Home > Editoriali > A quando la marcia dei camici bianchi?

A quando la marcia dei camici bianchi?

27 novembre 2012

Ormai siamo al contagio. Non chiedetemi come sia stato possibile non prevederlo, perché non so spiegarmelo. Ma la macchina pubblica italiana ha scoperto, in questa seconda metà del 2012, di non avere più le risorse per stare in piedi, erogare servizi, e addirittura pagare stipendi. Siamo partiti da casi marginali (sia pur a noi ben noti) come comuni in dissesto e simili, ma basta guardare all’emergenza delle Province, o alla Regione Piemonte in pre bancarotta (ma che non si dica, per carità), per capire che il fenomeno non è marginale, ma strutturale. E sta dilagando.

Nel mentre, il governo si lancia in proclami ottimistici poco credibili  (“la ripresa partirà nel 2013”, ma nella seconda metà si intende: prima votate italiani, e votate bene..), e in altrettante smentite (“ma no, la ripresa non ci sarà prima del 2015”).
E, naturalmente, i tecnici fattisi politici ne hanno assunto immediatamente i difetti più gravi, tipo non spiegarci assolutamente  in cosa consisterebbe la ripresa, e in base a quali indicatori oggettivi e misurabili se ne parla. Insomma, il catastrofismo non paga, ma neppure raccontare frottole ad oltranza, sperando che si autorealizzino, mi pare possa essere una strategia credibile. O no?

Ma torniamo alle risorse pubbliche: la Regione Piemonte ha smesso da mesi di adempiere ai suoi obblighi verso le periferie. Naturale: quando il soldo si fa insufficiente, pensi prima alle strutture centrali, e tagli il resto. Così zero trasferimenti al trasporto locale (sopravvissuto fino ad oggi grazie agli anticipi delle Province), parchi e riserve naturali che dichiarano “sopravviviamo grazie alle banche, ma fino a quando?” e soprattutto allarme sanità.

Eh già, perchè Regione significa in primo luogo ospedali, Asl, assistenza territoriale. E anche su quel fronte l’allarme è ormai forte: accanto ai ritardi consolidati nel pagamento dei servizi alle cooperative e ai fornitori in generale (a cui peraltro si impongono continui tagli di  budget nel rinnovo dei contratti, che incideranno sulla qualità dei servizi), ora cominciano ad emergere le voci sulle difficoltà a pagare gli stipendi al personale in organico. Vedremo presto in piazza anche medici, infermieri e personale sanitario al completo? Si avvicina la marcia dei camici bianchi?

Tanto per fare qualche numero, la Asl provinciale di Alessandria, con i suoi oltre 4.000 dipendenti, è la più grande azienda del territorio. E L’azienda ospedaliera Santi Antonio e Biagio di Alessandria è un’altra primaria realtà, centrale per la vita di tutta la collettività alessandrina. Se andassero in sofferenza strutture simili, quali pesantissime conseguenze dovremmo subire tutti noi, a partire dai malati e dalle loro famiglie?

Ho l’impressione che lo stato di salute dei palazzi del potere pubblico torinese sia stato finora un po’ troppo colpevolmente trascurato dai media. Teniamo d’occhio la Regione Piemonte, che significa in primis sanità pubblica!

E. G.

Annunci
Categorie:Editoriali
  1. cittadino
    27 novembre 2012 alle 09:14

    22 miliardi in Val Susa e 6,2 miliardi in Valle Scrivia e Lemme.
    Se si decidesse di non buttarli nella truffa del TAV si potrebbero rendere immediatamente disponibili per i VERI servizi essenziali. Altro che posti di lavoro per manovali extracomunitari in subappalto.
    Certo, impregilo, coop di partito e forse qualche potente calabrese ne soffrirebbero un pochino, ma sinceramente non credo che il popolo, quando sarà costretto a stare all’addiaccio senza cure sanitarie e stringendo la cinghia, se ne preoccuperà eccessivamente.
    Veder sfrecciare a 300 kmh qualche raro treno che trasporta merci che nessuno si potrà permettere di acquistare non sarà di nessun aiuto a riempire le pance vuote.
    E magari, qualcuno si ricorderà uno per uno i nomi dei politici disgraziati e disonesti che hanno portato a questa situazione.
    Io per sicurezza me li sto annotando, a futura memoria.

