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La società della Conoscenza (e delle conoscenze)

25 settembre 2012

Chiamiamole coincidenze, o spirito dei tempi. In questi giorni continuo ad imbattermi in storie di persone (amici, amici di amici, conoscenti) che hanno già deciso, o stanno decidendo, di chiudere la loro attività, e vivere di (magari modesta) rendita di famiglia, o giocarsi la carta dell’estero.

Attenzione: non sto parlando di ventenni, neo laureati o comunque giovani alle prime esperienze di lavoro, che scelgono di fare il gran salto, constatando che in questo Paese per vecchi rimarrebbero fermi ai nastri di partenza.

No, mi riferisco a uomini e donne di 40/50 anni, che per ragioni e valutazioni personali stanno arrivando alla medesima conclusione: via da qui, prima possibile. E basta con attività professionali che non danno più da vivere, e anzi rischiano di erodere i capitali di famiglia.

Esagero? Li conosco tutti io? Sarà, ma qualche anno fa storie così non ne sentivo mica girare tante. Anzi, praticamente nessuna.

Per contro, ieri mi è arrivato dalla Provincia di Alessandria un comunicato di cui, confesso, lì per lì ho capito pochissimo. Tanto che ve lo incollo in fondo, così valutate da soli.

Poi, chiedendo a chi ne sa più di me, ho scoperto che, sostanzialmente, si tratta di un bel progetto quadriennale di “sviluppo del capitale umano”, che probabilmente nessuno dei miei conoscenti ha avuto modo di frequentare. Altrimenti a quest’ora, ragazzi, altro che partire per l’Australia o la Tahilandia..

Certo, non è stato un investimento da poco, a quanto pare: 1 milione di euro in 4 anni, per un progetto affidato ad una consulente esterna, che dovrebbe aver “certificato” le competenze dei nostri disoccupati, trasformandoli appunto in disoccupati Iso 9000 e qualcosa. Come? Attraverso un percorso “di validazione delle competenze dei lavoratori, in particolare di quelle acquisite in contesti non formali”. Insomma, se uno ha imparato da solo a coltivare le rose, per dire, ora ha un attestato che certifica il suo talento.

Quanti lavoratori alessandrini hanno beneficiato di questo “libretto delle competenze”, che “in altri paesi europei è un sistema già riconosciuto, in Italia non ancora ma ci auguriamo che lo diventi anche grazie a questo contributo”? Una cinquantina, a quanto leggo. Ossia un costo di circa 20 mila euro a testa: praticamente come un master post universitario di alto livello. Insomma, i disoccupati di casa nostra non hanno proprio di che lamentarsi, vi pare?

Giuro, poi, che mi sono tappato le orecchie quando qualche serpe ha provato ad insinuare che il giochino ha consentito di far lavorare la fidanzata del figlio del nipote del tale e del tal altro…Ma figuriamoci ragazzi: Alessandria non è mica la Ciociaria, eddai. Comunque, appunto, essendomi tappato le orecchie non sono riuscito a saperne di più.

Eppure nei corridoi della Provincia volano coltelli, e si aggirano precari inviperiti: chissà se saranno pure loro beneficiari di un ipotetico secondo round del progetto formativo di questa nostra bella società della Conoscenza, e delle conoscenze!

E. G.

Ps: naturalmente il progetto in questione è stato a costo zero per le casse di Palazzo Ghilini, come precisato dai politici locali. Ha pagato l’Unione Europea: cioè sempre noi, ma prendendo gli euri da un altro cassetto.

 

IL PROGETTO COMP.CARD: UN’ESPERIENZA  INNOVATIVA VERSO UN SISTEMA  INTEGRATO DI SVILUPPO DEL CAPITALE UMANO NELLA  SOCIETA’ DELLA CONOSCENZA

Il 27 SETTEMBRE 2012 alle ore 14.00, ad ALESSANDRIA presso SALONE D’ONORE DELL’ALA DEL PRINCIPE di PALAZZO GUASCO, avrà luogo l’evento transnazionale “Valorizzare la performance lavorativa con CompCard Lab”, promosso dalla Provincia di Alessandria, in occasione della chiusura del Progetto Europeo CompCard.

Come noto, nello scenario che fa da sfondo alla società complessa in cui viviamo, basato sull’economia della conoscenza, il ruolo che istruzione e formazione svolgono per il conseguimento degli obiettivi di carattere economico e sociale che l’Europa si è prefissata è centrale.
In quest’ottica, la validazione delle competenze assume un carattere molto rilevante perché un sistema basato sulla possibilità di certificare non solo titoli, ma anche nuclei di competenze ovunque acquisite, rappresenta la chiave di svolta per dare risposte congrue con il rinnovamento del mondo del lavoro e delle professioni” afferma il Project manager – dott.ssa Gloria Zenari.

Il progetto, finanziato con risorse comunitarie, si pone l’obiettivo di trasferire metodi e strumenti innovativi sviluppati in Spagna, unitamente ad altri due sviluppati in Italia dalla Regione Piemonte e dal Settore dell’edilizia,  in materia di validazione delle competenze dei lavoratori disoccupati e occupati, in particolare di quelle acquisite in contesti non formali, al fine di tutelare il loro diritto a vedere riconosciuto il proprio bagaglio professionale favorendo il loro acceso ai sistemi produttivi e di formazione.

Il progetto Comp.card, coerentemente con gli obiettivi di Lisbona, – sottolinea Massimo Barbadoro, Assessore della Provincia di Alessandria all’Istruzione Formazione Professionale e Lavoro –  esprime la volontà di portare avanti una politica finalizzata a favorire la libera circolazione delle persone all’interno dei processi occupazionali  locali e transnazionali, creando nuove opportunità educative e professionali per un miglioramento dei livelli di competenza dei lavoratori, col fine di cogliere appieno i vantaggi dell’integrazione europea”.

Dal punto di vista locale il valore aggiunto si è verificato nell’azione quotidiana dei partner, che hanno sperimentato e utilizzato lo strumento con successo  presso i Centri per l’impiego provinciali, il Sistema delle imprese (tra cui:  Chemtex Italia, Solvay,  Guala Dispensing, Guala Closures , AMAG , Plastics Academy, Gruppo TÜV SÜD, ADECCO Training)  e le  Agenzie formative (tra le quali: Scuola Edile di Alessandria – Cuneo – Torino, FOR.AL, Casa di Carità).

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Categorie:In primo piano
  1. Ettore Grassano
    25 settembre 2012 alle 08:33

    Apertura di tutti i giornali locali: all’Amiu stipendi pagati forse qualche giorno in ritardo rispetto al 27. Ma a qualcuno frega qualcosa della situazione di tutte le aziende private, e dei tanti liberi professionisti alla fame, o no? Non avete l’impressione di una provincia raggomitolata attorno all’impiego/sussidio pubblico, come fosse il centro del mondo, o almeno della società? Svegliamoci tutti ragazzi, o sarà troppo tardi!

    E. G.

  2. francodellalba
    25 settembre 2012 alle 08:46

    Io, populista, qualunquista e tutti gli ista che volete ho un motto che ogni giorno si rivela vincente: dove c’è Stato quando non c’è furto c’è spreco. E lo scrivo da anni, quindi in tempi non sospetti (ma sono mai esistiti i tempi non sospetti?). Di tutti gli slogan lanciati da Grillo quello più sicuramente azzeccato e necessario è “RESET”!

  3. simone lumina
    25 settembre 2012 alle 08:46

    Analisi che condivido in modo totale,nulla da aggiungere.

  4. Agatone
    25 settembre 2012 alle 10:12

    Io non ne posso più. Ci fosse una volta un circolo virtuoso invece che vizioso!

  5. anonimo (luigi rossi?)
    25 settembre 2012 alle 10:14

    questi MANGIAPANE A TRADIMENTO dovrebbero dimostrare davanti a un giudice quanto ha reso in termini economici la spesa dei nostro MILIONE di euro.
    Se non sono in grado di farlo, significa che anche questi li hanno RUBATI.

  6. E.M.
    25 settembre 2012 alle 15:30

    I corsi di assaggiatore di vino per cassaintegrati erogati da Foral ???? Vergogna !! Fatti a gente che manco parla italiano mentre i dipendenti di Foral vanno in giro a fare lavori per conto loro a tutti i livelli

  7. Graziella (gzl)
  8. Ettore Grassano
    25 settembre 2012 alle 19:22

    Non cediamo al disfattismo signori: anche saper degustare e distinguere i vini ha la sua importanza, viver non siamo per viver come bruti. Certamente, come riflessione generale si intende, vien da pensare che il mondo della formazione e riqualificazione professionale abbia ampi margini di miglioramento nell’utilizzo delle risorse. Naturalmente criticare in un blog è più facile che fare, lo so bene. Però però….

    E. G.

  9. 25 settembre 2012 alle 21:08

    costretta a fare questo corso iso anke se io il lavoro ce l’ho ma l’azienda ke ripeto m ha obbligato a frequentare sono arrivati 5000 euri dall’unione europea ….e l’abbiamo fatto in 20 ……..fatevi 2 conti ..e io ..m ritrovo con un pezzo d carto con cui nn t dico cosa m c pulisco 🙂

  10. Ettore Grassano
    25 settembre 2012 alle 21:37

    Non dica così Silvia, questo è disfattismo: la sua è solo una singola testimonianza sfortunata. A noi, che siamo ottimisti per natura e scelta, piace pensare che grazie al “libretto delle competenze” a tanti disoccupati alessandrini si stiano aprendo rosee prospettive. Anzi, siamo pronti a raccontarne le storie, se si fanno avanti!

