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Primarie da record: il centro sinistra esulta! E al ballottaggio?

26 novembre 2012

Il popolo di centro sinistra c’è ancora, e ha risposto presente. Quasi 4 milioni di votanti, di questi tempi in Italia, sono un  exploit di fronte al quale togliersi il cappello, comunque la si pensi. Una partecipazione che va ben al di là delle previsioni della vigilia non solo degli osservatori (tra cui chi scrive), ma probabilmente anche di molti addetti ai lavori dello stesso centro sinistra. Ieri un po’ovunque nel Paese si sono viste file ordinate e sorridenti di gente comune, che non possiamo liquidare come “truppe cammellate” o “militonti” (così le cativerie le diciamo tutte subito), ma che invece hanno l’aspetto di uomini, donne e tanti ragazzi e ragazze che credono ancora alla politica. A questa politica? Bah, qui si apre il dibattito, naturalmente, e ognuno può pensarla come crede.

Quel che è certo è che, domenica prossima, Bersani e Renzi se la giocheranno di nuovo “alla pari”, rivolgendosi entrambi anche ad un elettorato “esterno” al Partito Democratico: il segretario del Pd punterà in particolare sull’identità “di sinistra” più tradizionale, Renzi sui delusi post ideologici di ogni estrazione. Senza limitazioni per chi arriva da destra, e votò in passato Lega o Berlusconi. Sempre che, naturalmente, non si tratti di figure che hanno tuttora ruoli politici attivi: in quel caso, potrebbero essere rimandati a casa, come è successo ieri a Novi Ligure.

Da osservatore assolutamente imparziale, vi confesso che tremo un po’ all’idea di un’altra settimana di “colpi bassi” e battibecchi su facebook tra bersaniani e renziani: ma credo che questo ci toccherà, in attesa del ballottaggio.

Impossibile, e comunque prematuro, chiederci oggi come si comporterà lo sconfitto tra 8 giorni, e nei mesi a venire. Indubbiamente è auspicabile una prova di maturità, in un caso come nell’altro. Ma siamo in Italia, il Paese dei mille campanili, delle troppe correnti e degli infiniti gruppi di interesse, quindi massima prudenza.

E Nichi Vendola? C’è stato un momento, ai tempi delle vittorie dei sindaci Pisapia e De Magistris, in cui davvero il governatore delle Puglie sembrava in grado di costruire una forte alternativa di sinistra “non residuale”. Quel tempo pare oggettivamente lontano, e lo si era capito da un po’. Non che l’elettorato a sinistra del Pd sia scomparso, o si sia clamorosamente “contratto”: ma in tanti non amano l’alleanza con il Partito Democratico, e guardano ormai a Grillo come all’unica soluzione in grado di provocare un salutare (o no? lo vedremo) big bang del sistema.

Del centro destra qui invece non ha senso parlare, ci torneremo. Ma certamente, a fronte di primarie così “partecipate”, il rischio di mettere in campo, tra qualche settimana, una sbiadita fotocopia è assai consistente. Il confronto sarebbe impietoso!

E. G.

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Categorie:Politica
  1. filippo boatti
    26 novembre 2012 alle 02:41
  2. 26 novembre 2012 alle 04:55

    Caro Filippo, veramente i carri della politica io li guardo tutti passare, e mi limito a commentare. Mai salito su nessuno, da vero pirla, neanche quando magari poteva valerne la pena. E non è questo il caso. Vendola ha perso, come era prevedibile. Che poi sia l’unico dei cinque che vale la pena ascoltare quando parla, per me è evidente. Ma in politica non basta, ahimè.

    E. G.

  3. Graziella (gzl)
    26 novembre 2012 alle 06:27

    Nonostante tutto, nonostante il disastro provocato negli ultimi trenta anni di malapolitica da parte di tutti nessun escluso, nonostante l’appoggio ad un governo posticcio messo da badante ai falliti, inetti, incapaci, corrotti e sperperoni del denaro altrui, a quanto pare una parte dei cittadini tartassati sono corsi ieri a dare forza alla coalizione di Bersani (poteva essere pure la coalizione di Berlusconi ) corresponsabili con Monti su le nostre disgrazie , pagando pure 2 euro: non ne hanno ancora abbastanza….come masochisti!!!! Aveva ragione Luchino Visconti quando disse; ” gli italiani sono come le lucertole, gli tagli la coda, continuano a strisciare” !

  4. 26 novembre 2012 alle 08:27

    Da ieri sera mi gira in testa questo interrogativo: alle elezioni vere, quelle di marzo, raccoglierebbe più consenso un Pd (e un centro sinistra) a guida Renzi o Bersani? E quanto il leader condizionerà il programma e le proposte, per quanto in Italia si badi pochissimo alla sostanza politica, e moltissimo agli slogan?

    E. G.

  5. filippo boatti
    26 novembre 2012 alle 09:59

    CorriereAl :
    Vendola ha perso, come era prevedibile.
    E. G.

    appunto, ma non era un concorso di bellezza… su queste primarie il giornalismo italiano ha scritto una pagina nera per capacità di disinformazione. per poi trovarsi quattro milioni di persone ai seggi un risultato straordinario di partecipazione e dover abbozzare commenti come questi… non il peggior commento ma nemmeno il miglior commento, diciamo così.

  6. 26 novembre 2012 alle 10:14

    Guarda, io rimango convinto che alla gran parte degli elettori delle primarie del centro sinistra non importi una pippa caro Filippo, e che semmai il risultato di ieri sia la dimostrazione di come avere addomesticato la gran parte dei grandi media (che non sono più dei gran cattivoni da golpe come ai tempi del Berlusca, hai notato?) consenta comunque di creare mobilitazione. Ripeto, sarà che frequento la gente sbagliata, poco partecipe ai destini del Paese o semplicemente cinica: ma in giro non sento passione e trasporto per la politica del centro sinistra. Per non dire di un centro destra ormai da barzelletta, naturalmente. Pensa alla mobilitazione Prodi-Berlusconi, e all’Italia di oggi: davvero non vedi differenze? E pensa se Grillo (l’unica novità del panorama politico rispetto a 5 anni) fosse “pompato” in tv e sui grandi quotidiani diciamo un terzo di quanto avviene al centro sinistra, anzichè ignorato o sputtanato: quanto consenso avrebbe? Comunque, sei libero di pensare che Bersani, Montezemolo e Berlusconi rappresentino la svolta di questo Paese. A me pare che, in preda al panico, l’Italia si stia disperamente aggrappando al proprio passato. O no? Speriamo bene, e te lo dico da cittadino qualunque, credimi.

    E. G.

  7. filippo boatti
    26 novembre 2012 alle 10:45

    Ettore io non la penso in modo apocalittico, anche se naturalmente sono preoccupato quanto lo sei te. Però siccome la politica rimane sempre la continuazione della guerra con mezzi incruenti, bisogna concentrarsi sui fatti puntuali che hanno determinato una certa situazione. La situazione assurda in cui siamo è determinata molto semplicemente dal fatto che il PD si è fidato di Napolitano e ha fatto male. Il vecchio ha sviluppato un’idea assolutista della politica e in tempi di vacche grasse e di partiti forti sarebbe già in stato d’accusa per il suo ruolo “irrituale” come si dice ipocritamente. Occhetto a inizio anni 90 chiedeva l’impeachment per Cossiga, senza giri di parole. Adesso è chiaro che uscirne è molto complicato e comunque non indolore. Per cui primarie così partecipare sono un bene (anche se sono state sostanzialmente un congresso del PD con alcuni rompiballe come quelli di Sel) così come è un bene la partecipazione nel M5S che io rispetto profondamente anche dove non condivido. E aiuta a venire fuori. Poi non è che non ci sono tutti i problemi storici del paese che hai elencato, ci sono eccome. Ma stiamo venendo fuori da quello che sostanzialmente è un colpo di Stato, lo ha fatto Napolitano. Nichi ha fatto la sua parte e l’ha fatta bene. Bersani per fortuna si è reso conto della trappola, anche se quasi troppo tardi, e ci ha messo una pezza. Vediamo che succede.

  8. filippo boatti
    26 novembre 2012 alle 10:49

    (e devo dire che mi fa un po’ mi fa specie che c’è chi anche nel PD alessandrino si applica ne criticare la Kirchner o Chavez eletti con tutti i crismi democratici quando abbiamo un presidente della repubblica che sta delirando fuori dalla Costituzione e stanno zitti)

  9. 26 novembre 2012 alle 11:02

    Concordo con i tuoi interventi Filippo, e non aggiungo altro così non monopolizziamo, e lasciamo spazio ad altre opinioni, magari in totale disaccordo con noi. Aggiungo solo che quando vedo tentativi di accostamento tra Napolitano e Pertini soffro un po’…e penso al vecchio Sandro in qualche vignetta di Pazienza, che se la ride e prende le distanze con una battuta caustica.

    E. G.

  10. cittadino
    26 novembre 2012 alle 11:16

    boatti, lascia stare Sandro Pertini, che non sai nemmeno di chi stai parlando.
    Sandro Pertini stava col popolo e con lo Stato, mica con passera e la fornero, o lusi e penati.

    • cittadino
      26 novembre 2012 alle 11:29

      e comunque vendola ha accettato di fare da foglia di fico del centro-destra (questo è il partito di renzi, bersani e tabacci, delle banche e del vaticano) in cambio di un posto garantito a bruxelles. Lo sanno tutti quelli che hanno tolto la mortadella dagli occhi.

    • anonimo (luigi rossi?)
      26 novembre 2012 alle 11:40

      dunque, vediamo un po’… 4 milioni del PD, inclusi gli infiltrati.
      Su sessanta milioni di italiani, significa un bel 6,6% di consenso nel paese.
      Mica male, per un regime di polizia guidato dalle banche che taglia pensioni e ospedali.
      Ora per completare il dato sarebbe interessante sapere quanti sono i veri masochisti, al netto dei clienti beneficiati in solido con regali, posti pubblici, appalti o incarichi professionali.

    • 26 novembre 2012 alle 12:13

      Pertini l’ho evocato io….Filippo ha parlato di Napolitano, e direi con qualche ragione.

      E. G.

      • filippo boatti
        26 novembre 2012 alle 12:38

        io come sapete mi becco e accetto tutte le critiche (e a mia volta rilancio senza problemi), però se Cittadino leggesse prima di commentare!

      • cittadino
        26 novembre 2012 alle 12:51

        mea culpa. Ritratto e mi scuso del lapsus.
        Tanto con boatti ci saranno altre occasioni 🙂

  11. anonimo (luigi rossi?)
    26 novembre 2012 alle 11:45

    Comunque concordo con boatti sulla “PAGINA NERA” del giornalismo italiano.
    Mai si erano visti i servi uscire così spudoratamente alle scoperto, con 4 mesi 4 di pompatura instancabile di un evento interno a un partito con pagine e pagine di quotidiani, e ore e ore di telegiornali e TV pubblica e privata dedicati a fare fumo sul nulla. Ieri addirittura c’erano le dirette radio e tv sulla buffonata.
    Nemmeno la peggiore DC, con la TV unica, si era mai azzardata a fare lo stesso per i propri congressi.

  12. filippo boatti
    26 novembre 2012 alle 12:53

    cittadino :
    mea culpa. Ritratto e mi scuso del lapsus.
    Tanto con boatti ci saranno altre occasioni

    ma infatti, sta’ tranquillo hi hi hi

  13. mandrogno
    26 novembre 2012 alle 12:54

    i dati delle “primarie” parlano chiaro: solo 4 milioni di adepti nel 2012, contro i 5 milioni del 2005.
    Un calo pesantissimo, del 25%.
    Tirava più un pelo di Prodi, che una pariglia di cinque buoi.

  14. 26 novembre 2012 alle 14:03

    Dai, siamo onesti: 4 milioni alle primarie, con l’Italia in questa situazione, sono un
    risultato eccellente. Nessuno di voi però finora mi ha risposto: alle elezioni vere, prenderebbe più voti un centro sinistra a guida Bersani o Renzi? Posto che secondo me ci saranno tutte le condizioni per un Monti bis, si intende.

    E. G.

    • mandrogno
      26 novembre 2012 alle 17:01

      ERRATA CORRIGE.
      I dati forniti dal PD (e quindi da prendere col beneficio del dubbio, perchè non esiste certezza e sono di parte) dicono di soli 3,1 milioni di adepti.
      Il crollo è ancora più fragoroso.
      Continuino cosi, ci facciano del male.

      • 26 novembre 2012 alle 20:17

        I “peli di prodi” saranno battuti all’asta da Sotheby’s…secondo la medicina cinese sono miracolosi, quasi come le corna della Saiga tatarica (un antilope che vive solo più da noi, in Russia, Kazakhstan e Mongolia).

        Ahahaha!, i peli di prodi…sei un grande!.

  15. Lodovico
    26 novembre 2012 alle 15:37

    Il problema non è chi prende più voti – Bersani o Renzi – ma la legge elettorale (anche perchè il centrosinistra è uno solo: di Vendola, Renzi, Bersani, Puppato, RTabacci e qualche altro milioncino di persone).
    Puoi prendere più voti, ma meno seggi parlamentari e quindi, costituzione alla mano, non poter formare alcun governo.
    poi, in subordine, viene il tema delle alleanze:.
    Renzi dice no all’UDC, secondo me in modo azzardato perchè, in assenza di legge elettorale, intelligenza vorrebbe che quantomeno si possa avere qualcuno con cui parlare e cercare convergenze eventuali. Ma lo fa perchè ha lanciato un’o.p.a. sull’area ex popolar-democristiana del PD (motivo per cui manda in bestia la Bindi, che non è affezionata alla poltrona, ma alla sua cultura e alla sua storia politica. e lo sono anche io, che sotto questo aspetto non mi sento rappresentato da Renzi).
    Bersani non può dire no “a priori” a Casini” perchè con lui l’asse della coalizione si sposta a sinistra e non è quindi scontata la sua appetibilità programmatica per una certa parte di elettorato (la definizione “moderato” a mio avviso oggi dice poco e andrebbe aggiornata). .
    Quello che conta è che queste primarie sono l’occasione per riannodare i fili di un discorso che risale al 1996, che si chiamava Ulivo ed è stata l’unica parentesi di serio riformismo capace di coniugare valori e indirizzi politici di sviluppo, europeismo, redistribuzione della ricchezza. Il punto è, nel centrosinistra, quanto siamo convinti che questa ultima affermazione sia il nocciolo del nostro futuro, su cui reimpostare un dialogo con il paese.

    • luigi
      27 novembre 2012 alle 13:30

      per rimediare al pericolo e riformare la legge elettorale basterebbe rispolverare la legge truffa del 1953, tale e quale

  16. 26 novembre 2012 alle 15:52

    Grazie Lodovico per il contributo. Intanto però segnaliamo che i votanti ufficiali sono scesi a tre milioni e centomila. Ieri sera per Repubblica erano più di quattro milioni. Quando si dice sbagliare da professionisti, per eccesso d’amore.

    E. G.

  17. filippo boatti
    26 novembre 2012 alle 16:28

    Ribadisco che a sto giro sulla pagina nera del giornalismo e dell’informazione sono d’accordo con Grillo.

  18. Agatone
    26 novembre 2012 alle 16:45

    Io penso che la scelta per il ballottaggio sia tra scegliere un governo con l’udc o senza. Con Bersani ci sarà anche l’udc, con Renzi non ci sarà l’udc, come ha detto anche lui. Anche perché con Renzi secondo me il pd vince anche senza udc. E avere l’udc al governo vuol dire paralizzarsi su ogni questione. Sia che riguardi le unioni civili che ogni altro argomento per loro indigesto. Oltretutto mettere insieme Vendola e Casini equivale a far cadere il governo dopo non più di due anni. Sarà anche che io non reggo Casini, la cui unica idea per il futuro dell’Italia è che l’udc sopravviva.
    Quindi secondo me, al di là delle persone, ha più senso votare Renzi, che può sparigliare tutto il panorama politico e far veramente finire l’epoca berlusconiana. Purtroppo invece perderà e si passerà la campagna elettorale con Berlusconi che griderà ai comunisti, Grillo che griderà ai morti viventi e Bersani che farà la figura del brav’uomo non troppo adatto al ruolo.
    Questo senza conoscere così a fondo Renzi, verso cui ho la normale diffidenza che ho verso i politici. Ma mi sembra nel posto giusto nel momento giusto. E il pd fa male a osteggiarlo così, a parer mio.
    E’ come se una squadra di calcio ce l’avesse con il centravanti e gli altri giocatori della squadra, piuttosto che far segnare lui, preferissero perdere

  19. mandrogno
    26 novembre 2012 alle 17:06

    viva Manuel Vasquez Montalban.
    Aveva previsto tutto. Lui che era un vero comunista.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Il_centravanti_%C3%A8_stato_assassinato_verso_sera

  20. 26 novembre 2012 alle 17:07

    Direi molto chiaro Agatone, grazie. Davvero mi interessa conoscere più punti di vista possibili su questo fronte. Ho come l’impressione che oggi, in un Paese disgregato e sfiduciato, non esista una maggioranza politica, ma diverse minoranze, più o meno rumorose o silenziose: il centro sinistra, il centro destra (Lega inclusa), i 5 Stelle…e il fumoso nuovo/vecchio centro, che poi alla fine oscilla sempre tra il 5-8%, e aspira a fare l’ago della bilancia. E Monti gongola….e con lui le banche, non solo italiane. Forse l’unico vero potere forte rimasto in circolazione.

    E. G.

  21. Agatone
    26 novembre 2012 alle 18:36

    Grande Mandrogno

  22. 26 novembre 2012 alle 19:55

    Quando penso a “La fattoria degli animali” di Orwell, scritto sicuramente come attacco satirico al nostro regime, e Iosif si era incavolato non poco, mi sembra che si attagli sempre più a questa dittatura paludata da democrazia, della quale siete tutti ostaggi. I maiali, con una giusta lotta rivoluzionaria, cacciano l’uomo dalla fattoria, per diventare, alla fine, quasi antropomorfi e sostituirsi ad esso nel controllo sugli altri animali. Gli ingredienti ci sono tutti. Un potere, magari non identificabile a prima vista, lo potremmo definire come una serie di “affinità elettive” di origine economico-politica. Perchè non è necessario un uomo forte per creare un regime, oh!,no…ma è sicuramente indispensabile il consenso popolare.
    E, parlando di politica, non si tratta di quella intesa come politeia, la commistione tra regime politico, corpo civico e diritto di cittadinanza, che dovrebbe essere la base di una (mai vista) democrazia compiuta, ma nella negatività della concezione nobiliare e divina che ne hanno gli stessi appartenenti alla nomenklatura e i loro (a volte inconsapevoli) apparatchiki, disposti a tutto per conservare le loro prebende: la casta dei maiali di Orwell, quelli “più uguali” degli altri animali. In italia non c’è stata una rivoluzione, l’invasore con i suoi lacchè fascisti, che i sacerdoti della nuova religione di stato vogliono santificare, è stato cacciato, tra il ’43 e il ’45, con una grande sollevazione di popolo. Dalla fine della dittatura, sopratutto in tempi recenti, si è permessa l’instaurazione di un regime, che nel corso degli anni è stato declinato in vari modi. Purtroppo si è perso lo slancio libertario, meraviglioso ed eroico, di quella lotta di emancipazione, che ora è diventata l’alibi dietro al quale i “maiali” (in senso letterario) hanno consolidato il loro potere, divenuto antropomorfo, somigliante cioè, in maniera preoccupante, a quello del regime abbattuto, con alcune apparenti differenze…in ultima analisi, invece, molto simile.
    Nel racconto troviamo diversi personaggi: come non parlare di “piffero o clarinetto”, il propagandista, il sicofante del regime. Ah!, quante “Pravda” ci sono oggi nel vostro paese; tanti clarinetti che suonano una musica, ora ragionevole, dolcissima e suadente, ora preoccupata, irata e tragica, a seconda della convenienza del politburo. E poi i cani, guardiani del regime, le pecore, gregge belante e credulo, e lo sfruttato cavallo Gondrano, volenteroso ed ingenuo, che basa tutto sulla “dignità del lavoro”, sulla cui opera, insostituibile e stachanovista, si basa gran parte del benessere nella fattoria; uno dei suoi slogan preferiti era “lavorerò di più” e fu utilizzato, anche postumo, dalla casta dominante. E, in ultimo, ecco il mio preferito: l’asino Benjamin, cinico e scettico, che, unico tra gli animali domestici, “HA IMPARATO A LEGGERE” e, di conseguenza, ha perso, diciamo così, fiducia nell’animalismo imperante nella fattoria e negli animali asserviti, attirando su di sè le attenzioni del regime. Mi fermerei qui, anche se il discorso sulla “fattoria” è un po’ più articolato, perchè mi sembra che ci siano tutti gli ingredienti della società moderna italiana: una repressione, neanche tanto nascosta, dei dissidenti, anche pacifici, di fatto un regime illiberale, e una beota accondiscendenza ad una parvenza di democrazia, di cui ci si complimenta e ci si parla addosso, privatamente e pubblicamente. Ah!, dimenticavo il corvo Mosè, o Moses, che racconta agli animali della vita eterna che li attende dopo la morte sul Monte Zuccherocandito: “lavorate, senza protestare, per il padrone, in vita, che vi attende, da morti, il paradiso animale…Orwell parlava della Chiesa Ortodossa, ma a voi chi, o cosa, ricorda?.
    Come ho già detto, tutti i dittatori del XX secolo, avevano ben chiara la “psicologia delle folle”, o delle masse che dir si voglia. Su questa Freud ha scritto un libro intero, dedicando un capitolo a Gustav Le Bon di cui lui cita questa frase: “Ciò che più ci colpisce di una massa psicologica è che gli individui che la compongono, indipendentemente dal tipo di vita, dalle occupazioni, dal temperamento o dall’intelligenza, acquistano una sorta di anima collettiva per il solo fatto di trasformarsi in massa. Tale anima li fa sentire, pensare e agire in un modo diverso da come ciascuno di loro, isolatamente, sentirebbe, penserebbe e agirebbe.”
    Le Bon individua diverse caratteristiche nelle masse umane e ne citiamo solo alcune:
    • I sentimenti e i pensieri dei singoli individui vengono orientati nella direzione
    voluta dall’ipnotizzatore (colui che riesce a obnubilare la ragione e il sentimento nella folla);
    • Annullamento della personalità cosciente, predominio della personalità inconscia;
    orientamento, determinato dalla suggestione e dal contagio, dei sentimenti e
    delle idee in un unico senso;
    • La massa è impulsiva, mutevole e irritabile. Governata quasi per intero
    dall’inconscio, nulla in essa è premeditato; è incapace di volontà duratura. Non
    tollera alcun indugio fra il proprio desiderio e il compimento di ciò che desidera.
    Si sente onnipotente, svanisce il concetto dell’impossibile;
    • La massa è straordinariamente influenzabile e credula, è acritica, per essa non
    esiste l’inverosimile. Pensa per immagini, come negli stati di libera
    fantasticheria. I suoi sentimenti sono semplicissimi e molto esagerati. La massa
    non conosce né dubbi né incertezze;
    • Rispetta la forza e soggiace solo moderatamente all’influsso della bontà, che ai
    suoi occhi costituisce solo una sorta di debolezza;
    • Vuole essere dominata e oppressa e temere il proprio padrone;
    • Fondamentalmente conservatrice, ha un rispetto illimitato per la tradizione;
    • Mentre la capacità intellettuale della massa è sempre assai inferiore a quella del
    singolo, il suo comportamento etico può sia superare che essere di gran lunga
    inferiore a quello del singolo;
    • Le masse, infine, non hanno mai conosciuto la sete della verità. Hanno bisogno
    di illusioni.
    Per Freud, invece, lasciando perdere quelle che chiama masse durature, si formano delle masse temporanee, che possono anche non avere un leader, ma riconoscere una sorta di idealizzazione dello stesso, magari condividendo il cyberspazio (Freud non parla di cyberspazio, state tranquilli).
    Il posto dell’ideale inconscio, viene a volte occupato, nell’individuo, da un oggetto d’amore scelto all’esterno, che lo incarni. Il legame con gli altri individui si serra riconoscendo il tratto che li accomuna: l’aver individuato lo stesso oggetto d’amore e l’averlo messo al posto dell’ideale.
    Un capo, un’idea, un’astrazione, una tendenza comune, un desiderio
    condiviso, possono occupare questo luogo ideale. Quando poi questo oggetto non è un astrazione, ma è chiaramente situato nella realtà ,ritenuto raggiungibile, magari si tratta di una persona esistente, allora la relazione assume le caratteristiche della psicologia di massa: come nell’innamoramento, che può rendere un po’ folli, o nell’ipnosi.
    Quel che conta è essere consci che l’erotizzazione dell’ideale ( la scelta di un ideale come oggetto d’amore) è favorita, nella cultura d’oggi, dalla prevalenza assoluta dell’immagine e dunque subisce la seduzione di qualunque immagine appagante i desideri della massa.
    Se sommiamo a questo la chiara concezione che ha il potere del fatto che bisogna recintare, in un serraglio invisibile alla moltitudine, un piccolo, innocuo, nucleo di libertà democratiche inutili, fatte di fumo, per cui i dominati, pensano di essere, in ultima analisi, parte dei processi decisionali della “democrazia”…
    Se sommiamo a questo la limpida concezione che i governanti, chiunque siano, hanno di dover circoscrivere, in un altro recinto non avvertibile dai più, l’aggressività delle masse, permettendo, ad esempio, le violenze durante le manifestazioni calcistiche, con un processo che Lorenz definiva re-indirizzamento (e in alcuni casi quasi una ritualizzazione della violenza: “panem et circensem”) dell’aggressività in una direzione innocua per l’individuo e la società, ma sopratutto per lo status-quo preesistente nella plutocrazia…
    Se sommiamo a questo, una cosa molto semplice che, ad esempio, Mao fece con la rivoluzione culturale, di cui si vantò durante un nostro incontro, cioè: fingere di cambiare tutto, di far partecipare il popolo al rivolgimento dell’esistente, senza in realtà cambiare niente…
    Se sommiamo tutto questo… non vedo cosa ci sia da gioire per l’ennesima non-trasformazione della stirpe nobiliare politica, spacciata come libero esercizio democratico…

  23. 26 novembre 2012 alle 20:29

    E vendola, mmmh…qual’è la seconda parola del nome del partito?, ah! già, ecologia…
    Piange il telefono… ma possibile che non imparino mai?, gli squallor cantavano qualcosa a proposito del telefono..non ricordo, forse “telefona a qualcosa…a…” non ricordo proprio.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/26/ilva-arresti-e-sequestri-in-corso-a-taranto/426535/

    • filippo boatti
      27 novembre 2012 alle 11:25

      «Non ho mai subito alcuna pressione da parte di Nichi Vendola o di uomini del suo staff». E’ lapidario il commento di Giorgio Assennato, direttore generale dell’Arpa Puglia, in merito alle intercettazioni del 2010 di Girolamo Archinà. Un intervento, quello di Assennato, volto a smentire ogni presunta responsabilità da parte del governatore pugliese nella vicenda.

      L’intercettazione risale al 30 Giugno 2010 e vede coinvolti Archinà e Daniela Fumarola, segretaria provinciale della Cisl: «L’avvocato Manna (all’epoca capo di gabinetto di Vendola) e l’assessore Fratoianni sono stati incaricati di frantumare Assennato», riferisce l’ex funzionario dell’Ilva. Il 2 Luglio del 2010 nuova telefonata, questa volta tra l’ex direttore dello stabilimento di Taranto Luigi Capogrosso e uno degli avvocati dell’Ilva; in una nota della Guardia di Finanza, quest0 ultimo «riferisce che Archinà ha avuto contatti con il capo di gabinetto di Vendola il quale ha riferito che sono contro Assennato e che cercheranno di farlo fuori».

      Ma Assennato, come già fatto in altre occasioni, smentisce possibili pressioni da parte di Vendola che, appena un anno fa, gli aveva rinnovato il contratto sino al 2016.

      http://pubblicogiornale.it/politica/la-smentita-di-assennato-mai-pressioni-da-vendola/

  24. 26 novembre 2012 alle 21:14

    Una storia terribile, quella dell’Ilva di Taranto. Se le cose stanno come sostiene l’accusa, ci troviamo di fronte a reati gravissimi, consapevolmente reiterati nel tempo. Con il costante ricatto del pane in cambio della salute e della vita. Come stanno facendo anche ora, del resto. Oltretutto, a rischio cancro ci sarebbe un’intera città da più di 300 mila abitanti, e non solo i lavoratori dell’azienda. Orrore. Naturalmente speriamo che Vendola dimostri la propria assoluta estraneità: se così non fosse, sarebbe davvero triste. Ma intanto queste vicende tarantine agli alessandrini non è che magari accendono qualche lampadina? No eh?

    E. G.

    • mandrogno
      26 novembre 2012 alle 23:46

      vendola c’è dentro fino al collo. Quanto meno per responsabilità oggettiva, legata al ruolo di presidente della regione.
      O dirà che non era lui?

      • cittadino
        27 novembre 2012 alle 16:20

    • filippo boatti
      27 novembre 2012 alle 11:32

      Manovre di Vendola contro Assennato? Ma se nel 2011 l’ha riconfermato per altri cinque anni all’Arpa…
      lunedì, novembre 26th, 2012

      Dal blog di Paolo Hutter sulle notizie che riguardano presunte manobvre di Vendola per affossare l’Arpa. Ecco:
      Uso il blog perchè devo uscire dal codice stretto della cronaca per un ragionamento urgente. Mentre scrivo, mentre l’ Ilva annuncia la sospensione totale della produzione, circola in rete una notizia che parla di un’indagine da cui emergerebbero pressioni di Vendola per far occultare dall’Arpa i dati sulle emissioni di smog e di veleni a Taranto. Circolano anche già commenti di lettori che non aspettavano altro per sentenziare sulla complicità della Giunta pugliese con l’inquinamento Ilva. Anche senza attendere i chiarimenti di Arpa e Regione Puglia è bene notare alcune contraddizioni nel testo. Le intercettazioni citate sono di telefonate di Archinà, rappresentante anzi pr dell’Ilva incaricato di proteggere gli interessi dell’azienda presso istituzioni e opinione pubblica. Che lui millantasse una ostilità di Vendola verso l’Arpa fa parte dei trucchi del mestiere. Secondo : il direttore dell’Arpa Assennato, che secondo la notizia Vendola “cercava di far fuori” nel 2010, è stato riconfermato nel 2011 dallo stesso Vendola per 5 anni. Terzo, a differenza degli ondeggiamneti del governo Monti in proposito, Vendola non ha mai fatto opposizioni barrriere o critiche verso l’operato della magistratura su Taranto. E’ vero che non si è mai pronunciato per la chiusura dell’ Ilva, ritenendo che si possa arrivare alla compatibilità tra industria e ambiente. Ma sostenere questa impegnativa è difficile linea non significa occultare dati. Del resto, nonostante il tono molto insinuante della notizia che circola, non risulta proprio che nè Vendola nè Arpa nè altri della Regione Puglia siano indagati. Come invece dovrebbe essere se avessero occultato o manipolato dati sull”inquinamento.

    • luigi
      27 novembre 2012 alle 13:40

      io so soltanto che l’ILVA inquinava ancora di più quando era delle partecipazioni statali. E, poi se guardiamo alle classifiche sulla qualità della vita delle varie province italiane, quelle pugliesi, e Foggia e Taranto in particolare, sono sul fondo della classifica, appena dopo comunque la nostra Alessandria. Non è che Vendola abbia fatto miracoli, è solo la Magistratura che ogni tanto fa il suo dovere. Se facesse così anche da noi, quanti pesci e quante anguille finirebbero nella rete?

  25. 26 novembre 2012 alle 21:22

    Alè….stasera da Fazio prima Renzi e poi Bersani. Poi mercoledì sera faccia a faccia su Rai 1, e sabato sera forse da Mentana. Meno male che oggi c’è pluralismo informativo democratico, non come quando c’era il Berlusca e ce lo propinavano tutte le sere! Io però vado al cinema, mi raccontate poi voi come i nostri eroi salveranno il Paese, ok?

    E. G.

  26. ralm
    26 novembre 2012 alle 22:02

    pensiamo ai nostri paesi…. diamo la massima pubblicità al concorso che sta per essere bandito per dirigente a tempo indeterminato a Valenza

  27. mandrogno
    26 novembre 2012 alle 23:43

    I numeri potrebbero essere anche gonfiati.
    Pare infatti che i prodi, pardon, i bersani amici del PD siano molto larghi di manica, nel rispetto delle regole.
    Quanti voti plurimi ci sono stati?
    E perchè ai poveracci di novi invece è stato vietato il seggio?
    La mano dei TAROCCHI che non sai mai giocare…

    http://www.ogginotizie.it/192445-primarie-pd-brogli-ai-seggi-inviato-di-striscia-vota-3-volte/#.ULPvxuQmaCQ

  28. 27 novembre 2012 alle 01:06

    Eh, le solite dietrologie! Piuttosto, Fazio ha torchiato i candidati premier del centro sinistra da par suo? E’ emerso come usciremo dal famoso tunnel, e con quali risorse investite o tagliate in quali direzioni? No, perchè pare che negli altri Paesi occidentali funzioni così, pensate! Ai politici in tv fanno domande vere, e chiedono impegni e numeri. Non “più lavoro per tutti”, “investire nella scuola e nella ricerca” e altri slogan in libertà.

    E. G.

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