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Archive for ottobre 2012

[BlogLettera] Intellettuali ed artisti, dite no al declino di Alessandria!

31 ottobre 2012 Commenti disabilitati

Intellettuali e artisti sono le voci autorevoli che nei momenti di crisi debbono far sentire ben alta la propria voce non soltanto per dire no al declino, perché hanno il compito di scongiurare i segni infausti che preannunciano la lenta eutanasia sociale.
Alessandria in modo particolare ha necessità di azioni concrete, per amore, per intelligenza, per opportunità, per desiderio.

Confido che iniziative e spettacoli riusciranno a mantener viva la preziosa fiammella del buonsenso che annulla la depressione emotiva allo stato nascente.
Ancora una volta ribadisco che il luogo dove per scelta nostra o del caso ci troviamo a vivere ed a creare appartiene agli intellettuali ed agli artisti che non lo abbandonano, come appartiene con reciprocità alle nostre opere.

Un rapporto forte ed intenso con la città di quanti sono dotati di creatività artistica e no è senz’altro necessario per donare speranza nel futuro.
Intellettuali ed artisti partecipano pienamente agli eventi lieti ed ai fatti tragici della nostra città, per quanto siano inclini, anche per ragioni creative, a coltivare la solitudine, eppure loro rappresentano più di qualunque specie o sottospecie di “governante tecnico” l’autentica, preziosa e davvero rappresentativa forza d’urto e d’indirizzo della nostra società.

Claudio Braggio – sceneggiatore – Alessandria

Categorie:BLettere

Usciamo dal recinto?

31 ottobre 2012 16 commenti

Proviamo per un giorno (e magari anche un po’ di più) ad uscire dal lacrimevole contesto dell’Alessandria parastatale? Tanto della situazione Comune e dintorni abbiamo già detto di tutto di più, e non ci resta che attendere proposte concrete da chi ricopre ruoli decisionali. Ferma restando la piena solidarietà per tutti i lavoratori dell’ente e delle sue partecipate, a cui lo stipendio va pagato con regolarità, auspico da questo punto di vista che nessuno si dimentichi di chi sta nelle cooperative. Sono loro quelli davvero in prima linea, e svolgono attività essenziali e insostituibili: a partire da quelle nell’ambito dei servizi sociali. Eppure il mio dubbio è che le cooperative stesse siano considerate “sacrificabili”, solo perchè i loro soci lavoratori non hanno superato un concorso pubblico.

Detto questo, cerchiamo di dare fiato, più possibile e tutti insieme, anche all’Alessandria che lavora nel settore privato, e che vorrebbe lavorare di più e meglio.

In un territorio sano deve esistere un forte tessuto di attività private: produzione, commercio, artigianato, libera professione. Se il modello cultural-economico degli alessandrini rimane quello di oggi, ossia lavoro pubblico e pensioni, abbiamo già perso, e ci aspetta un futuro “nerissimo”. Per ragioni strutturali evidenti.

Eppure del lavoro privati si parla solo “a latere”, del tipo: “se non paghiamo gli stipendi pubblici non lavorano neppure i bar e i negozi”. Sì, è vero: ma è anche vero che un’economia che si fonda su un simile circuito ha un respiro corto, cortissimo.

A me ha sempre colpito un fatto: ad Alessandria e nelle aree circostanti (lo dicono le statistiche, ma anche banalmente il numero di sportelli bancari) esiste un risparmio privato notevolissimo. Del resto alzi la mano chi non conosce diverse ottantenni milionarie, con figli impiegati pubblici e nipoti laureati disoccupati o ampiamente sottoccupati. Ma può una società (problema non solo locale, lo so: in provincia però si nota di più che nelle grandi città) campare di rendita? No, non può: prima o poi collassa, ed è quello che sta succedendo.

Eppure io di persone che si alzano alle 6 di mattina, e si sbattono 6 giorni su 7 per tenere in piedi la loro attività ne conoscono diverse. Certo, non hanno tempo di leggere i giornali, soprattutto quelli on line. E quindi forse ci interessano meno, perché abbiamo costruito un circuito autorefenziale, rendiamocene conto.

Ma è solo se il territorio (comprese le sue istituzioni pubbliche) saprà aiutare chi ha capacità e voglia di darsi da fare che usciremo dalla spirale in cui siamo precipitati. Invece spesso accade il contrario.  Ecco due piccoli aneddoti che mi hanno raccontato in questi giorni, abbastanza significativi.

