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[BlogLettera] Lettera aperta al Sindaco Rita Rossa

1 ottobre 2012

Carissima Rita,
i primi mesi di vita del tuo mandato sono stati caratterizzati dall’emergenza. Ma l’emergenza, come tu ben sai, per quanto pressante, non può esaurire i compiti di una amministrazione.

I primi passi della tua amministrazione lasciano un filo di speranza che la città di Alessandria possa riprendersi da un declino che pare inarrestabile, ma fino ad oggi non ci è giunto alcun segnale forte di un radicale cambiamento di rotta. Basta guardarsi attorno: aiuole, rotonde e viali semiabbandonate; cassonetti dei rifiuti (specie quelli per la raccolta indifferenziata) stracolmi e spazzatura abbandonata ovunque nei dintorni; corsie riservate ai mezzi pubblici utilizzate quale parcheggio per gli avventori di sale scommesse; divieti di inversione (come quello in uscita dalla stazione) da pochi rispettati; auto parcheggiate in centro ovunque (specie sui percorsi ciclistici e pedonali); strade del centro storico rese impercorribili persino ai pedoni; il rosso di semafori stradali “intelligenti” sovente  ignorati (come nel caso del semaforo davanti all’ex-Ponte cittadella); la tangenziale trasformata in pista motociclistica nelle ore notturne; moto e motorini che transitano rumorosamente e a forte velocità pur in prossimità di scuole materne ed elementari. L’elenco potrebbe continuare.

Voglio credere che simili comportamenti incivili non siano innati negli alessandrini. Nonostante l’esito disastroso con il quale gli elettori hanno punito l’amministrazione della giunta presieduta dal sindaco Mara Scagni, alcuni provvedimenti, ancorché tardivi (come quello della raccolta differenziata porta a porta che l’amministrazione Fabbio ha prontamente rimosso), non erano sbagliati. Essi andrebbero ripresi e portati a compimento. Penso, ad esempio, alla chiusura del centro storico al traffico veicolare, come accade in tutte le cittadine di dimensioni simili a quella in cui ci tocca vivere e nelle quali la qualità della vita e la salute vengono prioritariamente tutelate a scapito di miopi interessi individuali e commerciali. Per limitare l’accesso al centro esistono già gli impianti di video sorveglianza. E’ sufficiente attivarli.

Ma un segnale forte di cambiamento (che farebbe bene, peraltro, alle finanze comunali) sarebbe anche quello del ripristino di un minimo di legalità. Le regole, quando esistono, vanno fatte rispettare e un po’ più di controllo sulle strade da parte della polizia municipale, ancorché auspicabile, sancirebbe una inversione di tendenza rispetto al passato. Va bene l’emergenza, ma non vorremmo che diventassero emergenza anche la raccolta dei rifiuti e il lassismo dilagante. Angiolino Rossa non ne sarebbe andato fiero.

Bruno Soro

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Categorie:BLettere
  1. Giorgio
    2 ottobre 2012 alle 10:50

    Forse il sig. Bruno doveva indirizzare la sua lettera all’assessore al traffico e al decoro urbano. Mi sembra che i problemi che rileva sono di questo carattere.
    Direi che prima di criticare chi governa una città allo SBANDO forse bisogna essere propositivi e rimboccarsi le maniche per aumentare il senso civico di tutti i cittadini.
    Bisognerebbe che queste lettere fossero indirizzate a tutti gli alessandrini. Non esiste un capro espiatorio. Trovare un “colpevole” dei disservizi alessandrini è come gettare la carta in terra e aspettarsi che qualcuno la raccolga.
    Iniziamo a non gettare le carte per terra, a rispettare i nostri concittadini e ad amare (veramente! Non solo a parole) la nostra città.
    Cerchiamo di coinvolgere sempre più persone in questo processo. Forse già nelle scuole sarebbe utile avviare dei discorsi di civica responsabilità. Quando ero piccolo mi ricordo che l’AMIU veniva a scuola e ci spiegava l’importanza della raccolta differenziata.
    Ci dicevano che avremmo potuto ricevere dei quaderni di carta riciclata se avessimo portato all’AMIO un tot di KG di carta.
    Queste azioni, ad esempio, sono azioni CONCRETE e che fanno bene a tutti noi. Forse bisognerebbe parlare di questo al posto di lamentarsi sempre… e cercare sempre dei colpevoli “attorno” a noi…

  2. davide
    3 ottobre 2012 alle 12:18

    Il commento di Giorgio è perfetto. Sembra che tutti in questa città( e purtroppo non solo qui) abbiano capito che tanto comportarsi bene non serve , visto che abbiamo esempi pessimi dall’alto.E allora, via, chi se ne frega se le cinture sono obbligatorie, non le usa nessuno , chise ne importa dei limiti , dei sensi unici o vietati. Chi se ne frega di raccogliere le deiezioni dei cani o di gettare l’immondizia nel bidone e non per terra.
    Purtroppo sembra prevalere il furbo o lo sbruffone o il “maiale”. Triste ma vero.

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