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Un referendum sul nuovo ponte?

8 novembre 2012

Ma il nuovo ponte Cittadella, o Meier, o come altro lo si vorrà chiamare, sarà costruito davvero? E quando? Certo che, tre anni e tre mesi dopo l’abbattimento fra mille polemiche della vecchia struttura, la precarietà e l’incertezza su quell’opera è davvero l’emblema della cattiva politica, dell’economia pubblica che non funziona.

Lasciamo perdere tutte le diatribe pregresse all’abbattimento, per carità. E non entriamo neanche nella complessa vicenda dei fondi vincolati, di cui tanto si discute in questi giorni.

Chiediamoci soltanto: come è possibile continuare ancora a girare attorno al problema, senza mai prendere una qualsiasi decisione? vi ricordate gli enfatici cartelloni del sindaco Fabbio sulla prima pietra? Sembrava sempre che si dovesse cominciare domani: e invece sia ancora qui a raccontarcela.

In questi giorni qualcuno sul web (io ho letto la proposta di Giovanni Barosini su facebook, ma magari lo pensano anche altri) circola una nuova parola d’ordine: referendum.

E in effetti l’idea di ascoltare, una volta tanto, cosa la pensano gli alessandrini (e non solo quelli più “caciaroni”, sulla rete o nei bar, ma tutti coloro che vorranmo esprimersi) non mi sembra per niente una cattiva idea. In fondo tempo se ne è perso davvero tanto, e non si venga quindi a dire che qualche mese in più farebbe la differenza.

Consultare i cittadini, al punto (morto) in cui siamo non sarebbe davvero una brutta cosa. Naturalmente anche con modalità innovative e al risparmio: indire un referendum classico, con scrutatori retribuiti, apertura dei seggi nelle scuole ecc per Palazzo Rosso rischierebbe di essere un altro salasso non da poco. Ma aprire per una settimana alcuni seggi in strutture dell’ente, aperte tutto il giorno, “precettando” senza un euro di ulteriori costi alcune decine fra i non pochi dipendenti dell’ente (e delle partecipate) è davvero impossibile?

Male che vada, una volta tanto gli alessandrini potrebbero sbagliare da soli, anziché delegare ad altri l’errore, e le sue conseguenze. Che ne pensate?

E. G.

Ps: intanto guardate cosa abbiamo trovato nel materiale d’archivio, alla voce ponte Meier: un bel volantino d’antan che mostra come la vicenda dei fondi vincolati e del loro utilizzo fosse all’ordine del giorno già all’inizio del 2010. Possibile che, quasi tre anni dopo, si sia sempre allo stesso punto? E non vi fa un po’ di tenerezza constatare che, all’epoca, Bellotti e Demarte si muovevano in sintonia? Quanta acqua è passata sotto il ponte (che non c’è più), vero?

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Categorie:In primo piano
  1. Graziella (gzl)
    8 novembre 2012 alle 07:15

    Chiedere ora un Referendum è demagogia e una presa in giro nei confronti dei cittadini…A MIO PARERE….Perchè ce ne è stato di tempo per farlo dal momento che si è conosciuta la notizia che al posto dell’ex ponte sul Tanaro la scelta sarebbe caduta sul Maier.

    parlando di Referendum, non è una passeggiata…. ogni Statuto Comunale prevede la possibilità di dare ai cittadini il diritto di chiedere e indire un Referendum. Solo che da come viene poi formulato nel regolamento di Statuto,(laddove viene regolamentato ma non sempre) tale articolo di vera democrazia, è farcito di paletti infilati con varie difficoltà ed elechi lunghi su ciò che non si può esercitare tale diritto, il tutto ad ok per non renderlo attuabile…..è una “forma di difesa” dei poltici.

    Andatevi a leggere il nostro: TITOLO III°-CAPO I°- art.29

    Conoscendo poi gli alessandrini (gli indigeni) perchè i “nuovi” alessandrini poco sanno della nostra storia e se ne conoscono una minima parte la conoscono male in funzione del sentito dire, ecco i nostri “indigeni” sono bugianen, …fat’ chet’ nabì…vai avanti tu che mi scappa da ridere…non ho tempo da perdere….ma sì che tanto fanno quello che vogliono…Noi siamo brava gente un pò grigia, un pò pigra, un pò sospettosa…

    Poi c’è la realtà: il ponte sà da fare per motivi che partono dal PAI45, che poi si chiamasse Maier o Bertoldo non importa e in aggiunta che su quell’attraversamento sono stati spesi oltre 4 miliardi del vecchio conio per il progetto Maier, si sono spesi altri euro per l’adeguamento del nuovo progetto, c’è stato un protocollo di intesa tra i vari enti e un appalto consegnato…..mi meraviglio di Barosini e altri del suo livello politico istituzionale che dovrebbero conoscere fatti e regole che tirano ancora fuori la storia del referendum che in partenza e in funzione delle loro capacità conoscitive in materia di regole sanno già che faranno perdere solo tempo a chi andrà firmare…….

    Che tutti si rassegnino e un consiglio: svegliatevi prima allo spuntar di un qualcosa di pubblico che non piace o non è necessario.

  2. franco dell'alba
    8 novembre 2012 alle 08:11

    Ci sono cose del discros di Graziella che condivido, altre molto meno.
    Concordo, ad esempio, che chi è lì da sempre e si muove adesso è tacciabile di pura ipocrisia e di smarcamento da responsabilità pregeressa (ah già, dimenticavo che questo è diventato lo sport più praticato dai partiti dell’arco costiuzionale presenti in Consiglio Comunale), così come concordo che un referendum oggi non abbia molto senso a meno che non si blocchi l’iter del ponte in attesa dell’esito. Concordo infine che i referendum, così come concepiti oggi dallo statuto siano strumenti consultivi al pari di un qualunque sondaggio e nulla più visto che non sono comunque vincolanti e, tra l’altro, soggetti a quella pratica subdola del quorum.
    Non concordo invece sul fatto che chi ha le mani pulite non possa e non debba incazzarsi comeunabbestia per questo ennesimo e squallido spreco di pubblico denaro che dimostra, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che qualunque colore vada al potere la minestra è sempre e solo la stessa: lo sperpero i cui beneficiari non si sà chi siano ma di certo non i cittadini!
    Il Barosini di turno stà probabilmente cavalcando l’iondata emotiva che tutti avvertiamo palpabile sull’avvio dei lavori che suoneranno finalmente come uno schiaffo, da tempo annunciato ma che adesso parte, sul muso della città.
    Spero in un sussulto di orgoglio e di indignazione, di motivi per averne ce ne sono in mille direzioni e, lo capisco, anche più pressanti, ma quelo ponte sarà lì a rappresentare il monumento alla vanità di politici ciechi e stolti, sfogata sulla nostra pelle.
    Nei prossimi giorni ci sarà rumore su questa vicenda, anche se, ancora una volta, e qui torno a dare ragione a Graziella, gli alessandrini, per farli muovere, vanno presi a calci nel culo. Hoi la prova provata che molti di loro sono solo dei gran chiacchieroni senza palle.

  3. Lino Baudo
    8 novembre 2012 alle 09:02

    Barosini come votò quando la giunta che anche lui aveva contribuito a insediare decise di ABBATTERE il cittadella in una notte d’estate, e di mettere i cittadini di Alessandria davanti al fatto compiuto? e come votò quando si decise di regalare a Gavio un contratto blindato come quello del ponte di Messina?
    Ora, dopo un salto della quaglia e una trombatura elettorale, si ricorda che esiste lo strumento del referendum?
    Perchè non ci hanno chiesto cosa ne pensavamo PRIMA di far danni?
    IPOCRITI FARISEI.

  4. barosini
    8 novembre 2012 alle 09:16

    Ettore, ho pensato, alla luce di questo dissesto (che io in aula non ho votato!) di proporre (sommessamente e forse intempestivamente, lo ammetto) che si potrebbe, ripeto potrebbe, sentire, con qualche forma democratica e trasparente, gli alessandrini su cosa ne pensino tra: il ponte Meier o, magari, un ponte ciclopedonale che (oltre ad esser meno oneroso, darebbe un profilo completamente diverso alla città…).
    Chiarisco che il mio gruppo consiliare si è dissociato dall’amministrazione Fabbio nella primavera del 2009, benchè nel 2007 (in compagnia del 63% degli elettori alessandrini!) avesse in un primo momento creduto in lui, dopo la disastrosa amministrazione Scagni.

  5. barosini
    8 novembre 2012 alle 09:18

    MI PERMETO DI CHIEDERE, ANCHE QUI MOLTO SOMMESSAMENTE, AI COMMENTATORI, DI NON INSULTARE.

  6. franco dell'alba
    8 novembre 2012 alle 09:36

    Io per ora non vedo insulti significativi…coda di paglia o facile premonizione ? 😀

  7. Graziella (gzl)
    8 novembre 2012 alle 10:54

    Dott. Barosini Lei non è stato insultato, semmai la Sua proposta di indire un referendum per tale scopo è tardivo a cui aggiungo l’impossibilità di indire un qualsiasi referendum in questa città ….mi creda, sul fattore referendum, raccolta firme, tentativo di aggregazione popolare a beneficio di questa città, ci sono passata come è passato il Sig. Dell’Alba di cui ambedue conosciamo questa materia, e se abbiamo ottenuto risultati ( putroppo senza referendum o partecipazione popolare), l’abbiamo ottenuti in tutta solitudine e senza titoli istituzionali, politici o di un qualsiasi potere pubblico. Inoltre nel 2007 per le amministrative, la Ass. Borgo Rovereto di cui sono vicepresidente, presentò dieci domande , richieste irrinunciabili su dieci punti utili per la città, ai due candidati: Scagni e Fabbio. La Scagni ci mandò a “spazzar il mare” , Fabbio ci provò e di dieci punti ne abbiamo “portati a casa” ben otto. Uno di quei punti era la richiesta di normare l’articolo dello Statuto Comunale inerente al referendum popolare…..lo sa che fino ad allora molti gli articoli avevano l’attuazione ESCLUSO il diritto al referendum? Se qualcosa si è mosso è grazie alla mia associazione e ai cittadini come Dell’Alba che aveva dato un contributo conoscitivo della materia in merito…..

    Quindi non me/ce ne voglia….

  8. mandrogno
    8 novembre 2012 alle 11:54

    Non leggo insulti… ma forse la coda di paglia brucia.

  9. Enrica Bocchio
    8 novembre 2012 alle 12:02

    Sono d’accordo con Ettore sul referendum e sulle sue modalità: in ogni scuola, anche nei sobborghi, ci sono aule vuote, senza quindi la necessità di interrompere la programmazione scolastica (cosa di cui peraltro non s’è mai fatto scrupolo nessuno). Però occorre che il quesito sia espresso in modo chiaro ed accessibile a tutti, senza dover spiegare che per dire sì devi crociare no e viceversa, senza citazioni di articoli, commi, DdL, ecc ecc ed utilizzando magari carta intestata del Comune o simili. anzichè le classiche schede elettorali.
    In quanto al volantino d’antan ed alla questione soldi vincolati-stipendi, riporto questa specie di scioglilingua firmato Cichinisio su AlessandriaOggi Se non fosse tragica, sembrerebbe una farsa di Scarpettiana memoria.

    “Così, quando abbiamo visto pubblicate le foto della nostra Rita Rossa arringare i suoi dipendenti davanti alla banca locale, abbiamo pensato che il mondo si fosse girato al contrario: i lavoratori che non vengono pagati dimostrano in piazza insieme a chi dovrebbe pagarli contro chi ha avuto mandato di non pagarli da chi dovrebbe pagarli.”

  10. 8 novembre 2012 alle 12:08

    Oggi sono itinerante, scusatemi: tornerò a dedicarmi al blog stasera. Sottoscrivo pienamente
    però le parole di Barosini: sì alle critiche, e soprattutto al confronto e alle proposte.
    Vi prego invece di evitare insulti o attacchi personali: soprattutto verso chi, come Gianni, dialoga con noi (e con tutti, devo dire) sempre con molta educazione e con toni lievi. Ma naturalmente questo non significa che si debba per forza essere d’accordo con lui. Allora, al di là del “se me lo dicevi prima” “jannacciano”, voi cosa fareste? Un referendum? Il ponte così come progettato? Una pista ciclopedonale? Nulla? Intanto Enrica si è già pronunciata. Grazie a tutti, a stasera…

    E. G.

  11. andrea
    8 novembre 2012 alle 12:29

    Il progetto del ponte “Meier”è sopravvissuto a ben 3 distinte amministrazioni e la Giunta attuale è risolutamente intenzionata a realizzarlo.
    Il Movimento 5 Stelle, da sempre contrario all’opera, lo considera un ponte troppo costoso e di scarsa utilità.

    ASSEMBLEA PUBBLICA
    Martedì 20 Novembre 2012 – ore 21
    Sede ex Circoscrizione Europista – Via Wagner 38/D

    Interverrà l’Assessore alla Pianificazione Urbanistica
    del Comune di Alessandria
    Marcello Ferralasco

  12. filippo boatti
    8 novembre 2012 alle 14:25

    Lasciare perdere le “diatribe” (cioè la ricostruzione per quanto possibile della verità storica e dei responsabili) precedenti all’abbattimento è la resa del giornalismo e la sua degradazione a ruolo di gossip.

  13. 8 novembre 2012 alle 14:33

    Però, caro Filippo, neanche si può stare continuamente con il collo girato all’indietro. A me personalmente il Cittadella piaceva, e sono convinto che non fosse un pericolo (che invece rimane, ed è legato alla assoluta mancanza di pulizia degli alvei del fiume, alla mancata realizzazione di aree di “sfogo” ecc), però oggi qui siamo, e partendo da qui dobbiamo decidere che fare. A proposito: leggo che sul ponte proprio oggi l’amministrazione ha fornito date precise. Si fa. Ci credi, e sei d’accordo? Ti risulta che del progetto faccia parte anche un mai esplicitamente citato mega parcheggio alle spalle della Cittadella?

    E. G.

    • filippo boatti
      8 novembre 2012 alle 14:48

      E allora consiglierei di specificare quando scrivi così che la ricostruzione storica è comunque importante, “perché attiene a precise responsabilità che sono tuttora pienamente operanti”, cioè non parliamo degli ittiti e dei cartaginesi.

      Il mega parcheggio e altre opere delle balle sono il famoso PISU, che è stato messo giù un fretta e furia per poter giustificare il ponte. So che almeno su questo punto l’assessore Ferralasco è diposponibile a modifiche perché il PISU così com’è non sta in piedi. Ma ciò dimostra che il PISU pronto non è, e che se si vuole c’è il tempo per rivedere tutto, ponte compreso.

  14. barosini
    8 novembre 2012 alle 14:35

    Comunque ciò che conta non è certamente l’atteggiamento dei commentatori nei miei confronti. Concretamente:se, in questa sede, si ritiene che proporre di indire una sorta di consultazione tra i cittadini che autorizzi a ri-visitare e ri-approfondire l’argomento (ponte Meier o ponte ciclopedonale) sia pura demagogia, io ne prendo atto. Auspico che non tutti la pensino così e ribadisco che penso ed agisco sempre in buona fede.

    • filippo boatti
      8 novembre 2012 alle 14:49

      La proposta del referendum è interessante, ne discuteremo anche in SEL.

  15. barosini
    8 novembre 2012 alle 14:53

    …tra l’altro, sul tema, noto proprio ora che ci sia stata un’improvvisa ‘accelerazione’: Il Sindaco e l’ingegnere in conferenza stampa alle 9 di stamane…. Ciò rafforza il mio pensiero.

  16. anonimo (luigi rossi?)
    8 novembre 2012 alle 14:53

    l’armonia che regna tra UDC SEL è PD è davvero commovente.
    Dopo la legge truffa, il ponte meier.

    • filippo boatti
      8 novembre 2012 alle 14:57

      ma che noia che sei, anonimo luigi rossi puntointerrogativo.

      • anonimo (luigi rossi?)
        9 novembre 2012 alle 09:59

        le vostre porcate vi annoiano?
        O vi annoiate se ve le ricordano?
        E certo… meglio farle in silenzio, che non se ne accorga nessuno.
        Ma il problema è: quanto vali sul mercato della spartizione?
        Sei solo chiacchiere e tre preferenze. Chiacchiere e tre preferenze.

  17. 8 novembre 2012 alle 15:57

    Passata è la tempesta:
    odo augelli far festa, e la gallina,
    tornata in su la via,
    che ripete il suo verso. Ecco il sereno
    rompe là da ponente, alla montagna;
    sgombrasi la campagna,
    e chiaro nella valle il fiume appare.
    Ogni cor si rallegra, in ogni lato
    risorge il romorio
    torna il lavoro usato.
    L’artigiano a mirar l’umido cielo,
    con l’opra in man, cantando,
    fassi in su l’uscio; a prova
    vien fuor la femminetta a còr dell’acqua
    della novella piova;
    e l’erbaiuol rinnova
    di sentiero in sentiero
    il grido giornaliero.
    Ecco il Sol che ritorna, ecco sorride
    per li poggi e le ville. Apre i balconi,
    apre terrazzi e logge la famiglia:
    e, dalla via corrente, odi lontano
    tintinnio di sonagli; il carro stride
    del passegger che il suo cammin ripiglia.
    Si rallegra ogni core.
    Sì dolce, sì gradita
    quand’è, com’or, la vita?
    Quando con tanto amore
    l’uomo a’ suoi studi intende?
    O torna all’opre? o cosa nova imprende?
    Quando de’ mali suoi men si ricorda?
    Piacer figlio d’affanno;
    gioia vana, ch’è frutto
    del passato timore, onde si scosse
    e paventò la morte
    chi la vita abborria;
    onde in lungo tormento,
    fredde, tacite, smorte,
    sudàr le genti e palpitàr, vedendo
    mossi alle nostre offese
    folgori, nembi e vento.
    O natura cortese,
    son questi i doni tuoi,
    questi i diletti sono
    che tu porgi ai mortali. Uscir di pena
    è diletto fra noi.
    Pene tu spargi a larga mano; il duolo
    spontaneo sorge: e di piacer, quel tanto
    che per mostro e miracolo talvolta
    nasce d’affanno, è gran guadagno. Umana
    prole cara agli eterni! assai felice
    se respirar ti lice
    d’alcun dolor: beata
    se te d’ogni dolor morte risana.

  18. Giorgio
    8 novembre 2012 alle 16:32

    Referendum sul Meier in questo momento?? Masssì DAI!!
    Buttiamo altri soldi e tempo dalla finestra! Per poi capire che l’astensione la farà da padrona e che comunque di un ponte ne abbiamo bisogno!

    • filippo boatti
      8 novembre 2012 alle 17:09

      Non so se il referendum sia adatto e se si possa fare, però se di un ponte abbiamo bisogno non abbiamo bisogno del Golden Gate, ma di un ponte.

  19. Giorgio
    8 novembre 2012 alle 18:28

    E’ dal 1995 che si parla di questo benedetto ponte… il problema non è il Meier ma la nostra classe politica! Ad ogni modo se rinunciamo al Meier pageremmo 1.100.000 Euro per i danni da rescissione del contratto + la ricostruzione dei vincoli a 8.200.000 Euro. Totale?
    9 MILIONI e 300.000 EURO. Chi propone il referendum conosce questi numeri? Conosce queste cifre chi parla a vanvera?? E allora mettiamoci l’anima in pace e facciamo sto cavolo di Meier, almeno parleremo di altro in Alessandria! Sembra che la nostra vita giri intorno al Meier… roba da matti!

    • filippo boatti
      8 novembre 2012 alle 21:08

      Ma sei tu che non conosci i numeri. Queste sono le cazzate che dice Neri. I “vincoli” come li chiama Zaccone a casa mia si chiamano “soldi” e sono stati già bruciati dalla precedente amministrazione (come evidenziato da Zaccone medesimo), quindi sono da “ricostruire” in ogni caso.

      • Giorgio
        8 novembre 2012 alle 23:17

        …e quindi? Sono soldi già spesi per un progetto che vorresti abolire? Inoltre aggiungiamo 1 milione di euro di penali e quanto fa il conto??????
        Va a ciapà i rat…

  20. Giorgio
    8 novembre 2012 alle 18:35

    Piuttosto facciamo la battaglia per aprire il Teatro Comunale, per aprire la pinacoteca (è dal 1982 che è chiusa ma nessuno se n’è accorto!), per evitare la chiusura dell’Università e del Politecnico, per evitare che i nostri giovani emigrino da Alessandria, per avere una banca ALESSANDRINA al 100%, per ritrovare la nostra dignità di CAPOLUOGO!!
    Si potrebbero aprire 1000 discussioni ma in questo periodo sembra che gli alessandrini siano lobotomizzati e che hanno solo due argomenti: il dissesto e il ponte Meier.

  21. Ettore Grassano
    8 novembre 2012 alle 19:13

    Sicuramente appoggio la questione Teatro Giorgio. Che però interessa credo il 10% della popolazione, siamo sinceri. La pinacoteca, poi, non credo neanche si sappia che roba è. Sul ponte, mi pare che il dado sia tratto. Speriamo in investimenti oculati e controllati, almeno….

    E. G.

    • Giorgio
      8 novembre 2012 alle 22:57

      Ma secondo del Meier a chi interessa? Siamo sinceri. Ne (stra) parliamo noi, siamo 4 gatti, ma nella realtà Alessandria è una città che non si entusiasma di nulla! Nel bene e nel male.
      Se fai un’indagine per la strada e chiedi alla casalinga o al pensionato quanto costa il ponte Meier… al 99% non lo sa. Figuriamoci se conosce i motivi dei ritardi, le penali e tutto il resto.

      • Enrica Bocchio
        9 novembre 2012 alle 00:19

        Il fatto di rappresentare sempre le casalinghe come delle povere minorate ed i pensionati immersi in un limbo dove non conoscono il valore dei soldi, i costi,le penali, ecc. è veramente fastidioso. Per fortuna il target di marketing rende loro un po’ di giustizia.

