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[BlogLettera] Appello agli intellettuali e agli artisti per dire no al declino di Alessandria

13 ottobre 2012

Il luogo dove per scelta nostra o del caso ci troviamo a vivere ed a creare ci appartiene, come appartiene con reciprocità alle nostre opere.
Agli eventi lieti ed ai fatti tragici della nostra città comunque noi partecipiamo ed essi ci influenzano, offrendoci spazi di riflessione che debbono tradursi in condivisione.
Questo è il rapporto forte che hanno o che dovrebbero avere tutti gli intellettuali e gli artisti, sempre necessari col loro apporto per donare la giusta visione del presente ed una speranza per il futuro.

Per quanto siano inclini, anche per ragioni creative, a coltivare la solitudine, intellettuali ed artisti rappresentano, più di qualunque specie o sottospecie di “governante tecnico”, l’autentica e davvero rappresentativa forza d’urto e d’indirizzo della nostra società.

Ora è giunto il momento far sentire questa voce autorevole per dire no al declino di Alessandria, perché si stanno moltiplicando con moto accelerato i segni negativi che predispongono alla lenta ed inesorabile eutanasia della nostra città.

Per amore, per intelligenza, per opportunità, per desiderio di non far spegnere la preziosa fiammella del buonsenso chiedo a tutti gli intellettuali ed artisti di Alessandria o che di questo luogo nutrono considerazione di partecipare alla fiaccolata organizzata unitariamente da CGIL, CISL e UIL con ritrovo alle ore 20,30 di giovedì 18 ottobre 2012 in piazza della Libertà.

Claudio Braggio, sceneggiatore
http://www.storiedelmonferrato.com

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Categorie:BLettere
  1. anonimo (luigi rossi?)
    13 ottobre 2012 alle 17:11

    mi spiace, sarà impegnato a una fiaccolata per la memoria dei morti da cancro in Frascheta, quelli che secondo cgil cisl e uil non esistono perchè la montedison non inquina.
    Ci vorrebbe meno ipocrisia.

  2. pinatubo
    16 ottobre 2012 alle 20:17

    “ppello agli intellettuali e agli artisti per dire no al declino di Alessandria”: invede di dire, cioè di continuare a parlare a vanvera, lorsignori si decidessero a fare qualcosa!
    Il problema di fondo è che dire non impegna, la parola di un politico come noto vale solo nel momento in cui la dice e un minuto dopo potrebbe affermare il contrario senza problemi, come già accaduto, mentre fare è decisamente più oneroso e complesso. È la famosa differenza che esiste fra il dire e il fare.

  3. pinatubo
    16 ottobre 2012 alle 20:31

    Sui “morti da cancro in Frascheta, quelli che secondo cgil cisl e uil non esistono perchè la montedison non inquina.”.
    Hai perfettamente ragione, ci vorrebbe meno ipocrisia: ACNA ed ETERNIT ad esempio, sono state tenute aperte fino a quando il problema da loro causato non ha assunto proporzioni incontenibili. Funziona semplicemente così, la recente vicenda dell’ILVA di Taranto lo dimostra in modo incontrovertibile: tutti sapevano, sindacato compreso, e tutti tacevano perché in definitiva a costoro andava bene così. Poi un giorno il meccanismo si è inceppato, è intervenuta la magistratura, ed ecco che improvvisamente tutti (a parole) si danno un gran da fare…. Pura ipocrisia, nel più classico stile italico.

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