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Contro la malapolitica non forconi, ma partecipazione

1 ottobre 2012

C’è già chi parla di Regionopoli. Partita dal Lazio, l’inchiesta sull’utilizzo dei fondi a disposizione dei gruppi e dei singoli consiglieri regionali si estende “a macchia d’olio”, e arriva anche al Piemonte, e quindi indirettamente a casa nostra.

Per cui ecco il politico in carriera che denuncia i presunti abusi del collega (e compagno di partito a cui, si dice nei corridoi, in questo modo riuscirebbe a “fare le scarpe” alle prossime elezioni di primavera), oppure l’altro consigliere che dice “io ho rinborsi alti perché so far politica solo fra la gente”, e l’altro ancora che, più onesto e magari anche un po’ più “sgamato”, fiutò l’aria in anticipo rinunciando al rimborso chilometrico (48 centesimi a chilometro, secondo La Stampa di sabato).

“Guarda che non siamo tutti come er Batman“, mi dice un serio esponente politico alessandrino. E io ne sono straconvinto. Però se gli propongo di rilasciare un’intervista, “frena”. Probabilmente con ragione, perché siamo un Paese dalla moralità (individuale e collettiva, non solo politica: troppo comodo) molto bassa, in cui ogni tanto, nei picchi di crisi e incertezza, esplode la voglia di gogna pubblica. I politici più “accorti” lo sanno bene: ricordano le monetine a Craxi, ma anche quale fu poi l’assoluta continuità fra prima e seconda repubblica. Quindi meglio stare sottocoperta che farsi impallinare, di questi tempi.

Anche su scala locale, da settimane si dibatte sull’entità dei rimborsi agli assessori provinciali, e sui costi della politica a Palazzo Ghilini, in attesa che qualcuno tiri fuori le cifre relative a Palazzo Rosso, o ad altre partecipate. In realtà, sottolineano gli addetti ai lavori di cui oggi si tende a fare tutto un fascio, magari ingenerosamente, “esistono normative chiare al riguardo, tutto è a norma di legge”. Per cui un singolo amministratore può magari scegliere di rinunciare per virtuosismo personale ad un certo rimborso, ma non si può considerare un disonesto chi invece lo incassa.

Però, aggiungiamo noi, le regole si possono sempre cambiare, e comunque è vero che, in maniera piuttosto omertosa, i cittadini non sono mai stati informati della loro esistenza. Perché che i palazzi della politica, anche locale, abbiano sempre avuto i vetri offuscati mi pare francamente innegabile. E, del resto, che i comuni cittadini, al contrario dei politici, paghino di tasca loro lo spostamento da casa al luogo di lavoro è un fatto evidente. E di questi tempi ogni differenza si fa privilegio urticante.

Però tagliamo la testa al toro. Il popolo “esplode” spesso per questioni marginali, ma succede quando comunque non ne può più, per tante fondate ragioni. E sono proprio loro, i nostri politici, a ricordarmi spesso, durante o a margine delle interviste, che gli elettori hanno sempre ragione (mentre io più di una volta ne ho dubitato, e ne dubiterò ancora).

Quindi cosa è lecito attendersi dal prossimo inverno, e dalle prossime tornate elettorali?
Un Paese maturo, con un popolo di elettori preparati, credo che dovrebbe rinunciare alle gogne e ai forconi, ma anche alla tentazione dell’astensionismo di massa.

Qui si tratta invece di analizzare la questione con serenità. Ossia: cosa ha prodotto in questi ultmi dieci, o venti anni, la classe politica nazionale, regionale, locale?
Quali risultati per la collettività, e a quali costi? E ancora: sono davvero tutti uguali, i nostri politici? E, comunque, fare il politico può essere il mestiere di tutta una vita, o è assolutamente indispensabile un fisiologico ricambio di persone, generazioni, mentalità?

Insomma, al di là delle ruberie da condannare con durezza (ma senza generalizzare, appunto), la questione è capire se davvero chi ha prodotto i danni ha l’autorevolezza e la credibilità per proporsi come risanatore. Perché è questo che sta succedendo, mi pare. E comunque vale la pena chiedersi che futuro possa avere un Paese che guarda costantemente al passato, anche nella scelta dei propri pubblici rappresentanti.