  22. franco dell'alba
    8 novembre 2012 alle 20:05

    il dado tratto un par de ciuci ! 😀
    mettiamola così: il papà, megalomane schizzofrenico decide all’insaputa della famiglia di comprare una Ferrai. Poi arriva la crisi, la famiglia perde il lavoro e la mamma, unica rimasta a fare le pulizie in nero, dice al papà, puntulmente ubriaco ed assente, che la Ferrari non la voleva prima e men che meno la vuole adesso! Ma il papà le ricorda che ha firmato la caparra e che se retrocede perde un sacco di soldi quindi la ferrari la porterà a casa. Cosa deve fare la mamma che, unica lucida in famiglia, sà che non solo quella macchina non potrà finire di pagarla me nemmeno mantenerla? Rispondete a questa domanda e saprò se voi siete come lei o come il papà.
    E ringraziate il buon Barosini che sennò mi partiva una raffica di insulti che nemmeno ve li immaginate! 😀

  23. Ettore Grassano
    8 novembre 2012 alle 20:21

    Ah ah…..seguiremo gli sviluppi della vicenda caro Franco: ma tieni presente che qui papà e mammà spendono entrambi soldi altrui!

    E. G.

  24. filippo boatti
    8 novembre 2012 alle 21:12

    I famosi 8 milioni e 2 di cui parla Giorgio, che poi sono in realtà circa sei milioni (come accertato dal collegio dei revisori), sono stati già spesi, non per il ponte, quindi vanno comunque “ricostituiti”, o per fare il ponte o per restituirli. Rescindere il contratto quindi costa il costo della penale, un milione e centomila euro. Quindi il ponte che non c’è è già costato sei milioni di euro, più circa tre milioni di progettazione, e hanno messo una pietra.

    • filippo boatti
      8 novembre 2012 alle 21:19

      Prima Neri e Ferralasco dicevano che le penali erano esorbitanti. Inchiodati però da Lombardi hanno dovuto ammettere: 1 milione di euro. Così poi è saltata fuori la storia degli 8 milioni e due, ma nessun ragioniere conterebbe due volti i soldi in questo modo per dimostrare che c’è un ulteriore danno di otto milioni, che siano sei milioni (o otto come sostiene Neri) sono già stati spesi da Fabbio (legittimamente o no non mi interessa, ci penseranno i commissari) e quindi il danno è già stato fatto, non è aggiuntivo. E noi non abbiamo l’anello nel naso.

  25. filippo boatti
    8 novembre 2012 alle 21:15

    Prendo atto che Giorgio è la Pravda di Palazzo Rosso, emette le versioni ufficiali e ci crede anche senza il minimo beneficio del dubbio.

  26. Charlie
    8 novembre 2012 alle 21:43

    Mah… Giorgio è la Pravda, Neri è un cazzaro, Zaccone sbaglia i conti, Meier è un cretino, Barosini non lo si può insultare (ma solo su richiesta). Accipicchia fa piacere aver trovato l’unico genio dell’emisfero boreale. E questo perchè sull’australe non abbiamo ancora notizie certe…

    • filippo boatti
      8 novembre 2012 alle 21:54

      Anzitutto non ho affermato che Zaccone ha sbagliato i conti. Le cose dette da Zaccone, ancorché con toni da pubblico ministero fuori luogo, collimano con quanto detto dal collegio dei revisori. Poi non mi interessa starti simpatico, mi interessa che quelli che ho esposto sono i fatti. Né mi sento “genio”, mi sento “preciso nel riferire i fatti” che ho accertato prima di mettere in discussione. Perché se uno dice che rescindere il contratto costa nove milioni di euro dice una cosa non vera. E’ una affermazione contenuta in un documento preparato da Neri e diffuso da Ferralasco ai consiglieri comunali. Ma è in contrasto con quanto accertato da Zaccone e dai revisori dei conti. Ai consiglieri comunali, che devono valutare le cose, sarebbe bene fare avere informazioni più precise. Queste informazioni poco accurate sono state fornite da Neri e da Ferralasco. Considerando Ferralasco persona seria e stimabile, mi meraviglio che sia stato così superficiale.

      • filippo boatti
        8 novembre 2012 alle 22:01

        (precisazione: ai consiglieri comunali di maggioranza)

  27. Charlie
    8 novembre 2012 alle 21:54

    Ah, scusate. Io poco intelligente e poco acculturato lo sono davvero. E lo dico io per primo tanto per togliere la soddisfa a Boatti di dimostrarlo con le sue contorsioni retoriche…

    • filippo boatti
      8 novembre 2012 alle 21:56

      E io sono meno serio e preparato di Ferralasco, ciò non toglie che io ho esposto i fatti in modo corretto e Ferralasco no.

    • filippo boatti
      8 novembre 2012 alle 22:00

      Prova a concentrarti sui fatti e non sulla retorica. Ho esposto dei fatti. Se vuoi ti mando il documento del collegio dei revisori: 6 milioni e 3 sono stati già spesi. Di questi sei milioni e tre solo piccola parte sono stati spesi per il ponte, il restante (diversi milioni) è stato bruciato altrove (dove non si sa, Fabbio dice che è un “fatto tecnico”).

    • Giorgio
      8 novembre 2012 alle 23:15

      Siamo in due Charlie. Non sopporto le persone come Boatti che pensano di avere la VERITA’ in tasca e criticano ogni scelta a prescindere.

      • filippo boatti
        8 novembre 2012 alle 23:20

        Guarda che sei tu che prescindi dai fatti… io li ho messi in fila in modo coerente e corretto, forse a qualcuno da fastidio… che tu sia favorevolo o contrario al ponte, devi sapere che rescindere il contratto NON costa nove milioni di euro ma un milione di euro.

  28. 8 novembre 2012 alle 21:59

    Credo che il Ponte si debba fare. Un ponte è per sempre ( o almeno si spera) non è un palazzo, serve a connotare la città. E’ un’opera architettonica di spicco, deve poter coniugare l’aspetto funzionale con quello artistico. Secondo me il ponte s’ha da fare, senza se e senza ma, anche se temo che i soldi siano stati in parte spesi per arginare il rovescio prossimo venturo ed evitare la sconfitta elettorale (inutilmente). Le mie sono tuttavia supposizioni, non ne so molto.Non si paga così alcuna penalità e si compie uno sforzo anche estetico per una città dimessa. Siamo inoltre in democrazia rappresentativa, veniamo dalla tornata elettorale più ridicola della storia cittadina, in cui ci sono stati più sfidanti che fantini al Palio di Siena e dobbiamo andare a votare? Ma scherziamo? Che i politici si prendano responsabilità dirette, tranne nel caso in cui siano come le palle dell’albero di Natale : di figura, trasversalmente parlando. Poco m’interessa se di sinistra o destra, passando per il centro.

  29. filippo boatti
    8 novembre 2012 alle 22:04

    Che poi se qualcuno si prendesse la briga di fare il giornalista non sareste obbligati a leggervi le mie “contorsioni retoriche” (incentrate però sui fatti che nessuno si prende la fatica di esporre).

  30. filippo boatti
    8 novembre 2012 alle 22:10

    Questa storia comunque è assai singolare: quando espongo opinioni, mi va bene di essere contestato… ma qui mi sono solo preso la briga di esporre dei fatti che tanti di quelli che sono pagati per farlo non si sono sentiti in dovere di accertare… e quindi cosa si deve pensare?

  31. 8 novembre 2012 alle 22:30

    Ognuno sta solo sul cuor della terra
    trafitto da un raggio di sole:
    ed è subito sera

  32. Giorgio
    8 novembre 2012 alle 23:04

    In effetti questo boatti è un po’ troppo saputello. Fortuna che in Alessandria abbiamo lui e le sue VERITA’!! La città uscirà dalla crisi.

    • filippo boatti
      8 novembre 2012 alle 23:16

      Per fortuna che abbiamo Neri…

  33. filippo boatti
    8 novembre 2012 alle 23:23

    Giorgio :
    …e quindi? Sono soldi già spesi per un progetto che vorresti abolire? Inoltre aggiungiamo 1 milione di euro di penali e quanto fa il conto??????
    Va a ciapà i rat…

    no, sono soldi già spesi in stipendi e altre cose (quali ce lo dirà Fabbio), quindi il conto non fa come dici tu. TECNICAMENTE non è come dici tu. poi sul ponte puoi pensarla come vuoi, ma questi sono i fatti,

  34. filippo boatti
    8 novembre 2012 alle 23:27

    Giorgio io sarò saputello, ma tu sei de coccio. Se i soldi sono stati spesi (svincolati) in altre spese che non sono andate per il ponte, è chiaro che NON sono stati spesi per il ponte. E che quindi vanno comunque “ricostuiti” (a spese nostre) e che se si fa la scelta di proseguire l’opera così come è ad essi andranno aggiunti altri milioni di euro per completare l’opera che è faraonica, sempre a spese nostre e anche vostre che forse farete più fatica a ricevere gli stipendi in Comune (ma io sono saputello eh).

  35. filippo boatti
    8 novembre 2012 alle 23:40

    Il costo complessivo dell’opera è superiore ai 20 milioni di euro, considerando il costo proprio dell’opera di 18 milioni di euro più le famose quote da “ricostituire” che sono state utilizzate per altre spese. Il disavanzo corrente da riequilibrare entro il 30 novembre è di 25 milioni di euro… “fate vobis”!!! Siamo un comune in dissesto o un Comune che si può permettere spese folli?

    Senza considerare il probabile aumento di costi in corso d’opera (qualunque modifica accidentale che dovesse capitare a un’opera di grandi dimensioni come il Meier, ricordo che a Venezia il Ponte Calatrava (solo pedonale ma molto ambizioso) hanno dovuto rivederlo completamente nelle fondazioni perché non stava in piedi, non è stato un dolo, nessuno se ne era accorto. Succede sempre a questo tipo di opere di doverci tornare sopra. Ma costa, costa milioni. Tutto questo perché sono saputello e mi sono informato per benino, ovvio.

  36. franco dell'alba
    8 novembre 2012 alle 23:41

    MAH! quello che noto è che i Charlie, i Giorgio, e compagnia cantando sono a corto di argomenti e sputacchiano veleno invece di contestare fatti concreti; se andiamo ai punti siete messi peggio di pugili suonati che barcollano ma tentano di rimanere in piedi. Se poi volete arrampicarvi sugli specchi fate pure ma sappiate che non siete affatto convincenti.

    Rossanamas, qui lo dico e qui lo nego, quel ponte mi piace moltissimo, come, del resto, una bella Ferrari, ma se il papà è scemo e vuole comprarla a tutti i costi, non è che mi ci posso rassegnare solo perchè qualcuno, magari dall’alto, da molto alto, ha voluto che fosse lui a comandare.

    In quanto alla mamma, caro Ettore, lei non è spendacciona, nella mia metafora la mamma è il popolo, che capisce che non ce la fanno lorro e che toccherà a lei raddoppiare il lavoro, e tutto questo affinchè il papà possa fregiarsi di una macchina che non è sua, non può mantenerla e che le banche verranno a prendersi.

    Sai Rossamas, oggi tutti ammirano le piramidi, o monumenti giganteschi e splendidi, ma se solo tu fossi stata al posto di quegli schiavi che sono morti a frustate sotto i macigni che erano costretti a trasportare, forse, di quelle piramidi, avresti fatto volentieri a meno.

