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Filippi: “Rimango, pensando al futuro di questo territorio”

10 ottobre 2012

Nella giornata in cui tanti suoi colleghi scelgono di dimettersi, il presidente della Provincia di Alessandria Paolo Filippi decide di restare, spiazzando alcuni pronostici della vigilia. “Ma questo governo sta distruggendo l’autonomia degli enti locali”. E c’è anche una “frecciata” per il Pd. Buona lettura su AlessandriaNews!

E. G.

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  1. rupert
    10 ottobre 2012 alle 08:38

    bello leggere, dopo tanti anni di vacanza, che qualcuno si preoccupa del futuro del territorio.

  2. Sempronio
    10 ottobre 2012 alle 08:43

    Filippi non si dimette perchè non riesce ad andare a Roma, ha vinto Balduzzi !

  3. 10 ottobre 2012 alle 08:48

    Un po’ semplificata come riflessione Sempronio: non sottovalutato la forza relazionale di Balduzzi, in un meccanismo in cui peraltro le liste le farebbero (a meno di riforme dell’ultima ora, a questo punto) quattro notabili di partito. Penso però, tra le altre cose, che la famosa normativa sull’ineleggibilità dei presidenti di Provincia andrà a cadere nei prossimi mesi. Insieme a parecchie altre cose in questo Paese. E mi pare, si veda altro post di giornata, che ormai si può parlare tranquillamente di elezioni simulacro, una ratifica popolare pro forma. Non credi?

    E. G.

  4. anonimo (luigi rossi?)
    10 ottobre 2012 alle 10:05

    chiamiamolo col suo nome, va… GOLPE occulto.
    Ma su filippi che oggi non scende da cavallo perchè “non voleva scendere” ha ragione Sempronio.
    Cero che la premiata coppia paolo&rita è tanto tanto affiatata.
    Lavorando in strettissima sinergia, sono riusciti a demolire in pochi mesi sia una provincia che una città.
    La storia gli renderà merito, come accadde a Gradara, molti secoli fa… saranno famosi.

  5. Precari Provincia Alessandria
    10 ottobre 2012 alle 15:30

    Non rinnovare i contratti ai precari che di fatto svolgono attività di normale amministrazione, a casa nostra vuol dire licenziare. Ci sembra che si sia stata una volontà politica di tagliare partendo dalla base della piramide e non dai vertici come annunciato. Attendiamo fiduciosi un atto di responsabilità da parte dell’Amministrazione, in questa difficilissima fase economica, nell’agevolare il ricollocamento dei Precari della Provincia.

    • Graziella (gzl)
      11 ottobre 2012 alle 07:57

      “Ci sembra che si sia stata una volontà politica di tagliare partendo dalla base della piramide e non dai vertici come annunciato”
      ________________________________________________________

      Monti ha fatto scuola: si taglia la base di un paese che è il popolo, ma non si taglia sui vertici o per meglio dire i “compagni di affari”, vorrete mica che vengano salvati i posti di lavoro di anonimi comunissimi precari e licenziati “fedeli” funzionari, alti dirigenti e consulenti con cui si è condiviso anni di “lavoro proficuo”?

  6. 10 ottobre 2012 alle 16:23

    Quanti struggenti ricordi degli anni ormai passati, la caducità delle umane realtà ce la rammenta l’infinita “ruota delle cose” alla quale tutti siamo legati (a parte gli illuminati) e il ripetersi di avvenimenti che fanno dell’eroismo il pane quotidiano, cibando l’immaginazione e pascendo gli animi e i cuori di intere generazioni di sognatori idealisti. Io, quando vedo, in un epoca di “capitani” che abbandonano la nave, che scelgono la via più facile, perseguendo un gretto interesse personalistico, atti di disinteressata generosità compiuti senza nulla pretendere, mi commuovo e mi viene da cantare L’Internazionale. Questo feci quando venni a sapere delle vicende del ponte di Hendaye… bisogna però risalire un poco all’indietro nel tempo, per inquadrare la vicenda. Verso l’apice della “cruzada” franchista contro le truppe repubblicane e le brigate internazionali, nel 1939, in Spagna, l’accerchiamento, il terrore, la efferata tortura, l’attacco crudele alla democrazia, perpetrate dai macellai franchisti e fascisti (italiani), produssero in Catalogna l’esodo, se preferite “la ritirada”, di duecentomila tra uomini, donne e bambini che cercavano di raggiungere la Francia: ve ne arrivarono pochi, molto pochi. Sia loro che i miliziani antifascisti furono protetti nelle ritirata da alcune formazioni partigiane, fra le quali si distinse la 26ma colonna anarchica di Buenaventura Durruti.
    Uno degli episodi più alti della lotta per la libertà avvenne, appunto, sul ponte internazionale di Hendaye; Giovan Battista Frati di Montieri (detto Giovannino), combattente della compagnia italiana del Battaglione Dimitrov, fu fra i miliziani che difesero palmo a palmo il ponte internazionale di Hendaye per permettere ai civili in fuga di passare in Francia (ferito, sarà ricoverato in un ospedale della Legione straniera). Non arretrarono, sebbene le forze nemiche fossero preponderanti e ben armate, Frati rimase al suo posto, incurante della mitraglia e del mortaio, nonostante le probabilità fossero tutte contro i difensori. I compagni morivano, ma lui, comunista grossetano tutto di un pezzo, scelse consapevolmente di sacrificarsi per il bene di quella che era diventata “la sua gente”. Sopravvisse, certo!, ma non è sempre vero che l’eroe debba morire, anzi.. Quindi, quando io avverto, come in questi ultimi mesi, tanta abnegazione, tanto disinteresse per le umane cose, tanto spirito di servizio per la collettività, generosamente offerti in cambio di un pugno di riso ed un sorso d’acqua…. Quando le lacrime che io, da vecchio rivoluzionario, ricaccio indietro, rischiano di soffocarmi, pensando al travaglio interiore dei mistici odierni, combattuti tra un anelito ascetico alla filocalia (amore per la bellezza, la massima espressione della pietà cristiana, come riportato da Paisij Velicovskij) e la ferrea volontà che, invece, li spinge a gettarsi, generosamente, contro i nemici della democrazia e a fare scudo alla mitraglia con il loro petto, sacrificando inevitabilmente qualche caro compagno, per permettere alla propria gente di “salvarsi”, senza nessuna eccezione, senza nessuna distinzione (che so, tra precari e non, ad esempio…) mi viene da intonare: “Compagni avanti gran partito….”….presidiatelo quel ponte!, non arretrate!, rimarrete nell’imperitura memoria, avrete l’eterna gratitudine del proletariato che guarderà a voi come fulgidi simboli luminosi di umanità vittoriosa…..come un tempo si guardavano gli “Eroi dell’Unione Sovietica”.

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