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Il dissesto del comune di Alessandria? E’ colpa dei bambini!

9 novembre 2012

“Ai miei tempi si andava a piedi. Ecco i motivi del dissesto finanziario!”. Parola di Antonello Zaccone, direttore contabile del Comune di Alessandria, che all’interno della delibera ufficiale con cui l’amministrazione di Palazzo Rosso dà parere favorevole ad un finanziamento extra di 10.909 euro più Iva all’Atm (per trasporto alunni scuola primaria Santorre di Santarosa e Istituto Vivaldi in palestre esterne ai rispettivi istituti) usa un’espressione quanto meno poco burocratica per dire: “Non capisco, ma mi adeguo”. Eh sì, perché poi la delibera in questione il ragioniere capo la approva, sia pur dimostrando di apprezzare di più l’Italia della sua (e nostra) infanzia, quando i bambini sgambettavano allegri a tre per tre verso la palestra, fra scherzi e risate.

Ma Zaccone (da tempo agli onori delle cronache cittadine per le sue doti di equilibrista: prima nell’ordine assessore, ragioniere capo e dirigente con l’amministrazione Fabbio, ora ragioniere capo con la giunta Rossa) va oltre ad una banale considerazione di tipo generazionale, e qui presta il fianco a qualche possibile attacco: eh già, perché l’equazione trasporto pubblico per l’infanzia uguale causa del dissesto, giratela come volete, ma stride assai.

Per dirne una, basterebbe tagliare qualche premio di produzione (produzione di che, di grazia? Di debiti?) a qualche dirigente apicale, per coprire il modesto costo in questione. Premi già tagliati? Beh, che rendano quelli pregressi allora, ricevuti per aver prodotto questa situazione, che dite?

Molto seriamente: occorrebbe tentare un confronto aperto con i dirigenti di Palazzo Rosso (ma anche con i suoi dipendenti), per capire se concordano sul fatto che gli enti locali devono esistere nella misura in cui sono in grado di erogare servizi alla cittadinanza. Servizi essenziali, come la manutenzione delle strade oggi “bombardate”, ma anche potendo prestazioni un po’ più raffinate. come appunto il trasporto dei ragazzini, o degli anziani. Rientrano questi, come gli asili, nei servizi a domanda individuale, e quindi in soldoni non obbligatori? Può essere, non sono un esperto. Ma certamente occorre uscire dalla logica autoreferenziale per cui un ente esiste per pagare gli stipendi a chi ci lavora dentro: in primis i suoi dirigenti. Al contrario, il numero dei dipendenti (e prima di tutto dei dirigenti) deve essere rapportato alla qualità dei servizi che l’ente intende erogare.

Se gli alessandrini aderissero consapevolmente a questa “rivoluzione copernicana”, imporla poi a chi di dovere sarebbe un processo inevitabile, anche se magari non rapidissimo, e neppure indolore. Ma ogni tanto, per migliorare davvero, si deve anche soffrire il giusto. Non siete d’accordo?

E. G.

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Categorie:In primo piano
  1. 9 novembre 2012 alle 02:04

    Non c’entra con il tuo post, semmai con quelli precedenti, ma chissà che anche per questo Los Tres Caballeros possano fare qualcosa….

  2. Ettore Grassano
    9 novembre 2012 alle 08:43

    Bravo, tu stimolali! Intanto ieri vi siete scatenati sul tema nuovo ponte, che pare appassionare parecchio. Vediamo della piccola chicca di oggi cosa ne pensate: in sé è una sciocchezza, ma consente di tornare sul tema che da un po’ cerco di sollevare: a cosa serve un ente pubblico, se non ad erogare servizi ai cittadini (che li pagano abbondantemente)?

    E. G.

  3. rupert
    9 novembre 2012 alle 08:52

    I sistemi remunerativi dei dirigenti vanno rivisti, soppressi, ottimizzati. Giusto dire premi produzione, di che?. MI domando chi sia preposto a verificare questo orrore. E perchè non chiedere veramente i rimborsi a chi ha ricevuto importi a vanvera? In fondo non è tanto differente dai casi dei finti invalidi che prendono soldi. Finti ciechi e finti managers al servizio della gente.

  4. anonimo (luigi rossi?)
    9 novembre 2012 alle 09:46

    certa gente dovrebbe essere in galera per i danni che ha fatto, invece pontifica e concede interviste riverita e ossequiata.
    Questo è il vero motivo del dissesto MORALE, da cui deriva il dissesto finanziario.

  5. mandrogno
    9 novembre 2012 alle 09:51

    ho una buona notizia da dare sui Tres Caballeros:
    trip advisor, portale dei turisti, ha confermato che non potranno rappresentarci a Roma.
    Hurrà!

  6. Mauro Morando
    9 novembre 2012 alle 19:28

    Zaccone le chiedo un confronto pubblico per conteggiare i costi che i cittadini sostengono per la sua attività pubblica, in funzione a quello che ha prodotto per il comune e i cittadini d’ Alessandria.
    Io per una dichiarazione del genere mi vergognerei lasci stare i bambini perchè i genitori sono già molto arrabbiati.
    Attendo sue notizie

  7. Marco
    9 novembre 2012 alle 20:32

    Caro Ragioniere, ammesso che questo titolo gli si addica, non so se lei e’ un padre di famiglia e francamente spero di no per i suoi bambini voglio solo sottolineare che se anziché sperperare soldi in rose, orchidee, penne e rifreschi vari magari approvati da lei quale ragioniere capo, forse si poteva costruirne una di palestra al Santarosa!! Si vergogni!! Un genitore.

  8. Ettore Grassano
    10 novembre 2012 alle 01:03

    Ma vi pare che in una democrazia normale la seconda carica dello Stato se ne possa uscire con un’affermazione come “cambiamo la legge elettorale o Grillo va all’80%”? Va beh, mi faccio l’obiezione da solo: in una democrazia normale uno Schifani seconda carica dello Stato sarebbe fantascienza!

    E. G.

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