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Gli enti pubblici sono stipendifici?

13 settembre 2012

Due notizie interessanti, dai giornali di ieri. La prima, su Atm Alessandria, ci riporta in pieno all’interno del dibattito sulla riorganizzazione della macchina pubblica alessandrina.

Il titolo dell’articolo (“si tagliano le corse per non tagliare i dipendenti”) è una bella sintesi di una questione centrale per il futuro di Palazzo Rosso, su cui sarebbe utile ascoltare dall’amministrazione alessandrina parole chiare, quali che siano. Perché è evidente che l’emergenza viene prima di tutto, e che i dipendenti del Comune e delle partecipate vanno pagati tutti i mesi, senza farli patire troppo.

Ma è altrettanto vero che la macchina pubblica dovrebbe esistere nella misura in cui è in grado di fornire alla cittadinanza servizi efficienti a costi sostenibili. Mentre la logica contraria (“taglio i servizi, per continuare a pagare gli stipendi”) è esattamente quella che ci ha condotti nel baratro, “scialando” denaro dei contribuenti alessandrini non per cinque anni, ma per almeno venti, giusto per fermarci lì e mettere un punto fisso.

Non mi va di accanirmi su Atm, perché credo che lì la situazione sia esattamente la stessa delle altre partecipate, o del Comune, della Provincia e di tanti altri enti pubblici, locali e non. Ad Alessandria: figuratevi nei ministeri romani, o al sud, dove in certi enti hanno più dipendenti che sedie.

Però insomma 233 dipendenti (di cui circa quaranta assunti nel quinquennio Fabbio) per far girare quei quattro “marcioni” che tutti conosciamo, e ora pure con orari e turni ridotti, non saranno un po’ troppi? Facile (e giusto) criticare, da casa nostra, i forestali siciliani, ma guardate che la logica è esattamente la stessa, chi vogliamo ancora prendere in giro? Noi stessi?

Riduttivo anche pensare che tutto si risolva sostituendo un presidente, o un direttore. Qui urge un piano complessivo, e appunto non solo per un singola partecipata. Attendiamo sempre fiduciosi una chiara strategia in merito. Mentre nel frattempo i giorni passano, e tra poco sarà emergenza per gli stipendi di settembre.

Seconda notizia, non meno interessante, e neppure così scollegata dalla precedente.
I dirigenti pubblici, almeno in Piemonte (ma altrove è uguale), sono gli autentici miracolati di questo sistema al collasso.

Non solo lavorano meno e con meno stress dei loro omologhi privati (almeno quelli che conosco io), ma ora guadagnano anche mediamente più di loro, oltre ad essere, almeno nei fatti, illicenziabili, ma al più “congelabili” o trasferibili (e con estrema delicatezza).

Insomma: brutta cosa l’invidia, dice sempre un mio amico saggio. Quindi non istighiamo certo all’odio sociale. Però, anche qui, in fase di ripensamento del sistema, magari qualche aggiustina…no? Sempre, naturalmente, che il sistema sia riformabile da questa classe dirigente. Ma qui si aprirebbe un altro capitolo.

E. G.  

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  1. Graziella (gzl)
    13 settembre 2012 alle 08:19

    …. su l’ATM sono intervenuta negli anni parecchie volte in diretta a RVS ogni qualvolta ospite era o l’assessore comunale di riferimento o il presidente di turno. I mezzi pubblici sono un servizio essenziale, ben gestiti in altre città medie come la nostra e persino in realtà più piccole, basta viaggiare e osservare a casa d’altri. Utilizzando giornalmente il servizio ho fatto esperienza su ciò che non va e quindi ho denunciato anche piccole cose a cui nessuno ha mai dato interesse.

