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Palazzo Rosso: la “scure” dei tagli

13 novembre 2012

Ricominciamo con il conto alla rovescia, per gli stipendi di novembre (e poi di dicembre, e tredicesime) di comunali alessandrini e partecipate? Oppure le positive novità rispetto ai prestiti statali (prestiti, attenzione: soldi che noi contribuenti dovremo restituire nei tre anni successivi) indurranno qualche banca a riaprire i cordoni del credito, “sbloccando” l’emergenza?

Lo vedremo. Certamente a Palazzo Rosso il clima si fa sempre più incandescente, poiché il nodo dello “squilibrio” di almeno 15 milioni sul bilancio 2012 (ma c’è chi giura siano di più) sta venendo al pettine. Ieri si è dimesso Piercarlo Bocchio, direttore di Amiu (e ad interim) di Aral, nonché a lungo potente deus ex machina di tutta la filiera dei rifiuti di casa nostra.

Un atto dovuto, dice Bocchio, frase che non vuol dire nulla: di certo però già in primavera, quando lo incontrai, il vecchio combattente socialista mi preannunciò l’intenzione di passare la mano a fine anno. Che poi il precipitare e complicarsi della situazione, oltre a ragioni personali e di salute, abbiano accelerato il processo è possibile.

In ogni caso, arriva sempre un momento in cui è opportuno girar pagina, e questo probabilmente è uno di quei momenti. Occhi puntati anche su Amag, dunque. Dove prima o poi le dimissioni del neo presidente Marzi qualcuno dovrà pur spiegarcele in maniera credibile, che dite?

Intanto i sindacati sono sulle barricate, e fanno il loro mestiere. Un paio di assessori (Barberis e Puleio) pare abbiano già minacciato le dimissioni. Però l’impressione è che il processo di riorganizzazione non potrà che andare avanti, e che prevederà anche dei forti costi a carico del personale. “Ci sono 300 persone da licenziare, tra comune e partecipate. Il resto sono chiacchiere”, dicono voci autorevoli. Altri parlano di tagli lineari, con contratti di solidarietà da applicare a tutto l’universo di Palazzo Rosso. Ma anche qui, non mancano le precisazioni: sul piano contrattuale (e delle tutele) i dipendenti diretti del Comune sono un conto, quelli delle partecipate un altro. I contratti di servizio, insomma, sarebbe tutti da rivedere, ed evidentemente al ribasso. Quando la coperta è corta, si sa, ognuno la tira dalla propria parte.

Amiu, Atm, Amag, Costruire insieme, Teatro regionale, Aspal, Cissaca. Toccherà a loro il ruolo di vittime sacrificali, su cui andrà ad abbattersi la scure della riorganizzazione? Esiste già un piano complessivo di riassetto, e quando verrà condiviso con le parti sociali, e con la città?

Il dibattito è innescato, i confronti da oggi (anzi, da ieri sul fronte Aspal) si annunciano quotidiani, e senza esclusione di colpi. E giovedì in giunta, quando si parlerà di “bilancio 2012 stabilmente riequilibrato”, qualcuno potrebbe anche alzare la voce, e togliere il disturbo.

E. G.

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Categorie:In primo piano
  1. filippo boatti
    13 novembre 2012 alle 01:56

    Ma no, esiste la furia di licenziare, ma non il piano industriale. Così sono metodi da Marchionne. Quando dissi la parola “piano industriale” in una riunione di coalizione questa primavera, prima delle elezioni, fui guardato come un marziano. Adesso capisco il perché.

    Saluti saputelli!

  2. Ettore Grassano
    13 novembre 2012 alle 08:15

    Dai, che noi da ingenui invece speriamo che almeno il piano ci sia, accompagnato da un progetto per il futuro!

    E. G.

  3. il Principe
    13 novembre 2012 alle 10:22

    Ma certi rifiuti speciali come devono essere smaltiti?

  4. 13 novembre 2012 alle 12:10

    Intanto i problemi di salute di Bocchio (gli auguro li risolva presto e bene) valgono per Amiu, dove non percepiva alcune remunerazione e non per Aral, dove invece percepisce ancora la retribuzione di direttore che mi risulta essere (dati pubblicati da Alessandrianews)150 mila euro/annui.

  5. 13 novembre 2012 alle 12:15

    E’ il doppio lavoro che sfianca ad una certa età, caro Mauro. Però, in effetti, la salute andrebbe lasciata sempre da parte, se non altro per scaramanzia.

    E. G.

  6. 13 novembre 2012 alle 13:55

    A me continuano a tornare in mente i nostri missionari russi, come Stefano di Perm, pensando a tutti questi dirigenti e amministratori che non riescono a smettere, spinti da una vocazione prepotente; come non capirli. Me li immagino giovanetti, mentre pascolano le capre sui monti, come unica compagnia un vetusto abbecedario, passato di padre in figlio dal 1860, nutrirsi di un tozzo di pane secco e un sorso di acqua di fonte, litigando le poche bacche presenti sui radi cespugli con gli ovini affidati alla loro custodia.
    All’improvviso sul loro cammino una grotta sconosciuta, sull’uscio un roveto ardente, un bagliore abbacinante: dall’interno una voce profonda, tonante, fuori e dentro di loro :”da grande…ande…nde..e farai…i…i….l’amministratore…ore…ore pubblico…o…o”. E loro fanno di tutto per accontentare la totalizzante vocazione, ma badate bene, non lo fanno per sè stessi, giammai, loro sono i pastori, sono stati chiamati…

    Come i Lama tibetani, altre volte, vengono cercati dagli adepti che li sottopongono alla “prova” più importante: devono riconoscere, senza ombra di dubbio gli oggetti appartenenti ai monaci, loro predecessori, per essere proclamati degni di essere amministratori pubblici o dirigenti.
    L’ultima volta, di cui ho avuto notizia, c’erano: un fiore, una pipa, un martelletto da giudice e una mazzetta di banconote. Indovinate un po’ cosa ha scelto il predestinato?……

  7. ralmaiv
    14 novembre 2012 alle 00:09

    siamo un gruppo di part time che sono abbastanza incazzati per un concorso che si sta mettendo in piedi a Valenza per un MOLTO RACCOMANDATO
    usiamo la rete per diffondere questo messaggio rompi uova nel paniere
    SI FANNO ASSUNZIONI CREATIVE A VALENZA PER COMPIACERE IL VECCHIO UGO E AD ALESSANDRIA PER DARE QUALCOSA DA FARE AL PICCOLO PIECCALLO … ci dai una mano a diffondere ??? GRAZIE

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