Ma forse questo approccio, senza gogna e basato sulla razionale valutazione dei risultati, sono proprio molti politici di lungo corso a temerlo, preferendo buttarla in rissa, per arrivare al solito clima da stadio: “noi contro di loro, noi meno peggio di loro, e soprattutto attenti all’antipolitica”. Guelfi contro Ghibellini insomma. Oppure, come diceva quell’altro, “Franza o Spagna, basta che se magna”.

E. G.

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Categorie:Politica
  1. Graziella (gzl)
    1 ottobre 2012 alle 08:17

    INTANTO – il popolo maturo viene chiamato al voto, la scelta è tra ciò che il “mercato” offre o astensione …..Dott. Grassano in tutta sincerità nella totalità del “mercato delle vacche” lei è in grado di scegliere un chiunque mestierante della politica o partito che poi è la stessa cosa?

    Ora nasce pure una “GRANDE lista civica” di Fini e Casini, ieri Casini con questa frase mi ha fatto sbellicare dal ridere : ” «Serve una grande lista civica nazionale, una grande lista per l’Italia che chiami a raccolta le energie sane del paese senza personalismi»……….ma da che pulpito e che coraggio, come se questo individuo insieme al collega in tutti questi anni al potere (insieme ad altri) non avessero ridotto il paese nelle condizioni in cui è! Ma non ha vergogna? Tanto la grande lista civica sarà l’ennesimo fallimento dei due ma che naturalmente resteranno in sella a fare nulla per il paese, tanto per loro.

    Lei poi scrive – “E ancora: sono davvero tutti uguali, i nostri politici?” -rispondo in funzione della mia esperienza personale:

    NEL LOCALE dal momento che ho iniziato le mie battaglie CIVICHE reali senza chiedere vantaggi personali due i sindaci che mi hanno ascoltato e appoggiato : FRANCESCA CALVO e PIERCARLO FABBIO (per quest’ultimo qualcuno lancerà commenti di fuoco ma è la realtà, i miei Comitati hanno ottenuto risultati per il territorio e comunità, dire il contrario o tacere solo perchè il personaggio è caduto in disgrazia non fa parte del mio carattere,, eppoi sto parlando di uno e non della squadra che lo ha affiancato: un sindaco, un presidente provinciale, un governatore, un primo ministro non è il solo responsabile di un successo o fallimento, ma insieme alla squadra scelta….se sono dei brocchi, corrotti, incapaci affondano e con essi il “comandante” ….poi ognuno la pensi come crede. )

    NEL NAZIONALE la Senatrice ROSSANA BOLDI con cui importanti risultati a vantaggio delle imprese alluvionate ’94.

    Tre politici nella massa hanno il mio rispetto…ma non il voto ai loro partiti.

    • e.r.
      1 ottobre 2012 alle 10:21

      a beh stimare Fabbio…. se fosse stato sindaco del Giglio Scettino e la Concordia sarebbero passati sopra senza neppure un graffio perchè lui avrebbe affondato comune e isola con concorsi ippici e un esercito di nani e ballerine o meglio penne inni e costosissima fuffa il cui eco arriva anche in Cina. Arte contemporanea …. no spreco continuo di denaro pubblico e ricerca assidua di omuncoli che non potessero far ombra al Sirebbio (sire+fabbio)

  2. mandrogno
    1 ottobre 2012 alle 10:35

    Punti di vista.
    Le preferenze della signora Graziella, legate ad esperienze individuali, e a interessi di un gruppo circoscritto, confermano come alla fine gli italiani si formano spesso le proprie opinioni sui politici in base a necessità singole, più che per senso dell’etica e del benessere collettivo dato da una più generale e sana e seria gestione della cosa pubblica.
    Ovviamente anche le preferenze altrui, analizzate nel contesto generale, evidenziano contraddizioni enormi.
    Per parte mia, credo che della sindaca padana poi pentita (curioso, lo stesso percorso del rampollo!) altri ricorderanno i soliti appalti a gavio, lo sfregio alla memoria dei morti della Benedicta, le borse di studio private, il cattivo utilizzo dei copiosi fondi arrivati per risolvere i problemi post alluvione (tanto è vero che oggi ne stiamo ancora parlando) eccetera.
    Sul mitico baffetto socio di repetto parleranno i tribunali, e il fallimento del Comune sembra già una sentenza. Se son rose…
    La Senatrice, rappresentante per più legislature di un collegio che va un po’ oltre l’Osterietta, è mai pervenuta altrove, come del resto morando suo collega, salvo la tanta fiducia espressa al governo berlusconi, nipotina di mubarak inclusa, e gli immancabili appoggi a palazzo per le grandi opere e i grandi interessi dei soliti noti.