    Alla fine della fiera volete continuare a vivere come schiavi annaspando nel fango in nome di un Dio che Dio non è o preferite raddrizzare la schiena e dire un secco NO, IO NON CI STO’ A QUESTO ATTO ECONOMICAMENTE CRIMINALE !?
    Però…..c’è una terza via, un sano compromesso storico: il ponte si fà, se però o non si finisce o andiamo in vacca, i responsabili, a caso i Neri o i Ferralasco di turno, pagano! Come? Ma dove li prendono i soldi? Non c’è problema! S e non li hanno vanno dritti in galera e si butta via la chiave!
    Dalle mie parti si chiama giustizia, e dalle vostre???

    • filippo boatti
      8 novembre 2012 alle 23:48

      franco dell’alba :
      MAH! quello che noto è che i Charlie, i Giorgio, e compagnia cantando sono a corto di argomenti e sputacchiano veleno invece di contestare fatti concreti; se andiamo ai punti siete messi peggio di pugili suonati che barcollano ma tentano di rimanere in piedi. Se poi volete arrampicarvi sugli specchi fate pure ma sappiate che non siete affatto convincenti.

      Ma soprattutto non ce n’è uno che si firmi con nome e cognome… e se esponi dei fatti sei un “saputello”. Credo che Matteo Messina Denaro la pensi allo stesso modo: “saputelli siete”.

  37. filippo boatti
    9 novembre 2012 alle 00:53

    Enrica Bocchio :
    Il fatto di rappresentare sempre le casalinghe come delle povere minorate ed i pensionati immersi in un limbo dove non conoscono il valore dei soldi, i costi,le penali, ecc. è veramente fastidioso. Per fortuna il target di marketing rende loro un po’ di giustizia.

    Giorgio sei alle corde… ti consiglio di gettare la spugna e tornare più allenato se no finisci qui la carriera pugilistica.

  38. 9 novembre 2012 alle 01:19

    La storia non si snoda
    come una catena
    di anelli ininterrotta.
    In ogni caso
    molti anelli non tengono.
    La storia non contiene
    il prima e il dopo,
    nulla che in lei borbotti
    a lento fuoco.
    La storia non è prodotta
    da chi la pensa e neppure
    da chi l’ignora. La storia
    non si fa strada, si ostina,
    detesta il poco a poco, non procede
    né recede, si sposta di binario
    e la sua direzione
    non è nell’orario.
    La storia non giustifica
    e non deplora,
    la storia non è intrinseca
    perché è fuori.
    La storia non somministra carezze o colpi di frusta.
    La storia non è magistra
    di niente che ci riguardi. Accorgersene non serve
    a farla più vera e più giusta.
    La storia non è poi
    la devastante ruspa che si dice.
    Lascia sottopassaggi, cripte, buche
    e nascondigli. C’è chi sopravvive.
    La storia è anche benevola: distrugge
    quanto più può: se esagerasse, certo
    sarebbe meglio, ma la storia è a corto
    di notizie, non compie tutte le sue vendette.
    La storia gratta il fondo
    come una rete a strascico
    con qualche strappo e più di un pesce sfugge.
    Qualche volta s’incontra l’ectoplasma
    d’uno scampato e non sembra particolarmente felice.
    Ignora di essere fuori, nessuno glie n’ha parlato.
    Gli altri, nel sacco, si credono
    più liberi di lui.

  39. 9 novembre 2012 alle 01:59

    Mi fa impazzire chi si ostina a volere ad ogni costo identificare e classificare tutti, novello tassonomista, in un parossismo di poliziesca morale, per cui esisti, pensi e sei da considerare, se puoi essere definito esteriormente; magari i politici ci forniranno, un dì, un bel codice a barre. Così in ogni dove, il solerte nomenklatore, con un apposito lettore, potrà tracciarci e vedere cosa facciamo.

    “Venghino siori e siore al paradiso dell’identificatore!”.

    Mi piacerebbe sapere quale è il problema; io discuto con tutti e valuto le persone per quello che dicono, per quello che mi trasmettono. Gli esseri umani sono una somma di esperienze e cultura, unici, tutti. Quando una persona è corretta, non insulta gli altri, esprime le sue opinioni, a volte palesa la sua anima, che importanza ha come si chiama?, nessuna. Forse che, se usa uno pseudonimo, le sue convinzioni hanno meno forza e il suo essere si svuota?.
    Non sto neanche a tediarvi, raccontandovi che quando si scrive o si pubblica qualcosa su internet è come se si fosse in P.za Libertà, all’occorrenza tracciabili, sempre. Ma questo lo sanno tutti, o quasi…..agli altri:

    Hai dato il mio nome ad un albero? Non è poco
    pure non mi rassegno a restar ombra, o tronco
    di un abbandono nel suburbio. Io il tuo
    l’ho dato a un fiume, a un lungo incendio, al crudo
    gioco della mia sorte, alla fiducia
    sovrumana con cui parlasti al rospo
    uscito dalla fogna, senza orrore o pietà
    o tripudio, al respiro di quel forte
    e morbido tuo labbro che riesce,
    nominando, a creare; rospo fiore erba scoglio –
    quercia pronta a spiegarsi su di noi
    quando la pioggia spollina i carnosi
    petali del trifoglio e il fuoco cresce.

    • filippo boatti
      9 novembre 2012 alle 02:34

      Scusa un momento Molotov, anzitutto non mi riferivo a te, e poi anche io sono solito usare i nickname su internet (non su questo forum). Quindi non è questo il punto. Però se cito fatti e persone, e ho una responsabilità pubblica, devo usare il mio nome e cognome… e chi mi risponde contestando i fatti che espongo farebbe bene a fare altrettanto. Perché un conto è chi si esprime in modo poetico, satirico, pungente, ecc. come fai tu e un conto è chi si nasconde dietro un nickname per fare l’inchino al potere.

  40. 9 novembre 2012 alle 02:46

    Non so, rimango della stessa opinione, senza per questo voler dire che la tua è errata, anche perchè con alcune di queste persone mi sono scontrato sovente, ad esempio sul terzo valico e sul ponte, come su altri argomenti, e sinceramente non mi sono mai posto il problema del nome.

    • filippo boatti
      9 novembre 2012 alle 02:50

      Ma guarda che per me non c’è problema, facciano come credono sono loro che escono indeboliti… mentre se tu non fossi Molotov non ci sarebbe divertimento, tutto qua.

  41. pino doglio
    9 novembre 2012 alle 02:51

  42. 9 novembre 2012 alle 03:01

    Buonanotte a tutti e sogni marxisti…….

    • luigi
      9 novembre 2012 alle 12:52

      sarebbe stato meglio essere governati da Cetto La Qualunque o da Fabbio, Vandone e Secco? Questo è un dilemma che non mi lascia dormire!
      Eppure sono tutte e tre laureati, dottori o professori con tanto di laurea appesa al muro.
      Dove sta la gabola? Cercasi intellettuale che possa spiegarmelo, senza farmi pesare il fatto che io sono irrimediabilmente un appartenente alle classi subalterne.

      • Ettore Grassano
        9 novembre 2012 alle 13:45

        Tranquillo Luigi, qui ad appartenere a classi subalterne siamo la larga maggioranza, e abbiamo piena cittadinanza. Quanto all’intellettuale che va cercando, in grado di spiegarci tutto quanto, lo accoglieremo a braccia aperte, se arriva. Sperando che davvero possa darci non tanto spiegazioni sul passato (sì alle responsabilità individuali, ma attenti ai capri espiatori), quanto ricette convincenti sul futuro! A me pare che manchino soprattutto quelle, oggi. E non solo ad Alessandria!

        E. G.

  43. Graziella (gzl)
    9 novembre 2012 alle 07:01

    Enrica Bocchio :
    Il fatto di rappresentare sempre le casalinghe come delle povere minorate ed i pensionati immersi in un limbo dove non conoscono il valore dei soldi, i costi,le penali, ecc. è veramente fastidioso. Per fortuna il target di marketing rende loro un po’ di giustizia.

    un pò di giustizia per cittadini che hanno un importante ruolo e valore nella comunità: casalinghe e pensionati che tra l’altro sono informatissimi e che saprebbero gestire la cosa pubblica meglio di quei tromboni che si sono titolati a farlo.

  44. Graziella (gzl)
    9 novembre 2012 alle 07:47

    63 commenti , tanti….ma tornando al succo di partenza : che piaccia o no il Maier sta partendo tra tante polemiche di cifre, controcifre e su cui le verità non si sa da che parte stanno…..ormai la casalinga e il pensionato non sanno più a chi credere e osservano nauseati a distanza coloro che dovrebbero essere i loro tutori del buon vivere civile in una città in ginocchio a causa di cattiva politica amministrativa da almeno trent’anni perchè gira e rigira i nomi sono sempre gli stessi all’opposizione o minoranza….paiono dei padreterni ma sono solo dei grossi tromboni pure ridicoli. Tutto questo mi fa pensare che non hanno altri argomenti e che la politica ha perso il senso della serietà, trasparenza, rispetto. E come ha scritto un commentatore, le energie è forse tempo che siano indirizzate verso altro. In questa città c’è molto da fare e da salvare,….lo scrive una casalinga…quella categoria snobbata ma con i piedi ben saldi a terra.

  45. franco dell'alba
    9 novembre 2012 alle 08:55

    Sai Graziella, in realtà chi fa politica, questra politica, per come la penso, è solo e soltanto un disonesto che pensa a se stesso e lo fa alleandosi con disonesti che fanno altrettanto.
    Sta mattina ho sentito dell’inno di Mameli ecc…ecc..e voglio ribadire questa convinzione che non è di oggi. La Francia, l’Italia, la Germania…gli Stati in generale non esistono! Esistono congreghe di delinquenti organizzati che ieri si chiamavano Monarchie e quindi Regni, oggi si Chiamano Repubbliche e quindi Stati. Per sopavvivere si inventano di tutto e così siamo arrivati a dover amare la Patria per decreto legge. Non ci si deve stupire, se il baraccone non sta in piedi, insieme a lui cadono benefici e privilegi, quindi occorre una dose di rincoglionimento nazionale che riscaldi la minestra che sta diventando indigesta. Il MINCULPOP riparte e lo fa, come sempre ha fatto, dai bambini,i cittadini dal cervello più fragile e malleabile.Impareranno quanto è bello essere schiavi di Roma e che Dio la creò! No, non è il vcchio leghista che si è risvegliato, ma il nuovo cittadino sorto dalle sue ceneri che ormai sa di aver capito, se non tutto, sicuramente molto di questi giochini.
    Chi mi legge da tempo sà che penso che quando un’organizzazione di criminali vuole prenderti tutto si fa chiamare Stato, quando vuole prenderti anche la vita si fa chiamare Patria.
    Uscire da questo inganno è la sfida.
    Lo sò, sembrerebbe un’altra storia, ma non lo è affatto.

    • Enrica Bocchio
      9 novembre 2012 alle 11:15

      Mi permetto di ribadire ciò che Benigni aveva già spiegato a Bossi :” Umberto, Umberto, non sono i cittadini ad essere schiavi di Roma, é la vittoria!!”

  46. franco dell'alba
    9 novembre 2012 alle 11:42

    hemm…non è per filosofeggiare, ma la vittoria non viene dal cielo, ne dal destino, ma da persone che sono obbligate a perdere la vita e, per farlo, vengono drogate da retorica patriottarda (appunto) che, nei tempi più moderni, è stata sostituita da lauti stipendi chiamati indennità di missione.Ecco perchè del rilancio dell’ “amor patrio”, perchè la sua carenza fa salire ulteriormente gli stipendi di chi ama la Patria a pagamento.

  47. Giorgio
    9 novembre 2012 alle 15:03

    In primis: nessuno ha denigrato casalinghe o pensionati. Se volete parliamo di giovani, di studenti o di un altro ceto sociale. Questo è solo un esempio che vi chiedo di analizzare per capire che la gente di Alessandria “in generale” non è informata e non sa nulla del ponte, dei costi e delle penali. E’ un dato di fatto!! Se non mi credete fate un giro per i bar, per le scuole o dove cavolo volete andare… per capire che non esiste solo una tastiera e un monitor, ma una vita REALE, fatta di RELAZIONI SOCIALI e di parole. Questo vi porterà a capire quello che ho affermato, ovvero che la stra-grande maggioranza di Alessandria non sa neppure di cosa parliamo. Chiaro il concetto?
    Riguardo gli insulti sinuosi del sig. Boatti (che non conosco) ma presumo che la notte abbia solo il pc a fargli compagnia dato gli orari dei suoi commenti, ho espresso una mia libera opinione, ovvero che di persone saputelle e arroganti è pieno il mondo. Chi critica a prescindere etichettando le persone per puro piacere personale senza conoscerle, ha poco a spartire con me.
    In questo blog mi hanno detto che lavoro per GAVIO, ora Boatti dice che lavoro in Comune e che sarei una sorta d’infiltrato o cos’altro… è possibile che un libero cittadino non sia in grado di esprimere una libera opinione senza essere assoggettato da tizio e caio che in maniera grossolana pretende di sapere tutto sul suo conto?? Ora capisco perché in città non si muove foglia, i giovani emigrano, i lavori scarseggiano e si parla solo di due argomenti dei quali francamente faremmo volentieri a meno!!

    • Enrica Bocchio
      9 novembre 2012 alle 16:15

      Ma in che zona avrà effettuato la sua ricerca di mercato? Quali bar, quali scuole, quale rione così depresso ha assunto il ruolo di campione pilota per il grado di disinformazione, ignoranza e disinteresse?
      Poi però si contraddice:”si parla solo di due argomenti dei quali francamente faremmo volentieri a meno!!” Ah, ma allora se ne parla!
      Certo che ne faremmo volentieri a meno! Purtroppo però sia il dissesto che il Meier sono una discreta eredità che non possiamo (forse) rifiutare.

  48. Giorgio
    9 novembre 2012 alle 17:31

    se ne parla in questo blog… ovviamente! Lei frequenta solo ingegneri edili e contabili del comune? Io no. Ho amici di tutte le età e fasce sociali e le assicuro che quanto affermo è reale. Perché non parla del Teatro chiuso? O di altri scandali che succedono quotidianamente in Alessandria? Ha letto che migliai di studenti resteranno al freddo e non potranno seguire le lezioni perché le provincie staccheranno il riscaldamento? Le sembra un paese civile? Una protesta democratica degna di un paese che dovrebbe essere tra i primi in Europa? Lo vada a chiedere agli studenti cosa ne pensano! Vedrà che le risponderanno divertiti e le diranno che a casa si sta meglio, che avranno più vacanza… magari rideranno pure di questa situazione. Secondo lei sono a conoscenza di quanto sta avvendendo e cosa gli importa del Meier? Guardi sui giovani, mi creda, li conosco molto, ma molto bene essendo io un trentenne e ho fatto pure il rappresentante di liceo poco più di dieci anni fa…

    • Enrica Bocchio
      9 novembre 2012 alle 18:53

      ” Lei frequenta solo ingegneri edili e contabili del comune?” No, guardi, proprio no!
      Gli studenti? Sì, guardi, proprio sì! Probabilmente non sono gli stessi che conosce lei, che stanno solo in centro città e non provano mai ad allargarsi verso Borgo Cittadella…
      Lei chiede perchè non parliamo d’altro (scandali, Teatro, freddo, ecc.) Perchè l’argomento di oggi (anzi, di ieri) ha un altro titolo e mi attengo ad esso!
      Passo e chiudo per lasciare spazio ad altri commentatori che, mi creda, sono un po’ di più di quei 4 gatti che dice lei; anche Ettore è d’accordo.
      Saluti e…si alleni in palestra!

  49. Giorgio
    9 novembre 2012 alle 17:34

    e comunque parlo del Centro di Alessandria, non di zona ai margini della città. Si faccia un giro.

  50. franco dell'alba
    9 novembre 2012 alle 17:38

    MI spiace Giorgio, ma in effetti la gente ne sa molto più di quanto tu credi, io ho unnewgozietto sotrico (haimè) in centro e ti posso assicurare che sia la rabbia per il delitto dell’abbattimento che poi quella dello spreco del meier è tanta anche se, purtroppo, alle chiacchiere non seguono le reazioni concrete e questo i politichino lo sanno bene e ne approfittano.

    • franco dell'alba
      9 novembre 2012 alle 17:39

      hemmm negozietto storico -D

      • Giorgio
        9 novembre 2012 alle 23:45

        La rabbia e l’indignazione per l’abbattimento del Cittadella è una cosa… mentre i dati, i conti, le penali relative al Meier son ben altra solfa. Immagino che i suoi clienti siano tutti perfettamente informati sui costi, a quanto pare, e che potrebbero illustrarci meglio di chiunque altro la reale situazione. Dico bene?

  51. luigi
    9 novembre 2012 alle 19:36

    sono quasi stufo di ascoltare luoghi comuni. Possibile che non si possa ragionare su dati reali? Non voglio più sentir parlare delle rose moldave, come se quella fosse la causa del dissesto di Alessandria, come non voglio credere alla bufala delle scuole al freddo per mancanza di riscaldamento. Se un sindaco o un presidente di Provincia non può o non sa nemmeno disporre dei soldi per il riscaldamento è meglio che si spari o si dia fuoco come un bonzo tibetano. Oppure deve dare le dimissioni. Si può sapere quanto costa di preciso rinunciare al ponte Maier? Qualcuno tiri fuori i conti di quanto è stato speso, di quanto resta da spendere e la gente di Alessandria saprà valutare, attraverso un referendum, se vale la pena privare i propri figlio del riscaldamento oppure privarli del quarto ponte sul Tanaro.

  52. 9 novembre 2012 alle 19:37

    Tutto questo è molto smart, Oh! quanto vorrei una city smart! (a me piace così, con l’aggettivo alla fine). L’insostenibile leggerezza onomatopeica delle ****anate sparate in lingua straniera, tanto nessuno sà cosa vogliano dire, neanche chi le pronuncia.
    Gli Skiantos cantavano:”Che peccato buttare le perle ai porci, ma pensate che casino buttare i porci alle perle”.
    Che bello!, ti si apre il cuore a sentire e leggere i cantori del progresso, quelli che, con le parole suadenti della ragionevolezza e della moderazione, ti raccontano che ormai è inevitabile costruire un ponte faraonico, spendere un mucchio di soldi pubblici, perchè in caso contrario si dovrebbero pagare delle penali. Sull’utilità di questo obbrobrio non si spendono più di tanto, perchè non hanno argomenti, la realtà è che non serve!, PUNTO!. Non è perche se ne parla o non se ne parla, o se se ne parla in centro piuttosto che in periferia, oppure se se ne parla al bar o a scuola, in pochi o in tanti, per la strada o sul web, che una cosa cambia le sue attribuzioni: inutile era e inutile rimane, miei cari sterratori, del pd in particolare. I noiosi siete voi, ditelo in un soprassalto di dignità e verità, perchè il ponte “s’ha da fare”, una volta per tutte!. Tanto, anche a livello nazionale, i vostri rappresentanti stanno facendo outing, dichiarano di voler piegare la costituzione, le leggi e le direttive europee, a fini personalistici, di modo da poter conservare il potere e voi strombazzate nell’ambito locale i loro abomini. Le penali se le paghino amministratori e dirigenti quattro-stagioni, quelli che firmano tutto e il contrario di tutto e poi, magari, in giro fanno i “compagni” con la maglietta fashion-radical-chic. Sembrate usciti da quella pubblicità, come tanti Tonini Guerra, mentre urlate: “Giaaaanni l’ottimismo è il sale della vita!”. Mai è dico mai, ho sentito qualcuno degli sterratori del genio(e qui il vocabolo si può veramente intendere in due sensi) pontieri fornire un dato, dico uno, sui flussi di traffico che possano giustificarne la costruzione; io, i dati, non li conosco, e penso proprio neanche loro, per cui, ormai, hanno un approccio decisamente fideistico; sicofanti del potere “a propria insaputa”, vittime di un distorto principio di autorità, assuefatti al dogma del “meno peggio”. Poi mi devo leggere qualcuno che sostiene che la cultura è inutile, che non serve per mangiare, ma del resto abbiamo il consigliere economico di renzi che dice a Vendola delle cose, allucinanti e omofobe, e nessuno si scandalizza. Abbiamo anche amministratori di sinistra che votano proposte di legge fatte da movimenti xenofobi, condividendo e legittimando di fatto, ad esempio, le ultime esternazioni di borghezio. Eppure continuiamo a essere circondati da persone che li difendono a spada tratta e difendono le loro opere, oggettivamente indifendibili. Poi dobbiamo sentire cose del tipo: “Ai miei tempi si andava a piedi. Ecco i motivi del dissesto finanziario!”, dette da uno che cavalcava la tigre durante la passata amministrazione, riguardo ad un servizio scuolabus; i nostri figli!!. Una bella iniezione di “insano umanesimo” nella politica ci farebbe veramente bene…..
    Guardatevi il pezzo finale del mio video, al commento 62, dove c’è un assessore che parla del ponte e della passerella, poi sul tubo, comunque, trovate tutto il video. Calcolatevi in che mani siamo, chi ha perpetrato questo scempio nel tempo, uno scempio iniziato anni e anni fa, portato avanti da tutti gli amministratori succedutisi al governo della città, che già in origine ci era costato miliardi di lire di progetti vari, viaggi e soggiorni in America. Non voglio neanche entrare in dibattito con gli sclavandari del potere, per me la ratio è una sola: anche solo pensare di spendere i nostri soldi così inutilmente, in un momento in cui la città è in ginocchio e i tecnici nostrani cercano di liquidare tutto il possibile per fare cassa, in spregio ai referendum, ai lavoratori e alla cittadinanza interessata dai servizi, ben lungi dal cercare soluzioni fattibili, è una cosa che grida vendetta a Dio! (e io sono ateo). Pregate che le migliaia di padri e madri di Alessandria continuino a poter mettere in tavola qualcosa, mentre voi, pletora di pecore, sarete folla osannante alle inaugurazioni e ai tagli di nastri delle grandi opere inutili. Andate a vedere il bersgiano bifronte che vi promette la luna (ma la faccia nascosta, badate bene), mentre la moglie imperversa per l’Emilia a colpi di: “lei non sa chi sono io!”. Certo che la diversità dei pidisti comincia dall’alto per spargersi a macchia d’olio sul territorio. Ho solo una cosa da dire: “vi piace scavare?, sognate i tunnel?, amate le costruzioni inutili?”, allora recatevi nel primo negozio di giocattoli che trovate, compratevi una paletta, un secchiello, un setaccio e le formine, poi recatevi in riva a Tanaro…..lì potete sbizzarrirvi e non fare danni, sopratutto con il nostro portafoglio. Il mio vecchio nonno Oleg mi ripeteva spesso una frase in dialetto tataro, che condivido in pieno. Il vecchio Testa ‘d Fer me la ha tradotta, più o meno, così: “An ‘tis mond a vureisa aveie manc na savota!”, e io aggiungo ” An tel voster mond”……..