Esempio numero uno: Piero (nome d’arte) da due mesi (60 giorni) aspetta che nel suo laboratorio di artigiano l’Amag attivi l’erogazione del gas. Gli avevano detto massimo 30 giorni. “Il problema non è tanto il freddo, quello ci fa un baffo. Il punto è che al di sotto di una certa temperatura le mie lavorazioni si rovinano, i materiali non possono essere trattati”.

Esempio numero due: Gianni, che un’attività imprenditoriale per sua fortuna già ce l’ha, ha pensato di avviarne una seconda: una roba piccola, di nicchia, ma che potrebbe funzionare. Ma non ha fatto i conti con l’ente Provincia, “che da 6 mesi deve mettere la firma su un permesso, dopo una serie infinita di pratiche e sopralluoghi”.

Ora ditemi voi: Amag e Provincia, in questi casi come magari in diversi altri, stanno aiutando il territorio a reagire? E’ un discorso appena accennato, e che mi piacerebbe sviluppare anche con i vostri contributi.

E. G.

Ps: le pecore che escono dal recinto (pubblico) sono una piccola provocazione, lo so. Ma foto di Palazzo Rosso e Palazzo Ghilini ne abbiamo pubblicate anche troppe, no?

Categorie:In primo piano

[BlogLettera] Dalla parte del torto

30 ottobre 2012 2 commenti

E’ tutta la vita che mi trovo in minoranza, dunque dalla parte del torto, dicono. Ora per la prima volta posso festeggiare che sono diventato parte della maggioranza. Quella che si astiene -attiva- dal voto. In più, il non voto si somma all’antivoto. Finalmente dalla parte della ragione, dunque! Eppure no, dicono che sono sempre dalla parte del torto. Lo dicono quelli che nascondono la sconfitta, o si dichiarano vittoriosi come anatra zoppa, o si sorpassano in discesa. Lo dice anche il residuale microcosmo di sinistra, che non sa ripartire dai movimenti, come dal movimento grillino.

Lino Balza – Alessandria

Categorie:BLettere

[BlogLettera] Un giornale super partes, e a costo zero per i casalesi

30 ottobre 2012 3 commenti

Dopo aver letto, con profondo stupore, le dichiarazioni dell’opposizione in merito al periodico del Comune di Casale Monferrato mi vedo ancora una volta costretto a precisare alcune cose.

Innanzitutto mi sembra pretestuoso condannare a priori un’iniziativa di informazione ai cittadini senza neppure sapere quali saranno le scelte adottate affidandosi solo ad un generico “Perché così avviene in tutti i giornaletti editi dalle amministrazioni comunali”.

Oltretutto ridurre i periodici comunali alla stregua di giornaletti, quando invece si tratta di testate giornalistiche regolarmente iscritte al Tribunale e con direttori responsabili iscritti all’apposito Ordine, mi sembra offensivo.

Inoltre, se i Capigruppo avessero partecipato all’incontro di lunedì 29 ottobre con il direttore responsabile, avrebbero avuto l’occasione di conoscere quali argomenti saranno trattati nel primo numero del giornale e chiedere direttamente eventuali modifiche, portare critiche costruttive affinché Casalè W possa diventare uno strumento utile ai casalesi, per conoscere il Comune e i molti servizi che quotidianamente offre ai cittadini.

Invece si è preferito, come ormai succede sempre più frequentemente, criticare senza neppure conoscere.

Il periodico del Comune di Casale Monferrato, vorrei ribadire ancora una volta, non è nato come “strumento di propaganda”, bensì come un nuovo strumento di comunicazione e trasparenza, seguendo un percorso che in questi anni ha già portato, ad esempio, ad avere un nuovo, e apprezzato, sito internet e dando la possibilità ai cittadini di seguire i Consigli comunali direttamente a casa via web.

Mi preme infine spiegare che il Comune non interviene nella raccolta pubblicitaria, perché se ne occupa la società che impaginerà, stamperà e recapiterà a tutti i capifamiglia il periodico a costo zero per le casse comunali.

Giorgio Demezzi
sindaco di Casale Monferrato

Categorie:BLettere

Chi fermerà Beppe Grillo?

29 ottobre 2012 21 commenti

Ma se i 5 Stelle sono il primo partito in Sicilia, qual è il consenso reale del movimento di Beppe Grillo nel resto del Paese, e nel centro nord in particolare?