  3. anonimo (luigi rossi?)
    1 ottobre 2012 alle 10:46

    e certo, mica son tutti Batman.
    ci stanno anche Robin, il Joker, il Pinguino e la donna-gatto…

  4. Giorgio
    1 ottobre 2012 alle 11:41

    Belle parole.
    Il problema VERO, CONCRETO e REALE è che i partiti schierano sempre le solite facce da cul..!!! Sono 40 anni che circolano i soliti nomi, in città e in Parlamento.
    La politica è la professione che gode del minor turnover nel campo del lavoro! Questa è la realtà dei fatti.

    I giovani non sono tenuti in considerazione solo in campagna elettorale dove le parole sul futuro si sprecano. Poi, come nulla fosse, si lasciano cadere e vengono visti come delle minacce per la propria CADREGA!! E allora dove andiamo a finire? Semplice: nel solito circo politico che di fatto non cambierà mai regole!
    Un vecchio politico (tanto per cambiare!) davanti a una mia provocatoria domanda: “ma perché non vi abbassate lo stipendio?” mi rispose: “secondo te il tacchino sarebbe felice di festeggiare due volte Natale?”.

  5. Ettore Grassano
    1 ottobre 2012 alle 11:54

    In effetti al suo posto ti avrei risposto in maniera analoga Giorgio. Aspettarsi che chi comanda si ridimensioni da solo,rinunciando ai propri privilegi, è un po’ patetico, non trovi? Forse il popolino qualche passetto in avanti in più dovrebbe farlo, che diamine: tra prendere i forconi e aspettarti che “loro” si abbassino lo stipendio (ossia il principio della concessione dall’alto, e non del diritto) non ci sono vie intermedie? Quando cesseremo di essere sudditi, anziché cittadini, forse….

    E. G-

  6. Graziella (gzl)
    1 ottobre 2012 alle 11:58

    cari commentatori, il cittadino stima chi lo rispetta e dà risultati poi non crediate che di “batman” “schettini” alessandrini liberando la città dal “baffetto” ve siete liberati, di “schettini” ad esempio ed è mia opinione nel palazzaccio ne sono rientrati dopo l’allontanamento di cinque anni fa. comunque la pensiate pur legittimissimo eccimancherebbe ancora , questi tre ma me citati con le loro macchie, peccati, errori “collettivi” pechè nessuno nega il loro percorso, ascoltando le mie istanze, accettando di risolverle hanno dato vantaggi alla comunità alessandrina e non solo in un certo ambito e non da poco. L’Osterietta non è l’unico “ombelico” che ha ottenuto utilità, ma con la Boldi e l’appoggio di Calvo, importanti vantaggi e leggi nuove a favore di una larga parte del Piemonte oltre gli alessandrini.

    è chiaro che chi non ha potuto godere di tali leggittimi vantaggi perchè fuori dai danni alluvionali (beati voi) non conosce, non sa e manco gli frega qualcosa perchè l’alessandrino pensa solo a se stesso …ne ho avuto la prova e il loro motto è: “vai avanti tu che mi scappa da ridere” . Ciò ottenuto dai tre è bene pubblico perchè non ha avvantaggiato una persona ma tante e se permettete vostri concittadini con dei diritti ben precisi giacchè sfortunati.

    ____________________________________________

    PER MANDROGNO – lei scrive:

    ” Le preferenze della signora Graziella, legate ad esperienze individuali, e a interessi di un gruppo circoscritto, confermano come alla fine gli italiani si formano spesso le proprie opinioni sui politici in base a necessità singole, più che per senso dell’etica e del benessere collettivo dato da una più generale e sana e seria gestione della cosa pubblica”

    1) esperienze individuali o circosctritte? se permette di individuale non vi proprio nulla se poi per lei circoscritte si riferisce a centinaia di imprese e migliaia di persone abbia pazienza mi pare un pò fuori luogo..

    2)ma di quale etica e benessere collettivo parla nel locale ? mi faccia almeno tre nomi di politici locali e a salire che hanno fatto qualcosa di benessere collettivo anche solo per un gruppo circosctritto figuriamoci poi collettivo su un argomento qualsiasi e di sano principio etico. solo tre nomi mica quattro!

    3) vuole che le faccio l’elenco dei politici locali e a salire che alle mie istanze per il bene collettivo in un settore mi hanno preso per il sedere o mi hanno riso in faccia oppure mi hanno insultata? Calvo, Boldi e “baffetto”(ometto il nome così non le viene l’orticaria) non lo hanno fatto. buono criticare senza CONOSCERE I FATTI e i buoni risultati.

    • mandrogno
      1 ottobre 2012 alle 12:41

      gentile signora, ogni volta che le si tocca fabbio (lo cito, così è contenta) lei salta su indignata.
      Ma il bene collettivo che ho in mente io nasce dall’ETICA nella pubblica amministrazione, intesa come modus operandi di base, e non ad personam o su singoli provvedimenti.
      Non penso che ogni singolo atto di personaggi senza etica sia sbagliato. Qualcosa di utile lo avranno pur fatto, presi per singoli casi…
      ma guardi che perfino hitler era gentile, ogni tanto, e amava i cani, e forse avrà anche fatto beneficenza talvolta.
      E’ il giudizio di fondo che condanna i personaggi pubblici privi di etica.
      E le singole positività spariscono, disperse nella costanza e nelle dimensioni delle negatività.

      • Graziella (gzl)
        1 ottobre 2012 alle 14:11

        Gentile “mandrogno”, …. “ogni qual volta la mi si tocca il tal o l’altro tale “…è un pò eccessivo, ma va bene così se è ciò che pensa. Pensare è leggittimo e democratico anche nel suo caso è pensare male ed errato….non crederà mica di essere un messia?

        Lei però ha qualche problema ma è un suo problema però mi piacerebbe sapere chi sta dietro a “mandrogno” perchè non sarebbe male che ci si confrontasse a viso aperto. Lo stare nell’ombra è un comportamento di moda del web ma è molto disonesto soprattutto quando si vuol fare il predicatore e moralizzatore a una espressione del pensiero altrui.

      • mandrogno
        1 ottobre 2012 alle 20:53

        gentile (ma non troppo) Signora, il suo concetto del mondo è decisamente egocentrico, per cui chi è stato gentile con lei è un sant’uomo o una santa donna, anche se ne fa di cotte e di crude, mentre chi si permette di discutere le sue opinioni personali è “molto disonesto”, a prescindere.
        Sono arrivato alla conclusione che lei la pensi esattamente come la maggioranza degli italiani, disposti ad accettare tutto purché il signor “se stesso” sia soddisfatto.

  7. Agatone
    1 ottobre 2012 alle 12:20

    “In realtà, sottolineano gli addetti ai lavori di cui oggi si tende a fare tutto un fascio, magari ingenerosamente, “esistono normative chiare al riguardo, tutto è a norma di legge””.

    E’ proprio questo il problema. Le norme di legge, i rimborsi autocertificati e la valanga di soldi ai partiti. Chi le ha fatte così? Perché?

  8. 1 ottobre 2012 alle 14:03

    Eric John Ernest Hobsbawm (Alessandria d’Egitto, 9 giugno 1917 – Londra, 1º ottobre 2012). R.i.p. Buon viaggio maestro…….

    • mandrogno
      1 ottobre 2012 alle 20:55

      nato marxista e morto con blair, il catto.liberal.laburista..
      La storia di molti anche in Italia.

      • 2 ottobre 2012 alle 00:04

        E’ vero che fu uno degli ispiratori del “new labour” agli albori, per via del suo interesse per i lavoratori inglesi, ma la sua indipendenza di pensiero lo portò molto presto ad allontanarsi e a definire blair “una tatcher in pantaloni”; quindi è nato marxista ed è morto marxista (basta leggere la sua intervista di qualche tempo fà sul blog di Grillo).

  9. Ettore Grassano
    1 ottobre 2012 alle 15:36

    Chi ha intascato i rimborsi di Turigliatto? Eh, in un Paese civile e garantista ci vogliono anni per avere una risposta simile, vero? E taccia l’antipolitica, o il Paese va a ramengo, si sa….

    http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/piemonte_rimborsi_elettorali_scomparsi_finanza/notizie/222648.shtml

    • anonimo (luigi rossi?)
      1 ottobre 2012 alle 20:10

      pare che li abbia presi direttamente la bresso.
      PD.

  10. 2 ottobre 2012 alle 00:05

  11. Graziella (gzl)
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