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Il Superstite (106)

29 settembre 2012

di Danilo Arona

Tra le trasmissioni televisive che maggiormente apprezzo, anche se il piacere che se ne ricava è purtroppo nullo, c’è “Decoder” che è praticamente un montaggio di filmati e di video “del giorno prima” che RAI NEWS manda a rotazione più volte al giorno tra un notiziario e l’altro.
Per mio conto è questo il vero telegiornale dove esistono solo le immagini e dove ogni blocco di eventi è praticamente in reciproca contemporanea. Bene, uno degli ultimi visionati pareva l’incipit di un film di Emmerich e il concentrato di tragedie cui si assisteva – ovvero la normale amministrazione di poche ore prima – era tale da confermare senza dubbio alcuno qualsiasi ottimistica profezia in salsa Maya.

Terremoti qua e là nel mondo (a conferma di uno sciame sismico di cui presunti e pagatissimi esperti non sanno affatto che dire…), tempeste, alluvioni, siccità e incendi, quasi sempre dolosi. Ghiacci ai rispettivi poli che si vanno sciogliendo e ghiacciai su ogni montagna in fase di ritirata non strategica. Mari acidi che uccidono la fauna e uccelli che a cascata arrivano stecchiti a terra. Chilometriche montagne di spazzatura cancerogena che viene dispersa ovunque nell’aria e nell’acqua. Un pianeta sempre più squassato, per non dire scassato, per colpa del suo abitante più pernicioso, l’uomo. E le tragedie direttamente da lui provocate: le atrocità sempre più inenarrabili che si compiono in Siria, le guerre dimenticate in Africa, le carestie con migliaia di cadaveri, gli attentati kamikaze, la guerra dei narcos in Messico contro il resto del mondo che lì non è narcos.

Dopo una mezz’ora di cura Ludovico del genere – ripeto, la normale amministrazione di 24 ore prima -, mi sono spostato su un TG classico, di quelli “commentati” che si occupano, anche e fuggevolmente, di quel che succede fuori dall’Italia. Così la cura Ludovico è continuata su altri binari, iniziando dalle chilometriche per l’ultimo I-Phone, proseguendo con la grassa faccia di quel tale che si chiama Fiorito e sul quale non voglio consumare la tastiera, le tasse che ormai si sono mangiate tutto quel che c’era da mangiare e, dulcis in fundo (ma dulcis proprio ai limiti del trattamento con insulina), l’alessandrino onorevole Grassano che si rivolge al Ministro Giarda, dicendogli che ha fatto “orecchie da mercante” alla sua interpellanza. Ora, se avete presente le ciclopiche protuberanze auricolari del Professor Giarda, sarete d’accordo con me che questa, come gaffe, fa impallidire  persino l’ultima, già passata alla storia, del candidato repubblicano Mitt Romney.

Sì, certo, l’ho messa in fondo a mo’ di conclusione per strappare pure un sorriso. Ma un dato di fatto è che il pianeta, sul quale bene o male dobbiamo vivere, ci è sempre più ostile. E ci sta presentando il conto. Adesso o mai più è il momento di abbandonare alcune delle distruttive abitudini che ci hanno portato sin qui. Pensateci su e scopritele da soli.

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Categorie:Editoriali
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