    • mandrogno
      9 novembre 2012 alle 21:16

      in poche parole, il PD e gli altri politicanti come le nutrie.. a far buchi sugli argini

  53. Giorgio
    9 novembre 2012 alle 23:34

    Non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire… in effetti gli UNDER 35 proliferano in questo blog e in molti altri spazi dove si parla di politica locale! Siamo invasi dalla loro indignazione, non c’è che dire!
    Neanche un misero comunicato è stato scritto e spedito dagli studenti, uniche vittime dei giochi politici e dei ricatti, per esprimere indignazione riguardo l’assurda vicenda che li vedrà costretti a restare a casa a causa della chiusura del riscaldamento nelle scuole!!
    Questa è l’Italia… ed è giusto pensare al referendum sul Meier e parlarne (inutilmente), sputiando sentenze, appelliandosi ai “sentito dire” di qualche impiegato comunale e continuando a seminare confusione, travisando la realtà senza ascoltarla e capire che la direzione che dovremmo prendere e consigliare è quella OPPOSTA!
    Di questo passo, e con queste persone di sicuro la crisi che ci colpisce sarà sempre più nera e le uniche persone di “spessore” che abbiamo in Alessandria abbandoneranno per sempre questa città, come hanno sempre fatto del resto, lasciandoci crogiolare per sempre nelle nostre inutili parole. Vedi Umberto Eco, Rivera, Parodi ecc… ecc…

  54. pino doglio
    10 novembre 2012 alle 00:07

    “L’Italia è il paese della inaugurazioni e non delle ristrutturazioni.”
    Ennio Flaiano.

  55. franco dell'alba
    10 novembre 2012 alle 00:26

    Splendido intervento di Molotv, davvero grande!
    Giorgio, i miei clienti forse non sono acculturati come te, non capiscono un mazza di bilanci e determine, non hanno un pallida idea di interessi passivi e penali da pagare, ma prendono stipendi che non bastano per sfamare la famiglia, pagano tasse che assorbono il 70% di quello che sudano, e, se pur non eccellenti economisti, vedono i cassonetti traboccare di immondizia, i disabili abbandonati dai serizi sociali, le scuole senza riscaldamento e con l’acqua sul soffitto, non riescono a beatificarsi con le rose e nemmeno guardando le centinaia di vetrine chiuse mentre camminano in una città piena di buche che diverranno voragini quando dovranno spalarsi la neve da soli. Vacci tu a convincerli che tutto questo non giustifica l’ulteriore atto economocamente criminale che debbono subire a tutti i costi! Su un cosa hai ragone, io sono sordo perchè non voglio sentire altre balle da questi sciagurati che, chissà perchè, vanno avanti sempre comunque, indpiendentemente dalle conseguenze. Fu così per l’abbattimento del ponte, opera tanto idiota quanto inutile, è così per la costruzione del nuovo, opera tanto idiota quanto inutile.
    Se non ho di che sfamarmi, non mi sazieranno le chiacchiere fumose di contabilità fantasiose e terroristiche.
    Non ti sorprenda il mio tono pacato, continuo a rispettare le volontà di Barosini, ma, a leggerti, mi costa grande fatica!

    • Graziella (gzl)
      10 novembre 2012 alle 02:47

      Franco, Barosini ha chiesto cortesemente di non ricevere isulti verso se stesso almeno credo, sugli altri e sui commentatori non mi pare si sia espresso in questa direzione, quindi dai libera indignazione sulle opinioni altrui.

      La tua battaglia su quell’attraversamento tra i due argini della città è ormai risaputo. Io non ne condivido il 70% ma ne condivido il 30% e vale a dire:

      70 % CHE NON CONDIVIDO – il vecchio ponte sul Tanaro chiamato Cittadella da noi tutti, in funzione degli studi dei titolati a farlo, nel lontano 1995/96 a torto o a ragione ne decretarono la sostituzione. Ora chi eseguì tali studi e progetti sta sempre là ed è la massima autorità in materia. La sicurezza di un territorio e di tutto ciò che contiene è contenuto in alcuni articoli del C.P, e su quegli articoli verrebbe condannato chi mette a rischio persone e cose. Se i’ex ponte è stato ritenuto pericoloso per il futuro (il modello fisico idraulico centra un fico secco se mantenere il ponte o no, lo scopo del modello fisico idraulico è stato di valutare un insieme di pericolosità ancora in essere, ma non tutti lo hanno capito) nessun responsabile e amministratore si è preso la responsabilità di esporsi al pericolo di essere denunciato per omicidio colposo e danni pubblici e privati ecc. NON CONDIVIDO pure il fatto che lì un ponte non serve più.C’è sempre stato quel collegamento tra le due sponde, ed è un collegamento utile per i nostri concittadini che abitano dall’altra parte che molti hanno utilizzato sopratutto a piedi e in bicicletta, il Tiziano è decentrato e scomodo a questa necessità.

      IL 30% CHE CONDIVIDO – Sono daccordo con te che si poteva fare un ponte qualsiasi. Un ponte anonimo perfetto per una città in declino, con la testa bassa , le ginocchie ripiegate e un piattino in mano….declino di ogni tipo che non ce lo meriteremmo se non fosse colpa nostra, un declino portato dalle nostre scelte sugli uomini e donne che mettiamo là su quel piedistallo e decidere per noi. Qualsiasi ponte anonimo progettato oggi costerebbe come il Maier a meno che il progetto lo effettuerebbe l’ing. capo comunale in carica e che non costerebbe nulla giacchè prende già uno stipendio e lo disegnerebbe nelle ore di ufficio. Si chiamerebbero due o tre imprese locali e con pochi denari si costruirebbe una passerella o ponticello ciclopedonale. Il progetto Maier, il suo modellino forse doveva essere lasciato in bella mostra nel luogo che ha staziato per anni come ricordo. Ma…il Maier si fa …e chi non ci dice che divverrà meta di turismo per venire a vedere un’opera tanto contestata, odiata? Abbiamo capito che agli italiani piace il noir, il pettegolezzo, il chiacchierato. Almeno questo i turisti lo potranno vedere perchè non sarà chiuso da porte come è successo e succede ai pochi turisti che arrivano e trovano gli unici monunenti che abbiamo chiusi:Santa Maria di Castello e Marengo (Marengo che ci sarà costato come due Maier ma tutti zitti) o la Cittadella che se non sarano ripresi i lavori di manutenzione la perdiamo …e anche qui poche urla di dolore……

      Come vedi Franco io non “cazzeggio” , come ho già scritto sto coi piedi a terra documentandomi e partecipando sempre sulle cose che ci interessano, consapevole che le urla di dolore, io le definisco di schiamazzo se non piace la parola demagogia ( mi perdoni Barosini ma se permette conosco la materia fin troppo nei particolari per scrivere ciò e di cui mi meraviglio per certe uscite soprattutto da chi dovrebbe conoscere una riga in più del cittadino ) per chiedere un referendum o il rivedere il progetto perchè è tardi , il treno è partito e non si ferma più.

  56. 10 novembre 2012 alle 11:08

    Una cosa mi sono dimenticato di dire, e anche su questa concordo con Franco Dell’Alba, è ora di finirla con il lasciare mano libera a questi signori, in nome di una rappresentatività che non hanno più. Ad Alessandria governano con il 67,97% del 42,14% degli aventi diritto, se guardiamo i dati del ballottaggio, al primo turno era il 39,62% del 61,63 del corpo elettorale. Giratela come volete, rappresentano 1 cittadino su 4, quando vada bene. Allora spiegatemi come mai, per fare un esempio di facile comprensione,in un condominio, il Codice Civile e la giurisprudenza, in caso di innovazioni, opere di trasformazione tali da alterare l’originaria destinazione del bene e tali da incidere in modo rilevante sull’interesse di tutti i condomini,prevede la deliberazione ad opera di maggioranza qualificata, sull’opportunità dell’innovazione, e cioe la maggioranza del condominio e i 2/3 del valore dell’edificio, mentre nel caso di un obbrobrio costosissimo come il ponte meier, molto più oneroso, che interessa il portafoglio di decine di migliaia di persone, una intera città, può decidere la minoranza del 30%. E questo vale in generale…Spiegatemi con che criterio si rischia di non poter utilizzare quei pochi soldi che arrivano, perchè mancano 3,4, 6 milioni di euro (chi lo sa?), dai fondi per l’opera, e qualcuno se ne accorge dopo mesi e mesi: nella migliore delle ipotesi direi che si tratta di sprovveduti.
    Poi basta trincerarsi dietro i soliti acronimi, voi si che tirate a confondere la popolazione, fondi pisu?, Raffaele Pisu?, chi era costui?…..A me “nun me ne po’ fregà de meno” se il treno è partito da tempo, perchè se il metodo e l’oggetto dell’iter delle grandi opere sono contrari al buon senso e alla democrazia, vedi tav & co., non gli riconoscerò mai dignità di opera utile e condivisibile, mi ripeto ma quando una cosa è sbagliata, è sbagliata e basta!. Se uno vuole fare un lavoro, a casa mia, con i miei soldi, è lui che mi deve dimostrare, in primis, che l’opera è utile a me, non a lui o ai suoi amici che, diciamo così, lavorano in quel campo (che so, liberi muratori), poi al massimo, io, lo autorizzo. Qui invece procediamo a editti imperiali, voi continuate a partecipare alle fiaccolate e agli scioperi gialli insieme al padrone e ai sindacati del padrone, gioendo delle opere faraoniche in corso, fatte con i nostri soldi (eh sì!, anche i contributi europei arrivano dalle nostre tasche, non sono “gratis et amore dei”). Io direi che potremmo anche costruire una piramide, in riva al Tanaro, ad imperitura memoria delle gesta dei nostri eroi. Oh!, scusate, c’è ne già una di piramide ad Alessandria (di concezione interamente alessandrina, uauh! facciamo fare il ponte dal progettista della stessa…) e, quando la vedo, mi tornano alla mente filippo panseca, craxi e l’enorme piramide di uno dei congressi socialisti d’antan .
    Un consiglio, visto che avete a cuore il destino dei cittadini e dei nostri figli in particolare: potreste andare nelle scuole, e consolare i ragazzi al freddo, magari invitandoli a scaldarsi i cuori ad una delle vostre belle inaugurazioni!. Spigateglielo voi quanto si potrebbero riscaldare le scuole con 23 milioni di euro…..

  57. mandrogno
    10 novembre 2012 alle 11:16

    semplice. Un condominio, per quanto scassato e litigioso, è di gran lunga meglio di questa politica autoreferenziale, ladra e ingorda.