    • ralm
      27 novembre 2012 alle 09:19

      concordo con cittadino… creiamo un album web con le foto e le azioni dei nostri politici

  2. 27 novembre 2012 alle 14:21
  3. Gian Luca
    27 novembre 2012 alle 15:27

    Abito a Valenza questa mattina ho prenotato una visita specialistica all’Ospedale, mi hanno risposto che l’ambulatorio è stato soppresso e se voglio devo andare a Casale e tra l’altro il medico di cui mi fidavo non lavora più per il servizio pubblico ma da privato. Dobbiamo pagare miliardi di euro un buco in una montagna per arricchire gli amici degli amici e poi distruggiamo il SSN. Complimenti… davvero!!! L’unica soluzione è espatriare in un paese un po’ più civile e moderno. Monti bis??? Ma mi faccia il piacere…..

  4. luigi
    27 novembre 2012 alle 17:13

    occhio neh!
    guardate che il qualunquismo è soltanto di destra. Su, che adesso arriva Grillo e vi fa un bel clistere a tutti. A Berlusconi glielo fa la Cavagna

  5. luigi
    27 novembre 2012 alle 17:26

    scusate la stronzata che ho scritto, ma non sopporto le vergini dai candidi manti (vi ricordate la tragedia di Madonna Ifigonia?)
    Raccontavano che in quel di Spinetta negli anni addietro c’era un dottore della mutua che prescriveva ai suoi amici (quelli del suo paese) l’acqua Sangemini a carico della pubblica sanità. Era logico che doveva finire così.-

    • Graziella (gzl)
      27 novembre 2012 alle 23:09

      beh…a quelli di Spinetta l’acqua di Sangemini era utile per lavare i reni appunto perchè abitavano alla Spinetta .

      2008: il cromo nel terreno e nelle acque se non era la scoperta privata, col piffero che gli enti allo scopo di controllo ambientale e salute pubblica ….sapete….quelli che paghiamo per tutelarci….col piffero che se ne fossero accorti (pare che non sapessero dalle interviste del tempo) e peggio ancora ne fossero a conoscenza e tacessero (vedi mod, ILVA) .

      Quel medico di Spinetta era un benefattore trattandosi di Spinetta.

  6. 27 novembre 2012 alle 18:18

    ah ah…caro Luigi, io conosco famiglie di dipendenti pubblici che da decenni se ne vanno due settimane all’anno a spese della sanità (pubblica pure quella) a fare le cure termali. Tutto legittimo, sia chiaro. Ma forse aver perso il senso del limite tra cure sanitarie (che dobbiamo esigere di qualità e gratuite; per questione di civiltà) e soddisfazione della propria libido deviata è l’altra faccia delle ruberie, enormi e da reprimere. Temo comunque che Bengodi sia al capolinea. Anche se Monti, che un giorno dice una cosa e il successivo il suo opposto, è un personaggio inquietante. Per il quale credo il popolo sia sostanzialmente una questione statistica.

    E. G.

  7. 27 novembre 2012 alle 19:30

    Riporto pari pari da Age.Na.S (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) on line: “Prendendo i dati 2000-2009 di fonte Oecd ed esaminando i valori pro-capite della spesa sanitaria delle pubbliche amministrazioni, si può constatare che la spesa sanitaria negli ultimi dieci anni ha un trend crescente, non solo in Italia,ma in tutti i paesi dell’area. Per poter effettuare il confronto tra le varie nazioni
    i valori sono stati riportati al potere di acquisto del dollaro nel 2000.In Italia, la
    spesa sanitaria media pro-capite risulta inferiore rispetto a quella di Paesi come
    Stati Uniti, Francia,Germania,Regno Unito e Canada. Se poi si rapporta la spesa sanitaria pubblica al Pil, lo scenario resta tendenzialmente simile, anche se è
    possibile individuare alcune differenze: i valori percentuali mostrano sempre un
    trend crescente, ma si invertono alcune situazioni.Ad esempio gli Stati Uniti,
    che nel caso precedente erano il paese con la spesa sanitaria media procapite
    maggiore, presentano un valore percentuale di spesa sanitaria rispetto al Pil inferiore a Francia e Germania. Il Regno Unito, che presentava valori pro-capite
    molto maggiori dell’Italia, sembra invece avere un trend simile a quello italiano
    almeno fino al 2006,anno dal quale si inizia a registrare una maggiore crescita.
    Se invece, consideriamo il solo incremento della spesa sanitaria l’Italia è tra le
    nazioni in cui la spesa è cresciuta di meno.I Paesi che hanno avuto un incremento, sempre negli ultimi dieci anni, inferiore a quello italiano sono il Lussemburgo, la Norvegia, la Germania, l’Islanda e la Francia. Al contrario, Canada, Stati Uniti e Inghilterra hanno riportato incrementi maggiori”.

    Il qualunquismo è rifiutarsi di vedere che ci sono il 53,8 % di lavoratori autonomi/imprenditori e l’ 83,7% di renters che non pagano le tasse (per non parlare dell’elusione), costringendo i cittadini onesti a pagarsi qualsiasi servizio, mentre loro magari “nullatenenti” si curano gratis a nostre spese.

    Il qualunquismo è non ricordarsi che poggiolini e de lorenzo avevano i miliardi nel puff.

    Il qualunquismo è non ricordarsi di don verzè e di tutti gli altri “prenditori” privati che hanno affossato il sistema sanitario nazionale, insieme a sodali politici e parenti, con la corruzione e il malaffare, che fa ormai parte delle cronache giudiziarie quotidiane.

    Il qualunquismo è ignorare che Il Lancet Student e il British Medical Journal, informavano che la Commissione europea per la Concorrenza ha rivelato in un rapporto (preliminare) di ben 426 pagine, le tattiche delle Aziende farmaceutiche proprietarie dei brevetti, per dilazionare l’uscita dei generici. Un affare che ammonterebbe a circa 3 miliardi, di fatto sottratti ai cittadini e ai sistemi sanitari europei dal 2000 al 2007.
    Le cause intentate, nonostante siano state vinte in gran parte (nel 60% dei casi) dalle Aziende che producono generici, avrebbero ritardato l’uscita dei prodotti concorrenti mediamente di sette mesi.

    Il qualunqusmo è non ricordarsi del vaccino per la “suina”, la famigerata H1N1, chissà che fine ha fatto, l’avranno mica utilizzato tutto quei cattivoni dei dipendenti pubblici?

    Potrei dire un mucchio di altre cose ma… il qualunquismo è un apostrofo marrone tra le parole “luogo” e “comune”…

  8. 27 novembre 2012 alle 20:57

    Però ciò non toglie, caro Molotov, che i personaggi che ho citato (e che esistono, ti assicuro), sempre pronti a spremere ogni rivolo di opportunità tra le pieghe di regolamenti e cavilli, motivandolo sorridendo con un “tanto è gratis”, rientrino pienamente nella categoria dei parassiti, e come tali vadano trattati. Esiste in Italia un atteggiamento di corresponsabilità diffusa, per cui ciò che è pubblico lo sfrutto non nella misura in cui mi serve (che poi sarebbe il vero comunismo, alla fin fine roba da spiriti eletti, da piccoli gruppi di illuminati), ma arraffando tutto quel che posso. Lo stesso identico spirito di “arraffamento” che, se ci pensi, genera le enormi ruberie dei finti vaccini, delle valvole cardiache che non funzionano, dei rimborsi gonfiati di certa sanità privata. A volte penso che un popolo gestito da sempre da grandi ladri non può che essere, sotto sotto, un popolo di piccoli furfantelli. Almeno potenziali. Bah…

    E. G.

  9. 27 novembre 2012 alle 21:18

    Verissimo, non sto mica a difendere l’indifendibile, c’è gente che vende la madre per un buono benzina, non è che chi è in parlamento venga da Marte, è l’espressione di un popolo, o almeno di una larga fetta che ha interesse che nulla cambi. Tutti i giorni vedo gente che si lamenta dei governanti mentre, nel suo piccolo, fa le stesse cose. Ma non è una categoria in particolare…anzi il fenomeno è trasversale.

  10. 27 novembre 2012 alle 21:33

    Verissimo. Ho citato il caso di dipendenti pubblici che conosco, ma certamente ce ne sono tanti altri che non abusano, per carità. Dopo di che: Monti ci prova, nella testa ha un modello di sanità privata a pagamento, legata ad assicurazioni private. Il che significherebbe demolire definitivamente il welfare sanitario, mentre io, chiarisco, sono per potenziarlo e accrescerlo: magari però anche eliminando piccoli abusi e privilegi.

    E. G.

  11. 27 novembre 2012 alle 23:23

    Cito: “Il governo lavora al decreto in Cdm: l’ipotesi è quella di trasformare l’area dell’Ilva di Taranto in “sito di interesse strategico nazionale” per consentire all’azienda di proseguire la produzione nonostante i sequestri dei magistrati”.

    Traduco: Il governa intende stabilire d’autorità che i morti di Taranto (di ieri, di oggi e di domani) e i loro famigliari sono zavorra sacrificabile in nome del business. Ma qualcuno si rende conto di quanto questa logica sia aberrante?

    E. G.

  12. 28 novembre 2012 alle 00:16

    Da Taranto a Spinetta il passo è breve, chissà se anche a Taranto fumano come sostengono i legali di michelin?…

  13. cittadino
    28 novembre 2012 alle 08:44

    la logica ABERRANTE del “sito di interesse nazionale”, significa l’intervento dittatoriale manu militare dello stato-regime contro i cittadini-vittime, condotto a mezzo manganelli antisommossa e fili spinati illegali e lacrimogeni cancerogeni vietati dalle convenzioni internazionali (questo accade, signori miei, da anni).
    Una logica inventata da berlusconi e dal suo governo zeppo di nostalgici fascisti, ma fatta propria senza se e senza ma da questo governo-fantoccio del PD e dell’UDC.
    E’ stata usata in Val di Susa contro chi cerca di resistere alla truffa TAV da 22 miliardi, sarà usata contro i morti per cancro di Taranto e le loro famiglie.
    Ma non dimentichiamo che c’è già anche qui da noi. Infatti cociv-impregilo ha preteso che venisse applicata anche ai suoi costosissimi e inutili cantieri del TAV Terzo Valico, che saranno di fatto militarizzati allo stesso modo.
    Tutto questo ha un padre certo: Rocchino Muliere, consigliere regionale PD di lungo corso e grosso vitalizio.
    Infatti è stato lui, a pretendere che la Regione Piemonte chiedesse il “sito di interesse nazionale” per le valli Polcevera, Lemme e Scrivia che saranno devastate dal TAV merci, con contorno di polveri all’amianto da Novi a Spinetta fino a Sale.
    E sarà a lui e al suo partito che dovremo chiedere con molta forza conto di quelle devastazioni, delle future malattie e dei 6,2 miliardi che daremo al povero Gavio, mentre chiudono ospedali e fabbriche..

  14. Giorgio
    28 novembre 2012 alle 12:42

    Le spese della sanità sono un tema più che mai attuale.
    Mi chiedo come mai è finito nel dimenticatoio la vendita del Centro Riabilitativo BORSALINO.
    Proprio un anno fa andava deserta l’asta per l’acquisto dell’immobile che ospita il centro riabilitativo. E poi che è successo??

    Il Borsalino è uno dei Centri di eccellenza per la riabilitazione in Piemonte, non credo che il ministro Balduzzi l’abbia mai visitato nella sua veste istituzionale.

    • Graziella (gzl)
      28 novembre 2012 alle 16:24

      Se tolgono o eliminano la struttura Borsalino, vorrei sapere che fine farà la riabilitazione dopo un intervento ospedialiero a costo zero come è giusto per il paziente…..già ha pochi posto letto.

      A giugno dopo un intervento di vertebroplastica ad un mio congiunto non essendoci posto al momento del bisogno al Borsalino per la riabilitazione, per non inficiare un intervento fatto bene ho dovuto spendere 2.450,00 euro al mese in una casa di cura privata che faceva una minima fisioterapia di un’ora al giorno per cinque giorni….diversamente nonostante il buon operato della neuroghirurgia il paziente sarebbe stato un invalido completo a carico della famiglia.

      Ora qualcuno dirà che nel commentare siamo pressapochisti, qualunquisti, che ce l’abbiamo con la politica, che facciamo di tutta l’erba un fascio……..cazzo ….ma di chi è la colpa se si sono mangiati il paese con cattiva gestione del bene pubblico, con dirigenti che hanno fatto i capperi loro con lauti compensi, dove nessuno ha controllato l’operato in essere soprattutto nella sanità e dove abbiamo dovuto dare tutto a tutti visto che siamo un paese di generosi e non vengono rispettate le regole di ingresso….eggià quando non ce nè più per nessuno si calcola tutto. Se dovremo pagarci una assicurazione per essere curati, SIANO TOLTI GLI EURO CHE VERSIAMO SULLA SANITA’ DAGLI STIPENDI E PENSIONI. Troppo comodo Stato ladrone e corrotto incassare tanto e togliere tutto.

  15. mandrogno
    28 novembre 2012 alle 18:20

    eh no, se mi tolgono l’assistenza sanitaria ora che ne avrei bisogno, dopo che ho versato milioni per tutta la vita, DEVONO RESTITUIRMI TUTTO QUELLO CHE MI HANNO PRESO, con gli interessi.
    Altrimenti equivarrebbe a una condanna a morte, per cui ho anche pagato caro.

  1. No trackbacks yet.
I commenti sono chiusi.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: