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Il buio sulle città, metafora inquietante

11 ottobre 2012

C’è un provvedimento particolarmente patetico, e simbolico dell’attuale sfacelo italiano, fra gli ultimi “tagli” annunciati dal governo Monti, ed è la razionalizzazione dell’illuminazione pubblica nelle città (e a maggior ragione, immagino, in periferia).

Chiamarla “Operazione cieli bui”, poi, è un tocco di cretineria montiana di non poco conto. Metafora triste, ed inquietante. Prossimamente ci aspettiamo “progetto canna del gas” (tagliato, ovviamente), o “campagna si salvi chi può”.

Non ne ho idea di quanti denari si pensi di risparmiare in questo modo, ma mi è invece chiara l’aberrazione di fondo: “tosare” sempre di più i cittadini, al contempo negando loro persino servizi pubblici essenziali. Eh sì, perché la luce pubblica, fino a prova contraria, significa per un territorio in primis sicurezza (ve lo immaginate un povero disgraziato che porta il cane a spasso la sera in Pista o al Cristo nel buio totale, o una ragazza che rientra a casa dal cinema?), e poi soprattutto dignità, che diamine.

Non è davvero accettabile sfogliare un qualsiasi media, cartaceo o on line, ed imbattersi in costanti ruberie di Stato a molti zeri, e al contempo accingersi a tornare ad un clima da bombardamento bellico. E’ questa la strada per rilanciare il Paese, mister Monti? Spegnere anche le luci, oltre alla speranza degli italiani?

E. G.

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Categorie:Editoriali
  1. Graziella (gzl)
    11 ottobre 2012 alle 07:05

    MONTI: un pericolo che ho annusato dall’inizio.

    …..è antipatico dirlo ma quando il Napolitano ha annunciato l’arrivo di Monti un brivido gelato mi ha oltreppassato il corpo. Nonostante la mia impreparazione sull’alta finanza europea e mondiale, i nomi di Monti, Prodi, la buonanima di Padoa Schioppa, persino Amato con i vari Ciampi e Dini avevano già inciso negativamente il mio pensiero. Individui da me definiti un flagello per il nostro paese.

    Sul nome di Monti ho discusso prima con mio marito che secondo lui, Monti avrebbe riportato il paese agli onori del mondo e un pò di giusti equilibri tra la popolazione e l’apparatio in toto.

    Poi ho discusso con chiunque e contro tutti nei luoghi pubblici, oltre me tutti dicevano che il Monti da qualche parte doveva iniziare ma guarda caso è iniziato da noi, contro di noi e continuerà su questa strada avallato dal Napolitano, dai PD, PDL,UDC che a Roma avallano Monti non considerando che nelle periferie gli appartenenti degli stessi partiti si rendono contro dei danni che sta producendo Monti e “compagni di merende” alla popolazione e piccola economia italiana.

    E’ mai possibile che i nostri parlamentari facenti parte dei partiti che appoggiano supini in parlamento Monti non reagiscano in qualche modo? Ho apprezzato la dichiarazione di Stradella che ha fatto su La Stampa una settimana fa di reagire e non votare più in parlamento, altri hanno dichiarato che prima di fare scoop eclatanti esiste il dialogo …..ma il tempo del dialogo da parte dei nostri eletti è scaduto, ora servono i fatti. Comprendo che per una parte politica il Monti è un prodotto scelto a tavolino e poi “messo sul mercato” non proprio leggittimamente dal Napolitano/Bersani e compagnia danzante…..per certi eletti obbedire sì, ma ci sono limiti.

    DOMANDA: come mai quando il governo Prodi ha avuto difficoltà siamo andati ad elezione cancellando quel parlamento, e nel governo Berlusconi il Napolitano ha scelto una formula percui abbiamo un governicchio non eletto e un governicchio di eletti dove comunque tutti comandano e decidono a trattenere loro privilegi a discapito nostro?

  2. 11 ottobre 2012 alle 10:09

    condivido in pieno – l’uso eufemistico di slogan e parole d’ordine è aberrante e la dice lunga sulla semi-cultura da master in business administration – saluti da un lettore romano (anche noi stiamo messi mica male!)

  3. mandrogno
    11 ottobre 2012 alle 10:31

    ovviamente nessuna traccia di leggi SERIE contro la corruzione dei politici e dei funzionari pubblici, ne’ di SERIE iniziative contro le mafie, ne’ di VERI tagli al magna magna dei partiti e associati, ne’ alle spese militari esorbitanti e inutili, ne’ alla esosissima TRUFFA del TAV.
    Il PD, il PDL e l’UDC (nella sterile apatia degli altri furbetti del parlamentino) sono i primi responsabili di questo scempio, TUTTI, anche i loro esponenti\satrapi di periferia.
    Che non ci provino, a far finta di nulla

  4. TM
    11 ottobre 2012 alle 12:10

    segnalo in margine uno strepitoso articolo della stampa on line di ieri in cui, in pratica, si loda l’iniziativa di ‘cieli bui’ come un segno di sensibilità ambientale – il cielo stellato è patrimonio mondiale dell’umanità, dice l’unesco – e si afferma con autentica improntitudine che non c’è alcuna correlazione dimostrata tra la migliore illuminazione e la maggiore sicurezza. amen.
    cominciamo con il coprifuoco, mi chiedo quando cominceremo a sentire pippo che gira sulle nostre teste in cerca di obiettivi da colpire – il ponte della cittadella però non c’è già più…

  5. 11 ottobre 2012 alle 17:24

    E adesso….che la macchina della propaganda si metta in moto!; pensare che accusavano noi sovietici di essere gli artefici principi o, addirittura, gli inventori della forma moderna che la stessa ha assunto. I primi esempi, per quello che si conosce, risalgono al periodo dei tiranni, in Grecia, tra l’VIII e il VI secolo A.C., soprattutto riferiti a Pisistrato che mise in moto tutta la macchina propagandistica, all’interno e all’esterno della propria Città. Le sue campagne avevano alcune delle caratteristiche della propaganda moderna: coordinazione dei mezzi, messe in scena, strumentalizzazione delle credenze popolari, divulgazione di notizie false ed individuazione del nemico. Come si vede c’erano già tutte le componenti della disinformatia moderna, con la sola differenza che, dal 1916 (durante la I guerra mondiale) in poi, i metodi sono cambiati, con il sorgere dei nuovi media e, in epoca recente, con l’affermarsi di Internet, si è avuta l’impennata definitiva. Comunque, il fenomeno interessò anche l’epoca romana, quando, addirittura, si inventarono i manifesti elettorali, prendendo la bella abitudine di cercare di far partecipare la gente all’attività politica, mentre, in pratica, li si voleva schierati durante le guerre civili; lo stesso Cesare, con l’ausilio degli “Acta Diurna”, magnificava la potenza di Roma. Bisognerà, però, aspettare fino a Luigi XIV, per raggiungere alcune delle vette moderne, visto che lui incentrò tutto sul prestigio, con fastosi ricevimenti e operazioni di marketing ante litteram, legate ad eventi mondani (chi vi ricorda?). Ma la cosa che si inventò, all’estero, e che da allora divenne un must delle campagne propagandistiche, anche le nostre, fu il sistematico reclutamento di giornalisti e direttori di giornali, per garantire visibilità e spostare il consenso verso la Francia, in concomitanza all’utilizzo di agitatori prezzolati che spargevano false notizie fra la gente. Gli odiati americani lo hanno fatto e lo fanno in tutto l’orbe terraqueo con radio e tv: Al-Hurrà (la libera) in Iraq, Voice of America, Radio Free Asia e la Martì per Cuba. Ma la cosa più preoccupante, che vi riguarda, da vicino, è l’autocensura che gran parte dell’intelligencija pratica, non c’è bisogno di coercizione, forse è nella natura di alcuni uomini schierarsi sempre con il potere o, forse, come dice Chomsky, il processo è induttivo e, addirittura, questo succede senza che gli interessati, nonostante il grado di istruzione elevato, se ne accorgano. Fatto stà che, in un modo o nell’altro, consciamente o inconsciamente, gran parte dei formatori di opinioni, dei persuasori (anche sul web), si schierano automaticamente, anche sulle farneticazioni più improbabili, con il politburo in carica al momento (ruby docet).
    La propaganda, nelle cosiddette “società libere”, è onnipresente e nascosta, ed è molto difficile avvertirne la presenza; ciò si lega, preoccupantemente, ad un’altro argomento insidioso da affrontare, nelle moderne società occidentali, quello che è stato sbandierato per anni, addirittura mitizzato, nella lotta contro il nostro blocco Sovietico: la libertà di opinione. Siete proprio sicuri che ci sia davvero?, o la censura è sempre in movimento e quando qualcuno cerca di dire la sua verità, magari scomoda, magari riuscendo ad estirpare quelle fettone di salame che stanno sugli occhi della massa, che nel vostro caso hanno impresso i loghi della maggior parte dei media italiani, viene sottoposto ad una sorta di autodafè, in cui si tenta di disintegrare sistematicamente la sua figura. Faccio un piccolo esempio recente che può anche spiegare alcune delle mie considerazioni precedenti: io mi sono imbattuto in un articolo di Micromega sulla questione Casaleggio agli inizi del 2010, se non erro, infatti, dopo che ho visto i filmati sul loro sito e tutto il resto, qualche domanda me la sono posta, ma negli anni successivi , aldilà delle mie perplessità, ho continuato a chiedermi come mai nessuno tentasse di utilizzare la questione contro il Movimento 5 stelle. Hanno aspettato tutti, e dico tutti, l’ordine di scuderia e quelli “indipendenti” si sono prestati più di altri al gioco del potere, primo fra tutti Formigli. Ma che razza di giornalismo è?, la scoperta dell’acqua calda nel 2012, e che dire dei commenti di persone, anche intelligenti e colte, che ci sono cascati con tutti e due i piedi?. Questo succede perchè, con questa fanfaluca della libertà di opinione e di informazione, la gente ha molta più difficoltà a formarsi uno spirito critico, convinta com’è che la circolazione delle idee sia libera e che l’informazione sia plurale. Nei regimi come il nostro, invece, la popolazione, ben sapendo che tutto era filtrato da un ministero della Verità, come quello in cui lavora Winston Smith, in “1984” di Orwell, imparò subito a leggere tra le righe dei comunicati e delle notizie, capacità che farebbe molto comodo anche ai liberi italiani oggi……
    A proposito di tutto quello di cui ho parlato, mi sale un sorriso alle labbra, pensando ad uno dei più riusciti slogan di Vladimir Il’ič, coniato per la campagna di elettrificazione negli anni venti: “Il comunismo è il potere sovietico più l’elettrificazione di tutto il paese” che, tra l’altro, si può leggere ancora oggi a Mosca. Forse che per timore dell’arrivo dei cosacchi a Roma, da tempo paventato, monti abbia deciso, oltre alla decurtazione degli stipendi e (cosa molto grave) la diminuzione degli emolumenti previsti dalla legge 104 per l’assistenza ai disabili (dovendo compensare 500 milioni di regalo alla chiesa), di impedire il sorgere del comunismo, oscurando di fatto la nazione e con essa le coscienze di milioni di cittadini?….

  6. blackbeard
    11 ottobre 2012 alle 21:15

    Santo cielo, come siete acidi! Monti ha fatto benissimo a programmare la riduzione delle luci pubbliche, ma vi rendete conto che spreco tutti questi lampioni e queste luce? Certo la spesa pubblica è piena di ingiustizie e assurdità, ma se aspettiamo di correggere tutto per fare i tagli antipatici non taglieremmo mai niente. Cominciamo a tenere pulita la nostra piastrella, poi il resto del mondo si adeguerà.
    Possibile che su internet si debba sempre e solo dare sfogo al più bieco populismo? Monti sarà pure un plutocrate brutto e cattivo, ha commesso diversi errori, però ragazzi miei chi ci mandiamo a trattare con i creditori?
    vi voglio bene

  7. 11 ottobre 2012 alle 21:34

    Ah, qui ci si vuole bene tutti caro Black, è il prerequisito per leggere e soprattutto commentare. Però guarda che un quartiere di periferia o una frazione al buio è davvero una roba da anni di guerra. Non entro nel merito dei costi, e delle possibili soluzioni al risparmio, non ne ho le competenze. Ma so che, come gli altri alessandrini onesti (quasi tutti, fino a prova contraria), pago fior di tasse al comune: per cosa, di grazia, dovrei continuare a farlo, se anche servizi modesti come luce pubblica o spazzamento neve (prepariamoci) venissero meno? Le tasse non sono mica un balzello pagato al feudatario dai servi della gleba: fino a prova contraria, dovrebbero servire ad erogare servizi di pubblica utilità, che dici? Comunque, il nodo è che tutti questi enti costano un casino, e producono poco, in termini di utilità collettiva. Finché non lo si affronta in maniera strutturale, hai un bel spegnere le luci, o aspettare la beneficienza di altri enti….Oltre l’emergenza o c’è la riorganizzazione (seria e rigorosa, di sistema) o c’è l’implosione.

    E. G.

  8. blackbeard
    11 ottobre 2012 alle 21:59

    ma si certo, bisogna volersi sempre bene. Provo a spiegare il mio pensiero e la prendo alla lontana, confessando in anticipo che quanto sto per dire non è influenzato dal fatto che ho avuto Vandone come professore ad Economia a Genova (è proprio così).
    Che cosa sono i debiti? Immaginate di fare un prestito per comprare una macchina : la banca vi da i soldi e voi la ripagate, ad esempio, in tre anni, con i vostri redditi futuri. Per usare una parola grossa, fare un debito oggi significa usare la macchina del tempo, come in Ritorno al Futuro, e portare dal futuro ad oggi le vostre prossime entrate. Non esistono pranzi gratis. Se lo stato o il comune spende oggi più soldi di quanto ne incassa e se li fa imprestare, significa che in un qualche momento futuro si dovrà verificare la situazione opposta, cioè in cui le entrate supereranno le uscite. Cioè in cui paghiamo più tasse di quanti siano i nostri servizi.
    La nostra sfortuna è di vivere in questo momento del ripagamento : c’è qualcuno che ha vissuto sopra le proprie possibilità (i nostri genitori, noi stessi) e noi paghiamo il conto. E’ per questo che uno degli atti più eticamente inaccettabili per lo stato e il pubblico è fare debiti per la spesa corrente, perchè si sposta il problema sulle generazioni future, che non hanno voce in capitolo.
    Per cui, caro Grassano, ci possiamo incavolare, possiamo chiedere la patrimoniale (come sarebbe giusto) ma ci dobbiamo rassegnare per qualche anno a pagare di più di quanto riceviamo in termini di servizi. E te lo dice uno con una famiglia numerosa, che paga un conto salato per il dissesto del comune e dello stato.
    Per simpatia verso Molotov, rammento che vi è teoricamente un’altra possibilità cioè il ripudio del debito, come ha fatto l’Unione Sovietica agli albori. Ma i patti vanno rispettati e i debiti restituiti, sennò nessuno ti aiuta più in futuro (ed infatti una delle cose che ha dovuto fare la morente URSS è stata quella di riconoscere a forfait una parte dei debiti dello Zar).
    Comunque passerà anche questa stazione!

  9. 11 ottobre 2012 alle 22:20

    Evviva Molotov! Se per una sera non compare, lo evochiamo! Però, seriamente: sono d’accordo, ma senza una riforma seria della baracca, i debiti continueranno ad accumularsi nel 2013, 2014, 2015. E’ su questo punto che non ho ancora sentito parole chiare. A meno appunto da non considerare strutturale la soluzione di spolpare i cittadini in cambio del (quasi) nulla. Comunque, almeno brontolare un po’ ci è ancora consentito, dai…

    E. G.

    • 11 ottobre 2012 alle 23:11

      Eccomi, sono l’Occhio di Horo……. ma, purtroppo, non ho avuto professori di economia, tantomeno Vandone, quindi non mi addentro, ma mi sembra che ad Acqui, tanto per citare un esempio vicino a voi, qualcuno i debiti future, quelli fatti coi derivati, stia tentando di farli pagare, anche penalmente, ai responsabili. Senza tornare ai nostri albori, posso dire che nei mesi scorsi l’ Argentina ha dimostrato che un’altra strada è percorribile, e non è quella stabilita dall’Fmi. Io mi pongo solo dei problemi, diciamo così, etici. Come mai, tanto per citare un episodio, lo spread non è mai stato nominato, fino a qualche tempo fà, poi è apparso all’improvviso come nemico/pericolo nella macchina propagandistica nazional-popolare?. Lo spettro della Grecia incombe?, peccato che Francia e Germania abbiano imposto, in cambio degli aiuti, l’acquisto di armi, anche e soprattutto nel 2012, qualcosa come il 3% del Pil (in proporzione, solo gli USA possono spendere tanto), ma la notizia è passata nelle ultime pagine dei giornali. Ma vi sembra che l’Italia possa permettersi 29 miliardi di spese belliche nei prossimi anni, ma con chi siamo in guerra?, a quanto mi risulta la macchina propagandistica dice che facciamo peace keeping (prima erano operazioni di polizia internazionale).
      Comunque vi lascio con l’occhio che tutto vede…..

  10. 11 ottobre 2012 alle 23:12

    quanti ma stasera, mah……..

  11. blackbeard
    11 ottobre 2012 alle 23:34

    carissimi, posso permettermi di suggerire una fantastica lettura notturna ?
    ecco l’editoriale dell’Economist uscito stasera,
    http://www.economist.com/node/21564556

  12. mandrogno
    12 ottobre 2012 alle 00:40

    il governo PD PDL UDC è un governo OSCURANTISTA, e lo spegnimento dei lampioni ne è la prova provata.
    Loro continueranno a mangiarsi miliardi, alle nostre spalle. E noi al buio completo.

    Ma mi resta una speranza.
    Se sposo la figlia di un vecchio deputato o senatore, e magari mi faccio amante anche di qualche potente assessora provinciale, un po’ di mangime, da torino o roma o bruxelles, arriva anche a me?

  13. 12 ottobre 2012 alle 00:51

  14. 12 ottobre 2012 alle 00:53

    oops! ho sbagliato post…

  15. Boris
    12 ottobre 2012 alle 08:49

    L’assessora Morando è persona integerrima !!!

    • mandrogno
      12 ottobre 2012 alle 08:53

      e fuori da ogni tentazione, anche, come me.
      Ma il mio era un quesito per assurdo.
      Magari avrebbe avuto più senso se io fossi donna, chissà…

  16. Wally
    12 ottobre 2012 alle 11:42

    Beh, in provincia non ci sono solo gli assessorati, ma anche le commissioni…

    • mandrogno
      13 ottobre 2012 alle 10:06

      elementare, Watson.
      E non sifece male, perchè teneva un portafortuna…

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