Home > Politica > Socialisti alla riscossa, o patetico amarcord?

Socialisti alla riscossa, o patetico amarcord?

27 settembre 2012

C’è movimento sotto il cielo socialista. Da Alessandria a Volpedo, si moltiplicano i segnali di “resurrezione” di un “marchio” politico che ha alle spalle un secolo di glorie, appena un po’ infangate da un decennio conclusivo non proprio glorioso, conclusosi con il “ciclone” Tangentopoli.

Da lì in poi, storie di scissioni per bande e gruppuscoli, anche se accompagnate da poderose ascese personali, un po’ ovunque, di virgulti provenienti dal vivaio craxiano.

Oggi, però, complice il naufragio della seconda repubblica, eccoli rispuntare, i vecchi socialisti, per riaffermare con tenacia la nobiltà del termine “politica”, e la necessità di riaffermazione di valori come drittura morale e solidarietà sociale.

Ripeto: sarebbe facile fare ironia spicciola, e ricordare che il Psi craxiano con la drittura morale c’entra come i cavoli a merenda, e che anzi tra i partiti d’antan è certamente riconoscibile come il padre culturale dei “mazzettari” di oggi. E’ così, naturalmente, ma andiamo oltre. Diamo per scontata la buona fede di tanti partecipanti ai raduni di Volpedo e Alessandria, e partiamo da lì.

Non vi sembra che i socialisti del 2012 siano gli stessi del 1992, con vent’anni di più sul groppone? La foto qui a fianco gira da giorni sulle bacheche virtuali di facebook, quindi speriamo che nessuno si risenta se la pubblichiamo. E’ bella, ma emblematica: raffigura un quarto Stato (mediamente con un paio di pensioni a testa, a voler proprio “spaccare il capello” in quattro) della terza età, che giustamente ha ancora voglia di esserci, e di farsi ascoltare, ma insomma immaginiamo che tra un’analisi socio politica e un amarcord a questi raduni ci si scambino anche consigli su cure reumatologiche e apparecchi acustici.

Idem con patate ad Alessandria, dove pare che l’ambizioso appello borgogliano “Che disastro, che fare?” sia stato accolto da un pubblico numeroso, ma un po’ incanutito. E le proposte? Poca roba per la verità: un richiamo alla centralità dei partiti, e una sorta di “lavorare meno (o “ancora meno”, diciamo) lavorare tutti”, riferito alla macchina pubblica, che non può che far sorridere.

Lasciamo perdere, naturalmente, definizioni alla moda, ma decisamente offensive, che fanno riferimento ormai stabilmente agli zombie della politica. Però un senso di dejà vu un po’ patetico è lecito provarlo. Ma dove può mai essere diretto un Paese che cammina con la testa (e le idee) costantemente rivolta all’indietro, se non a schiantarsi?
E non chiediamoci, per favore, perché i giovani (ossia i venti/trentenni, non i quaranta/cinquantenni) a queste iniziative non partecipano: sarebbe come chiedersi perché non passano il week end all’ospizio.

Chiediamoci, semmai, perché i ragazzi sono così silenziosi, passivi, rassegnati: quasi che la parola futuro non li riguardasse.

E. G.

Annunci
Categorie:Politica
  1. mandrogno
    27 settembre 2012 alle 09:42

    Questo ormai è solo un gruppo di reduci nostalgici, tra cui mancano peraltro e per fortuna le persone con maggior senso della dignità e dei valori, le quali non vanno certo a rincorrere le briciole lasciate a terra dai vari potenti di turno.
    Potenti a cui, di volta in volta, questi cultori della cadrega si sono prostrati dopo aver portato con la loro voracità alla chiusura un partito che aveva radici secolari, e una storia di sacrifici per il popolo.
    Esemplare aver invitato tremonti, simbolo del tradimento della antica Idea.
    Chissà se al raduno avevano ciascuno sulla vecchia giacchetta tutti gli stemmini delle giacchette via via indossate successivamente. Forza Italia, Casa delle Liberà, PDL, ma anche PD, PDS, e giù giù, perfino UDC. Poco importa, o franza o spagna…

    • mandrogno
      27 settembre 2012 alle 09:44

      nota per E.G.
      la battuta sugli apparecchi acustici è fantastica… non mi ricordavo nemmeno più che l’ex presidentissimo dei grigi aveva cominciato la sua carriera con quelli!

  2. Giorgio
    27 settembre 2012 alle 13:23

    Ma perché la gente non si trova un lavoro serio e onesto al posto di cercare disperatamente un’ascesa in politica? Secondo voi se i nostri politici avessero uno stipendio “normale” di 2.000 o massimo 3.000 Euro al mese, come la maggior parte dei loro elettori, sarebbero così tanti gli interessati a farsi votare?? Io dico che è giunta l’ora di arrabbiarsi veramente e dire BASTA a tutto questo circo di pagliacci!

  3. 27 settembre 2012 alle 18:27

  4. jack
    28 settembre 2012 alle 09:59

    Riepiloghiamo, Ettore. I socialisti ad Alessandria governano la Cassa di Risparmio (ah, vero non esiste neanche più….) e la filiera del rifiuto (casualmente l’azienda partecipata con il buco più stratosferico). Altro da dire? Nulla, tutto chiarissimo…

  5. Ettore Grassano
    28 settembre 2012 alle 10:45

    Altri tempi Jack, altri tempi. Era la prima repubblica, dai. Ora stiamo per entrare nella terza, figurati. Ah, ti sei scordato l’innovativo management dell’Amag.

    E. G.

  1. No trackbacks yet.
I commenti sono chiusi.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: