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Bios: “Non molliamo, ma servono certezze”

2 novembre 2012

600 soci lavoratori, 21 milioni di euro di fatturato e attività distribuite in tutto il Piemonte. Ad Alessandria la cooperativa sociale Bios gestisce l’asilo Campanellino, la casa di riposo Basile e la comunità Arca, oltre ad avere altre attività in provincia: la testimonianza (e i timori) della presidente Marì Chiapuzzo (nella foto). Buona lettura su AlessandriaNews!

E. G.

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Categorie:In primo piano
  1. Esonostufa
    3 novembre 2012 alle 17:18

    Ma stai zitta che è meglio tu e i tuoi padroni PiPi (Priano & Paradiso)

  2. Graziella (gzl)
    4 novembre 2012 alle 07:47

    non conoscendo la signora dell’articolo, incuriosita dal 1° commento ho fatto ricerca. nel web si trova tutto e noto che in questa città, esiste un ” bosco” e un ” sottobosco” meno visibile ma molto attivo. anvedi la politica visibile come un bosco quanto vantaggio può produrre ad un sottobosco? quindi si capisce chiaramente il perchè vogliono stare a galla sempre spendendo cifre immense per rifarsi rieleggere, il sottobosco ha necessità vitale per sopravvivere ed allargarsi diversamente morirebbe.

    http://www.alessandriaoggi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=504&Itemid=27

  3. mandrogno
    4 novembre 2012 alle 10:17

    alla luce dei commenti qua sopra e del pezzo di Guenna, direi che sarebbe meglio che questa “bios” chiudesse, e che la Procura della Repubblica cominciasse a lavorare.
    Quando riusciremo a ripulire la città da certe “dinastie”?

  4. Pracari Provincia Alessandria
    4 novembre 2012 alle 10:51

    Procura della Repubblica… c’è nessuno??? Poi si scopre che tutto è in regola, dal punto di vista legale, ma l’etica e la morale??? Noo noo noo

  5. Precari Provincia Alessandria
    4 novembre 2012 alle 10:57

    Ovviamnete il post sopra è dei Precari Provincia Alessandria, vedo che il CISS di Valenza ha fatto scuola… se il finale sarà lo stesso, è solo questione di tempo, aspettando in riva al fiume.

  6. Ettore Grassano
    4 novembre 2012 alle 11:41

    A me piace dar voce a tutti, senza mettere nessuno sulla graticola, in contumacia. Ognuno lavora come crede, e con i suoi obiettivi. I miei sono sempre assolutamente trasparenti, credo lo sappiate. Nei prossimi giorni, comunque, questo ve lo preannuncio, l’inchiesta cooperative si chiuderà con un bel botto, sempre inteso come approfondimento naturalmente. Per le denunce, ci sono i tribunali: da questo punto di vista i cittadini responsabili si facciano avanti. Troppo comodo ciarlare solo nei blog dai, e magari in maniera approssimativa. Quanto ad auspicare la chiusura di realtà che generano occupazione….attenzione ragazzi, che qui stiamo davvero tutti a raccontarci quanto potrebbe essere bello il mondo: ma c’è anche gente che col mensile ci mangia, e ci mantiene i figli!

    E. G.

    • mandrogno
      4 novembre 2012 alle 12:47

      gli appalti pubblici sono come il ciclismo.
      Se si accetta il DOPING, a qualsiasi titolo, poi non ci si deve lamentare, e si deve smettere di atteggiarsi a critici o a spiriti liberi.
      La foglia di fico dei “posti di lavoro”, sa a monte ci sono illeciti, favori o nepotismi, è un alibi per i malversatori, non un toccasana.
      Perchè quei posti di lavoro, e quegli stipendi, ci sarebbero stati lo stesso, ma più trasparenti e onesti.
      A meno che non siano stati creati senza utilità e necessità.
      E’ la vergognosa logica che sta dietro a certe assunzioni “assistenziali”: perversa, corrotta e penalizzante delle persone oneste. Come il DOPING.

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