Home > In primo piano > Alessandrini (e italiani) come i capponi di Renzo?

Alessandrini (e italiani) come i capponi di Renzo?

12 novembre 2012

Ricapitoliamo: il Governo conferma il nuovo aumento dell’Iva, che va a sommarsi a tutti gli altri balzelli che sappiamo, Imu in primis. Una tassa quest’ultima che, applicata ad un contesto come quello alessandrino (dove abbondano i proprietari di più immobili: ma si tratta spesso di case e appartamenti a bassissima redditività), rischia di creare, da qui ad un anno, sconquassi indicibili. “Per dicembre ci sto ancora dentro, ma l’anno prossimo dovrei vendere un appartamento, per pagare le tasse sugli altri, perché liquidità ne ho poca. Ma a chi vendo, considerato che nessuno compra? Quindi alla fine aprirò un mutuo in banca”. Me lo ha detto l’altro giorno un conoscente, ed è un sentimento diffuso.

E queste sono rose a confronto dei molti  che non hanno neppure un reddito fisso su cui far conto, oppure lavorano ma senza la certezza di essere pagati. Mi riferisco ai disoccupati, ai precari, ai dipendenti di tante piccole aziende private (che ricevono gli stipendi in ritardo da un pezzo, ma un po’ per timore e magari un po’ anhe per solidarietà con il datore di lavoro sopportano in silenzio), ai soci delle cooperative, ad artigiani e lavoratori autonomi, e naturalmente alla non meno felice condizione, oramai, di tanti dipendenti pubblici, a partire da quelli di Palazzo Rosso e dintorni. E poi ci sono le gravi emergenze della Provincia, alle prese da qui al prossimo anno con un percorso in sostanza di auto annullamento deciso a Roma. Non solo per gli accorpamenti (con Asti, nella fattispecie), ma per i tagli insostenibili ai bilanci, che significheranno per forza riduzione di servizi, e di personale.

Dove voglio arrivare? In sostanza a questo: rischiamo di scannarci, giorno per giorno, su emergenze che toccano ognuno di noi, o i vari settori della società e del mondo del lavoro. Beccandoci tra noi come i polli di Renzo (che poi erano capponi, in realtà), in una sorta di guerra tra poveri, o tutti contro tutti, che non porta da nessuna parte. Soprattutto in mancanza di una strategia complessiva che sia sì chiara, ma anche condivisa dalla maggioranza della popolazione. Chiamasi democrazia.

Perchè in Italia la democrazia oggi è sospesa? In primis perché Monti e i suoi finti tecnici sono stati imposti e non scelti. Ma soprattutto (e nessuno lo spiega a sufficienza ai cittadini italiani) perché costoro stanno compiendo un’operazione chiara e terribile: restituire al più presto ai tedeschi e ai francesi, e alle loro banche, la parte di debito pubblico italiano che costoro si ritrovano in pancia. A questo servono gli odierni e i prossimi sacrifici del popolo italiano: mica a creare infrastrutture e sviluppo. E l’unico problema, in vista delle elezioni politiche, pare sia trovare la “gabòla” per garantire continuità al processo, altro che. Una volta che quest’ultimo sarà completato, l’Italia verrà temo abbandonata a se stessa, e lo scenario greco (o argentino di qualche anno fa) diventerà un passaggio inevitabile, lungo e doloroso.

Insomma, giusto che Rossa, Filippi e chi altri si battano ognuno per il proprio ente, e porzione di territorio. Ma rendiamoci conto che la dimensione del problema non è certo locale. O comunque non solo.

E allora qualcuno di voi ha capito qual è la strada (concreta e dimostrata con numeri: non con affermazioni di principio) proposta dai diversi schieramenti politici agli italiani per i prossimi 10 anni?  Io continuo a percepire solo l’emergere dell’istinto di conservazione di un ceto parassitario, terrorizzato dall’idea di perdere privilegi. Grandi e piccoli, a Roma come in periferia.

E l’astro nascente Samorì? Questa è una bella manovra preparata a tavolino, e da seguire con attenzione: Berlusconi ne sa una più di Andreotti! Beh, forse esagero…

Annunci
Categorie:In primo piano
  1. Graziella (gzl)
    12 novembre 2012 alle 02:45

    A me paiono “capponi” che si beccano lun con l’altro e non sanno che ne 2013 faranno la fine dei gallinaggi di Renzo: col collo tirato, spennati, cotti e finiti nella pancia delle più forti “cugine europee ” ….chi sono? Bersani, Casini, Alfano, Berlusconi, Di Pietro, Vendola, Renzi, Fini, e tutti quei clown che ruotano intorno ai falliti ed inetti sopraindicati che spunteranno per presentarsi a elezioni. Lo stesso per Napolitano (Don Abbondio) artefice del governo posticcio Monti. Monti (Don Rodrigo) tornerà a fare il “tagliatesta delle economie dei popoli” insieme ai suoi pari potenti europei.

    Quindi grazie a quei “capponi”, anche noi polli perchè continuamo dare loro credito finiremo in pentola.

    P.S. – Samorì ( Fra Cristoforo) se non altro sta dicendo qualcosa di diverso e nuovo ….se non lo faranno fuori prima ….toccare i lingotti di oro nazionale, le Fondazioni, certi patrimoni …non si vive a lungo . Andate a vedere come siamo piazzati come riserva nazionale in oro: http://it.wikipedia.org/wiki/Riserva_monetaria-

  2. Giancarlo
    12 novembre 2012 alle 07:43

    Molto interessante l’intervista linkata,103.700 iscritti in pochi mesi, 30.000 firme raccolte in poche settimane, per i “moderati italiani in rivoluzione”, uh…ah ahaaa che ridere… già il nome è tutta una contraddizione!!!
    Qui mi sa che l’unica cosa che serve è una bella dittatura…e non aggiungo altro!

  3. cittadino
    12 novembre 2012 alle 10:57

    samo chi? un altro coniglio uscito dal cilindro magico?
    e come sempre i quagliastri son lì che aspettano l’ennesimo vate(R) ?

    • Graziella (gzl)
      12 novembre 2012 alle 13:40

      cittadino, perchè non ci prova lei a risolvere le questioni del paese? i politici esistenti hanno colpe gravi e quindi è meglio che vengano eliminati dalla scena politica e fin qui ci siamo. Ogni nuovo che avanza è un prestigiatore o potrebbe essere l’ennesimo atteso messia , quindi non credibile, quelli che si proporranno nel futuro idem con patate …..quindi ci vuole uno sforzo e una prova di coraggio, si proponga e magari io, uno dei quagliasti la voto….che ne dice?

  4. Ettore Grassano
    12 novembre 2012 alle 11:52

    Mi sa di sì Cittadino: la realtà è che, da Mussolini ad oggi, gli italiani sono stati quasi sempre incantati dai suonatori di piffero. Perché tutto dovrebbe cambiare oggi? Aggiungici poi che più della metà degli elettori è delusa, indecisa, tendente all’astensione come protesta. Da qui a marzo/aprile ci sono tutte le condizioni perché emergano sulla scena personaggi in grado di catalizzare nuova attenzione con proposte sulla carta innovative (tanto a non mantenerle c’è sempre tempo: anche in questo la nostra storia patria, recente e non solo, è maestra).

    E. G.

    • Graziella (gzl)
      12 novembre 2012 alle 13:47

      Credevo che rinunciare al voto calpestavo un diritto di democrazia duramente conquistato dalla donna, ma ora mi sono liberata da tale disagio, quindi faccio bene io a non votare da tempo per non dare leggittimità ad un branco di banditi, delinquenti, inetti ed incorrere in nuovi suonatori di piffero. Grazie!

