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Rimborsi di Palazzo Ghilini: non staremo esagerando?

28 settembre 2012

Della vicenda dei rimborsi agli assessori provinciali alessandrini si sono già occupati in diversi, anche con titoloni a tutta pagina, e forse qualche inesattezza di troppo.

Magari quindi giova tornarci sopra per cercare di fare qualche riflessione pacata. Anche se la pacatezza non è, di questi tempi, certamente il sentimento popolare prevalente, a fronte di certi scenari nazionali di ruberie difficili da negare, e ad altri contesti locali di cronica mancanza di risorse e, forse, anche di carenza di vero indirizzo politico. Almeno percepito.

Ma stiamo sulla Provincia, cercando di non fare di tutt’erba un fascio: io non penso che gli amministratori locali (e spero neanche nazionali,ma sono lontani, ne ho solo una percezione mediatica: quindi alterata per definizione) siano tutti ladri. Anche se capisco pienamente che gli animi dei cittadini siano esacerbati, come sempre succede quando la coperta è corta. E quest’inverno a patire il freddo saranno davvero in tanti.

Però, appunto, non generalizziamo: un assessore mi ha spiegato che in quei rimborsi, almeno nel suo caso, sono compresi tutti gli spostamenti compiuti per conto dell’ente per incontri sul territorio, promozione, relazioni istituzionali. E io ci credo. Mi ha anche aggiunto che spesso paga di tasca propria pranzi di lavoro con ospiti, e che i costi di usura auto a suo carico arrivano a diverse migliaia di euro l’anno. E credo anche a questo. Così come è opportuno renderci conto che comunque i costi della politica incidono in maniera non così rilevante sul bilancio complessivo di Palazzo Ghilini. Anche se certo va di moda enfatizzarli.

Sono però anche convinto che:

1) nessun lavoratore beneficia di rimborsi benzina per raggiungere la sede di lavoro. Gli amministratori della Provincia sì, e se ben ricordo la questione emerse pure con Repetto sul fronte Amag: potremmo sapere se la stessa regola vige anche a Palazzo Rosso, e nelle altre partecipate pubbliche locali? E non sarebbe il caso di rivederla?

2) è sacrosanto che chi si sposta dalla sede di lavoro sul territorio lo faccia a spese dell’ente. Compreso il pagamento dei pranzi con gli ospiti (magari in pizzeria, dati i tempi). Però tutto andrebbe rendicontato con “pezze” d’appoggio, e non con semplice autodichiarazione. Per i comuni lavoratori, torno a ripetere, funziona così.

3) Non esistono, in Provincia e altrove, dirigenti preposti a gestire anche questi aspetti, “dettando” semplicemente regole chiare ai politici, che sono per loro natura pro tempore? Non so a voi, ma a me questa figura del dirigente pubblico inamovibile, strapagato e deresponsabilizzato inquieta un po’. E mi sembra un’altra anomalia su cui intervenire.

4) Non facciamo però facile qualunquismo: gli assessori provinciali, come quelli comunali o regionali, non sono tutti uguali. C’è chi corre e si “sbatte” (anche se la misurazione dei risultati è sempre piuttosto difficile, perché i percorsi sono spesso frammentati e poco lineari), e chi sta lì al caldo, “e non sa neanche più dove sia la propria sede di lavoro precedente”, se posso parafrasare il concetto espressomi, in camera caritatis, da un noto esponente politico locale.

5) Poiché non ci piace cavalcare proteste populiste, diciamo pure che la scarsa produttività di certi enti va però misurata non solo in testa, ma anche in coda. Certo, a rispondere dell’andamento di una struttura devono essere politici e dirigenti, ma se davvero si volesse (ed è lecito dubitarne) avviare una nuova stagione, forse sarebbero in tanti a dover “cambiare passo”.

6) Facciamo due scommesse, naturalmente con in palio un semplice caffè? Io sostengo che, entro fine anno, il governo Monti con un bel decreto o simili posticiperà di un anno qualsiasi procedimento di riforma legato alle Province.
Sono anche convinto che il presidente Filippi non si dimetterà, ma resterà alla guida dell’ente fino a scadenza di mandato. E questo lo scopriremo tra una decina di giorni: a meno che, leggendo queste note, non ci conceda uno “scoop” in anticipo.

E. G.

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Categorie:In primo piano
  1. Ettore Grassano
    28 settembre 2012 alle 08:51

    Un titolo macabramente ironico dal Piccolo di oggi:
    ‘La chimica in provincia di Alessandria è in buona salute’

    I lavoratori, e non solo loro, un po’ meno pare: ma l’uomo è organismo che sa adattarsi all’ambiente circostante, in fondo.

    E. G.

  2. papavero
    28 settembre 2012 alle 09:13

    Giusto dr. Grassano, concordo con lei, è giunto il momento di fermare la canea qualunquista e diffamatoria contro gli amministratori locali.
    Per quel che riguarda i rimborsi delle spese di viaggio, lo possono sicuramente fare gli stessi amministratori locali rendendo pubblico :
    1 – l’indicazione della località in cui si sono recati ( nessuno sicuramente è andato al Sestriere a casa dell 0norevole R. Rosso)
    2 – la motivazione del viaggio ( nessuno di loro sarà andato a sciare )
    3 – i chilometri percorsi nella trasferta. ( esiste via michelin)

    Per quanto riguarda il generoso assessore che paga di tasca sua i pranzi di lavoro, sarà sicuramente in grado ( a differenza del presidente Formigoni) di esibire le relative ricevute.
    Cordialità

  3. mandrogno
    28 settembre 2012 alle 09:48

    metterei qualche punto fermo:
    1. Nessuno di questi signori è lì per ordine del medico: non facciano le vittime.
    2. Le province sono enti inutili, salvo poche competenze (strade, edifici scolastici) che potrebbero facilmente essere trasferiti ad altri (comuni o regione) con un semplice atto amministrativo, passaggio di personale incluso.
    3. Se l’ente è inutile, sono inutili anche i costi che questa gente rappresenta per le tasche dei cittadini..
    4. Dimostrino i RISULTATI del loro lavoro: quanti posti di lavoro VERI ha generato? che ritorno economico VERO numericamente dimostrabile per il territorio? Se non sono in grado di farlo, anche un solo euro sarebbe stato sprecato in malo modo. Nessun datore di lavoro privato butterebbe mai soldi in attività che rappresentano solo costi senza risultati E avrebbe da tempo fatto a meno di pagare stipendi inutili. Figuriamoci poi se scoprisse che oltre a non portare risultati qualcuno dei dipendenti faceva anche la cresta.

  4. jack
    28 settembre 2012 alle 09:49

    Ettore, mi vorrei soffermare sulla questione dei dirigenti, che è molto spinosa. In Comune, con un bilancio palesemente falso, si è dovuto ricorrere all’assunzione di persone senza scrupoli (o senza nulla da perdere) che firmassero atti da Procura della Repubblica e da Corte dei Conti. E’ evidente che gente del genere non offre alcuna garanzia di correttezza e onestà. D’altronde, anche quelli inamovibili (come li definisci tu), hanno tutto l’interesse a legare il carro dove vuole il padrone, e per ragioni molto simili. Il contratto da dirigente degli enti locali prevede che oltre due terzi della retribuzione sia, di fatto, stabilita in maniera molto arbitraria dai politici: per cui anche gli inamovibili devono obbedire al padrone di turno, pena una forte decurtazione del loro lautissimo stipendio (quasi tutti superano i 100 mila euro lordi annui).
    Questo è uno dei principali problemi delle riforme di inizio anni 90…

    • Ettore Grassano
      28 settembre 2012 alle 11:41

      Quindi mi confermi che i dirigenti degli enti locali guadagnano molto, non sono mai licenziabili (sapessi che storie invece potrei raccontarti sul fronte dei dirigenti privati, di questi tempi..), e dicono sempre sì ai politici di turno, perché una bella fetta del loro stipendio dipende dalla politica. Però…: riusciremo mai a diventare un Paese normale? Ne dubito.

