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Politica, che mestieraccio!

12 ottobre 2012

“Fare politica oggi vuol dire essere masochisti”, mi dice un amministratore pubblico di lungo corso, sfogliando le pagine de La Stampa che si trova sulla sua scrivania.
“Però in tanti non mollano l’osso comunque: perchè?”, azzardo io, e si parte con un po’ di riflessioni a ruota libera.

L’impressione è che davvero oggi in pochi possano dire, con certezza, come e cosa sarà l’Italia fra sei mesi. E che, al contrario, tanti politici (non solo di casa nostra) stiano sperimentando sulla propria pelle le difficoltà del ruolo, diciamo così. E’ il bis di quanto già successe vent’anni fa, nel biennio ’92-’93, ai tempi di Tangentopoli?

Sì e no: allora c’era nella popolazione più rabbia, un furore da gogna, bava alla bocca e lancio di monetine che ben ricordiamo. E che non ci manca. Ma si percepiva anche, tutto sommato, la speranza di poter girare finalmente pagina, una volta per tutte, diventando una democrazia compiuta, dopo la lunga notte della prima repubblica, fatta sì di ruberie, ma ancor peggio di bombe, stragi di Stato, lotta armata.

Mi pare (ma è opinione personale, come sempre) che la seconda repubblica finisca invece “in vacca”, per parlar raffinato, e che abbia tradito quasi tutti gli auspici (illusioni, forse) di quel tempo.
E’ vero che oggi lo scenario è più pacifico di allora, sul fronte dell’opinione pubblica. Ma, a ben guardare, è anche assai più cupo sul fronte della speranza di reale cambiamento.

Per questo dico: “la politica, che mesteriaccio”. Perché gli italiani, i cittadini comuni alle prese con i tanti problemi quotidiani legati al lavoro che viene meno, e al futuro precario, ormai fanno davvero di tutt’erba un fascio, se parli di politica, e di politici.

Ad essersene più consapevoli, almeno dal mio osservatorio non so quanto privilegiato, mi pare siano i rappresentanti del centro destra. E non solo, credo, perché la loro parte politica pare fragorosamente “franata” a seguito dei numerosi scandali, e col venir meno delle leadership carismatiche di Berlusconi e Bossi.
No, secondo me nel centro destra sono un po’ più lucidi rispetto a quanto sta succedendo perché da tempo assai più pratici, o meno ideologici, che dir si voglia. Cosa voglia dire pratici, poi, vedete un po’ voi.

Sul fronte del centro sinistra invece (non so con che mix di onestà intellettuale e ipocrisia: fate voi anche qui, per par condicio), non pochi ritengono che una diversità ancora esista, e sia percepita dall’elettorato: se non altro da quello di riferimento. Chi abbia ragione, lo verificheremo certamente in primavera, alle elezioni politiche.
Mentre la Sicilia è un mondo talmente a parte, che comunque vada a finire non ne farei un test attendibile: lì il Pdl faceva ai tempi “il pieno” per ko, e certamente è quindi il centro destra ad apprestarsi ad una brusca retrocessione. Però, ripeto, sarà solo tra qualche mese che scopriremo davvero se “l’ostilità” nei confronti della politica nel suo insieme ha superato il “livello di guardia”, e cosa davvero potrà uscire dalle urne. Dei sondaggi, francamente, ho imparato a diffidare: mi sembrano in gran parte più finalizzati ad “orientare” che a descrivere la situazione.

E. G.

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Categorie:In primo piano
  1. Agatone
    12 ottobre 2012 alle 10:51

    Io, non iscritto al pd e spesso in dubbio sul voto da dare noto una certa differenza quantitativa. Molti degli scandali che riguardano ruberie, vicinanza mafiosa e politica all’ingrasso sono riconducibili al centro destra. Che poi nel centro sinistra ci sia stata una specie di sonno e a volte connivenza è vero. Però pare che nel pdl si sia infilata gente lì apposta per farsi i suoi fatti personali. Forse perché è un partito nato dal nulla in cui con facilità si poteva arrivare ad avere incarichi politci.
    E poi è ancor più grave perché il pdl nasce come partito liberale, cioè partito che dovrebbe alleggerire lo stato, farlo gravare meno sui cittadini. Invece è diventato il partito di chi vuole sfruttare lo stato per sé. Che schifo, posso dirlo?
    Anche questo uso smodato della parola libertà, che è una delle parole più belle. Non si può usarla così e stravolgerne il significatà Libertà. Ma la libertà degli altri non la considerano, questi?

  2. Agatone
    12 ottobre 2012 alle 10:53

    Scusate gli errori di battitura. E’ che da un lato scrivo in fretta e dall’altro la casella dei commenti mi dà qualche problema. Si sovrappone alle stringhe dei dati richiesti

  3. cittadino
    12 ottobre 2012 alle 11:38

    pensare che nel PD (il “centro-sinistra” non esiste, è una categoria mediatica senza alcuna base credibile) possa esistere “onestà intellettuale” in presenza di IPOCRISIA direi che sia davvero un ossimoro.
    I fatti negano con forza la presenza della prima, e asseriscono con brutalità lo strabordare della seconda.

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