  5. 12 novembre 2012 alle 14:17

    «Dichiaro qui, al cospetto di questa Assemblea e al cospetto di tutto il popolo italiano, che io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto. Se il fascismo è stato un’associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere!». Queste le parole pronunciate da mussolini nel 1925, 6 mesi dopo l’assassinio di Giacomo Matteotti, quando il paese prese coscienza di essere piombato in una dittatura.
    A me fa ribrezzo il solo avere dovuto scrivere le parole del “più uguale tra i maiali” parafrasando Orwell (il quale pensava certamente a Iosif), ma è propedeutico al mio discorso e non ne potevo fare a meno. Mentre le scrivevo avevo in mente una immagine in particolare, quella dei sacchi di vere nuziali che i gerarchi fascisti ottennero, con una campagna di rastrellamento e una maggioritaria adesione delle massaie italiane, un avvicinamento alla causa (non so quanto lucido e spontaneo) di oltre mezzo milione di donne, per affrontare le spese della campagna di Etiopia nel ’35. Il tutto fu denominato “oro alla patria” e ripensandoci mi stavo chiedendo: “quali sono le cause che possono portare persone dotate di raziocinio, anche solo ad immaginare di ripassare attraverso le forche caudine di una dittatura?”. Anzi le “forche” furono, più che altro, uno smacco psicologico per i Romani, che erano i veri imperialisti dell’epoca e quindi presumo fece loro bene, anche se non abbastanza….quindi il paragone è perfino gentile.
    La psicologia delle folle è una materia dibattuta a lungo e, consciamente o inconsciamente, ben conosciuta da tutti i dittatori, passati e presenti; mussolini, hitler, Iosif stesso, ne avevano una idea ben precisa. In particolare, senza dilungarmi su quello che successe nella nostra Madre Patria o in Germania, ricordo quello che costò a voi l’abdicazione al libero pensiero, l’accettazione della cancellazione dei diritti più elementari, perchè una cosa sola è vera incontrovertibilmente: al contrario di quello che si pensa, le dittature non si basano solo sulla violenza e sugli eserciti, si fondano principalmente sul consenso popolare, sulla volontà dei singoli individui, riuniti in folla. In quel momento, essi anelano ad annullarsi in un organismo, che prende ferocemente forma come essere vivente a se, e perde, quasi sempre, le caratteristiche che rendono i singoli appartenenti parte del genere umano.
    Ebbene questo processo in Italia ha causato un disastro economico senza uguali e “qualche” morto:

    20.000 militari nei combattimenti dopo l’8 settembre;
    13.400 militari prigionieri dei tedeschi nei mari greci;
    circa 10.000 nelle guerriglie balcaniche;
    40.000 circa come prigionieri in Germania;
    orientativamente circa 10.000 morti come prigionieri degli Alleati;
    3.000 nei reparti regolari dell’esercito del Sud;
    40.000 tra partigiani, fucilati e deportati;
    10.000 civili circa uccisi nelle rappresaglie;
    7.300 circa ebrei;
    16.000 tra i deportati politici in Germania;
    40.000 vittime dei bombardamenti anglo-americani;
    12.000 uccisi al momento della Liberazione.

    Anche il solo pensare ad una dittatura, pur avendone fatto parte di persona, mi genera un moto di repulsione spontaneo, troppo grave e troppo pesante… finanche il solo accennarne.
    Si comincia sempre allo stesso modo e i tratti fondanti sono ed erano gli stessi: l’instabilità e la frammentazione politica che hanno come causa l’ingovernabilità, molte volte prodotta ad arte, e i problemi economici, causati da politiche dissennate fatte di tagli alla spesa sociale, che generano un impoverimento progressivo della popolazione. Successe, e lo ricordo bene, addirittura negli ultimi anni della Repubblica di Weimar, quando un tecnico, l’economista Heinrich Brüning, fu nominato cancelliere e varò una drastica politica di contenimento della spesa (chi vi ricorda?) che fu una delle cause (non la sola) dell’avvento al potere del Partito dei Lavoratori Tedesco Nazionalsocialista.
    Pensate che, in particolare, bloccò completamente tutte le concessioni pubbliche per l’assicurazione obbligatoria sulla disoccupazione che era stata introdotta solo nel 1927, il che produsse, in pratica, maggiori contributi da parte dei lavoratori e minori benefici per i disoccupati.
    Per comodità definirò populiste alcune organizzazioni con una accezione negativa del termine, ma non va dimenticato che, ad esempio nel caso dei nostri “populisti russi”, il termine può avere una concezione assolutamente positiva; il movimento russo si può, addirittura,considerare come primigenio portatore di quei valori che sono stati parte della genesi del pensiero marxista e comunista libertario. Anche gli studiosi sono discordi sul significato del termine, molto vago, alcuni di loro ritengono che ogni nazione abbia il suo tipo di populismo.
    Comunque, detto questo, le caratteristiche comuni dei movimenti populisti, che sorgono e prosperano sulle macerie delle fallite società capitaliste, sono sempre le stesse.
    La xenofobia o comunque l’individuazione di un gruppo sociale o razziale, già sentito individualmente come altro da sè, aborrito, esecrato e, molte volte, attaccato e colpito fisicamente quando gli individui sono riuniti in massa bovina anonima, identificato dal leader, dall’ “unto”, come causa di tutti i mali della società. Poi il nuovo liberismo, sbandierato in ogni occasione, come insofferenza a qualsiasi intervento statale nell’economia, a qualsiasi imposizione fiscale. E badate bene, non la legittima rivendicazione di un sistema fiscale giusto, in cui ogni cittadino, proporzionalmente al proprio tenore di vita e al proprio guadagno, concorre al funzionamento di uno stato giusto che eroga servizi efficienti per tutti, ma il becero e incomprensibile rifiuto del patto sociale e legislativo che sta alla base di ogni repubblica (e qui ci sarebbe da dire altro, ma limitiamoci all’esistente e non ai sogni). Marx sintetizzava così: ” Da ciascuno secondo le proprie possibilità, a ciascuno secondo le proprie necessità”.
    Corollario di queste caratteristiche populiste, non meno importante, anche la difesa dello stato sociale, ma finanche in questo caso, non la legittima esigenza di giustizia sociale, base di qualsiasi comunità umana organizzata che si possa ritenere veramente giusta e democratica, ma una concezione identitaria dei diritti, basata, che so, sulla gradazione del colore della pelle o sulla religione professata.
    Ed ecco che folle osannanti si radunano, magari con elmi vichinghi sulla testa, trasportano ampolle d’acqua benedetta, osannano il loro vate, salvo poi accorgersi che il “re è nudo” dopo vent’anni. Mi fa specie sentire tutte le forze politiche sperticarsi, quando la “cadrega” gli stà per essere tolta da sotto il posteriore, nel denunciare il pericolo di derive populistiche, oggi… Ma sono gli stessi che hanno governato, strizzato l’occhio, fatto accordi con la lega per vent’anni. Badate bene che, in Europa, il fenomeno padano non lo hanno catalogato solo come folclore. E che dire degli altri, gli ex-missini, sdoganati dall’uomo di Arcore?, e quelli della destra?, non li avete visti in azione al funerale di quel sincero democratico di rauti?. Il berlusca, per vincere, si è alleato persino con forza nuova, un movimento che non dovrebbe avere cittadinanza in nessun consesso democratico. Quindi il fascismo