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[BlogLettera] Partecipate di Palazzo Rosso: massima salvaguardia per i lavoratori

15 novembre 2012

La riorganizzazione delle Aziende partecipate del comune di Alessandria rappresenta un elemento di fondo delle scelte dell’Amministrazione comunale.

Ferma restando la nostra consapevolezza nel merito dell’argomento, ribadiamo con assoluta convinzione che questa riorganizzazione non può che muoversi nel solco del principio, ribadito dallo stesso Sindaco, che nessuno deve rimanere indietro e che quindi non si può cominciare a ragionare partendo dall’idea di procedere, in primis, dal licenziamento indiscriminato di lavoratrici e lavoratori considerabili in esubero.

Ci siamo battuti affinché nel programma di mandato e soprattutto nella mozione di accompagnamento ad esso, si dicesse che ogni passaggio di questa delicata operazione partisse da un confronto imprescindibile con il sindacato e le parti sociali, affinché venissero concordate modalità e strumenti di ammortizzazione sociale che rendessero accettabile la modificazione degli assetti lavorativi in essere delle aziende.

Non abbiamo cambiato idea e continuiamo a chiedere che si proceda così.

Altre strade ci troverebbero in totale disaccordo e le riterremmo incomprensibili, soprattutto a fronte del fatto che a guidare questa maggioranza c’è un sindaco che, con grande forza, determinazione ed un atteggiamento che abbiamo totalmente condiviso ed apprezzato, si è battuta anche mettendosi alla testa delle proteste e delle mobilitazioni dei lavoratori e dei cittadini alessandrini affinché venissero rispettati i loro diritti e la loro voglia di uscire da questa drammatica situazione.

Facciamo nostre le sue parole: “Non si esce dalla crisi calpestando i diritti” e pensiamo che il primo diritto da salvaguardare sia quello del lavoro e del salario ad esso collegato.

Federazione della Sinistra – Alessandria

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Categorie:BLettere
  1. franco dell'alba
    15 novembre 2012 alle 18:18

    Quello che la vostra sindaca non ha detto è che non si risolvono i problemi con la logica che li ha generati, ovvero non si risolvono i problemi usando le stesse persone che li hanno provocati.
    E’ necessario diffidare tutti coloro che hanno svolto mandati provinciali e comunali dallo svolgere ancora attività politica e costringerli, possibilmente con le buone, a tornare al loro mestiere, se mai ne hanno avuto uno in cui hanno dimostrato una qualche capacità, diversamente si mettano in coda nelleliste dei disoccupati che, tra l’altro, sono cresciuti a dismisura anche grazie a loro.
    Abbiamo due strade:
    !) ci abituiamo a questi articoli al ritmo di 3…4 al giorno ed in crescendo continuo sino a che, nauseati ed assuefatti ci giriamo dall’altra parte
    2) smettiamo di leggerli e ci attiviamo con la grinta e determinazione necessaria per risolverli con nuove idee, nuove strategie ma, soprattutto, nuove persone.

  2. mandrogno
    15 novembre 2012 alle 20:31

    Ecco, bravi.
    Apprezzate e condividete.
    Anche le colpe e le responsabilità.

  3. 16 novembre 2012 alle 03:02

    Dal solco al vomere il passo è breve… come si diceva?, ah! si, “braccia rubate all’agricoltura”.

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