l’altro, alla rovina dell’Italia, perchè come giustamente qualcuno ricordava “uguali nella morte sì, ma contano le azioni che si è compiuto in vita”.
    Comunque non intendevo parlare di ciò; oggi leggendo l’orazione (bellissima) di Chiara Colombini, pronunciata l’anno passato a Camagna, in occasione della commemorazione, mi è venuto in mente un parallelo con i giovani partigiani della Banda, e, naturalmente con quelli di tutte le altre “Brigate” di qualsiasi colore esse fossero. La gran parte di loro erano ragazzi o giovani uomini, nati e cresciuti nel “ventennio” fascista, durante il quale il conformismo era una coltre che copriva tutte le “umane cose”; i vecchi rivoluzionari, gli attivisti forgiatisi prima della dittatura erano pochi e il dibattito politico era pari a zero. Eppure dopo l’otto settembre 43, questi giovani, nati e cresciuti in un periodo soffocante, pietrificato socialmente e politicamente, seppero avere uno scatto di orgoglio per cercare di porre rimedio ed edificare qualcosa di buono per il futuro, nonostante la scarsa preparazione politica, facendosi le ossa durante la guerra di liberazione e cercando di intervenire nella rifondazione del paese dopo il 25 Aprile. Allo stesso modo penso ed auspico che questo succeda anche oggi perchè, forse, il vostro “8 settembre” l’avete superato da tempo, alla fine del “ventennio”, intriso di conformismo berlusconiano, di destra e di sinistra. Non credo che i giovani dei vari partiti istituzionali possano, anche se fossero animati da buone intenzioni, cambiare alcunchè dall’interno del ventre molle delle balene italiane….. si mettano pure l’anima in pace, le cariatidi il potere non lo mollano. Al massimo i più svegli possono ricavarsi il loro posticino dorato, come la serracchiani, oppure, come renzi, apparire più vecchi politicamente di quelli che vogliono rottamare. L’unica speranza è che, con uno scatto, anche le nuove generazioni, prendano in mano il loro destino e comincino a lottare per il loro futuro, possibilmente senza farsi strumentalizzare da alcuno, ritrovando un po’ di quell’anelito primigenio e insopprimibile verso l’emancipazione per una “nuova Liberazione”……

    Alla Banda Lenti, alla Banda Tom che sono parte di noi……

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