striscia da sempre all’interno della nostra società, è lì pronto, in attesa, da sempre, di poter uscire, sibilando, da quella fogna sociale che è il suo ambiente naturale. L’acquaforte di Goya intitolata: “Il sonno della ragione genera mostri” urla al mondo una verità indiscutibile: purtroppo la ex-sinistra italiana, sempre meno radical e sempre più chic, ha abdicato a quel dovere di controllo e vigilanza sul rispetto dei dettati della Costituzione e delle leggi ,in materia di ricostituzione e apologia del fascismo e, tantomeno, sulle normative antirazziste italiane e comunitarie, tollerando, per un senso di “sufficienza” culturale, episodi inquietanti che andavano sicuramente stigmatizzati e perseguiti.
    Lo so, qualcuno avrebbe potuto pensare che parlando di populisti mi riferissi al Movimento 5 stelle, mi dispiace, ma lì non ci vedo nulla di tutto ciò, per adesso. Io non sono simpatizzante del movimento, non li voto, le mie idee penso che siano note, molte volte mi trovo d’accordo con loro ed è una questione di buonsenso, ma qualche parola la voglio spendere. L’altro giorno, un amico mi ha fatto notare una cosa interessante che condivido: in Grecia, in relazione alla tragica situazione e in virtù delle cose che ho elencato prima, si è affermato un movimento fascista che ha già fatto diversi danni, mentre in Italia, complice lo scoppio della bolla politica padana, dovuta alla presa di coscienza che gli “uomini della provvidenza” sono solo uomini, “peccatori” come direbbe qualcuno (la magistratura li definirebbe in altro modo…), il Movimento 5 stelle ha catalizzato il malcontento popolare, garantendone la democraticità e le legittime istanze, impedendo di fatto, come fosse un vaccino, delle vere e proprie derive, molto pericolose. Posso non essere d’accordo, li posso prendere di mira nei miei filmati, ma una cosa è certa: preferisco di gran lunga le facce pulite di quelli che ho soprannominato ” Los Tres Caballeros” alle maschere di tanti (non tutti) professionisti della politica. Poi li vedremo alla prova dei fatti, perchè, purtroppo, la fiducia in campo politico comincia a scarseggiare. Ho parlato del movimento in sè, mentre su Grillo e Casaleggio ho le mie riserve, maturate qualche anno fa, non adesso, quando ad arte i media compiacenti, sopratutto quelli chic di sinistra, si sono prestati alle operazioni che tutti conosciamo; anche nel loro caso vedremo, ma a scatola chiusa….
    Concludendo, a me sembra che non si possa transigere, non si possa accettare alcun riferimento, alcuna allusione ai regimi totalitari (anche a sinistra, ad esempio inneggiando ad Alexander Lukashenko), conscio del fatto che, cambiati i tempi e le condizioni, potrebbe cambiare il tipo di fenomeno politico e la modalità di attuazione; ci sono già troppi partiti, troppi movimenti, troppi media compiacenti che fanno l’occhiolino ai movimenti xenofobi e a quelli fascisti. Media che in Italia, foraggiati dalla politica, sempre, con contributi all’editoria, compiacciono il potente di turno, qualsiasi ideologia professi, in qualsiasi direzione voglia indirizzare le masse pronte ad abbracciare la causa del momento.
    Già le vergognose dichiarazioni sulla legge elettorale e l’ennesimo tentativo di limitare la libertà di parola sul web non mi fanno presagire nulla di buono……

  6. TM
    12 novembre 2012 alle 19:39

    a me sembra che i capponi siano il popolo italiano che passa il tempo, ormai, a guardare in cagnesco il vicino, ritenendolo responsabile del proprio disagio, anzi ormai patimento, in quanto (cito solo gli ultimi casai): pubblico dipendente e quindi ipso facto nullafacente, insegnante idem con patate, invalido quindi falso, pensionato quindi baby, commerciante quindi evasore per sua natura, artigiano peggio che andar di notte, operaio quindi fiom , giovane quindi smorbio, extracomunitario, zingaro, negro, ebreo, frocio e comunista… per parafrasare guccini.
    questo mentre monti & co dividono, imperano e preparano il brodo.
    e poi ci illudiamo c he l’uomo della provvidenza sia uno che ha un cognome che sembra una merendina? ma come disse garibaldi: italiani, siamo s eri.

    … è che non ci viene.

  1. No trackbacks yet.
I commenti sono chiusi.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: