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La città che vorremmo

18 ottobre 2012

Quella di oggi non è l’Alessandria che tutti vorremmo, ma è quella con cui dobbiamo confrontarci. La mattina una grande manifestazione delle cooperative sociali, che garantiscono una serie di servizi essenziali e specializzati erogati per conto del Comune e del Cissaca. Ognuna di loro vanta crediti milionari, chissà quanto, e quando, esigibili. E, soprattutto, si tratta di un comparto con un bel punto interrogativo al posto del futuro, e di cui in pochi oggi si preoccuperebbero, se la cancrena dell’insolvenza di palazzo Rosso non avesse raggiunto i dipendenti del comune, e delle partecipate.

Poiché però i dipendenti delle cooperative non sono lavoratori di serie B (anzi, semmai di A+), a noi piace partire da loro.

Poi, la sera, via con la fiaccolata sull’emergenza Palazzo Rosso, organizzata dai sindacati, e senza bandiere di partito. A cui è presumibile partecipi un gran numero di persone, e che speriamo abbia il sapore non di un funerale, ma di uno scatto d’orgoglio. Non è vero che tutti sono d’accordo con lo strumento fiaccolata: ho parlato con persone scettiche, che non ci saranno o comunque non la ritengono un passo decisivo. E in effetti, sperare che da Roma si accorgano di una marcia tra le vie di Alessandria è abbastanza illusorio. L’impressione è che quello di stasera sia più che altro un modo per rinfrancare il morale delle truppe, e far presente che non si molla, e si è tutti uniti.

Seguirà (salvo novità clamorose e positive, che tutti auspichiamo) lo sciopero generale di venerdì 26 ottobre. Proprio alla vigilia di “san paganino”, il protettore degli statali, e di tutto il pubblico impiego. Un santo destinato però a conoscere un percorso sempre più accidentato, se alle marce e agli scioperi non si accompagneranno progetti complessivi di riorganizzazione della “macchina pubblica”. Piena solidarietà dunque, ma anche lucidità e progettualità orientata al futuro. O staremo sempre più qui a raccontarci il declino di un territorio, in cui gli enti locali non possono essere l’eccezione.

E. G.  

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Categorie:In primo piano
  1. Graziella (gzl)
    18 ottobre 2012 alle 08:24

    tutto è utile anche se a Roma di Alessandria non frega nulla….parliamoci chiaro perchè è realtà! Ieri mattina su un canale nazionale siamo stati “sputtanati” oltre ogni misura. Quindi qualcuno a livello governativo nazionale è arrivato il messaggio ma troppo presi per i cosidetti affari loro per preoccuparsene. Napolitano, come capo dello Stato dovrebbe vergognarsi e dimettersi se non è in grado di imporre al governo posticcio di dare un aiuto a questa città “MALGOVERNATA” da quelli di ieri e da quelli di oggi….qui qualche cazzata di troppo qualcuno la fatta, che sia la politica locale o la Corte dei Conti Regionale, inoltre se è vero che la Regione Piemonte deve dei trasferimenti dovuti alla città, li tirino fuori TAGLIANDO OGNI SPERPERO INUTILE ….Stato, Regione fino ad oggi hanno vissuto alla grande SPRECANDO RISORSE PUBBLICHE, è tempo di fare il proprio dovere.

    In ultimo: vorrei vedere se al posto di Alessandria ci fosse Novara, Cuneo, Torino …..sarò maligna ma oltre alla non dichiarazione del dissesto, fondi utili sarebbero già arrivati!!!!

  2. Ettore Grassano
    18 ottobre 2012 alle 08:46

    Temo sia così signora: Roma non ha soldi per tutti. E Alessandria come peso politico sta nelle ultime file. Non so Cuneo, ma Torino o Novara, per rispondere alla sua citazione, avrebbero già i soldi in cassa, non ho dubbi.

    E. G.

  3. Marco Bidone
    18 ottobre 2012 alle 12:20

    Per quanto riguarda la dichiarazione del dissesto, consiglierei di andarsi a leggere la lettera odierna del consigliere comunale Mauro Cattaneo il quale rimarca ancora una volta, e sembra che molti facciano orecchie da mercante in merito, come il dissesto fosse già stato oggetto di determina prefettizia alla quale il consiglio comunale non poteva sottrarsi, pena lo scioglimento e la nomina di un commissario. Poi, tanto per spostare l’attenzione dal dito alla luna, dissesto o meno è chiaro che la città era arrivata a un punto di non ritorno e stupisce moltissimo che il tutto debba vertere appunto intorno alla dichiarazione di dissesto e non al dissesto vero e proprio che è sotto gli occhi di tutti. Se qualcuno pensa che senza la dichiarazione si sarebbe potuto e dovuto continuare a contrarre debiti per far fronte alle quasi quotidiane esigenze di cassa, forse è leggermente fuori strada e al riguardo approfondire il tema economico non farebbe male (indebitarsi a lungo termine per coprire i costi nel breve significa non avere mai la disponibilità per estinguere i prestiti). Per quanto riguarda Torino e Novara non sarei così sicuro di interventi anche se a livello regionale sono molto ben rappresentate, ma resta il fatto che è Alessandria in dissesto e non Torino o Novara e quindi guardiamo a casa nostra!