  58. barosini
    10 novembre 2012 alle 13:34

    Io, sinceramente e per quanto ne possa capire, non credo che sia così tardi per rivedere il tutto. Comunque il Presidente G. Cattaneo (persona di indubbia onestà intellettuale) ha garantito, auspico a breve, la convocazione di una Commissione proprio per approfondire, dinanzi alla Giunta, anche e soprattutto questo fondamentale aspetto. Alla luce delle valutazioni che eventualmente emergeranno, in maniera chiara ed esauriente, da tale Commissione, si potrebbe prendere in considerazione la possibilità di consultare (pensiamo bene con quale modalità) gli alessandrini.

  59. mandrogno
    10 novembre 2012 alle 14:09

    cattaneo quello del collegio costruttori? il democristiano direttore della Cassa Edile?
    quello senza conflitto di interesse?

  60. franco dell'alba
    10 novembre 2012 alle 14:14

    Molotov mi ha fregato tutti gli argomenti per rispondere a Graziella, quindi non posso che, come si dice oggi in gergo giovanile, quotarlo in toto.
    Graziella, io rispetto assolutamente il tuo pensiero e non mi permetterei mai di insultare chi non la pensa come me se, prima, lui non insulta me e la mia, poca o tanta che sia, intelligenza.
    Io però ci vedo, nella tua replica una parola terribile: rassegnazione! Ormai è fatta e pazienza. No, non è così, non deve essere più così, mai più e da qualche parte occorre iniziare a dire basta. Questa è una splendida occasione per dire al Potere che il tempo dell’ormai è andata è finito e che debbono cominciare a tenere in conto della volontà dei cittadini prima di qualsiasi decisione che comporti anche solo un centesimo extra rispetto all’ordinarietà. Il condominio è l’esempio lampante, nessun amministratore può fare e disfare a piacimento, è facoltà degli amministrati bloccarlo e mandarlo a…. quando e se lo vogliono.
    La Calvo ha fatto la prima enorme cazzata, gli altri l’hanno seguita pari pari solo peggiorandola ulteriormente, ma ne avevano davvero il diritto? Questa è la domanda madre di tutte le domande. Se poi viene spontaneo dalla logica e dal buonsenso che no, non ne avevano alcun diritto, al di là della legge immorale che li protegge, beh! Allora occorre dirlo, per il passato ma, soprattutto per il futuro, o il nostro destino continuerà ad essere quello degli “ormai” che fa loro tanto piacere.
    La commissione….kavolo….quando si vuole tirarla in lunga e dare tempo alle imprese di lavorare, si fa una bella commissione che, se ti va bene, finisce il lavoro in coincidenza con il taglio del nastro del meier, Cattaneo sarà, come dite voi, una persona a posto, ma non può non sapere ste cose, a meno che, si accetti l’idea che tutto si bllocca sino a commissione ed eventuale referendum siano finiti a loro volta.
    Se Cattaneo ha questa forza, e ne dubito fortissimamente, allora sposo la sua tesi, sennò, per aggiungere fumo al fumo, mi basta già quello che c’è.Io di essere preso in giro ne ho le scatole piene, e poi non sono affatto sicuro che un ponte alternativo costerebbe altrettanto, se almeno ci dessero la possibilità di ragionarci aq bocce ferme sarebbe già un progresso enorme.L’unica mia consolazione e che non possono costruirlo con la stessa velocità con cui hanno demolito il vecchio che, continuo a sostenerlo, non andava abbattuto, se è vero, come è vero, che la stiamo ancora mendano con la messa in sicurezza, argomento che avrebbe dovuto essere superato il giorno dopo l’abbattimento.

    • Graziella (gzl)
      10 novembre 2012 alle 16:42

      Franco ti sbagli , io non mi rassegno mai e tu dovresti conoscermi perdinci !!!!! “Altri” hanno il vezzo di rassegnarsi. Sono pragmatica mai illusa.

      Comunque: auguri a tutti da Barosini a scendere per la eventuale riuscita a convincere qualcuno in alto a bloccare l’imminente partenza del ponte e a concedere il referendum o a cambiare modello di ponte se non di eliminare l’attraversamento del tutto, in questo ultimo caso i residenti oltre sponda “ringrazieranno” di cuore.

  61. barosini
    10 novembre 2012 alle 14:26

    Ci sono forze politiche in Consiglio comunale che hanno la possibilità/diritto di: 1) chiedere un’accelerazione della convocazione della apposita Commissione 2) in sede di Commissione, chiedere chiaramente alla Giunta se intende rivalutare il tutto 3) al di là delle risposte della Giunta, far partecipare i cittadini al processo decisionale, evidenziando le posizioni dell’Amministrazione rispetto a quanto emergerà dalla voce degli alessandrini. Tutto questo si poteva prima? Certamente, ma non è troppo tardi! Ora vediamo i fatti.

  62. anonimo (luigi rossi?)
    10 novembre 2012 alle 17:00

    ma di cosa state discutendo?
    Gavio è il padrone, vuole i nostri soldi e glieli daranno anche stavolta. E come sempre ci metteranno davanti al fatto compiuto.
    Poi ci faranno tutte le pippe che vorranno con le “commissioni”.
    Davvero pensate che, come scrive Mandrogno, il direttore della Cassa Edile si metterà mai di traverso a un interesse del partito del cemento e del tondino?

    • Graziella (gzl)
      10 novembre 2012 alle 18:08

      ….questa è la pura realtà !

  63. franco dell'alba
    10 novembre 2012 alle 18:16

    OK, Barosini, fai la tua parte ed io la mia e vediamo che succede. Intanto se siete passati oggi in p.za Garibaldi, la gigantografia del manifesto di vergogna per il ponte campeggia sul gazebo del 5 Stelle, poi, il 20, c’è un’incontro pubblico con Ferralasco, alla Taglieria, nel quale tutti i cittadini potranno dire la loro, per il resto, se c’è da fare altro vedremo di farlo.

  64. 10 novembre 2012 alle 18:20

    La passerella ciclo pedonale sul fiume Secchia, lunga 160 mt, fra i Comuni di Sassuolo (MO), Casalgrande (RE) e Castellarano (RE) è costata 1 milione e 300 mila euro; il ponte ciclopedonale Bonatti, in legno lamellare, a Barberino del Mugello è costato 230.000 euro ed è lungo 76 mt, ; la passerella ciclopedonale sul fiume Adda (2007), acciaio e legno, 90 mt per 230.000 euro; la passerella ciclopedonale sul Serchio, Lucca, ha richiesto 1 milione e 500.000 euro (risparmiati 300.000 euro, rispetto al preventivo, pensa un po’, senza viaggi in America), 200 mt, in acciaio, chiusi i lavori ad Aprile 2012. Il ponte Cittadella era lungo 172 mt, perciò fatevi i conti. Solo con i 3,9 milioni che non si trovano se ne fanno due, con un ponticello di legno in regalo, perciò fatemi il piacere……….
    Se volete parlare di cose serie, ecco dei dati certi sui costi di opere realizzabili per chi ha le pezze sul fondo dei pantaloni.
    Oltretutto ci sono già due ponti sul Tanaro che bastano e avanzano per le macchine.
    Come potremmo concludere?, ah!, sì, la mobilità sostenibile non ha prezzo…..per il resto c’è “mavaffanzum card!”.

  65. barosini
    10 novembre 2012 alle 18:43

    Franco, se il 20 sera lasciate entrare anche un uomo della ‘casta-che-più-casta-non-si-può’ (ovvero : io!), ci sarò.

  66. punilux
    10 novembre 2012 alle 19:28

    Referendum o non referendum se la Rossa per compiacere la smania di profitto di Gavio & C andrà avanti a costruire il mostro di cemento che pure sfregerà la Cittadella… sarà per lei come schiantarsi a 300 all’ora contro un muro. Perderà completamente la fiducia nei cittadini come ha fatto il suo predecessore. Non può dissanguare i già dissanguati alessandrini, gridare aiuto stiamo affondando… e proporci la costruzione di un’opera faraonica quanto superflua.
    Detto questo rimane il fatto che Fabbio, nonostante le sue tante precisazioni, rimane il peggior cane che la politica nostra ci abbia regalato. Lui e i suoi pessimi compari.

  67. franco dell'alba
    10 novembre 2012 alle 19:57

    @Barosini, bastano un paio di baffi finti ed occhiali scuri e non avrai problemi 😀
    Scherzi a parte, chiunque sarà il benvento, vista la tua repulsione per gli insulti, darò precise istruzioni al servizio d’ordine 😀
    @Punilux, la fiducia dei cittadini la Rossa l’ha già persa, avresti sentito i commenti sia sul ponte che su di lei, ti accorgeresti che i cittadini saranno distratti, disinformati, superficiali, ma proprio stupidi no.

  68. franco dell'alba
    10 novembre 2012 alle 20:00

    @Molotov, sorridi, sei su FB! Anzi, se non ti spiace, del tuo post sui costi ne farò un poster 🙂

  69. cecilia
    10 novembre 2012 alle 23:07

    Oggi Grillo si è risentito perchè Bersani lo ha paragonato a Lenin.
    Ne dò notizia al marxista Molotov, sempre più vicino al movimento 5 stelle.

    • 10 novembre 2012 alle 23:20

      Io sono sempre più vicino al buonsenso, e nulla più…….essere paragonati a Lenin non è un insulto (e nessuno dei due se ne accorto)…..

    • cittadino
      11 novembre 2012 alle 10:49

      prosegue l’infinita ignoranza di chi crede che le parole non abbiano un significato.
      Marxista non significa stalinista, e nemmeno leninista o trotzkysta hanno quel significato.
      Ma per saperlo occorrerebbe nell’ordine:
      1.possedere un cervello.
      2. accenderlo
      3. imparare a leggere
      4. imparare a capire
      5.Accedere ai testi di Karl Marx, Lenin e Trotzky
      6. Aprirli
      7. Leggerli con attenzione
      6. Analizzarli criticamente.
      7. Contestualizzarli storicamente
      8. Leggere, analizzare e capire anche esegeti e epigoni
      9. Dotarsi di strumenti di conoscenza storica e metodologica
      10. a questo punto, eventualmente, azzardarsi ad avere una opinione propria non mediata.
      11.Se proprio non se ne può fare a meno, e se si è davvero convinti che serva, esprimerla pubblicamente con parole proprie.

      Cazzo, troppa fatica. Meglio continuare a votare PD. viva il TAV.