    Tagliare le corse è togliere un servizio. Salvaguardare i posti è altrettanto corretto ma….il presidente e il direttore CHIUNQUE SIANO e di qualsiasi area politica appartengano, dovrebbero valutare, ed è il loro compito,il ruolo di ogni dipendente, segretarie, funzionari e vedere se ci sono esuberi, chi-come-quando sono stati assunti e per quale ruolo….semmai accorpare compiti e destinare il surplus alla guida dei mezzi per dare un pò di sollievo agli autisti esistenti. E questo vale anche chi è negli uffici, quando la nave affonda prima o poi annegano tutti, quindi un pò di umiltà e il goga mi goga goduto fino ad oggi lo si mette da parte.

    Gli autisti ATM sono dei veri eroi da salvaguardare solo perchè guidano con mille responsabilità certe carrette: provate a salire su molti dei mezzi sgangherati, poco idonei al trasporto umano, provate a salire e osservare il cruscotto di guida di alcune vecchie navette tra l’altro alluvionate su cui vi è rimasto oltre il volante , il bottone per aprire e chiudere le porte….i pezzi di ricambio anche faxsimili riciclati non si trovano più.

    L’aumento del personale come sempre è il dazio che deve pagare chi vince le elezioni DI QUALSIASI PARTE PARTITICA ….voglio vedere adesso come sarà possibile “accontentare” i portatori di voti in eccesso. E voglio vedere chi formerà i consigli politici delle partecipate, se persone nuove e giovani oppure la solita rotazione o rientro di vecchie guardie politicamente “bipartisan” solo per avere il compenso …..ma perchè non si potrebbe risparmiare almeno evitando il consigli politici sulle aziende pubbliche…..a cosa servono? controllo? e si è visto che controllo!!!!!!!

  2. anonimo (luigi rossi?)
    13 settembre 2012 alle 08:44

    dirigenti pubblici?
    nessuno è lì per merito. Neppure quelli che potrebbero esserlo, perchè anche loro hanno dovuto o voluto inginocchiarsi davanti al partito, e farsi clienti.
    Dopodichè si innesta un perverso giro vizioso: tu mi assumi i pirla che io ti raccomando, e io ti faccio fare carriera e soldi facili, senza rischi e fatica. Alla bisogna, mi darai una mano su certe operazioncine… e poi magari ti faccio anche entrare in politica. Presidenze e CdA, tutto per te.
    Come si fa ad avere gestioni corrette, in questo modo? Tra l’altro, appena si entra nel giro, tutti sono ricattabili, e ogni pentimento è escluso.
    Analizzate la storia, dai segretari generali in giù. Verificate nome per nome: curricula, modalità di assunzione, circostanze e meccanismi per le promozioni, produttività, costi-benefici di iniziative intraprese, doppi tripli e quadrupli incarichi, tutti lautamente remunerati, fino ad eventuali responsabilità penali.
    Ah, se ci fossero prefetti e procuratori e corti dei conti e veri giornalisti a controllare.. !!

  3. bill
    13 settembre 2012 alle 17:42

    e poi ci sono i figli dei politici che fanno i dirigenti come nel caso del figlio poco furbo di Ugo che ora sta pure facendo cariera a Valenza …. .poveri noi

  4. 13 settembre 2012 alle 21:51

    A Giovanni Maria Balabam, speriamo che ci protegga, là dove si trova ora…in un luogo migliore….

  5. 13 settembre 2012 alle 22:16

    Ah ah….grande Molotov: e viva la Mega Ditta! Che cambia pelle ad ogni stagione, ma non crolla mai: basta trovare il capro espiatorio. Per fortuna succede solo nei film di Fantozzi, no?

    E. G.

  6. 13 settembre 2012 alle 22:35

    Una volta era il maggiordomo, ora è il tesoriere, che agisce all’insaputa di tutti. Chissà perchè mi viene in mente “er cicoria rutelli”…… grande gaudio nel pd per il suo riavvicinamento. Pronta per lui, date le sue capacità linguistiche, una commissione esteri. E ad alessandria? dove i rutelliani (se guardiamo al programma, potremmo dire pisapiani) già si erano avvicinati al pd, perlomeno al ballottaggio ……

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