      E. G.

  5. Ettore Grassano
    28 settembre 2012 alle 09:52

    Ripeto: non esistono, in Provincia come altrove, dirigenti preposti a vigilare su questi aspetti, e a comunicare le regole dell’ente agli stessi politici, che sono di passaggio per definizione? E finora nulla è emerso sul fronte di Palazzo Rosso: esiste o esisteva anche lì la regola (assai curiosa) del rimborso chilometrico da casa al lavoro? Comunque ribadisco: tutta la P.A. va riprogettata, dai Ministeri in giù. E nessuno ha intenzione di farlo davvero.

    E. G.

  6. Agatone
    28 settembre 2012 alle 10:53

    Ascoltato stamttina su Radio24. Un politico della regione, non ricordo esattamente il ruolo, che a domanda sul suo guadagno mensile parlava di 10.000 euro circa e in più tremila euro di rimborso spese perché lui abita a Verbania e deve andare a Torino. Io dico, ma tremila euro al mese per andare da Verbania a Torino??? E lo diceva con la massima modestia.

    Se ogni pendolare prendesse tremila euro al mese di rimborso spese per i propri spostamenti staremmo al paese del bengodi

  7. mandrogno
  8. Ettore Grassano
    28 settembre 2012 alle 11:32

    Sì Agatone, il rimborso chilometrico dei consiglieri regionali, indicato da qualche parte sul sito della Regione PIemone, credo rappresenti nei fatti un secondo stipendio. E stiamo parlando di rimborsi riconosciuti per legge, non di ruberie. Nel frattempo pare però che anche a Torino siano scattati controlli approfonditi a quanto leggo. E’ una slavina: il punto è capire dove porterà. Ripeto: la spesa pubblica italiana per il mantenimento degli addetti della PA è una voragine. Oggi va di moda dare addosso ai politici, che del resto han fatto di tutto per meritarselo. Ma, superato lo spirito da gogna mediatica del momento (i politici più scaltri oggi tacciono, scompaiono, si mimetizzano nell’ambiente circostante), qualcuno sarà davvero in grado di affrontare il tema vero, che è la riorganizzazione complessiva della macchina pubblica? Non citatemi i tecnici alla Monti, vi prego: quello ha aumentato le tasse, la benzina, e ha annunciato prima la chiusura, poi la riorganizzazione delle Province: che fra poco sarà posticipata di un anno, ossia archiviata. Ma tutto il resto?

    E. G.

    • Agatone
      28 settembre 2012 alle 15:17

      Certo le leggi in questo caso sono rispettate. Ma chi le ha scritte queste leggi? a favore di chi? dei cittadini???
      Sono d’accordo comunque con quanto dice. Ci vuole una riforma della pubblica mministrazione. Però quanto ci vorrà per una cosa del genere? Almeno una generazione, secondo me. A essere ottimisti. Perché riformare vuol dire soprattutto ridurre, visto anche l’automatizzazione possibile di molte procedure. E cosa succede a tutti gli addetti eccedenti? Non si può fare altro che aspettare il ritiro per pensionamento di una generazione di dipendenti a meno di provocare scontri sociali durissimi. Sperando che nel frattempo le amministrazioni non continuino ad assumere ad libitum ma anzi di dotarsi di personale in grado di modernizzare e quindi velocizzare le pratiche

      • Agatone
        28 settembre 2012 alle 15:19

        Scusate l’itagliano

  9. Federico Fornaro
    28 settembre 2012 alle 12:16

    Per opportuna conoscenza e informazione, segnalo la norma del Testo Unico sugli Enti Locali che regolamenta i rimborsi spese degli amministratori:

    Articolo 84
    Rimborso delle spese di viaggio.
    1. Agli amministratori che, in ragione del loro mandato, si rechino fuori del capoluogo del
    comune ove ha sede il rispettivo ente, previa autorizzazione del capo dell’amministrazione,
    nel caso di componenti degli organi esecutivi, ovvero del presidente del consiglio, nel caso
    di consiglieri, sono dovuti esclusivamente il rimborso delle spese di viaggio effettivamente
    sostenute, nonché un rimborso forfetario onnicomprensivo per le altre spese, nella
    misura fissata con decreto del Ministro dell’interno e del Ministro dell’economia e delle
    finanze, d’intesa con la Conferenza Stato-città ed autonomie locali(31).
    2. La liquidazione del rimborso delle spese è effettuata dal dirigente competente, su richiesta dell’interessato, corredata della documentazione delle spese di viaggio e soggiorno effettivamente sostenute e di una dichiarazione sulla durata e sulle finalità della missione.
    3. Agli amministratori che risiedono fuori del capoluogo del comune ove ha sede il rispettivo
    ente spetta il rimborso per le sole spese di viaggio effettivamente sostenute
    per la partecipazione ad ognuna delle sedute dei rispettivi organi assembleari ed
    esecutivi, nonché per la presenza necessaria presso la sede degli uffici per lo svolgimento
    delle funzioni proprie o delegate.

