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“Limonti” da spremere e coperta corta

24 settembre 2012

Lunedì mattina in piazzetta della Lega va in scena l‘ennesima rappresentazione della “coperta corta”. Ossia la Cisl che protesta contro una spending review che “colpisce solo i lavoratori degli enti pubblici”. Seguiranno nei giorni successivi, a macchia di leopardo in tutto il Paese, analoghe iniziative con diverse matrici, e immagino anche qualche sciopero (che non va più di moda però: si perde la giornata di paga, e non si ottiene gran che).

Allora, sul fatto che siamo messi malisssimo, credo si sia tutti più o meno d’accordo. Il bluff di Monti, e dei partiti che lo sostengono, immagino ben concordato con la cancelliera Merkel che è ormai il vero premier del nostro Paese, è arrivare “cheti cheti” fino alle elezioni. Creare altro allarmismo (meglio: dire come stanno davvero le cose) rischierebbe di far arrabbiare persino un gregge di pecore, diciamo così. Quindi la prossima tosatura è rinviata all’immediato post elezioni. Quando naturalmente, saremo chiamati a prendere atto che la situazione è drammatica, che se ne esce solo tutti insieme, stringendo i denti ecc ecc…..

Lasciamo stare qui le ruberie, che ne parlano già ovunque. Concentriamoci invece sulla coperta corta.

La tesi della Cisl è probabimente anche fondata, se si intende dire che, all’interno dell’enorme carrozzone pubblico, ci sono anche altre voci di spreco (a partire dal Quirinale e dai Ministeri, aggiungo io) su cui ci sarebbe altro che da limare. E del resto ognuno fa il proprio mestiere, e sindacati che stanno in piedi grazie a dipendenti pubblici e pensionati di che altro pretendete che si preoccupino?
Ma sono battaglie di retroguardia: da sistema in crollo, in cui anziché guardare avanti ognuno cerca di difendere, finché ce la fa, il suo piccolo particulare.

Così la Cisl parla degli impiegati pubblici come di “limonti” da spremere (e offre il fianco a non poche ironie, suvvia…quanti lavoratori privati di tutto il mondo sognerebbero di essere “spremuti” come i dipendenti pubblici italiani?), la Cgil picchia i pugni sul tavolo e chiede il pagamento dei buoni pasto degli impiegati di Palazzo Rosso, la cui erogazione è stata sospesa da qualche mese. Dieta dissesto?

Istanze tutte legittime, sia chiaro. Ma quando i sindacati, come i politici e la classe dirigente in genere, cominceranno a fare i conti con la realtà vera, sarà sempre troppo tardi.

La macchina pubblica italiana è indebitata fino al collo, e pensare che la dissestata Alessandria stia messa peggio della gran parte degli altri comuni, province o regioni è un po’ ipocrita. Sono tutti debiti virtuali, “partite di giro” procrastinabili all’infinito? In buona parte no, perché una quota significativa di quella voragine di denaro è dovuta ad aziende, cooperative e fornitori vari, prossimi al collasso, o già collassati.

In più, quest’anno il nostro Pil ufficiale è crollato, mentre un anno fa si diceva che il 2012 sarebbe stato un anno di stabilità. Ora si prevede un leggero ulteriore calo per il 2013, quindi fate voi due conti. E, tragicamente, non sta meglio neppure l’economia “in nero”, su cui si è fondata negli ultimi trent’anni la crescita di questo Paese. Alzi la mano chi non lo sapeva, e chi non ha partecipato alla festa, se non altro eludendo l’iva sui lavori edilizi, idraulici, ristoranti ecc ecc…

Insomma ragazzi, qui bisogna alzare la testa, prendere atto di un fallimento ed esigere un cambiamento vero. Si è mai visto che la stessa classe dirigente (non solo politica, attenzione) che causa il disastro poi si candida per ricostruire? Altrove nel mondo sarebbe impensabile, ma in Italia, ahimé, è sempre stata la norma. Persino dopo il 25 aprile, a pensarci bene.

E. G.

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  1. Graziella (gzl)
    24 settembre 2012 alle 07:41

    ….ma la coperta corta è frutto delle immense ruberie…o sbaglio? Perchè si deve elargire tanto denaro ai partiti e strapagare politici che da tempo ci stanno mandando alla rovina per scelte sbagliate, incapacità, corruzzione, furti e ingrasso ai poteri forti, lobby ecc. ?