    E. G.

  11. 25 settembre 2012 alle 21:47

    potrei ridere se nn ci fosse da piangere per le persone in cerca di lavoro ..l’ennesima illusione .e l’ennesimo spreco di soldi che potevano servire per fare qualcosa di veramente utile per le persone

  12. 25 settembre 2012 alle 21:49

    ps di corsi “obbligatori della Prvincia ne abbiamo fatti 2 ..rifatevi 2 conti

  13. Graziella (gzl)
    26 settembre 2012 alle 00:20

    in merito a ciò che denuncia “Silvia2” mi vengono leggittime domande:

    1) nella nostra provincia chi è il dirigente e chi sono i “docenti” che si occupano della
    gestione dei fondi suddetti erogati dalla UE?
    2) quanto vengono retribuiti ciascuno per tale incarico?
    3) chi ne controlla gli effettivi effetti , utilità e come vengono gestiti questi corsi?
    4) per la dovuta trasparenza si possono controllare atti, documenti su ogni progetto e
    rispettivo andamento del corso?

    INTANTO:
    http://www.regione.piemonte.it/europa/beneficiari_fse.htm
    http://www.regione.piemonte.it/agri/index.htm

  14. cittadino
    26 settembre 2012 alle 10:07

    facilito il compito ai lettori curiosi.

    il link della Regione Piemonte che DOVREBBE fare trasparenza sulla distribuzione di questi fondi pubblici destinati a sviluppare il lavoro (!) è in realtà tutt’altro che trasparente.
    In particolare, per quanto riguarda la nostra provincia (che io continuo a sperare che venga chiusa con tutte le altre), molta parte del fiume di denari nostri sono stati assegnati dalla Regione NON a operatori e soggetti ben identificati, ma direttamente all’ente provincia. Questo implica una gestione “politica” dei medesimi, con tutti gli annessi e le possibili clientele connesse.
    Un’altra bella fetta è stata assegnata a un “consorzio” APPRENDO SRL, che nel suo sito non riporta nessun nome delle aziende o dei privati o dei politici che lo compongono. Apprendo (che dichiara di avere una “mission” e una “vision”, beati loro) da 10 anni utilizza fondi pubblici, e quest’anno si allargherà oltre i “tradizionali servizi per l’apprendistato”
    Trattandosi di SOLDI NOSTRI, non sarebbe male sapere chi li ha incassati, come li ha utilizzati, e QUANTO ci hanno reso.
    A me sembra il solito giochino delle scatole cinesi, per rendere NON tracciabile e NON controllabile un fiume di soldi pubblici. Sarò lieto di essere smentito coi fatti.
    Altre aziende a beneficiarie dei fondi, l’ARFEA (che almeno è alessandrina) e ARISTEA INTERNATIONAL, una azienda di consulenza e organizzazione eventi con sedi a Genova e Roma. Non si specificano ne’ la causale ne’ i ritorni dell’investimento a beneficio dei cittadini, ovviamente.
    Seguono ASEI, un istituto linguistico privato specializzato in azioni con fondi europei (sede anche ad Alessandria, in via Ferrara proprio dietro Palazzo Rosso) , la “Associazione Scuole Tecniche San Carlo” (istituti privati di formazione professionale), con sede cittadina in via Maria Bensi. E ancora l’ istituto privato di formazione “Casa di Carità” e il CIOFS Piemonte (scuole femminili salesiane) e il CNOS (salesiani maschietti) con finanziamenti ingenti.
    C’è spazio anche per un “Consorzio Eurosviluppo” con sede in corso Cavallotti. Il sito web dice nulla, salvo che fanno corsi di formazione contabile. In rete si trova anche questo “consorzio eurosviluppo”, mi auguro che sia un’omonimia http://www.calabrianotizie.it/2011/03/25/truffa-eurosviluppo-il-comune-di-scandale-parte-civile/
    Spiccioli o poco più per qualche istituto scolastico pubblico (Fermi, Boccardo, Parodi, Sobbrero..)
    Ovviamente in lista ci sono anche enti più noti, a partecipazione pubblica, come ENAIP FORAL ENFAP e CSI.
    C’è Energia & Territorio. C’è Formater, dell’ASCOM, e la Scuola Edile.
    Poi Pro.f.i.l.i. srl, e Soluzioni Gestionali Coop
    Ci sono anche un po’ di spiccioli per aziende private (immagino quelle che hanno preso stagisti in formazione) tra cui Boero e Bulgari Gioielli (non pensate subito a Batman, sono pochi euro!), Guala, Interporto di Rivalta,
    Buon contributo (50.000 €) alla signora Susanna Nicola (è una dipendente provinciale che si occupa di formazione, c’è un probabile errore di imputazione nel file)

    Comunque il premio per il Contributo Pubblico più “estroso” se lo aggiudica, con 50.000 €, una realtà astigiana che si chiama (giuro! cercatela nel file della Regione) “Asini si nasce, e io modestamente lo nakkui”
    Ci vuole una bella faccia tosta a mandare in visione ai revisori dei conti Europei una cosa del genere. Poi non lamentiamoci se in Europa ci dicono che siamo peracottari…

    • Asia
      27 settembre 2012 alle 13:08

      Anche io ho partecipato a questi corsi ed eravamo in tre.

  15. Graziella (gzl)
    26 settembre 2012 alle 13:51

    grazie ! ora siccome “lor signori” provinciali&C hanno occhi e orecchie puntati su queste pagine sarà opportuno e corretto da parte loro stilare una relazione/comunicato per dare le risposte alle mie domande. non vorrei che i progetti finanziati UE siano della forza ed inutilità del Progetto Linfa di cui manco si erano accorti cosa stava mescolato a terra e acqua a Spinetta/Fraschetta, al contrario tanti incontri, convegni etc. a su aria e rumore. Attivare la tanto sbanderata trasparenza.

    Anche per i fondi UE è tempo di utilizzarli su progetti concreti utili dai morsi della crisi.

  16. E.M.
    26 settembre 2012 alle 16:13

    Vedo che in rete le competenze e le notizie ci sono. Cittadino mi sembra molto informato sui fatti… Perché non approfondire ??

    • cittadino
      26 settembre 2012 alle 16:40

      nella fattispecie mi sono preso solo la briga di leggere il file della regione pubblicato da Graziella, e sintetizzarne le parti salienti per la nostra provincia.

      • E.M.
        26 settembre 2012 alle 20:28

        Ecco allora ci vogliono 10 100 1000 come Cittadino…..

  17. indignata
    27 settembre 2012 alle 08:18

    Buongiorno a tutti, scrivo per dare la mia testimonianza, in quanto, da infelice cassaintegrata ho già dovuto partecipare a tre corsi di questo tipo. A parte il fatto che reputo vano frequentare un corso che non dia alcuna qualifica e quindi inutile per la ricerca di un nuovo lavoro, mi chiedo quale sia lo scopo di un corso di degustazione vini.. forse spingere i disoccupati a bere per dimenticare….? ironia a parte, dopo breve sono stata chiamata per un corso di giardinaggio, stessa storia, abbiamo travasato vasetti di primule nel cortile del foral… vorrei precisare che i fiori sul balcone di casa ero in grado di metterli anche prima di fare il corso… Dopo le mie ripetute lamentele all’ufficio del lavoro (covo di geni), finalmente sono stata chiamata per un corso di lingue,come avevo chiesto più e più volte.
    Qual’è lo scopo e il senso di tutto ciò? quali e quanti e soprattutto di chi? sono gli interessi dietro a questa farsa? sono certa che mettere in piedi questi corsi costa molto denaro.
    Dimenticavo di sottolineare che ne io ne altri miei colleghi abbiamo mai partecipato a corsi che avessero più di 3/4 alunni per corso… lascio a voi trarre le conclusioni…

    • Graziella (gzl)
      27 settembre 2012 alle 13:52

      …cara indignata, non vorrei fare la fine di Sallustri per esprimere la mia opinione ma voglio rischiare. Dunque: sono denari che arrivano dalla UE per scopi che dovrebbero dare risultati, ma come sempre forse perchè siamo italiani con un DNA di furbastri, lo scopo nobile diventa un modo per far danaro a vantaggio reale di chi sa chi….o meglio, lo suppongo e taccio.

      Siccome le persone come lei indignata parlano,denunciano, ed è per quello che ho chiesto MA NESSUNO RISPONDE, chi (fisicamente) gestisce e si occupa di questo settore, quanto percepisce e quante persone ne traggono vantaggio dimostrando risultati. MA,…. NESSUNO RISPONDERA’ MAI e nel contempo tutto come prima fino a che (e forse) vengono beccati con le mani nella marmellata ……

      • mandrogno
        27 settembre 2012 alle 13:59

        signora, se la sua opinione non è un FALSO, non credo che farà la fine di sallusti. Che poi è quella di fare il martire nei salotti TV: non sconterà nemmeno un giorno di arresto.

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