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Vent’anni dopo: Borgoglio come Dumas?

14 settembre 2012

Avevo già deciso di dedicare qualche riflessione all’invasione televisiva di Alessandria da parte dei media nazionali, per chiedermi e chiedervi “a chi giova?” questo trasformarci in macchietta dell’inefficienza nordica. Etichetta che pure ci meritiamo, per note e almeno ventennali ragioni.
Ieri girava voce che la sera saremmo stati protagonisti a Piazza Pulita (su La 7), trasmissione invece nuovamente e noiosamente dedicata alla sistematica demolizione dei 5 Stelle. Notoriamente la principale causa dei mali del Paese. Chissà se Alessandria sarà “ripescata” la prossima settimana. Mi parlano anche di prossime uscite sulla Rai, una cui troupe pare abbia di nuovo imperversato dalle parti di Atm, e forse anche altrove.

Ma poi ho ricevuto questo comunicato, tanto bello che ve lo incollo qui sotto. Ognuno legga e valuti, gli elementi di riflessione davvero non mancano.

Letterari, prima di tutto: Vent’anni dopo, quasi come Dumas. Ma anche Che fare?, come direbbe il compagno Lenino.

E poi Che disastro, senza i socialisti. Eggià…..perché i socialisti ad Alessandria, è noto, non ci sono mica più. Basta dare un’occhiata agli scranni di Palazzo Rosso (a partire dalla leader maxima, per poi passare a maggioranza e opposizione), e ai vertici della Fondazione bancaria, dell’Amiu, delle nuove Amag e Ream, solo per rimanere in superficie. Potete segnalare altri tasselli a piacere, naturalmente.

Questa città ingrata i socialisti li ha proprio cancellati, insomma. E siamo tutti un po’ più orfani, ammettiamolo.  Ma attenti, perché forse stanno per tornare: e con la modernità che li ha sempre caratterizzati ora pare che “strizzino l’occhio” al nuovo che avanza, il movimento 5 Stelle.

Buona lettura a tutti, e segnatevi la data in agenda, mi raccomando!

E. G.

COMUNICATO STAMPA

Lunedì 24 settembre 2012 ore 21:00
presso l’Ex Taglieria del Pelo in via Wagner 38/d angolo via XX Settembre ad Alessandria
incontro pubblico sul tema
20 ANNI senza i socialisti, che disastro! CHE FARE?
La riunione è aperta a tutti i simpatizzanti ed antipatizzanti

OLTRE IL DISSESTO
In questi giorni abbiamo assistito a due fatti positivi, si comincia a parlare come affrontare il dissesto senza continuare a guardare indietro, per quello c’è la  Corte dei Conti e la Magistratura.

Bene l’incontro del Sindaco con le parti sociali è da lì che bisogna mettere in moto un circolo virtuoso per uscire dalla crisi della nostra Città e ricreare fiducia.

Bene anche l’iniziativa del movimento 5 stelle nel coinvolgere il mondo dei lavoratori autonomi e gli eletti ad affrontare in termini attivi la situazione in cui ci troviamo, va condiviso il metodo in quanto senza partecipazione non c’è futuro.

Queste due iniziative sono la premessa per entrare nel merito e proporre iniziative concrete in grado di dare respiro all’economia e nel contempo lavorare per ricreare equità sociale, perchè nelle crisi non c’è solo chi soffre, ma anche chi ne trae profitto.
Oggi le attività economiche hanno necessità di credito, il Comune dovrebbe porsi due obiettivi, ricreare una banca del territorio, colmando un vuoto che ha lasciato la cessione della Cassa di Risparmio di Alessandria e creare con le altre istituzioni e le banche disponibili un fondo di garanzia per favorire il credito alle aziende che hanno progetti innovativi e che creano occupazione, con particolare attenzione alle nuove iniziative, sapendo che un’economia che funziona crea anche maggiori entrate e spirito di intrapresa.

Il metodo del Movimento 5 Stelle è giusto, la partecipazione, ma la proposta sa molto di berlusconismo meno tasse per tutti salvo aumentarle, è sbagliato lo strumento degli studi di settore, ricorda molto il pollo di Trilussa, la media è che mangiamo un pollo a testa, il fatto è che non è cosi, c’è chi ne mangia due e chi nessuno, quindi  succede che chi ne mangia due evade legalmente e chi non ne mangia è costretto dal suo commercialista a pagare tasse che non ha guadagnato, il tutto solo perché il fisco è solo in condizione di controllare i redditi da lavoro dipendente, è tempo di un fisco equo, ogni attività ha una storia a sè e va analizzata con gli strumenti che oggi la tecnologia offre, aiutare le attività che soffrono e far pagare chi evade.

Il Comune può fare qualcosa?
Affrontando questo momento di difficoltà con la creazione di un tavolo tecnico aperto a tutte le categorie (dai lavoratori agli imprenditori, dai rappresentanti sindacali alle associazioni di categoria, quali commercianti, artigiani e consumatori per arrivare agli istituti bancari) e coinvolgendo a seconda del ruolo ricoperto tutti quegli attori sociali che producono ricchezza per la città.

Attivando gli strumenti che la legge gli consente, facendo funzionare la Polizia annonaria sul controllo dei prezzi e l’evasione dell’iva, non per vessare i Cittadini, ma per ristabilire un corretto rapporto tra chi svolge con onestà il proprio lavoro e chi non rispettando le leggi svolge concorrenza sleale, così si ricostruisce un corretto patto sociale tra Cittadini, condizione indispensabile per una comunità che nella valorizzazione delle persone supera l’eccesso dell’individualismo e ricostruisce le ragioni dello stare insieme.

UFFICIO STAMPA
PARTITO SOCIALISTA ITALIANO
COMITATO CITTADINO ALESSANDRIA

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Categorie:Politica
  1. 14 settembre 2012 alle 06:16

    Nel bellissimo “Good Bye Lenin” Christiane, dopo otto mesi di coma, si risveglia in un altro mondo, dalla DDR alla Germania durante il processo di riunificazione. Il figlio si inventa, in due stanze dell’appartamento, un remake dell’era comunista, con cimeli storici e finti telegiornali, per evitarle lo shock che potrebbe essere causato dal nuovo ordine instauratosi nel paese.
    Ecco, questo comunicato ha lo stesso sapore di “mercatino delle pulci” storico, permeato dall’eterna supponenza craxiana….
    Forse, anche loro, sono convinti di poterci far credere che la coca-cola sia stata inventata dai socialisti… (quelli dell’onda lunga, non i socialisti veri delle lotte operaie e della Resistenza).

  2. Graziella (gzl)
    14 settembre 2012 alle 06:32

    gli ex socialisti alessandrini ci sono ancora (siamo in Alessandria e non a New York) e sono potenti con poteri politici, burocratici, dirigenziali ad alto livello, SOLO CHE….alcuni si sono rigenerati sotto altri simboli ma con il cuore battente PSI, altri rimasti fedeli al vecchio ma divisi da due angolazioni; una di sinistra e l’altra di destra….forse oggi e dopo anni stanno pensando che il tempo passato ha cancellato e quindi sono pronti a riemergere, …tanto confusione o casino in più nel calderone politico nazionale a chi importa? Suppongo che oltre il PSI, ritornerà la vecchia DC, il PC e il vecchio MSI insieme ai vecchi padri del tempo glorioso di questi partiti rimasti in vita, resuscitati per l’occasione da esibire. Che ci scomettiamo?

  3. 14 settembre 2012 alle 08:43

    Ma i ragazzi, dove sono i ragazzi che dovrebbero prendere in mano il Paese? Non quei quattro cloni dei movimenti giovanili dei partiti intendo: dico la gente vera. Mi pare una situazione davvero irreale.

    E. G.

  4. anonimo (luigi rossi?)
    14 settembre 2012 alle 10:03

    borgoglio, che era formalmente oppositore di craxi quando parlava a alessandria e intimo amico quando a roma si cuccava la sua parte di “potere”, FU un potente dirigente nazionale, uno dei maggiori artefici della chiusura nella vergogna di un Partito con cento anni di storia, scritta coi sacrifici e il sangue di tanti idealisti, sangue e sacrifici traditi e assassinati proprio da quella congrega finale di razziatori avidi e cinici.
    A parte una tessera, ridotta a carta straccia, cosa hanno mai avuto a che vedere con le lotte per il progresso sociale e l’uguaglianza nei diritti e nei doveri, contro il fascismo e le dittature, i vari cicchitto, ferrara, demichelis, martelli, signorile, ghigo, priano rossa e compagnia?
    La storia degli ultimi ventanni parla chiaro: nulla.
    Spregiudicatezza e ricerca del potere e dei privilegi, nepotismo, intrallazzo con chiunque potesse servire. Berlusconi, la P2, i nostalgici postfascisti, la padania, gli integralisti vaticani, i post stalinisti, banche, banchieri, nani, ballerine, e giù giù fino a palenzona, monti e la fornero.
    Anche se si vuole riesumare il “brand” di un partito chiuso per sempre, distinguere il Socialismo e la sua nobile Idea da questi affaristi senza scrupoli si può. Si DEVE.

  5. Agatone
    14 settembre 2012 alle 18:20

    La mia opinione sulla mancanza dei ragazzi in politica, che già era echeggiata in un altro articolo, è abbastanza semplice. La politica di questi anni è un mezzo per tentare di amministrare il paese e/o la città (o per avere un potere da poter sfruttare per sé e per i propri amici) e non un mezzo per creare un mondo migliore. E’ come chiedere perché non si trovano amministratori condominiali giovani. Si provi a cercare un amministratore condominiale sotto i trent’anni. Io non penso che non ci siano giovani idealisti, ma scelgono, per la maggioranza dei casi, strade che non sono politiche. Vanno verso il volontariato, viaggiano cercando luoghi migliori, cercano di iscriversi alla facoltà di medicina.

    Il problema di Alessandria è invece molto acuto perché le migliori menti delle nuove generazioni sono costrette ad andarsene o ad appassire e la mia paura è che anche in futuro sarà così.

  6. 14 settembre 2012 alle 20:21

    Beh, costretti no: diciamo che tanti giovani (e tra i più bravi e dinamici) scelgono di andarsene, e magari hanno ragione. Ma attenzione Agatone: io non mi chiedo perché i giovani normali non facciano questa politica. Questo mi è chiaro: non la fanno perché ne hanno schifo, disgusto, e con piena ragione. I dati sono truccati, i croupier sempre gli stessi: ci sono modi migliori per spendere i propri vent’anni.

    Io dico invece che arrivano momenti nella Storia (la nostra resistenza, il sessantotto, la primavera cinese di ormai tanti anni fa, o quella araba più recente) in cui i giovani rovesciano il tavolo, senza nessuna cortesia. Incendiano la prateria, e prendono in mano la situazione. Secondo me, finché in Italia non arriverà quel tempo, gli attuali gattopardi, tra primarie a doppio turno e sistema elettorale alla francese con variante alla tedesca, continueranno a cialtroneggiare impuniti. Inventandosi ogni volta qualche babau, politico o finanziario, per avere il consenso della parte più influenzabile della popolazione. E’ vicino il tempo della prossima rivolta? A leggere i segnali di apatia e disillusione, direi di no: è piuttosto il tempo di sterili chiacchiere in libertà sul web. Comprese le nostre, naturalmente. Ma a volte la Storia fa strani percorsi, e ha accelerate improvvise. Quindi chissà…

    E. G.

    • Maurizio Fava
      15 settembre 2012 alle 09:13

      Caro Ettore,
      la verità è che i giovani in Italia sono molto più scaltri e\o intelligenti che altrove, e vedono più lontano.
      Per questo quelli bravi e onesti sanno già che dovranno cercare altrove il premio per il proprio merito, e per questo i mediocri e i rampolli parassitari attendono per spremere anch’essi la loro parte di limone.
      Piccoli gattopardi crescono, negli allevamenti della nomenklatura.

  7. 15 settembre 2012 alle 09:48

    Il punto è che le rivolte non nascono mai per ragioni etiche caro Maurizio, ma quando le pance sono vuote. E da noi il disagio dei ragazzi (e non solo il loro) oggi è molto forte, ma alla fame ci sono fasce di popolazione estremamente minoritarie. La ripresa di cui si parla è però un bluff, l’ennesimo trucco, e chi lavora davvero, e magari mettendoci soldi suoi (anzi, non mettendoceli più perché sarebbero buttati) lo sa bene. Monti ha raggiunto un accordo di sopravvivenza per farsi pagare dall’Europa pensioni e stipendi pubblici fino alle elezioni di primavera. Il popolo bue può andare sereno a fare il proprio dovere alle urne, e farlo bene, nel proprio interesse. Poi chi vivrà, vedrà. Ripeto: la crisi è di sistema, strutturale. E la nomenklatura che l’ha generata, guadagnandoci alla follia, ora vorrebbe pure porsi come salvatrice della patria. In un Paese normale, sarebbe troppo. Qui, osservo senza più stupirmi di nulla. Il grave problema dell’Italia del 2012, ben evidenziato da tutti i media liberi e indipendenti, sono il grillino dissidente, e il babau Casaleggio. I veri mali d’Italia, notoriamente. Sono barzellette per bambini? Sì, ma occhio: il bello è che il mare dei pescioloni che abboccano a tutto è ancora assai pescoso.

    E. G.

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