E’ questa la domanda che tutti oggi ci poniamo. Naturalmente ridacchiando delle modalità con cui l’ascesa (percebile a pelle, per chiunque viva tra la gente comune, e non nutrendosi di sondaggi commissionati “su misura”) di Grillo viene raccontata da un sistema di mass media vecchio, vecchissimo, e super “codino”. Perché questo è un bel segno dei tempi: i 5 Stelle non hanno radio, giornali, sedi, sindacati o corporazioni a far da stampella. Ma crescono inesorabilmente, esponenzialmente, mese dopo mese, e ovunque.

Improvvisamente le primarie del centro sinistra, la querelle fra Renzi e BersaniBerlusconi e i suoi capricci, o generali senza esercito come Monti e Montezemolo appaiono per quel che sono: il sistema. Il sistema da cui gli italiani comuni sono disgustati, e dal quale sognano di liberarsi prima possibile.

E mica in maniera rabbiosa, anzi con parecchia classe: se ne stanno a casa, disertano le urne, oppure vanno e votano 5 Stelle. Mai come oggi non votare è comunque partecipare: perché la metà del Paese che sta a casa non è indifferente, ma contro, e nauseata. Ve lo dice uno che a votare ci è sempre andato, e probabilmente ancora ci andrà: chi oggi fa “astensione attiva” ha tutta la mia comprensione.

Ma adesso che succederà? Li faranno votare, a gennaio, i laziali e lombardi? E che legge (ancor più) farlocca cercheranno di inventarsi, per frenare il ciclone 5 Stelle, che rischia di travolgerli tutti quanti, con le loro manfrine e le loro finte contrapposizioni?

Non è che qualcuno si inventerà un posticipo elettorale di un anno, per continuare a mantenere lo status quo, ossia un governo Monti, già artificiale e anti popolare fin dalla sua costituzione?

Tutto diventa possibile nei prossimi mesi, compresi trucchi, forzature, colpi d’ala.
Fossi in Grillo starei allerta: proprio in questi giorni si celebrano i cinquant’anni della morte di Enrico Mattei. Ucciso non si sa da chi, e non si sa perché. O meglio, si sa ma non si dice. Oggi, naturalmente, per tutti è un grand’uomo: da morto però.

E. G.

Ps: Intanto imperversano sul web i commenti, le interpretazioni e anche un po’ di perfidia, dopo che Beppe Grillo ha reso note, sul suo blog, modalità e regole per la selezione dei candidati alle prossime elezioni politiche. Ne parliamo?

Categorie:Politica

[BlogLettera] Alessandria, le sorprese negative non sono ancora finite

29 ottobre 2012 Commenti disabilitati

Lo sforamento del patto di stabilità per ben due anni e il dissesto decretati dalla Corte dei Conti, che l’Amministrazione Comunale ha dovuto deliberare pena lo scioglimento del Consiglio, stanno provocando gravi ricadute sulla città, sui cittadini, sui lavoratori, oltre che su tutte le attività commerciali e le imprese.

La mancanza totale di liquidità di cassa, sta creando tra l’altro difficoltà enormi, in particolare per quanto riguarda il pagamento degli stipendi di oltre 2000 dipendenti delle aziende pubbliche, che l’Amministrazione Comunale sta cercando di superare con diverse iniziative.

A tale proposito sono presentati due emendamenti al decreto ‘Salva enti”, in fase di riconversione, che verranno discussi alla Camera nel corso della prossima settimana e precisamente:
L’inserimento di norme che consentano anche ai Comuni che hanno decretato il dissesto da meno di sei mesi, di accedere al fondo di riequilibrio finanziario (fondo rotativo), per ora previsto solo per quelli in pre dissesto.

La possibilità a livello temporaneo di portare il limite massimo di anticipazione di cassa a 5/12 esimi (attualmente è di 3/12 esimi) delle entrate dei bilanci dei due anni precedenti, per consentire un maggiore flusso di cassa.

In attesa e con la speranza che tali emendamenti vengano approvati e a questo proposito da quanto risulta si sta facendo tutto il possibile, va detto che anche in caso di esito positivo, gli stessi non saranno esecutivi prima di 45/60 giorni, per cui tenuto conto che c’è un problema di cassa immediato, data la mancanza totale di liquidità che tra l’altro può mettere a rischio anche il funzionamento dei servizi, non resta che sollecitare il pagamento dei contributi che la Regione Piemonte deve alla città, 22 milioni di euro (di cui 12 vincolati per il PISU) e lo sblocco dei crediti che la stessa vanta nei confronti dello Stato, 4,6 milioni di euro, di cui 1 milione di euro appena ricevuto, giusto in tempo per pagare, forse… gli stipendi del mese di ottobre.

Ma le brutte sorprese per la città non sono ancora finite: ad aggravare ulteriormente questa drammatica situazione dalla cronaca locale si apprende che la precedente Amministrazione ha distratto il 23 agosto 2011 con una determina secretata, 3 milioni di euro stanziati dalla protezione civile e depositati in tesoreria, la CrA/ Banca di Legnano per il ponte Meier. Erano vincolati, ma esiste una norma che ne consente il prelievo in casi straordinari, salvo poi restituirli.

Identica situazione anche per i 900.000 euro stanziati, sempre per il ponte, dalla Cassa di Risparmio, incassati il 10 novembre 2012 e, a completare l’opera, si aggiungono altri 2,4 milioni di euro della Regione Piemonte per la prima tranche del PISU ( piano di riqualificazione dei borghi Rovereto e Cittadella), che sono stati incassati il 23 marzo 2012.

Sono in totale 6,3 milioni di euro, che ora la banca chiede all’attuale Amministrazione di restituire e data la situazione finanziaria è un problema ulteriore, che non può certo essere considerato di poco conto.

Auguriamoci pertanto che le sorprese negative siano finite, perchè quanto sinora ereditato dalla città basta e avanza…, ma alla luce degli ultimi sviluppi i dubbi rimangono e i cittadini si chiedono, che cosa dobbiamo ancora aspettarci di scoprire?… quando ammetterà le proprie responsabilità l’attuale opposizione assumendo un atteggiamento collaborativo per il bene della città?

Pier Carlo Lava

Categorie:BLettere

[BlogLettera] L’Italia s’è desta?

29 ottobre 2012 Commenti disabilitati

Sabato 27 ottobre si è svolto a Roma il “No Monti day” con 150.000 persone in corteo e una occupazione del raccordo autostradale. Il primo giorno di protesta contro un regime antidemocratico che si sta adoperando per smantellare lo Stato sotto l’alto patrocinio del Presidente della Repubblica. Persa la sovranità monetaria, svuotato di funzione il Parlamento, attentata la sovranità alimentare con la messa fuorilegge delle associazioni di conservazione delle sementi a favore del cartello monopolistico delle multinazionali proprietarie delle sementi OGM (già 52000 sacchi di mais OGM pronte alla semina in Lombardia, Emilia, Trentino e Veneto), mutata la Costituzione per inserire il pareggio di bilancio, adottata l’adesione alla polizia europea-incontrollabile e impunibile- il premier, noto aderente al Bilderberg e Trilateral oltrechè advisor di Goldman Sach, la banca fra le principali responsabili della bolla finanziaria che stà impallando Europa e mondo intero, sta completando il mandato assegnatogli dall’oligopolio di cui è disciplinato servitore, che prevede la rapina dei beni storico artistici italiani, già all’asta di fatto, e la completa distruzione della base produttiva del Paese, in modo da asservire e depredare i risparmi degli italiani.

Nel nostro contesto locale, solidalmente destra sinistra sindacati associazioni di categoria e camera di commercio, tacciono sul vero scopo del dissesto, perpetrato da più legislature e dalle ultime perfezionato, volto a svendere i beni pubblòici e le municipalizzate-Alegas e Amag a breve, colonia di Atenzano già da subito-in perfetta coerenza con le direttive nazionali che vedono nella prostituzione partitica alle banche, non tralasciando il ruolo da mezzana dei mass-media, i complici opportunisti all’alto tradimento che si sta perpetrando ai danni della nazione e del popolo italiano.

Berlusconi ha minacciato di togliere la fiducia a Monti e speriamo non sia la solita boutade. L’avv. Paola Musu sta girando l’Italia per illustrare la denuncia depositata in varie procure per il colpo di stato di cui il trio PD-PDL-UDC è garante. Porgo le mie più sentite condoglianze alla famiglia del martire del lavoro impiccatosi poche settimane fa in città, episodio gravissimo che è il sintomo di un vasto disagio di liquidità che attanaglia la maggioranza delle nostre imprese. Le quali non godono neppure dell’attenzione di sindaco e associazioni di categoria. In silenzio, sempre più spaventate, continuano ad aprire i negozi, a recarsi a lavorare. Fino a quando?

Maurizia Pertegato
Presidente Associazione Imprenditrici di Via San Giacomo della Vittoria Alessandria

Categorie:BLettere
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