  10. mandrogno
    28 settembre 2012 alle 12:44

    le leggi i politici se le fanno a proprio uso e consumo, anche batman-fiorito va in TV a dire che lui li prendeva, gli “ingenti” soldi pubblici, ma lo prevedeva la legge.
    Idem il finanziamento ai partiti, e evidentemente anche le norme su rimborsi, vitalizi, portaborse, indennità, prebende… se la cantano e se la suonano.
    E i pendolari invece vanno a lavorare a spese loro, su treni sempre in ritardo con abbonamenti sempre più esosi.

  11. papavero
    28 settembre 2012 alle 12:47

    corretto il richiamo fatto dal sig. Fornaro alla lettura dell’art. 84 del T.U.E.L.,di conseguenza nulla osta alla pubblicazione del dettaglio dei rimborsi delle spese di viaggio degli amministratori alessandrini.

  12. Ettore Grassano
    28 settembre 2012 alle 12:52

    Grazie a Federico Fornaro, capogruppo Pd in Provincia (lo segnalo per i meno informati).

    Quindi ne deduciamo (punto 2) che gli amministratori sono tenuti a documentare tutto (a me hanno parlato per Palazzo Ghilini di prassi di autocertificazione, ma le voci soprattutto in questi giorni vanno prese con le molle), e che il rimborso da casa al lavoro (punto 3) è regola vigente per tutti gli amministratori locali. E quindi per modificarla occorrerrebbe immagino un intervento del legislatore. Posto che la legge naturalmente non parla di quantum. Almeno non negli articoli indicati.

    Ripeto: dare addosso ai politici oggi è sport nazionale troppo facile. Che naturalmente la categoria si è cercata e si merita, ma non bisogna neppure generalizzare, e farsi trasportare da derive davvero qualunquiste, o da monetine craxiane, per chi ha buona memoria.

    Certamente la coperta pubblica è corta, i precari vanno a casa, si parla di tagli importanti in arrivo per la sanità, mentre la scuola è già a pezzi. E’ ovvio che serve un progetto di completa riorganizzazione, che non partirà da Alessandria. Ai nostri amministratori locali, però, dobbiamo chiedere massima trasparenza, e segnali concreti di aver compreso la gravità della situazione. L’esasperazione in giro è palpabile, e motivata da tante emergenze (soprattutto lavorative, di disoccupazione e precariato) che in tanti vivono sulla loro pelle. In questi casi, serve una classe dirigente davvero credibile, e che ci mette la faccia.

    E. G.

  13. Federico Fornaro
    28 settembre 2012 alle 14:41

    Per quanto attiene al “quantum” del rimborso dei viaggi segnalo l’esistenza dell’:

    art.77 bis, comma 13, del decreto legge n.112/2008 ( come convertito dalla legge n.133/2008), il quale prevede, per le province e i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti che concorrono alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica per il triennio 2009-2011, che il rimborso per le trasferte dei consiglieri comunali e provinciali sia calcolato sulla base del quinto del costo della benzina per ogni chilometro.

    • pecunia
      28 settembre 2012 alle 15:38

      si dice, che un consigliere comunale di Alessandria, ora assessore, aveva la residenza in Liguria… mah!!! io non ci credo.