    • Graziella (gzl)
      18 ottobre 2012 alle 18:10

      Ha parlato l’oracolo! Se permette, consenta ad ognuno di pensarla come meglio crede, inoltre non si è tutti sprovveduti, bocccaloni o caduti dal pero. Lei ha la sua verità, realtà, la sua visione, altri hanno la propria veduta, rimane il fatto che “molti”, ognuno con la sua parte di danni e da anni, hanno portato la città nelle condizioni che siamo e sono convinta che qui di incolpevoli o per un verso o per l’altro non ce nè!

    • Enrica Bocchio
      18 ottobre 2012 alle 20:01

      Sul dissesto abbiamo letto molte opinioni, la più corposa e circostanziata quella di V. Pasino su questo blog (Azienda speciale ecc. 9 agosto); ma la meno consigliabile è proprio quella di un consigliere comunale! Cosa potrebbe dire di diverso, dato l’incarico che ricopre?

      • Enrica Bocchio
        18 ottobre 2012 alle 20:04

        ops, ho sbagliato inserimento!

  4. Marco Bidone
    18 ottobre 2012 alle 18:23

    Lei sa essere spassosa, Signora, quando rivendica il diritto – certo legittimo – di avere una propria opinione e poi mi rifila dell’oracolo soltanto perchè ho espresso la mia di opinione (guarda caso contraria alla sua)!

  5. Ettore Grassano
    18 ottobre 2012 alle 18:35

    No no, nessun oracolo dai, ma solo il confronto fra opinioni diverse, che va benissimo. Trovo oziose le dietrologie sull’evitabilità (o procrastinabilità) o meno del dissesto. Se a Roma ci sarà la volontà politica, con uno strumento o con l’altro potranno intervenire comunque, e rapidamente. E i conti della galassia di Palazzo Rosso, trucchetti o meno per non andare in dissesto, erano e sono drammatici. Da qui bisogna ripartire, rimboccandosi le maniche: esigendo un aiuto dallo Stato, ma anche sviluppando un progetto di riorganizzazione. Comunque Torino (che non ha truccato i conti, d’accordo) ha un debito procapite spaventoso, più del doppio di quello alessandrino. E Milano segue a ruota. Per dire che in giro per il Paese i comuni virtuosi non abbondano, e dubito che “semplici” interventi a pioggia della Cassa Depositi e Prestiti (in pratica, i risparmi delle vecchiette e delle famiglie) possano essere risolutivi, se il livello della spesa pubblica per la parte corrente non scenderà drasticamente.

    E. G.

    • anonimo (luigi rossi?)
      19 ottobre 2012 alle 10:48

      quel “rimboccarsi le amniche” è una chiara presa di posizione.
      I renziani sono agitati 🙂

      • Ettore Grassano
        19 ottobre 2012 alle 10:56

        Vendoliano, grillino, ora renziano….ah ah…dovrei avere il voto plurimo! Francamente in queste settimane mi sento sempre più gaberiano: che si astenne dalle urne per lunghi decenni. Ma da qui a primavera, vedremo. Certamente ne accadranno delle belle! Alessandria strilla, urla, reclama: giustissimo. Ma qualcuno ha capito che sta per crollare anche la Regione, e che lo Stato è in braghette? Ho come l’impressione che si stia sottovalutando la situazione, che non è mica roba solo locale….

        E. G.

      • anonimo (luigi rossi?)
        19 ottobre 2012 alle 11:01

        veramente il motto “rimboccarsi le maniche” è bersaniano, non renziano 🙂
        Renzi credo non sappia neppure che cosa sia il lavoro manuale.

  6. Precari Provincia Alessandria
    18 ottobre 2012 alle 23:17

    Il gruppo dei precari della Provincia di Alessandria esprime la massima solidarietà esclusivamente agli operai ed agli impiegati dipendenti del Comune di Alessandria, delle partecipate e delle cooperative che potrebbero non percepire lo stipendio nel mese di Ottobre.
    I precari della Provincia, alla maggior parte dei quali cui verrà tolto il lavoro al 31 Dicembre 2012, sperano di ricevere la medesima attenzione da parte dei partiti locali, dei colleghi ma soprattutto dal nostro Presidente.
    Vorremmo sottolineare che da Gennaio, nel caso in cui non ci venisse rinnovato il contratto, non solo non riceveremmo alcun stipendio ma non avremmo alcun ammortizzatore sociale (ASPI, cosiddetta disoccupazione o cassa integrazione).
    Auspichiamo che anche per noi venga effettuata una bella fiaccolata.

  7. Ettore Grassano
    18 ottobre 2012 alle 23:40

    Tremila? Quattromila? Novemila? Comunque tantissima gente in piazza ad Alessandria. Ma anche purtroppo, al di là di slogan, appelli e preoccupazione di tanti lavoratori, nessuna sostanziale novità. Vedremo se ce ne saranno nei giorni a venire: prossima scadenza, lo sciopero generale di venerdì 26 ottobre.

    E. G.

  8. anonimo (luigi rossi?)
    19 ottobre 2012 alle 10:47

    quello che ha contato i presenti alla manifestazione del regime contro il regime deve essere lo stesso che conta i presenti alle manifestazioni di protesta dei cittadini contro il regime.
    Ma al rovescio.

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