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StartAl: “Ci lasciano morire, nell’indifferenza delle istituzioni”

18 ottobre 2012

Solo qualche anno fa erano un fiore all’occhiello del territorio, impresa sociale di giovani donne in prima fila nell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. “Oggi rischiamo la chiusura, dopo che Palazzo Rosso e Palazzo Ghilini ci hanno liquidate via fax”, dice con amarezza una delle promotrici del progetto, Emanuela Cibabene (nella foto). Buona lettura su AlessandriaNews!

E. G.

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Categorie:In primo piano
  1. luigi
    19 ottobre 2012 alle 00:10

    quando ci sarebbe più bisogno di voi, come dei momenti di estrema crisi come l’attuale, viene a mancare l’appoggio pubblico. C’è da chiedersi a cosa servono certi enti, come il Comune, se poi si portano appresso tanti dipendenti inutili e certi dirigenti, che non solo non sanno dirigere, ma fanno anche danni, come abbiamo visto

  2. anonimo (luigi rossi?)
    19 ottobre 2012 alle 10:59

    son finiti i tempi delle vacche grasse.
    soldi pubblici non ce ne sono più.
    ma per altri professionisti\e e altre aziende, operanti anche nello stesso settore, non ce ne sono mai stati, e quei 500.000 € di fatturato con gli incarichi dati dai politici non li hanno mai neppure sognati.
    Ma siete brave, per cui scendete dal cavallo bianco, e cominciate a dimostrare il vostro valore lavorando davvero sul mercato, senza il doping delle amicizie di partito.

  3. STartAL
    19 ottobre 2012 alle 17:59

    Caro Luigi Rossi, aspettavo con ansia le repliche che nascono spontanee quando comunque un argomento ed un articolo attira l’attenzione di chi legge…Quando non si sa, è giusto porsi delle domande e a me darti le giuste e veritiere risposte.Per StartAL (nel momento di vacche grasse, come lo definisci tu),nessuna amicizia di partito e neppure parentele “famose”… Come sai i cosiddetti amici di partito stanno al loro posto anni senza ansie e senza mai perdere incarichi, o viene trovata sempre un’alternativa per loro… Per STartAL non è stato così… Troppo simili a te, alla gente comune, a chi si fa da solo, che si butta sul mercato davvero e a volte ci riesce (vd. anche Genova, dove ci stimano ed apprezzano per la qualità del lavoro svolto…).E che dire anche dei 500 mila euro a cui fai riferimento… Soldi per pagare i lavoratori, i contributi, le tasse… Eventualmente sostenere ed investire in nuovi progetti…E a dire il vero neanche più presi del tutto a causa di mancati pagamenti e passività maturate per il ritardo enorme degli stessi.. Altrimenti perchè passeremmo ora il tempo a fare presidi per quanto ancora ci devono il Ministero, la Provincia, il Comune e Sital? Con una vita facile,più che stare in piazza, saremmo in giro a pensare più che ai cavalli bianchi, a principi azzurri e cose frivole… Su una sola cosa ci hai azzeccato: di soldi pubblici (a quanto pare) non ce ne sono davvero più…

  4. anonimo (luigi rossi?)
    19 ottobre 2012 alle 22:16

    carissimo\a StartAL,
    mi è ben chiaro che i 500.000 € erano riferiti al fatturato di un anno, e non al guadagno netto.
    Tuttavia, mi sembra di capire che si riferissero sempre, per la maggior parte, a un fatturato arrivato da enti pubblici, quindi sempre di derivazione “politica”. Perciò su quello vedo che non mi son sbagliato.
    Non ho nemmeno mai detto che quei soldi non siano stati da voi guadagnati con un lavoro onesto e professionale. Resta il fatto che nel vostro stesso settore, conosco molte serie agenzie, aziende e professionisti che mai hanno avuto accesso a quei canali pubblici, e da sempre cercano di arrabattarsi tra clienti privati e piccole cifre, sperando che qualcuno di quei privati non si riveli una canaglia cattiva pagatrice.
    Oggi, i vecchi “buoni pagatori”, gli enti pubblici dove a monte c’era sempre pantalone, si sono rivelati di colpo cattivissimi, e molte realtà non “rodate” alle difficoltà lo hanno scoperto ex abrupto.
    Può darsi che alla lunga non sia un male definitivo: eliminato il “doping” di politici inetti e nepotisti, e funzionari e dirigenti incapaci e clientelari, forse l’Italia potrà tornare a fare gare d’appalto e concorsi regolari, e selezionare progetti e personale in base alle reali potenzialità e capacità professionali, anzichè ai vizietti e al piacere personale di qualche dirigente che preferisce Parigi a Londra o a Berlino.
    Poichè so che siete bravi e professionali, son convinto che avrete i vostri spazi in questo mondo nuovo che spero arrivi presto.
    E le coop.. quelle funzionano solo per la politica, mai per il lavoratore, e di preferenza se ci sono di mezzo mattoni, cemento e tondini.
    Per esperienza so che una cooperativa “vera” e senza “coperture” è come un cerino acceso nelle mani dei soci-lavoratori: alla fine ci si brucia sempre.
    Con stima sincera. In bocca al lupo, ma che non sia un politico.
    Luigi

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