  14. Enrico Sozzetti
    28 settembre 2012 alle 14:42

    I lavoratori del settore chimico hanno, per il momento ancora, buone prospettive occupazionali. Quindi, per dirla appunto con le parole riportate fra virgolette (quindi frase di terzi e non opinione del giornale) sono ‘in buona salute’ in un quadro economico pesantissimo. Alla battuta ci posso stare (il pezzo è mio), però starei sempre attento, appunto, alle battute. Visto che a pochi chilometri da Alessandria è in atto una guerra per bande sotterranea che potrebbe avere pesantissime conseguenze non è il caso di favorire, involontariamente, ulteriori spirali populiste…

    • Ettore Grassano
      28 settembre 2012 alle 14:49

      Era solo una battuta Enrico, dai…E ho visto le virgolette, e infatti non ce l’avevo con te. Ma insomma, accostare salute e polo chimico è comunque un paradosso. Abbasso il populismo, ma anche l’omertà!

      E. G.

  15. Graziella (gzl)
    28 settembre 2012 alle 14:47

    dispiace Dott. Grassano, ormai San Credulone è stato tolto dal calendario ed è in gran risalita san Tommaso. Quindi a non far di tutta l’erba un fascio mi crea diffilcoltà. è mia opinione che il goga mi goga ha funzionato bene fino a ieri e cioè fino al momento che è venuta fuori un pò di realtà!

    Coperta corta è stato il loro slogan , eggià…la coperta è per forza corta se il denaro se ne va per mantenere oltre il dovuto compenso anche per altro sia pur per servizio. E come scrive Lei nessuno li ha obbligati con pistola distogliersi dal privato per dover occuparsi ” anche per alcuni di loro” di svolgere “nel contempo” il lavoro privato….ma chi gliela mai chiesto “questo sacrificio”!!!!! Io non ci sto a fare la “cipia” e non accetto di essere presa per il fondello da questi signori.

  16. Enrico Sozzetti
    28 settembre 2012 alle 16:23

    Infatti che fosse una battuta l’ho scritto.
    Sulla questione dell’omertà… beh la storia di quanto ho scritto per anni su diversi argomenti la dice lunga (dal polo chimico, ai viaggi in Cina della Provincia, da quanto sta accadendo oggi all’Amiu a molte altre storie come il coperchio che quasi dieci anni fa ha sollevato sul vaso di Pandora delle cooperative).

  17. Ettore Grassano
    28 settembre 2012 alle 16:52

    D’accordissimo sul tuo operato: ma a me, da “fraschettaro”, è il polo chimico che sta sul “gozzo”, perché credo che, da sempre, istituzioni partiti sindacati ecc avrebbero dovuto essere assai più esigenti e vigili. Per cui quando posso ci torno sopra. Buon week end!

    E. G.

    • Enrico Sozzetti
      28 settembre 2012 alle 17:05

      Ed infatti è quello che, ancora mercoledì, ho scritto. Ovviamente nel più totale silenzio!

  18. mandrogno
    28 settembre 2012 alle 19:42

    toh.. un altro che come napolitano, il papa, marchionne, la merkel, monti, bersani renzi rossa e compari si schiera contro il “populismo”…
    E certo, con l’indigestione di buon governo e democrazia che ci facciamo da anni, ci mancherebbe essere “populisti”…
    Chissà a quale “guerra per bande” si riferisce… il solito “dire senza dire”.

  19. anonimo (luigi rossi?)
    28 settembre 2012 alle 21:41

    ma si chiamano tutti cattaneo??

  20. Graziella (gzl)
    29 settembre 2012 alle 07:34

    ………e hanno ancora il coraggio di parlare di coperte corte?…..marci fino all’osso che facciano l’autocertificazione o che siano onnipresenti in aula perchè se andiamo ad analizzare il loro impegno per il nostro territorio e per noi, (escludendo l’impegno personale del “burattinaio” di riferimento per ciscuno di loro ) non è che hanno portato ad Alessandria (provincia) dei grandi risultati. Li sfido, in caso di loro risentimento al mio commento ad elencarli…attendo!

  21. 29 settembre 2012 alle 08:56

  22. 29 settembre 2012 alle 10:03
  23. PAPAVERO
    22 ottobre 2012 alle 21:51

    SCRIVE UN GIORNALE LOCALE CHE IL PRESIDENTE FILIPPI E LA SINDACA ROSSA AVREBBERO FIRMATO LA PROPOSTA DI LEGGE DEL LEGHISTA COTA.
    HA GIA’ PENSATO IL SEGRETARIO DEL P.D. DR. BORIOLI A DEFERIRLI A QUANDO ESPELLERLI?

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