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[BlogLettera] Sulle nuove Province, Asti rischia di farsi del male da sola

21 settembre 2012

Le proposte del PD alessandrino sul riordino delle province piemontesi, in particolare di quelle della nostra area territoriale, sono chiare.
Noi sosteniamo un progetto di netta semplificazione, che prevede l’istituzione di quattro enti di “quadrante”: 1) l’Area Metropolitana, coincidente con l’attuale Provincia di Torino; 2) la Provincia di Cuneo; 3) una nuova Provincia che unisca le attuali di Alessandria e Asti, con capoluogo naturale in Alessandria; 4) una nuova Provincia che raggruppi le attuali di Vercelli, Novara, Biella e Verbania, con capoluogo naturale in Novara.

Un sistema molto semplificato, con soli quattro enti di area vasta, dotati di maggior peso e autorevolezza nei confronti di Regione e Governo, a condizione di essere dotati della necessaria autonomia istituzionale e finanziaria e dell’imprescindibile legittimazione democratica.
Per questa ragione, chiediamo al Governo di correggere le molte lacune presenti nel suo disegno di riforma: attribuendo alle nuove Province competenze certe, le risorse necessarie per esercitarle e una legge elettorale in grado di accreditarle verso i cittadini.

In tutto questo, la bagarre che da diverse parti politiche e in molti luoghi si sta alimentando intorno alla possibile configurazione territoriale delle nuove Province, rischia solo di generare confusione e di far perdere di vista gli obiettivi principali sopra esposti.

In questo quadro, l’iniziativa di taluni esponenti astigiani, che cercano di screditare la nostra realtà istituzionale solo per proporre soluzioni volte a tutelare il ruolo di Asti capoluogo, rischia alla fine di volgersi in danno soprattutto per quel territorio.
Vedremo come finirà, ma gli indirizzi del Governo sono in tal senso piuttosto precisi: nel contesto del riordino, è assai difficile, se non del tutto improbabile, che le attuali compagini provinciali possano essere scorporate.
Ed è invece del tutto plausibile, che le nuove Province scaturiscano dall’accorpamento delle attuali, prese nella loro interezza. Meglio sarebbe, invece, che si cominciasse a ragionare su come riorganizzare il sistema dei servizi, in modo che la perdita dei “galloni” di capoluogo non determini per una città, e per il suo territorio di riferimento, una perdita secca di peso e valore.

Noi del PD alessandrino su questo punto siamo pronti e disponibili. Fortunatamente, sappiamo esserlo anche diversi esponenti politici e istituzionali astigiani.
Auspichiamo, perciò, che prevalga il buon senso e venga messo da parte il “fondamentalismo campanilista” che in questi giorni si sta scatenando. E che rischia di portare Asti a farsi del male da sola.

Come ha detto il Presidente Filippi, noi non siamo una Provincia soppressa e non abbiamo mire annessionistiche. Vorremmo, realisticamente, cominciare a ragionare con gli astigiani dell’interesse comune, che dovremo condividere nella nuova Provincia.

Domenico Ravetti
Responsabile Enti Locali PD

Daniele Borioli
Segretario Provinciale PD

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Categorie:BLettere
  1. cittadino
    21 settembre 2012 alle 15:58

    io invece sono per l’abolizione delle provincie, con il trasferimento ad altri enti dei soli settori strategici, delle competenze utili ad essi, delle risorse e del personale (se regolarmente assunto con regolari concorsi pubblici per titoli ed esami).
    Azzeramento di tutto il resto, che si traduce solo con sperperi, nepotismi, clientele e magna magna.
    Già solo sui politicanti e sui “dirigenti” e sui favori agli amici ci sarebbe un notevole risparmio.
    E magari i servizi migliorerebbero un po’.

  2. 22 settembre 2012 alle 02:50

    Lasciamoli lavorare; saranno “sudore lacrime et sanguine”, ma alla fine della pugna tutti otterranno “castella, ricchezze et bianche femmine dalle grandi puppe…..”.

  3. 24 settembre 2012 alle 15:57

    Borioli, come avevo anticipato, ecco che Asti fa il diavolo a quattro per non perdere la propria sede 🙂
    Perchè in fondo in Italia basta cambiare tutto per non cambiare niente!
    Adesso, come novello Nostradamus, attendo solo che per far tornare su più miti consigli i membri astigiani, concediate loro l’onore (e a noi l’onere) di mantenere immobili, personale e annessi ammennicoli burocratici, salvando capra e cavoli.
    O che non si parli di “indennità di trasferta” per chi da Asti verrà a lavorare in Alessandria, facendo della revisione della spesa l’ennesima farsa italiana.
    Come vede, la soluzione migliore resta l’abolizione di tutte le province, in modo che nessuno potrà vantare priorità rispetto ad altri.

  4. 24 settembre 2012 alle 15:58

    ececconetto :
    Borioli, come avevo anticipato, ecco che Asti fa il diavolo a quattro per non perdere la propria sede
    Perchè in fondo in Italia basta cambiare tutto per non cambiare niente!
    Adesso, come novello Nostradamus, attendo solo che per far tornare su più miti consigli i membri astigiani, concediate loro l’onore (e a noi l’onere) di mantenere immobili, personale e annessi ammennicoli burocratici, salvando capra e cavoli.
    O che non si parli di “indennità di trasferta” per chi da Asti verrà a lavorare in Alessandria, facendo della revisione della spesa l’ennesima farsa italiana.
    Come vede, la soluzione migliore resta l’abolizione di tutte le province, in modo che nessuno potrà vantare priorità rispetto ad altri.

    Mi sono perso un “le” tra “come” e “avevo anticipato”.
    Sorry

  5. 24 settembre 2012 alle 16:04

    Credimi, Ermanno, succederà l’esatto contrario dell’abolizione: tra qualche settimana verrà comunicato al popolo rassegnato e alle maestranze soddisfatte che il progetto di accorpamento delle province viene “procrastinato al 31 dicembre 2013”. Ossia finisce nel cestino, che il prossimo governo provvederà a svuotare definitivamente appena insediatosi. Ri/scommettiamo la birra che non ti ho mai offerto l’anno scorso?

    E. G.

    • 24 settembre 2012 alle 17:39

      Volentieri, così sarà la volta che pago i miei debiti eheheh

  6. mandrogno
    24 settembre 2012 alle 17:29

    abolire le provincie.
    Con l’eliminazione dei finanziamenti pubblici ai partiti e ai giornali, e il taglio delle rendite parassitarie dei politici, e la legge anticorruzione, sarà uno dei punti forti del programma del movimento cinquestelle.
    La campagna elettorale costerà pochissimo.
    La stanno facendo borioli, la polverini, batman, lusi, formigoni marchionne fornero e compagnia.

  7. Ettore Grassano
    24 settembre 2012 alle 22:36

    Che meraviglia la Santanché che fa la moralista, e si scambia insulti con Fiorito. Galan che parla di un centro destra di facce tutte nuove, a parte naturalmente la sua. Sembrano davvero gli ultimi giorni di Pompei: parte una gara a smarcarsi da parte dei singoli personaggi e partiti degna della caduta del fascismo. Sarà un inverno spettacolare.

    E. G.

  8. Graziella (gzl)
    25 settembre 2012 alle 08:04

    una settimana fa, quando la “questione” Lazio era ancora all’inizio, mio marito mi fa osservare che sarebbero da eliminare le Regioni e non le Province.

    Le motivazioni espresse: le Regioni sono costosissime ed incontrollabili. I suoi politici, dirigenti costano mensilmente come quelli della Camera e Senato, i politici e i dirigenti provinciali costano meno , magari mettendo a freno le richieste dei rimborsi (leggasi nel nostro caso specifico: http://www.alessandriaoggi.it/primo-piano/in-evidenza/4283-rimborsi-spese-facciamo-due-conti-in-tasca-agli-assessori-provinciali.html) ed inoltre sono più utili alle comunità perchè ricoprono territori più ristretti.

    Mio marito ha fatto una osservazione interessante, in effetti sta venendo fuori (per fortuna) il goga mi goga nello spreco del denaro pubblico all’interno di moltissime Regioni e non è ancora finita. Sono situazioni che i più attenti era da tempo che lo avevano capito ma finalmente il coperchio è stato aperto pubblicamente anche dai media schierati con la partitocrazia….si sa che l’apparato foraggia.

    Ora di fronte a tale scandalo sarebbe tempo che su ogni Regione , la Corte dei Conti (sperando che i suoi componenti non siano “nominati” dall’apparato altrimenti a che serve?) o ancora meglio le “Fiamme Gialle” , controllassero in modo da ripristinare legalità e controllo delle spese, sospendere chi ha commesso reati e fatto errori anche se eletti, l’elettore ha dato mandato di buon governo e non di farsi l’ingrasso personale quindi non ci sono scusanti . In questo modo le coperte da tempo corte per incanto torneranno a “coprire” le necessità dei cittadini-contribuenti.

  9. 25 settembre 2012 alle 10:43

    Il problema è che oggi come oggi gli sprechi ed il magna-magna li trovi ovunque, non solo in una data istituzione.
    Ovunque (dal parlamento ai comuni più grandi) c’è il valzer delle cadreghe nelle società controllate, il calderone delle consulenze, delle dirigenze, dei compensi e dei rimborsi.
    Servono politici con meno appetito, ma come sempre in Italia la si butta sul tifo calcistico e quindi al fatto se sei di sinistra o di destra.
    Personalmente inizio a stufarmi di questo teatrino e voglio che si parli concretamente di cosa si vuol fare per limitare questa voragine pubblica, che taglia fondi alla sanità, ai trasporti e a tanti servizi essenziali che dovrebbero esserci garantiti, dato che paghiamo le tasse.

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