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Il Superstite (105)

23 settembre 2012

di Danilo Arona

Avendone scritto più volte, ho sempre sostenuto che l’origine del soprannome “Pippo” a proposito del mitico aereo disturbatore notturno che non lasciava dormire gli alessandrini, nonché tanti italiani, durante la seconda guerra mondiale, fosse una derivazione onomatopeica derivante dal caratteristico rumore del motore che potremmo tradurre sulla carta più o meno come “pip pip pip”.

Un vecchio numero de “Il Monferrato”, capitatomi fra le mani in questi giorni, lancia una tesi diversa. Si parla di Radio Londra, la famosa emittente inglese che si rivolgeva nottetempo agli italiani per incitarli alla ribellione contro il regime. In attività sin dal 1938, Radio Londra estese tout court l’ascolto della radio a tutti quegli italiani che la disprezzavano perché troppo “moderna”. Nel ’42 una svolta che oggi diremmo di marketing: quando ormai gli apparati ufficiali del fascismo non riescono più a nascondere le difficoltà interne, Radio Londra prende a contrapporre ai toni fanfaroni della dittatura uno stile pacato, realistico, educato e scientifico. Con messaggi studiati e programmati nei particolari. Gli argomenti non mancano: capi fascisti comprati dai tedeschi, i gerarchi un tempo poveri e che ora possiedono beni all’estero, la glorificazione della guerra a spese della classe operaia, il paese sull’orlo della bancarotta, gli scandali di Mussolini con le donne e l’atteggiamento della famiglia reale.

Tutti gli spunti sono buoni per erodere la fiducia italiana nel fascismo. Con lo sbarco degli alleati in Sicilia s’infittiscono da un lato le trasmissioni notturne “in codice”, annunciate dalla famosa sigletta “tambureggiante” e indirizzate in modo particolare alla resistenza, e dall’altro le missioni altrettanto notturne dei Beaufighter e dei Mosquito della RAF, ovvero i vari “Pippo” in volo sull’Italia di notte.  “Giovanni ha perso la bicicletta” o “Alessandro suona il pianoforte” sono frasi tipiche dei messaggi di Radio Londra, comprensibili logicamente solo per gli addetti ai lavori della lotta partigiana, ma forieri senza dubbio di un crescente clima antitedesco e antiregime.

E’ una delle voci più popolari dell’emittente britannica, Umberto Calosso, a creare il nome “Pippo”, quando una sera dice pressappoco così: “Non temete l’aereo che sentite su di voi al buio. Quello va a cercare chi lavora per la guerra. Pippo è come un amico, che sta dalla vostra parte”. Non appena Pippo però compie qualche disastro, uccidendo o ferendo civili italiani, Radio Londra corregge come può il tiro, consigliando di stare lontani dalle strade e di coprire comunque qualsiasi fonte luminosa. Infatti, sin dai suoi esordi, Pippo dimostra, né forse potrebbe essere diversamente, di non poter operare molte distinzioni. Nel suddetto articolo de “Il Monferrato”, veniamo a sapere, infatti, che “alla Cascina Gibellina di Villanova il manzolaio aveva lasciato aperta la porta sulla stalla e la luce disegnava una lunga lama sull’aia e sul prato molto visibile dall’alto. Pippo sganciò due bombe da cento libbre, una fuori bersaglio, l’altra inesplosa. Il 3 settembre ’44 grandi squadriglie di bombardieri avevano colpito il ponte stradale di Casale. La stessa sera Pippo fece la sua solita ricognizione e a Ozzano sganciò bombe, colpendo a morte una giovane ragazza e provocando numerosi altri feriti. Pare che il pilota fosse attratto dalle varie luci che si vedevano sulla strada provenienti dalle diverse porte del cinematografo, aperte per far uscire gli spettatori dopo la proiezione del film”.

In Alessandria, nello stesso periodo, Pippo mitraglia un gruppo di ragazze che tornano in bicicletta da Valmadonna. Le fortunate si salvano, fuggendo sotto le arcate del ponte Cittadella. Da allora Radio Londra, codice o non codice, tenta di moderare il suo tono sul “Pippo amichevole”, invitando alla massima prudenza anche se non è smentibile che il cacciatore della notte sia, sulla carta, dalla “nostra parte”. Come si vede, l’epoca dei cosiddetti “danni collaterali” è purtroppo storia antica.

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Categorie:Editoriali
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