    Come non si fa a continuare a parlare di somme pubbliche utilizzate per i cazzeggi personali di gentaglia che ha fatto della politica il bello stravivere. Dopo ogni fatto venuto a conoscenza della pubblica opinione si evince che lo spreco dei nostri sacrifici a vantaggio di eletti ad ogni livello passa come un fatto normale e morire che si dimettano per sempre….ma vi rendete conto che non provano neppure vergogna di essere dei delinquenti comuni? faccio di tutta l’erba un fascio? NO! Perchè chi in mezzo loro non ruba, fa il danno di stargli apresso e non denunciare…il silenzio è far parte del fascio marcio.

    Tutto lo sanno, ma gli organi di controllo della giustizia non fanno nulla, eggià le Leggi in merito italiane sono acqua fresca nei loro confronti, ma se io oggi rubo un tozzo di pane per fame, domani i giornali di casa mia mi buttano in prima pagina e vengo pure processata per direttissima.

    Nel mio curiosare sto trovando di tutto e di più, governatori e politici che intrallazzano con fabbricanti di elicotteri militari ad es., MA LE COPERTE SONO CORTE, IL DENARO MANCA A CAUSA DELLE PENSIONI, DEGLI EVASORI, DEI LAVORATORI ITALIANI TROPPO PRETENZIOSI. E intanto questo è il paese di bengodi dove raccogliamo tutti senza un minimo di regole e controllo percui i servizi essenziali saranno sempre più assotigliati a svantaggio indovinate di chi? …i nostri fanno un figlio solo per poterlo mantenere decorosamente, loro ne fabbricano uno all’anno tanto qualcuno ci pensera! E adesso è tempo che anche queste cose siano dette e non è razzismo….sono regole che il nostro paese di pulcinella dovrebbe iniziare a dotarsi.

  2. anonimo (luigi rossi?)
    24 settembre 2012 alle 10:37

    cisl?
    ma non sono quelli che vanno a braccetto con monti, fornero e marchionne?
    Stessero ziti, per favore. E ci restituissero le pensioni che ci hanno sottratto.
    Quelli provinciali, poi, che si accattano sindacalisti di lungo corso e gli garantiscono cadreghe e gettoni pubblici.
    Loro sono una delle vergogne d’Italia.

  3. Fabio
    24 settembre 2012 alle 11:53

    CISL? il 70-80% dei loro iscritti sono pensionati…è detto tutto…

  4. 24 settembre 2012 alle 15:48

    I sindacati italiani da tempo sono a corto di giovani iscritti e questo vorrà dire qualche cosa no?
    Penso ad esempio a quando era al governo Prodi e a noi metalmeccanici diedero un aumento di ben 70 euro LORDI, nessun sindacato protestò, dalla CISL alla dura e pura CGIL, ovviamente perchè c’era un governo “amico”
    Che dire poi dei ricordi fatti per riassumere dipendenti colti sul fatto a rubare o lucrare?
    O del poco rumore che s’è sentito da parte loro quando i supermercati hanno deciso di non accettare più i buoni pasto, creando ulteriore debito nelle famiglie che con i ticket ci facevano la spesa, salvando parte del proprio stipendio.
    Insomma tante azioni che hanno portato i lavoratori a diffidare sempre più dei sindacati.
    Del resto se ci sono persone che sono andate in pensione con 15 anni 6 mesi ed un giorno di lavoro è anche grazie a loro, no?

  5. 24 settembre 2012 alle 16:15

    Vuol dire, semplicemente, che questi sindacati non sono in grado di rappresentare il popolo del precariato del 2012, e si accontentano di spegnersi poco a poco, insieme alle generazioni di cui hanno interpretato (alla grande) le esigenze, ma senza orizzonte prospettico. Il che è drammatico, e infatti senza sindacati adeguati ai tempi si sta ri/precipitando nel caporalato, ammantato di termini anglofoni come free lance e simili. Va beh, nel mondo nuovo nasceranno anche nuove forme di lotta e rappresentanza: come per i tempi della rottamazione di questo sistema politico (non dei partiti, ma degli uomini che li controllano), è tutto un problema di maturità del popolo (mai) sovrano. Aspetta e spera?

    E. G.

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