      • 11 novembre 2012 alle 15:41

        Del resto anche il buon Karl parlava della nostra emancipazione: “Scuotendosi di dosso il giogo politico, la società civile si scuote di dosso i lacci che avvincevano il suo spirito egoista. L’emancipazione politica fu contemporaneamente l’emancipazione della società civile dalla politica, dalla parvenza stessa di un contenuto universale”. Quindi, caro Cittadino, per aggiungere qualcosa al tuo ottimo intervento, è proprio venuto il momento di scuotersi di dosso quei lacci perchè il baratro piu grande non è quello della Grecia, non è economico, è il baratro spirituale in cui stanno cercando di sprofondare la coscienza degli esseri umani, con la cooptazione, l’assuefazione, la disinformazione e l’appannamento dei sensi (non che debbano faticare…). I predisposti iniziati delle logge partito suggono voluttuosamente il miele universale stillato dalle bocche dei vermilingui. Sicofanti, a volte ignari, del potere, pronti a colpire quello che non riescono a classificare, novelli tassonomisti della servitù. Non sei schiavo, non sei padrone, non è possibile!, tu non puoi esistere. Per loro non solo non esistono categorie teoretiche dello spirito, non esiste proprio lo spirito…

  70. Enrica Bocchio
    11 novembre 2012 alle 00:06

    “poeti, poeti,
    ci siamo messi
    tutte le maschere
    ma uno non è che la propria persona”

  71. 11 novembre 2012 alle 00:22

    Quanto strozzi illusione
    Che di solo rimpianto viva;
    Impaziente, nel vuoto, ognuno smania,
    S’affanna, futile,
    A reincarnarsi in qualche fantasia
    Che anch’essa sarà vana,
    E ne è sgomento,

  72. 11 novembre 2012 alle 00:25

    • Ettore Grassano
      11 novembre 2012 alle 16:33

      Considera, caro Molotov, che per molta meno sostanza c’è chi riusciva, e forse ancora riesce, ad erogare agli enti pubblici fior di consulenze: tu offri perle e suggerimenti “a gratis”.

      E. G.

  73. mandrogno
    11 novembre 2012 alle 10:37

    ma questa non è satira.
    è didattica…
    Ma non lo dire ai bersaniani\renzisti… vediamo se ci arrivano da soli.

  74. TM
    11 novembre 2012 alle 15:52

    giusto per amore di cronaca ed esattezza, pur comprendendo la necessità di brevità e l’abitudine alla personalizzazione dei concetti astratti, ricordo che ‘il’ gavio, marcello detto marcellino, è defunto nel 2009. parce sepulto (mi scusi la signora GZL ;-))

  75. 11 novembre 2012 alle 21:41

    rimanendo in tema di grandi opere….

    • Graziella (gzl)
      13 novembre 2012 alle 01:46

      …quante volte mi sono posta domande a cui non sono riuscita darmi risposte convincenti su molte situazioni perchè dai preposti di risposte concrete con un senso non ne ho avute mai e non se ne avranno mai! Questa forma di impotenza nel non riuscire a comprendere o perlomeno a conoscere ci incattivisce …..eppoi si “indignano” se li attacchi e c’è pure chi ti chiede di non essere insultato perchè ferirebbe la propria “sensibilità”…! Arriverà un dì dei calci in culo come li avvisterai per strada!

      • franco dell'alba
        13 novembre 2012 alle 09:08

        😀 😀 😀

  76. 12 novembre 2012 alle 22:03

    In genere ce la faccio a capire, ma mi sono riletto le dichiarazioni, fatte nei giorni scorsi dai rappresentanti di meno del 30% dei cittadini di Alessandria, riguardanti il ponte e i dubbi aumentano. Non so perchè, ma sia i proclami politici, che le ricostruzioni dei giornalisti che, a quanto pare, domande non se ne fanno, hanno qualcosa che stona. Se le spese già sostenute dai filantropi appaltatori, sono 300.000 + 300.000 euro e la penale, per una eventuale rescissione, è di 1.100.000 euro, il totale in caso di stop del ponte è di 1.700.000 euro.
    Allora perchè tutti continuano a menarci il torrone, dicendoci o facendo da grancassa, che l’addebito sarebbe gravato di 8.200.000 euro ulteriori, composti da finanziamenti da restituire. Ma se i finanziamenti sono accantonati, quale è il problema?, se non a mio avviso volere spaventare, come al solito, la cittadinanza delineando uno scenario economico catastrofico, in caso di recesso dal contratto, di quasi 10 milioni di euro, brrrrr…. Se invece i finanziamenti in questione sono stati spesi, vorremmo sapere dove, anche perchè, stando alle stesse dichiarazioni ufficiali, le spese vive sono di 600.000 euro.
    Poi il terrore puro, perdiamo 12 milioni di euro di P.I.S.U., e chi se ne frega!, se non faccaimo il ponte, non ci servono più. Se c’è un mutuo di 8 milioni di euro, e dico se perchè vengono sparate cifre a raffica anche sui siti di news, sempre per confondere le acque, lo si può usare, comunque, per una ridiscussione dell’opera. Guardate che dal 2007 al 2013 la Comunità europea ha stanziato 600 milioni per la ciclabilità, per il prossimo bilancio la European Cyclists’ Federation si sta attivando per fare pressione sui decisori politici, affinché confermino e anzi aumentino i fondi disponibili, portandoli a 6 miliardi di euro. Tanto per citare alcuni progetti finanziati con fondi europei, Cycling Carma e Cyclelogistic sono finanziati dal programma Intelligent Energy, Bicy è un progetto finanziato dal programma Central Europe e tra gli altri, molto più vicino a noi, la realizzazione di un itinerario cicloturistico dall’Emilia Romagna alla Slovenia è un progetto finanziato da Interreg III A, progetto “gemello” dell’Interreg IV. Allora, senza cercare molto altro posso pensare: “morto un pisu se ne fa un altro!”…Possibile che non si possa rientrare in un finanziamento comunitario, nei prossimi tempi….mah!, bisognerebbe interessarsi. Abbiamo città italiane, membri di progetti pilota sulla mobilità sostenibile, quì, invece, si parla di una smart city tanto per distrarre, pensando ad un parcheggio situato in un buco in Piazza Garibaldi e ad un ponte che starebbe bene nella baia di Sidney in Australia, vicino all’Opera House e che nel contesto alessandrino farà l’effetto di una collana di diamanti al collo di una capra (il contesto non è molto futuribile, il significato è quello). Ma non vorremmo mica scontentare gli amici…..
    Su di un altro sito ho letto una cosa del tipo: “se volessimo di nuovo meier come progettista?”, meier come progettista?, con i soldi che ci è costato dovrebbe riprogettare Alessandria interamente, senza pretendere nulla. E poi i tempi, secondo loro non ci sono…ma per piacere!, durante il mese di agosto, in pochi giorni è stata messa in opera, utilizzando due mega gru arrivate dall’Austria, una passerella ciclopedonale da Viale Serra a Monteceneri, quartiere Portello a Milano, lunga 90 mt, larga 4 e pesante 618 tonnellate, premontata sul luogo, costruita da una ditta di Verona su progetto della società Arup di Londra, la stessa che ha realizzato il «London Eye», la grande ruota panoramica che svetta sulla capitale britannica.
    Da notare che negli ultimi tempi a Milano sono state inaugurate altre tre passerelle ciclopedonali, per un totale di quattro, e visto che non si risale ai costi della prima, anche perchè interamente finanziata da privati, vi dico che una delle altre tre, in acciaio, lunga 76 mt, 125 con la rampa, larga 6,5 mt, è costata 560.000 euro.
    Puo sempre darsi che mi sbagli io, magari ho capito male, nessuno ci vuole confondere…

  77. franco dell'alba
    13 novembre 2012 alle 09:09

    E’ un discorso grillino o banalmente intelligente? Se poi si ritiene che le due cose sono imprescindibili il Movimento ringrazia 😀

  78. Enrica Bocchio
    13 novembre 2012 alle 12:59

    Mi pare che Molotov avesse già risposto …(ved, 105)
    Comunque, siccome Dell’Alba farà un poster con i costi indicati da Molotov, perchè non unire anche il video del 111 e queste ultime comunicazioni, (sempre che lui sia d’accordo) da sciorinare durante la riunione del 20 p.v.?
    E se ancora non bastasse, non potremmo imitare gli studenti in corteo alternando lo slogan “noi – il ponte – non lo vogliamo” a battiti di mani o rulli di tamburo ? Magari sotto il Comune?
    come diceva David Maria Turoldo, parlando di armi (e noi di ponte)
    …E scendete sulle piazze, tutti gli operai,
    a un ordine da voi convenuto.
    E andate sotto le “Case bianche”,
    di tutte le capitali
    e urlate tutti insieme, operai d’ogni specie,
    questa sola parola: non vogliamo
    più armi, non facciamo più armi!
    .Solo questo urlate insieme
    nel cuore di tutte le capitali.
    Per salvarci non c’è altro ormai.
    Allora sarete voi i veri salvatori;
    operai, fate questo
    e vivrete. E vivremo.”

    ,Ci prenderanno a manganellate come in Val Susa o a Roma ?

  79. 13 novembre 2012 alle 13:14

    E’ un discorso di buonsenso, Franco, sul movimento ho già scritto quello che penso, a volte sono d’accordo e a volte no, ma non ne faccio una questione ideologica. L’unico vero appunto è che il movimento, a volte, per bocca di alcuni, non tutti, non abbia, come posso dire, senza essere equivocato?, un background completo per fare politica (sempre dal mio punto di vista). Non dico la preparazione e l’esperienza, sia ben chiaro, anzi….magari non averle è un plusvalore, ma proprio quel sottofondo culturale, sociale, anche umanistico, che secondo me è imprescindibile, rappresentando le istanze del prossimo. Può anche darsi che ci sia, per carità, magari a me non è arrivato. Poi se hai voglia di farti due marroni, leggendo un post da guinnes, in cui alla fine dico quello che penso (io, naturalmente, che non sono zoroastro, e qui sono d’accordo con voi, valgo uno) sul movimento 5 stelle e sul populismo, almeno sai chiaramente dove mi posiziono…….:razz: :mrgreen:.

    https://corriereal.wordpress.com/2012/11/12/alessandrini-e-italiani-come-i-capponi-di-renzo/#comment-12888

  80. 13 novembre 2012 alle 13:28

    ripeto che non conosco i costi, potrebbero essere elevati. Comunque è: ecocompatibile, artistica, decorata da un pittore tedesco. Guardate come si lavora seriamente e si reperiscono fondi da privati…..

  81. Enrica Bocchio
    15 novembre 2012 alle 16:17

    continuo qui le mie considerazioni, perchè oggi non ho trovato commenti sui fatti di ieri. Avevo terminato con “Ci prenderanno a manganellate come in Val Susa o a Roma ?” (v.123) Oggi aggiungo Padova,Brescia, Milano, Pisa….
    Pasolini solidarizzava con le forze dell’ordine, descrivendole come vero proletariato, mentre i manifestanti di Valle Giulia, sosteneva, erano figli di papà. Sono trascorsi più di 40 anni, e la società è completamente cambiata! Infatti ieri sera anche Aldo Busi dalla Gruber ha ribaltato questa opinione, sostenendo che tra i manifestanti e la polizia, gli unici a percepire lo stipendio sono questi ultimi. Pagare le tasse perchè vengano stipendiati individui che prendono a manganellate persone indifese, precari, esodati, licenziati, ragazzi, padri di famiglia, disoccupati, pastori, minatori, che reclamano i loro diritti, magari anche a dissentire, è veramente raccapricciante, fa venire il voltastomaco, indigna e…non concilia molto con l’immagine delle” forze dell’ordine dalla parte dei cittadini” come si vuol far passare per esempio nelle scuole, anzi, puzza molto di fascismo.
    Gli Stati che pretendono ordine ed obbedienza a suon di manganellate, storicamente hanno sempre fatto una brutta fine, per fortuna.

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