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[BlogLettera] Per le festività pensiamo ad Alessandria!

23 novembre 2012

Un gesto evidentemente simbolico, ma non solo, per tentare di rilanciare l’economia della nostra città, sempre più stagnante e asfittica. Invitiamo caldamente tutti i concittadini, anche per i pochi e modesti acquisti (che in questo grave momento è già un lusso!) che faranno, magari sostenendo un sacrificio personale, in città. Diamo un piccolo impulso, per ogni tipologia di acquisto, all’attività dei nostri commercianti ed artigiani, che ormai sono sull’ultimo argine contro l’abbandono e la desertificazione del tessuto cittadino.

L’idea è quella di difendere il commercio tradizionale, in primis adottando e favorendo politiche fiscali meno rigide, che certamente vengono determinate dalla politica nazionale, ma è anche importante una concreta attenzione da parte di chi amministra direttamente la nostra città. Si è parlato molto in questi ultimi tempi di commercianti, piccoli artigiani, ZTL, centro cittadino e ambiente. Ebbene, riteniamo che ogni scelta politica debba salvaguare i diritti di ognuno e, ove possibile, le rispettive e legittime aspirazioni. Ciò che deve prevalere è un forte, responsabile e generale spirito civico, senza particolarismi.

Il commercio alessandrino vive una crisi profonda, ormai da anni. Problemi di carattere generale, certamente, ma anche di viabilità, di massiccia presenza di ambulanti irregolari e pubblicità selvaggia; sono queste alcune tra le cause principali della paralisi del settore, che da alcuni anni a questa parte soffre anche di una sorta di distacco da parte delle Istituzioni.
I piccoli imprenditori, commercianti e artigiani, hanno sempre maggiori costi da sostenere: costi di carattere fiscale e gestionale che non trovano riscontro in aumenti di guadagni e profitti. E’ sempre più frequente imbattersi per le vie del centro in cartelli affissi alle vetrine con scritto “Affittasi” o “Vendesi” che, oltre a rendere la città triste, testimoniano le enormi difficoltà che attorniano il commercio tradizionale.

La grande distribuzione, invece, prolifera in maniera indiscriminata e spropositata nella periferia alessandrina, avvalendosi di economie di scala in termini di costi e infrastrutture. L’impoverimento e il degrado commerciale del centro si collega anche alla crisi delle associazioni e dei professionisti che operano a stretto contatto con la realtà cittadina.

Giovanni Barosini – Udc Alessandria

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Categorie:BLettere
  1. luigi
    28 novembre 2012 alle 12:58

    a chi si chiede come fare per difendere il commercio tradizionale, suggerirei di andare a vedere cosa hanno fatto nel comune di Piadena, I commercianti del centro alessandrino invece, dopo anni di vacche grasse (quando nel passaggio tra la lira e l’euro hanno approfittato per raddoppiare i prezzi), hanno sposato le tesi di Fabbio e della Lega che davano la colpa alla Scagni che aveva fatto la ZTL (peraltro i centri storici chiusi alle macchine è una scelta di tutta l’Europa) ed ora si trovano ad affrontare il periodo di vacche magre senza idee e senza prospettiva. La grande distribuzione è ormai un male inevitabile in gran parte dei casi. Occorrerebbero scelte politiche troppo drastiche per modificare la situazione a vantaggio del piccolo commercio, scelte che i politici mandati lì dalla mafia e da chi ha bisogno di riciclare denaro sporco non potrebbero mai fare in alcun modo.
    Rassegnatevi a proporre solo più prodotti di nicchia, sperando che ci sia ancora chi può spendere qualcosa di più per togliersi la soddisfazione. Babbo Natale non passa più dalle strade del centro di Alessandria.

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